Rignano Flaminio
Ratzinger, la chiesa
cattolica e la violenza sui minori.
di Claudio Simeoni
La
violenza, nelle forme più acute, mette in atto delle turbe psichiche nei
bambini tanto da produrre un futuro sociale incerto e drammatico.
A
proposito dei fatti di Roma, un esperto psicologo che ha analizzato i disturbi
psichici e comportamentali dei bambini che hanno subito la violenza. Si tratta
di una violenza profonda che inciderà per tutta la loro vita in quanto, la
violenza subita da molti bambini viene fatta nei primi tre anni di vita. Tanto
più precocemente, come da sempre sanno i cristiani e i cattolici in
particolare, si incide mediante la violenza la struttura psico-emotiva dei
bambini, tanto più si determinerà la direzione dello sviluppo della dipendenza
intellettiva e dell’angoscia nelle relazioni col mondo. Dipendenza ed angoscia
sono il fondamento attraverso il quale i cristiani impongono la loro fede ai
bambini. Una dipendenza e un’angoscia ben documentata dal libro di Ratzinger
sul pazzo di Nazareth. In quel libro emerge tutta l’angoscia e tutta la
disperazione di Ratzinger davanti alla truffa che egli ha contribuito, con
tanto impegno, a diffondere imponendola ai bambini attraverso la violenza.
L’esperto Psicologo, parlando degli effetti della violenza subita dai bambini,
dice:
Tratto da Il Gazzettino del 27 aprile 2007
L’esperto
“Bimbi a rischio psichico”
ROMA
- Bambini a «rischio psichico, con aggressività comportamentale e aspetti
dissociativi del pensiero e regressivi a livello della gestualità del tratto
relazionale». Sono alcune delle patologie rilevate dal consulente della procura
di Tivoli sui bambini della 'Olga Rovere', sottoposti a presunti abusi
sessuali.
L'elenco dei danni che i 16 bimbi avrebbero
subito viene fatto nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal
gip Elvira Tamburelli. Il consulente della procura ha esaminato ciascuno dei
bambini e il lavoro viene definito «particolarmente significativo». Per un
bimbo di tre anni e mezzo il consulente scrive che «la reazione di shock traumatica
subita ha fortemente inciso sulle sue possibilità di sviluppo, manifesta una
forte difficoltà di relazione con il mondo esterno che gli procura uno stato di
angoscia molto forte per la sua impossibilità di elaborare i suoi vissuti
emotivi e incanalare le sue pulsioni istintuali».
Per una bambina di due anni e tre mesi la
relazione recita così: «Si è in presenza di un meccanismo perverso legato allo
sviluppo della sessualità la cui intensità ha individuato esiti dannosi. Incubi
sono presenti ancora oggi anche se in maniera ridotta; ancora oggi un
rimprovero suscita nella bambina una crisi con 'enuresi notturna' (la pipì a
letto), dolori gastrointestinali e le esperienze vissute hanno alterato la sua
percezione del reale e bloccato la possibilità di esperienze infantili legate
alla sua età cronologica».
Ciò
che lo psicologo non dice, ma lo dice la cronaca, è che quei bambini avevano
già subito feroci traumi ad opera della famiglia. Feroci traumi che li avevano
portati a credere nel diavolo cristiano ed avevano paura dello sconosciuto che
identificavano in mostri e in terrori. Mostri e terrori che hanno facilitato
l’attività dei violentatori per terrorizzarli ed impedire loro di rivelare, per
quanto è stato loro possibile, la violenza che i bambini stavano subendo.
L’ambiente
famigliare, la famiglia tanto evocata da Ratzinger, è la prima organizzazione
che agisce facendo violenza nei confronti dei bambini. I bambini sono posseduti
dalla famiglia; la famiglia disarma il bambino davanti alla società in modo da
renderlo dipendente dall’adulto e, in seconda battuta, dall’autorità; la
famiglia affida il bambino alla scuola materna che, da quel momento, possiede
il bambino sostituendosi ala famiglia.
In
tutti questi passaggi non c’è un solo momento in cui qualche cosa, nella
società civile, sia al servizio del bambino. Al contrario, il bambino è
sottomesso a tutto e a tutti nella società civile. Vive la sottomissione come
un’imposizione necessaria attraverso la quale dover affrontare la sua vita. La
giornata è organizzata a dimensione dell’adulto
e il bambino non riceve una sola attenzione che sia funzionale ai suoi
bisogni. Certamente lo si fa giocare, lo si fa stare con gli altri bambini, lo
si alimenta; ma non c’è differenza con le bestie della stalla che si fanno
stare tra di loro, si pascolano, si riempie la loro mangiatoia. I bambini,
nell’attuale società civile sono considerati alla stessa stregua del bestiame
anche se la società civile riconosce loro dei diritti costituzionali che nega
al bestiame che poi si conduce al macello. Il bambino è sottratto alla vita
sociale, il bambino viene violentato per privarlo delle sue tensioni di vita.
La vita dell’adulto, la vita sociale è separata dalla vita del bambino che la
famiglia, che tanto piace a Ratzinger, alleva in una stalla separata dalla vita
sociale. Con una motivazione demenziale, si afferma che il bambino è troppo
piccolo per comprendere le implicazioni della vita sociale e lo si sottrae
preparandogli una stalla asettica dove anche i programmi televisivi sono fatti
a misura di adulto-infantile-deficiente!
Così,
nella società civile sottomessa all’imposizione dell’orrore cristiano, il
bambino è solo una bestia da allevare e, nell’immaginario di molti adulti
allevati a loro volta come delle bestie, anche buono per violentare.
Le
notizie che continuano a filtrare sulla vicenda dell’asilo di Rignano Flaminio
indicano come tutto il paese fosse ammalato. Molte persone partecipavano alle
violenze di bambini già terrorizzati dalla chiesa cattolica e dalle famiglie
con la paura del diavolo. Bambini impauriti, bambini sottomessi, bambini
abituati ad obbedire come le pecore che vanno tutte verso il macello.
Quante
persone hanno partecipato alle violenze?
Quanti
bambini hanno subito alterazioni della personalità che semineranno nel corso di
tutta la loro vita costruendo problemi nekl Sistema Sociale?
Da: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo359214.shtml
24
aprile 2007
Abusi all'asilo,caccia a 5 pedofili
Sei bimbe violate, spuntano 2 testimoni
Si aggiungono
tasselli alla raccapricciante vicenda degli abusi sui bambini di una scuola
materna di Rignano Flaminio. Dopo gli accertamenti medici, sarebbero stati
riscontrati segni di violenza su almeno sei bambine e tracce di psicofarmaci
nei capelli di una delle piccole vittime. Spuntano le testimonianze di
una vigilessa e di una colf. I parenti dei sei arrestati lasciano il
paese. Caccia a 5 insospettabili.
Secondo quanto
rivela "Il messaggero", una vigilessa avrebbe confermato di aver
visto, fra aprile e maggio 2006, uscire dal lato della scuola un gruppetto di
bambini per un'ipotetica visita alla "fattoria" della quale, tuttavia,
i genitori non sapevano nulla. Ma la notizia più grave è il
riscontro, da parte dei medici, di violenze subite da sei bambine.
Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Elvira
Tamburelli, oltre alle perizie mediche, compaiono riferimenti sconcertanti
ai giochi erotici cui sarebbero stati sottoposti i piccoli.
Le sei persone
arrestate per i presunti abusi - tre maestre, il marito di una di loro, una
bidella e un extracomunitario - si trovano intanto nel carcere romano di
Rebibbia in isolamento. Venerdì saranno interrogati dal gip e
dal pm della procura della Repubblica di Tivoli, Marco Mansi. I reati per i
quali dovranno rispondere vanno dalla violenza sessuale su minori ad abusi
su bambini. I loro avvocati parlano di accuse "incredibili e assurde",
mentre gli inquirenti sono alla caccia di altre cinque persone che
avrebbero partecipato alle sevizie nei confronti dei minori.
Stanno trovando riscontro i racconti fatti da alcuni bambini, che hanno descritto una casa dalle pareti colorate e una piscina con i pesci rossi nella quale erano costretti ad entrare nudi. Intanto, molti dei parenti dei sei arrestati stanno lasciando il paese laziale, ancora sotto shock, per paura di ritorsioni, anche se al momento i carabinieri non segnalano scritte offensive o atti vandalici in danno delle famiglie degli indagati.
Bambini
stuprati nella psiche, costretti in ginocchio davanti al crocefisso in
violazione del dettato Costituzionale. Oggi il Presidente della Repubblica dice
che per i morti sul lavoro non basta la denuncia, ma serve l’indignazione. Solo
che lui partecipò a torturare chi denunciava trenta anni fa l’orrore dei morti
sul lavoro. Ora, cosa farà seguendo la stessa logica? Fra trenta anni un altro
Presidente della Repubblica Italiana dirà che è necessario indignarsi per le
violenze subite dai bambini?
Eppure
non arreca indignazione un sistema educativo che si relaziona con i bambini
come se fossero delle bestie da allevare e ridurre all’obbedienza, magari con
la violenza.
un
sistema educativo che ha nell’ideologia cattolica il suo fondamento di morte e
devastazione sociale.
Di
che cosa si preoccupa il prete cattolico di Rignano Flaminio? Si preoccupa di conservare il suo controllo,
il dominio sulle persone. Sia sui bambini violentati; sia sui genitori che con
tanta superficialità hanno costruito nei loro figli condizioni psichiche di
sottomissione; sia dei violentatori. Tutti devono mettersi in ginocchio davanti
al prete che come un novello padrone pretende che tutti si sottomettano alla
sua autorità!
Dal
sito: http://www.unionesarda.it/DettaglioUltimora/?contentId=6925
del
29 aprile 2007
Rignano: il parroco, qualcuno vuole farsi pubblicità
"Stiamo vivendo giorni di grande tristezza - aveva detto -
perchè alcune pecorelle smarrite potrebbero aver portato fuori dal gregge altre
pecorelle. Ma noi preti siamo come i carabinieri, faremo tutto il possibile per
riportare tutte le nostre pecorelle nel gregge".
"Sono
giorni tristi ma qualcuno proprio in questi giorni sta cercando di farsi
pubblicità". Lo ha detto oggi don Enrico Rocchi, per tutti don Henry, il
parroco di Rignano Flaminio, durante la cerimonia della prima comunione di una
trentina di bambini, celebrata questa mattina, la seconda in una settimana. Il
sacerdote, che è sempre stato piuttosto polemico in merito alla vicenda sul
presunto giro di pedofilia alla scuola "Olga Rovere" ha per la prima
volta fatto cenno all'indagine. "Noi sacerdoti siamo sempre presenti nei
momenti di sofferenza della comunità. Il pastore non abbandona mai il suo
gregge". "Voi sapete - ha aggiunto - che io sono stato sempre
presente, non ho mai fatto un giorno di vacanza. Sono stato qua per
tranquillizzare e dare conforto alla comunità". Poi don Rocchi si è
scagliato contro coloro che, a suo dire, in questi "giorni tristi stanno
cercando di farsi pubblicità. "Tutti - ha detto - vogliono parlare, anche
a rischio di violare il segreto professionale o istruttorio. Rischio che io non
voglio correre". Questi gli unici passaggi dedicati dal parroco di Rignano
Flaminio alla vicenda che da una settimana ha sconvolto il paese scaturita
dall'arresto di tre maestre e di una bidella della scuola materna, accusate
insieme ad altre due persone di presunti episodi di pedofilia che avrebbero
avuto per vittime 16 bambini della scuola stessa. Sul concetto della
presenza costante della parrocchia nella vita cittadina, don Rocchi si era
soffermato anche durante l'omelia della messa delle 9,30, celebrata nella
vecchia parrocchia, nel centro storico del Paese. "Stiamo vivendo giorni
di grande tristezza - aveva detto - perchè alcune pecorelle smarrite potrebbero
aver portato fuori dal gregge altre pecorelle. Ma noi preti siamo come i carabinieri,
faremo tutto il possibile per riportare tutte le nostre pecorelle nel gregge.
Siamo qui per dare conforto e sicurezza alla comunità, anche in un momento buio
che sembra non dover finire mai". Subito dopo la cerimonia della prima
comunione, dopo essersi fatto fotografare con i bambini, don Rocchi, altro
oltre un metro e novanta per più di 100 chili di peso, è salito in sella alla
sua Vespa e si è allontanato dicendo ai cronisti che hanno tentato di
avvicinarlo: "Lasciateci in pace".
Noi
preti, dice il prete di Rignano Flaminio, siamo i padroni dei bambini. Noi
possiamo violentare i bambini perché noi siamo Gesù in terra e voi cronisti che
vi siete permessi di denunciare la situazione.
Dei
bambini violentati non frega niente a nessuno: sono sempre bestiame da ridurre
all’obbedienza, che problemi ci sono se ogni tanto vengono violentati?
Che
colpa ne hanno i genitori? Loro hanno denunciato quando hanno saputo e potuto!
E’ vero, ma la loro colpa è enorme, quella di non aver previsto! Hanno la colpa
di considerare innocuo trasformare i loro figli in bestiame, costringerli a
pregare, portarli a fare la comunione in ginocchio davanti ad un dio assassino!
Hanno
la colpa di considerare la società in cui vivono con superficialità. La stessa
superficialità che fa diffondere il razzismo ai media della RAI (la persona
ubriaca che ha investito quattro persone, non è una persona, è una bestia; un
Rom!), e che nello stesso tempo usa i termini dubitativi quando ad essere
implicato è un prete cattolico o questi cattolici imputati: tutti bravi
parrocchiani che andavano in chiesa, insegnavano il catechismo ed erano al
servizio dei vescovi cattolici!
Siamo
all’interno di una società profondamente malata. Malata di odio, di razzismo,
di bramosia di violentare il più debole affinché non rivendichi i suoi diritti
giuridici.
Siamo
in una società di cattolici che truffano (ricordate Tanzio?). Rubare, truffare,
stuprare è quanto viene indotto dall’educazione cristiana e dall’attività di
devastazione sociale i Ratzinger in ossequio al suo dio assassino, il macellaio
di Sodoma e Gomorra.
E’
una società che sta pagando un prezzo notevole per l’asservimento al terrorista
Ratzinger e alla sua banda di criminali che agiscono per imporre in Italia i
principi della monarchia assoluta propri della loro religione in
contrapposizione ai principi democratici della Costituzione.
Se
sequestrassero Prodi e lo violentassero, verrebbero chiamati TERRORISTI, ma dal
momento che sequestrano e violentano bambini in nome del pazzo di Nazareth e
del macellaio di Sodoma e Gomorra, allora si evita di chiamarli terroristi;
dimenticando che in questo paese la legge è uguale per tutti. Uguale per tutti,
meno che per le persone deboli, gli emarginati, quelli che non foraggiano i
criminali dell’Ordine degli Avvocati o gli amici degli amici!
Intanto
si violentano bambini e si costruisce un ben triste futuro per la società in
cui viviamo.
Se
avesse un qualche fondamento la notizia, letta di sfuggita, secondo la quale
nel paese di Rignano Flaminio sono state raccolte 600 firme a sostegno degli
arrestati per i reati di violenza sui bambini, prima ancora che i magistrati
siano giunti alle prime conclusioni, significa che in quel paese, al di là di
chi, come e perché, commette violenza sui bambini, tale violenza è vissuta come
un bisogno morboso; una specie di solidarietà morbosa, di morbosa invidia, nei
confronti di chi ha commesso quel reato. Un paese malato, come è malata la
società Italiana. Una malattia indotta dall’attività terroristica educazionale
cattolica il cui scopo è impedire il futuro alla società civile per poterla
criminalizzare, ricattare e dominare. (nota. 02.05.2007)
Non
solo la notizia è risultata vera, ma in data 03.05.2007 si è tenuta una
fiaccolata di solidarietà con le persone arrestate per violenza sui bambini
dell’asilo condotta dal parroco. A dimostrazione come il bisogno di violenza
sui bambini sia una tensione intima, emotiva, propria dell’educazione cattolica
che, una volta imposta sugli adulti, ha lo scopo di riprodurre e perpetuare il
disagio sociale, generazione dopo generazione. Alla fiaccolata hanno
partecipato, secondo i giornali, circa 250 persone a dimostrazione di quanto
sia diffuso il bisogno di far violenza sui ragazzi nella società civile Italiana
imposto dall’attività di terrorismo della chiesa cattolica!
Marghera,
01 maggio 2007
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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