Battere il mostro con nove teste




Miei carissimi colleghi spirituali,

Quando ci siamo riuniti per la prima volta nel 1998 a Vilnius, non era per niente chiaro:

Ø      Quale sarebbe stato il nostro compito

Ø      Quali scopi avevamo in mente

Ø      E come dovevamo lavorare insieme per ottenere risultati

Ora, sette anni dopo, è come se il mondo fosse cambiato e si confrontasse con noi con la nostra più grande sfida: globalizzazione e superficialità. Anche se le azioni terroristiche e le loro conseguenze politiche non possono essere discusse qui, non possiamo negare che ci siano forze a portata di mano che spingono la società in una specifica direzione attraverso l’agitazione, le lobbies e il piazzamento di pezzi sulla scacchiera del mondo. In realtà, dobbiamo far fronte a questi eventi in una maniera religiosa tradizionale: l’intero campo di battaglia – sia esso spirituale o materialistico, in realtà non si possono separare – è come una stoffa finemente intrecciata. Se si tira via un singolo filo da essa, ogni altra parte della stoffa si muoverà. Così, quando un pezzo della scacchiera è rimpiazzato, tutta la scacchiera è coinvolta dalla nuova situazione e il giocatore dovrà riconsiderare il posto di ciascuno dei pezzi della scacchiera. In altre parole: come movimento religioso, il Congresso Mondiale delle Religioni e Tradizioni Etniche deve riconsiderare la situazione odierna in relazione  ai nuovi eventi politici, culturali, socio-economici e spirituali. Da ora in avanti, possiamo riposizionarci ed adottare un nuovo punto di vista sul come vogliamo interagire con i fatti storici recenti e antichi.

Guardiamo a cosa è successo in questi ultimi anni e in come gli eventi hanno influenzato l’intera discussione relativa al posto e alla funzione della religione nella nostra società. Per comprenderlo pienamente, dobbiamo prima fare un piccolo excursus storico. Ci sono parecchie tendenze in questo mondo che influenzano il terreno di gioco della società. Da un lato, c’è l’attuale punto di vista occidentale. I paesi occidentali moderni partono da una visione puramente socio-economica come pezzo per ottenere stabilità e sicurezza. Considerano la religione un mero relitto dei tempi andati, uno stadio pre-logico di spiegarsi la natura, il genere umano e i fenomeni sconosciuti. Dall’età dell’Illuminismo credono nella scienza e nell’evoluzione e in un nuovo tipo di religione, la religione della Ragione. Questo nuovo tipo di religione accetta solo ‘ciò che è rintracciabile’, ‘ciò che è sensibile’, ‘ciò che può essere descritto con numeri e grafici’ (non i numeri degli insegnamenti pitagorici – numeri che simboleggiano realtà spirituali e metafisiche – ma numeri visti unicamente come quantità). Questo fraintendimento della realtà – una realtà che da allora in avanti è stata vista solo come una quantità, una massa di atomi – ha dato origine al rifiuto sistematico della qualità, qualità che può essere considerata il fondamento della stabilità e unicità, e la sua sostituzione con la massa e dalla riproduzione, fondamento del cambiamento e perciò dell’instabilità. Sul livello spirituale, l’unicità dei Principi Metafisici Universali è stato rimpiazzato dai diritti universali durante la Rivoluzione Francese – i cosiddetti diritti umani. Laddove i Principi Universali Metafisici possono essere raggiunti solo attraverso una pratica spirituale difficile e talvolta dolorosa, i diritti universali dall’altro lato erano liberamente garantiti a tutti, anche a coloro che danneggiavano costantemente la società. Inoltre, i principi metafisici erano rifiutati come finzione, come un mondo di fantasia creato dall’uomo. Qui si trova l’origine dell’umanesimo: nel rifiuto di ciò che va oltre l’uomo e che può essere considerato l’Origine o Principio di tutto ciò che esiste.

Contro la tecnicità dell’Età della Ragione, contro la visione meccanicistica e il disincanto del mondo, il XIX secolo vide un ribaltamento noto come Romanticismo. Sebbene il movimento romantico tornasse, in un certo modo, ad un sentimento animistico, ad una riabilitazione della natura piena di meraviglie, anch’esso aveva problemi nell’accettare l’aspetto metafisico e sovrannaturale della religione. Dio era, o gli Dei erano, ridotto alla natura. Forse dio non fu esplicitamente ridotto solo agli aspetti tangibili della natura, ma nondimeno esso era visto come la natura. Dall’altro lato, l’invisibile divenne terreno degli occultisti, spiritualisti, fantasisti e ciarlatani. Questi confusero l’iniziazione agli antichi misteri con, come lo chiamarono, l’acquisizione di poteri parlamentari, con sedute spiritiche magiche e sperimentali condotte per contattare i morti e con le teorie moderniste e interpretate letteralmente del XIX secolo sulla reincarnazione ad infinitum. Dal XVII secolo in poi, le persone hanno accentuato la parte emozionale dell’uomo, nello stesso modo in cui lo aveva fatto la tarda chiesa cristiana, e così, dal XX secolo, la religione è stata ridotta a moralità o anche peggio: la religione è stata considerata una versione primitiva o infantile delle teorie psicologiche Junghiane o Freudiane.

Certamente capirete che non era rimasto nulla del tradizionale concetto di religione:

-         Ogni aspetto metafisico era stato negato; in altre parole: la religione non poteva che essere puramente umana, un’invenzione della mente umana

-         Dio era equiparato alla natura; abbiamo a che fare con una visione panteistica

-         Si supponeva che la religione fosse basata sul sentimentalismo, su sentimenti mutevoli e di conseguenza perse la sua stabilità, una stabilità che un tempo era stata fermamente radicata nella dottrina mitica e rituale di trascendere gli aspetti puramente mondani della vita e riguadagnare lo status divino

-         L’insegnamento della religione venne trasformato in una sorta di psicologia incentrata sulla riduzione dell’uomo alla sua parte inconscia, al posto del tradizionale punto di vista che mirava ad elevare l’uomo al suo Sé più alto e trascendente

E’ chiaro a tutti, credo, che in circostanze del genere la religione può essere spazzata via facilmente o respinta nella sfera privata ed etichettata come superstizione o reminiscenza infantile del passato. Il vuoto che è stato creato riducendo il ruolo della religione nella nostra società è stato riempito con i soliti aspetti triviali della vita: “cibo e giochi”. Dovremmo allora sorprenderci che i sistemi politici basati sul pensiero e sui principi religiosi considerino questo modo di vivere sacrilego e indegno dell’umanità? Dobbiamo essere onesti, Fratelli e Sorelle. E’ questo quello che vogliamo? Possiamo incolpare quelle persone che ricorrono alla violenza come mezzo di resistenza a uno stile di vita simile, a un’ideologia puramente materialistica che ha organizzato il mondo su una base socio-economica ‘nel nome della libertà’?

Per favore, non fraintendetemi – io non accetto il modo violento in cui reagiscono, ma neanche accetto quel tipo di Dottrina della Salvezza che mira a salvare il mondo intero e governarlo attraverso un sistema teocratico. Infatti, entrambe le visioni, la visione occidentale modernistica e la visione di quelli che vorrei chiamare gli eserciti della Salvezza – ci mettono in una situazione scomoda, una situazione che può essere descritta come un mondo esclusivamente mono-dimensionale. Lasciatemi spiegare come sono giunto gradualmente a questa opinione mentre studiavo le religioni del Medio Oriente. Durante le mie ricerche, mi sono imbattuto in una conclusione di Mircea Eliade sulla religione degli Ebrei. Eliade sottolineava che per gli Ebrei non c’era un evento mitico a fondamento della loro religione, ma una Storia Divina. Gli Ebrei credono di avere un ruolo significativo e divino da svolgere nella storia e questo ruolo trovò la sua espressione nella loro Religione di Salvezza: il popolo di Israele sarebbe stato liberato dalle sue catene e sarebbe stato libero di nuovo. Ma fino ad allora, credevo che questo riguardasse solo il popolo di Israele. Più avanti, ho letto gli studi di Georges Dumézil, un importante studioso francese, che giunse alla conclusione che, attraversando il paesaggio religioso da Est ad  Ovest, possiamo percepire una devoluzione particolare: ciò che è noto come mito nelle religioni orientali diviene sempre più storia degli uomini mentre ci si muove da est ad ovest. I miti indiani possono essere rintracciati nell’epica greca, e queste storie eroiche possono essere trovate di nuovo, con la stessa struttura, a Roma, ma raccontate qui come eventi storici. Osserviamo una certa umanizzazione della religione: gli dei divengono eroi, gli eroi divengono uomini. Alcuni miti Parsi e Indiani possono essere trovati – non completamente, ma parzialmente – nella religione Ebraica, non come miti, ma come ingredienti strutturali della loro Storia Sacra. Dove i miti sono esempi a più livelli per il genere umano – diciamo delle guide affinché ciascuno possa trascendere gradualmente e riguadagnare lo status divino – la Storia Sacra, al contrario, è una forma piuttosto aggressiva di una varietà locale di un mito storico che eleva il popolo Ebraico allo stato di Popolo Eletto, mentre tutte le altre genti sono viste come goyim, come barbari, e sono trattati senza rispetto e con disprezzo. Un  problema reale sorge quando questo mito interpretato in questa maniera storica è universalizzato, in altre parole: diviene applicabile a qualsiasi uomo sulla terra. Quindi non è più solo aggressivo, ma diviene belligerante. Vuole che la gente di Dio combatta il Signore del Male che regna in questo mondo e riconquisti in questo modo il mondo intero. Ma anche con questa ideologia religiosa imperialistica non dobbiamo disperare. Perché, anche se religioni del genere – Cristianesimo e Islam, tanto per nominarli -  conquistano persone con altre abitudini e altre tradizioni, possono avere successo solo se si mantengono in contatto con l’anima delle perone che conquistano. Così è necessaria una pluralità di interpretazioni prima che una religione straniera possa essere radicata nell’anima di una nazione. Anche se possiamo percepire queste tendenze pluralistiche nella storia europea, vediamo anche che diversi movimenti di riforma danno tentato di tornare al fondamento del mito storico e universalistico della religione invaditrice. Questi movimenti di riforma – protestanti o altro – non sono mai una buona opportunità per noi. Si allontanano sempre dall’aspetto mitico e enfatizzano la parte letterale, diciamo l’ipotetica storia. In questo modo, fingendo di tornare al fondamento – perciò li chiamiamo fondamentalisti – pretendendo di tornare alla radice storica – di qui li chiamiamo radicali – l’aspetto multidimensionale del mito si riduce ad una visione monodimensionale, storica o interpretata solo letteralmente. Sono tagliati fuori dal Sanathana Dharma e rivendicano il possesso dell’unica e sola Verità. E questo è proprio quello che sta succedendo ai nostri giorni con l’Islam in tutto il mondo e con il Cristianesimo negli Stati Uniti d’America.

Quindi vi avviso, amici, non siate ingenui e non minimizziate l’impatto di questi pericolosi movimenti. Essi non sono costituiscono una minaccia per la pace in certe aree del mondo o addirittura in tutto il mondo, ma anche per la pace del cuore di ogni onesto amico degli Dei o del Divino. Dall’altro lato, vi invito a non generalizzare e ad essere sempre attenti con la critica. Non tutti i cristiani o i musulmani sono terroristi o persone intolleranti. Persino i leaders cristiani o musulmani non sono tutti terroristi o persone intolleranti. Il problema non sta nella persona, ma nel messaggio che è infetto e che accompagna la persona. Quindi, quando muoviamo delle critiche, concentriamoci sugli aspetti che causano il problema. Di fatto, queste due religioni sono infettate da un veleno che potrebbe ucciderle, tramite la mancanza di saggezza e un’attitudine dogmatica. E anche nel momento in cui essi sono ciechi nei confronti di questa realtà, il loro orgoglio affretterà la loro caduta nello stesso modo in cui l’orgoglio della razionalità porterà a situazioni catastrofiche a livello politico, culturale, ecosofico e religioso. Possiamo onestamente chiederci: quanto tempo abbiamo prima che si instaurino nuove forme di totalitarismo?

Per concludere, vorrei ora concentrarmi sulle possibili soluzioni per i problemi menzionati.

Innanzitutto, se la nostra società vuole astenersi dal trasformarsi in una massa unicamente consumista e materialista – una massa che può essere manipolata facilmente a causa della mancanza di una coscienza più alta e di principi metafisici – allora deve accettare che dietro il mondo tangibile ci sia anche un livello sovrannaturale. Questo livello era noto agli antichi Greci come il trono dell’Egemonikon, della Sovranità stessa. Solo controllando l’esistenza da quel livello in su, che è oltre il Tempo e lo Spazio, la Ruota della Fortuna può diventare la ruota del nostro carro dorato che ci riporta verso il Sole. In altre parole: prendendo come guida i paletti fissi dei principi metafisici, possiamo riorientare il nostro ambiente all’essenza, a ciò che siamo veramente, all’Essere invece di essere sottoposti a continui cambiamenti.

In secondo luogo, se conveniamo sul punto appena menzionato, su questa conditio sine qua non, allo scopo di riguadagnare stabilità e veridicità nelle nostre vite, dobbiamo chiedere alle nostre autorità politiche che quanto meno cerchino e accettino consiglio dal lato religioso per tutte le loro decisioni importanti, le decisioni che influirebbero sull’intera società. Non è rifiutando la separazione tra Stato e Religione, come faccio, che rimarrebbe solo la scelta di un governo teocratico. No, perché era il caso di ogni società tradizionale: il Re regna, ma accetta consiglio dai sacerdoti. Non era obbligato a seguire il consiglio, ma doveva almeno ascoltarli. Se, avendo rifiutato il consiglio, avesse commesso un errore, gli Dei gli avrebbero tolto il triplice potere con il quale aveva conquistato il regno. Da quel momento in poi, sarebbe stato un mortale come tutti gli altri.

Così, dobbiamo enfatizzare il fatto che le autorità dovrebbero dare retta ai consigli dati disinteressatamente da quegli uomini che prendono il Principio Divino come loro guida. Questo non è un invito al monopolio di una o dell’altra religione negli affari di governo, ma all’interazione tra tutte le religioni che abbiano una relazione diretta o indiretta con la gente, le culture e le tradizioni da un lato e le autorità che rappresentano quella regione dall’altro.

Inoltre, dobbiamo prendere una chiara posizione contro qualsiasi forma di logica invasiva monodimensionale, sia essa socio-economica, politica o pseudo-religiosa, dal momento che costituisce una seria minaccia alla ricchezza della saggezza. Solo a partire da visioni a più livelli possono essere intraprese azioni attente e responsabili nei confronti di situazioni impreviste e indesiderate. Accettare la diversità è l’unico modo di salvaguardare la pace e diffondere vita nelle nostre menti e attorno a noi. Non riducete gli altri a voi stessi e non fate copie di voi stessi in tutto il mondo. L’unità deve essere trovata solo nella Diversità. Può sembrare un paradosso, ma spazzando via tutte le diversità, non si può creare unità. Si può solo distruggerla.

Proponiamo di presentare le seguenti risoluzioni alle autorità ufficiali:

Raccomandazioni

Noi, Congresso Mondiale delle Religioni e Tradizioni Etniche,

-         Considerando che le autorità moderne si basano quasi esclusivamente su premesse socio-economiche per prendere decisioni politiche

-         Considerando che la tendenza dell’occidente moderno apparentemente riduce l’intera creazione alle sue manifestazioni sensibili

-         Considerando che la stessa mentalità ha infettato alcune religioni riducendo i loro insegnamenti ai fatti storici, letteralmente interpretati

-         Considerando che (a causa della suddetta interpretazione letterale) sia la visione secolarizzata occidentale sia la posizione storica religiosa costringono la gente di altre culture ad accettare l’altrui modo, monodimensionale, di sperimentare sia il mondo che il Divino, e ad abbandonare le loro visioni religiose tradizionali, diverse e multilivello

-         Considerando che la stessa visione materialistica ha influito sull’organizzazione degli stati occidentali e i governi dei paesi occidentali separando Stato e Religione e relegando completamente la religione nella sfera privata

-         Considerando che la diversità di persone, culture, linguaggi e tradizioni spirituali costituisce la genuina ricchezza della nostra esistenza

-         Considerando che sono stati fatti tentativi per costringere le persone ad adottare nuove identità in maniera tale da adattarsi meglio agli obiettivi politici degli stati e allo scopo universalistico di specifiche religioni

Perciò, tramite la presente assemblea, le religioni e tradizioni partecipanti, attraverso i rappresentanti sottoscritti, chiedono alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e al Governo che…

Risoluzione 1

Dal momento che il mondo ha le sue origini nel Divino, perciò il mondo dovrebbe essere orientato verso la sua essenza divina e non solo verso i suoi aspetti socio-economici, politici o militari

Risoluzione 2

Dal momento che il Divino si esprime in un sistema di sembianze, esperienze e conoscenze a più livelli, le autorità dovrebbero perciò salvaguardare la diversità e la ricchezza delle culture e tradizioni che sono le varie espressioni stesse del Divino nella sua forma più completa

Risoluzione 3

Dal momento che il Divino ha un aspetto manifesto e un aspetto non manifesto, e dal momento che l’espressione manifesta del Divino contiene realtà sensibili e spirituali, di conseguenza tutte queste realtà sono necessariamente connesse l’un l’altra all’interno del Divino stesso.

Allo stesso modo, non è possibile separare il sensibile dallo spirituale, né l’organizzazione dello Stato dalla Religione. Entrambi -  Stato e Religione – ppartengono alla realtà umana e sono legati l’un l’altro.

Risoluzione 4

Dal momento che Stato e Religione non possono essere separati, e dal momento che la Religione è un fenomeno pluriforme, lo Stato dovrebbe cercare consiglio religioso in tutta la possibile diversità, dalle varie religioni che sono legate alla terra, alla gente, alla cultura e/o alla storia dello Stato.

Risoluzione 5

Dal momento che il non manifesto presiede al manifesto, e dal momento che lo spirituale presiede al sensibile, così – anche nelle decisioni – le attitudini etiche basate su principi metafisici dovrebbero prevalere sul terreno socio-economico, politico o militare.

Risoluzione 6

Dal momento che la diversità salvaguarda la ricchezza del nostro pianeta, e dal momento che la diversità spirituale garantisce la ricchezza delle nostre menti, le autorità dovrebbero quindi condannare fermamente ogni forma di proselitismo, ogni forma di imperialismo (sia esso nella sfera storica, culturale, politica o religiosa) e ogni forma di totalitarismo forzato.

Risoluzione 7

Dal momento che la diversità spirituale garantisce la ricchezza delle nostre menti e dal momento che lo spirituale presiede al sensibile e perciò salvaguarda la diversità della realtà tangibile, le autorità dovrebbero rafforzare tale diversità supportando le religioni e culture tradizionali ed etniche.










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