L'ANTICRISTO E IL MONDO CIRCOSTANTE
DISCORSO E CONSIDERAZIONI SU ALCUNI
ASPETTI DELLA PERCEZIONE
Non aspettatevi dal Libro
dell’Anticristo un’opera letteraria, un disegno, un ricamo. Il cambiamento del
modo di guardare il mondo è un’insurrezione emotiva, una violenza, con cui
l’attenzione dell’individuo modifica la sua descrizione del mondo. Tale cambiamento
non avviene nell’uomo con atteggiamenti eleganti, con dolcezza, gentilezza,
cortesia, riguardo e magnanimità. Avviene perché l’individuo se lo impone come
propria necessità. Il Libro
dell’Anticristo fornisce gli strumenti che consentono all’uomo di guardare al
futuro, anche quando questi strumenti sono sgrammaticati!
Io non
so attraverso quale meccanismo gli Esseri Umani concepiscono materia ed Energia
Vitale e come, secondo la percezione umana, la materia si trasformi in Energia
Vitale e viceversa, ma so per certo che per la Specie Umana (e la sua
percezione) l'Energia Vitale si trasforma in materia e la materia in Energia
Vitale.
Non
so nemmeno se questa trasformazione sia oggettiva o se il rapporto
intercorrente fra Energia Vitale e materia sia soltanto la percezione del
"vedere" umano a percepire, descrivere e definire, quella
trasformazione.
Mi
calo nell'impressione che non esista differenza fra Energia Vitale e materia,
ma che l'uno e l'altro siano la stessa cosa pur concedendo che in un dato
momento abbiano un'organizzazione strutturale diversa.
Qual
è dunque la realtà del mondo circostante?
E' il
mondo razionale della matematica dove ogni oggetto ha un suo posto o un suo
ordine, o è quel guazzabuglio in continuo movimento determinato dalla
percezione dei sensi?
E
inoltre; qual è l'aspetto del mondo reale in grado di essere percepito dai miei
sensi? E' il mondo in cui quotidianamente agisco o sono i mille mondi dei
miei "sogni" in cui spesso
tutto è indefinito, qualche volta senza forma, qualche volta grandioso e capace
comunque di coinvolgere tutti e cinque i miei sensi?
Ancora;
se la materia è Energia Vitale e l'Energia Vitale materia chi mi assicura che
io, girando l'angolo della percezione, non percepisca lo stesso mondo della
realtà quotidiana in forma e sostanza completamente diversa?
Ancora;
io guardo un uomo, ne afferro la forma e asserisco, mediante l'esperienza, che
quello è un uomo; e quando io vedo quella "leggera" differenza che
contraddistingue la materia "immota" da quella "vivente"?
Non solo per affermare come quello fosse un vivente, ma fossi tanto esperto per
poter affermare con assoluta sicurezza come quello sia un uomo fino a definirlo
in sé?
Tutta
la filosofia per duemilacinquecento anni, dai tempi dei Pitagorici, si è sempre
divisa fra assertori della scienza (matematici, biologi, geometri ecc.) e osservatori
della percezione (empiristi). Eppure gli empiristi sono sempre partiti dal
presupposto che i sensi, fonte della percezione, fossero ciò che sono e non
modificabili. Chi modifica i sensi, e per conseguenza la percezione del mondo
circostante, viene definito pazzo, al di là che la scienza moderna possa
trovare dei corrispondenti meccanici (oltre che biologici e fisiologici) tali
da modificare la percezione stessa.
Anche
se la "scienza" moderna, attraverso farmaci o azioni meccaniche e
psicologiche, tende a ricondurre, in queste persone, la visione del mondo entro
i limiti socialmente imposti recuperando questi individui come carne da lavoro,
non significa che non esiste una diversa percezione della realtà o la realtà
percepita in modo diverso, significa soltanto che un diverso modo di percepire
la realtà non è funzionale al "potere costituito" e comunque, in
molti casi, crea difficoltà di sopravvivenza alle persone stesse (leggi
emarginazione).
Però,
se vengono messe le catene agli occhi dell'intera umanità ciò non significa che
la visione dell'intera umanità sia la visione dell'intero mondo reale, ma
piuttosto che sia la visione del mondo che le catene impongono.
Il
discorso vale per ogni organo di senso.
L'abitudine
storica di guardare il mondo della realtà quotidiana è sufficiente a garantirci
che questo è l'unico mondo possibile? O potremmo invece dire che questo è
l'unico mondo in cui può venire a formarsi un Potere Costituito per il
controllo e il comando dell'umanità?
Poniamo
ad esempio il Sole. La scienza moderna afferma che il Sole è una stella con
determinati parametri di grandezza, luminosità, calore ecc.. In alcune credenze
precristiane il Sole era un dio; un Essere Vivente
con una propria Coscienza, con una propria Consapevolezza, con un proprio
Potere di Essere. La scienza può dimostrare (indirettamente) ciò che afferma
del Sole, può dare un certo numero di prove a dimostrazione delle sue
affermazioni. Sono prove che tutti possono accettare perché si basano su misure
e metodi oggettivi comunemente accettati dai sensi nel mondo del quotidiano.
La
scienza afferma: "Non c'è nulla di mistico nel Sole".
"Anzi" aggiunge "Se i mistici affermano che il Sole è un Essere
Vivente diano una dimostrazione oggettiva come noi facciamo con le nostre affermazioni."
Come
si può dimostrare che il Sole è vivo, sempre che si possa raggiungere un
accordo per tale idea?
Certo
che se il Sole dicesse: "Abramo devi ammazzare Isacco!" allora si potrebbe
pensare che il Sole sia vivo dal momento che interferirebbe nelle vicende umane
e, noi, potremmo dire agli "scienziati": "Vedete, constatate: il
Sole ha parlato, dunque è vivo!".
Imputare
al Sole interessi umani o interferenze nella vita umana più che affermare che
il Sole è vivo serve a considerare il Sole un Essere grandioso solo per alzare
l'uomo alla stessa grandiosità, donde alcuni uomini si faranno portavoci di tale grandiosità, diventando più grandiosi
degli altri attraverso il gioco di interpretazione dell'imperio dell'Essere
Grandioso.
Tutti
gli altri Esseri Umani in ginocchio davanti a questi, in assoluta obbedienza.
Ben
meschina prova sarebbe; semmai sarebbe la prova che l'Essere Umano (o meglio il
suo Comando Sociale) è grande quanto il Sole, tanto da costringere il Sole a
volgere l'attenzione all'Essere Umano stesso.
La
scienza non può dimostrare se il Sole sia vivo (manifesti intelligenza,
progetto e scopo) come non può dimostrare che non lo sia. Può dimostrare
(perché nulla sta a smentire) come egli non interferisca direttamente nelle
azioni umane come il cristiano, nella realtà quotidiana, pensa che egli, se
fosse vivo interferirebbe. Come i cristiani affermano interferisce il loro dio
nelle azioni umane.
A
prescindere dal fatto che mentre il Sole è una realtà anche nel mondo della
scienza, il dio dei cristiani è solo un'idea (al di là da dove nasce che non è
argomento di questo testo). Un'azione del Sole nel mondo degli uomini, riferita
in termini del Comando Sociale, implicherebbe un interesse specifico del Sole
nelle azioni umane, non nella loro esistenza come genere o specie, ma nello
specifico come singoli esseri all’interno del corpo sociale.
Esistono
delle interferenze di un individuo con tutta una specie presente al suo
interno; ad esempio, l'equilibrio della flora batterica dentro il proprio
stomaco.
Tale
relazione simbiotica è necessaria ai fini dell'equilibrio fisiologico
dell'individuo, ma non si agisce sui singoli batteri. I singoli batteri
agiscono nelle condizioni che il singolo individuo costruisce dentro di sé.
Da
questo presupposto si potrebbe affermare che se la Specie Umana fosse in
rapporto con l'Essere Sole questi potrebbe agire in caso di pericolo della
Specie Umana o qualora la Specie Umana costituisse un pericolo per l'equilibrio
fisiologico dell'Essere Sole.
Noi,
come Esseri Umani, di tale intervento saremmo in grado di percepire mutamenti
nella situazione oggettiva in cui viviamo. Mutamenti tali da favorire lo
sviluppo della specie o tali da impedire o bloccare lo sviluppo della specie
stessa.
I
motivi di tali scelte dell'Essere Sole non rientrano nella sfera dei bisogni
della Specie Umana, ma nei bisogni specifici della Coscienza di Sé dell'Essere
Sole.
La
Specie Umana potrebbe leggere gli effetti, per essa cause, atte a favorire o
bloccare il proprio sviluppo, ma per comprendere il progetto intelligente
(scopo, progetto ecc.) del Sole, la volontà e la Coscienza di Sé degli Esseri
della Specie Umana dovrebbero coincidere
con la Coscienza di Sé dell'Essere Sole.
La
"scienza" può dimostrare come lo sviluppo di effetti emanati dal Sole
sono dovuti a modificazioni fisiche del Sole stesso, non può dimostrare
l'esistenza della Coscienza di Sé dell'Essere Sole o della volontà nel
manifestare tali modificazioni. La scienza non può dimostrare che il Sole sia
un Essere Vivente come inteso comunemente dalla ragione degli Esseri Umani. I
miei sensi, così come sono usati nel mondo del quotidiano, non risolvono il
problema. Sentendo il calore emanato dal Sole, osservando gli effetti di luce
sull'atmosfera all'alba e al tramonto, giungo alla conclusione che il Sole dà
calore e genera effetti di luce piacevoli. Nulla più. Posso anche prendere atto
che il Sole è il padre della vita, come noi la conosciamo.
Se io
altero la percezione soggettiva nelle stesse visioni, di cui sopra, ricevo
messaggi ben differenti.
Innanzi
tutto la luce del Sole è uguale a quella di ogni altro Essere Vivente (Esseri
animale e vegetali ad es.) solo più possente, percepisco vibrazioni molto
violente lungo la colonna vertebrale, quasi si fosse creata una corrente empatica fra me e il Sole; la pelle riceve una pressione
dalla luce del Sole; alla fine i suoni spariscono e mi ritrovo circondato dalla
luce del Sole. Ed io so come quella sia la luce del Sole! Quante storie
emergono! Poi, mi risveglio dalla visione e tutto torna normale; il Sole è solo
una palla di fuoco nel cielo che dona un calore piacevole.
Cos'è,
pazzia? O non è solo un altro modo di percepire la stessa cosa da
un'angolazione percettiva diversa?
Ci
sono molti esempi di percezione diverse dal reale del quotidiano e quella di
cui sopra, tutto sommato, è una delle più logiche nel senso che è ancora legata
alla percezione del quotidiano della ragione.
Un
altro tipo di analisi avrebbe comportato una visione del Sole sopra il carro di
Apollo.
Se la
visione trasmette, attraverso i sensi, quel tipo di sensazioni io ricevo la
convinzione che il Sole è un Essere Vivente anche se assolutamente estraneo da
ciò che la mia specie intende per Essere Vivente nel mondo quotidiano della
ragione.
E'
una deduzione soggettiva derivata non solo da ciò che i sensi trasmettono, in
quella situazione, al mio cervello, ma anche dall'elaborazione di quei dati (e
forse di altri che non sono in grado di descrivere) non dal cervello che
normalmente uso nel mondo del quotidiano, ma di qualcos'altro che, pur
identificandolo col cervello, in realtà appartiene a tutto il mio essere.
Potrebbe
essere che io voglia in realtà percepire il Sole come un Essere Vivente ed uso
l'alterazione della percezione come autoconferma?
Entro in uno stato di allucinazioni-illusioni per autoconferma?
E'
difficile dare una risposta a questa domanda in termini logici, o quasi. Ciò
che io so è che il fatto di percepire il Sole come un Essere Vivente non procura
in me nessun coinvolgimento. Non provoca in me dipendenza, né adorazione,
soltanto la presa d’atto di una "realtà". Il Sole, la Terra,
l’Atmosfera, sono i padri della vita manifestata dagli Esseri della Natura;
senza di loro, di ciò che sono, del loro divenuto, noi non saremmo ciò che
siamo: come si potrebbe negarlo?
Come
potrebbe tale consapevolezza incidere sul mio quotidiano?
A
parte togliere me stesso dal centro dell'universo; in nessun altro modo. Se il
Sole è un Essere Vivente di cui sono divenuto cosciente, lo era anche prima e,
gli effetti su di me e sulla Specie Umana, sono esattamente gli stessi di
prima, quando non ero cosciente di ciò (non vengo punito per non averlo
“creduto”, né vengo premiato per averlo riconosciuto).
Io
percepisco un Essere Vivente, ma mi è talmente estraneo (o ciò che percepisco
in massima parte mi è talmente estraneo) che se il Sole non fosse un Essere
Vivente mi farebbe lo stesso effetto. E le storie conosciute dentro la sua
luce? Parto della fantasia?
Eppure
quanto appena detto non è vero perché il fatto di scoprire il Sole, come Essere
Vivente, pur non condizionando il mio comportamento, pone la mia attenzione nei
confronti dell'Essere Sole in un nuovo modo; nei confronti del Sole, non del
quotidiano.
Tutto
ciò è estremamente soggettivo.
Appartiene
a me e nulla cambierebbe se nel mondo del quotidiano io convincessi molte
persone che il Sole è un Essere Vivente. Anche se lo comprendessero con la
ragione le loro emozioni sarebbero, comunque, separate dal Sole e senza trasporto
emotivo non si può cambiare percezione della realtà.
Diverso
sarebbe se molti Esseri Umani, variando l'angolo della propria percezione,
diventassero coscienti che il Sole è un Essere Vivente. Ciò avrebbe come
risultato quello di darmi la conferma della correttezza della mia percezione o
di aspetti di essa e dei risultati raggiunti.
Ma
posso cercare la certezza dell'oggettività della percezione della mia
soggettività nella soggettività di altri Esseri della mia specie?
E'
come dire: dio esiste perché quasi tutti gli uomini credono che esista! Cercare
la certezza della propria incapacità nell'incapacità di chi ci circonda: no
grazie!
D'altro
canto se una cosa è vera perché non viene comunemente riconosciuta come tale?
Ci
sono molte ragioni per affermare:
1) La
percezione alterata è un fatto puramente soggettivo pur agendo
nell'oggettività.
2) Il
giudizio risultante dalla percezione alterata è soggettivo, dunque, o
oggettivamente falso o socialmente ininfluente.
3)
Ciò che si percepisce non esiste.
E' falsa
dunque la mia percezione? No è irrilevante nel mondo del quotidiano; non
influisce sui comportamenti degli Esseri della mia specie.
Se il
Sole, nella mia visione, avesse detto: “Io sono il signore e protettore
dell'umanità!” ciò sarebbe stato molto diverso: nessuna differenza col dio dei
cristiani e la realtà.
La
mia visione non mette in discussione “l'ordine costituito” se non per negare
credenze a priori dei cristiani. Mi permette però di comprendere il perché
della nascita, anticamente, di religioni basate sull'adorazione del dio Sole.
Se la visione in me non suscita sottomissione, probabilmente l'ha suscitata in
altri qualche migliaio di anni or sono. O, meglio, qualcun altro pensò di
utilizzarla per creare sottomissione.
E chi
dice che non sia possibile andare ancora oltre nella visione? Ci sarà sempre il
dubbio che ciò sia pazzia; sarà sempre la certezza che ciò è soggettivo, anche
se è Conoscenza.
Dato
questo modo di vedere le cose, oltre a quello della realtà quotidiana, nessuno
è in grado di dimostrarmi che il mondo della realtà quotidiana è quello reale;
per cui non posso fissare l'attenzione nell'uno negando l'altro, ma debbo
mantenere un equilibrio fra le due percezioni del mondo (o più di due).
Il
mondo del quotidiano della ragione è quello più funzionale agli Esseri Umani in
questo momento storico (meglio al loro Comando Sociale), ma non “più reale”,
perché la mia “pazzia” mi indica l'accesso ad un’altra realtà, di ordine
soggettivo fin che vogliamo, ma un'altra realtà. E, proprio questo, dimostra
come anche la realtà del mondo quotidiano della ragione sia una realtà
soggettiva anche se comune ad una grossa parte della Specie Umana.
Il
fatto che quasi tutti gli Esseri della Specie Umana proclamino il mondo del
quotidiano come mondo reale, reale questo modo di percepirlo, è solo perché ad
essi è più funzionale che così sia, non perché ciò sia. Perché così deve
essere.
Gli
Esseri della Natura oggettivano la loro soggettività e trasmettendola,
imponendola, di generazione in generazione, la spacciano per unica. Eppure è
dimostrato (anche se in questo momento non ho prove da citare sottomano) che
alcuni animali percepiscono raggi infrarossi e raggi X, che i pipistrelli usano
radar ultrasonici biologici, che alcuni animali sono sensibili all'arrivo di
terremoti e che i bambini miopi (relazione del 21/08/1990 al congresso
dell'associazione degli "scienziati" britannici a Swansea)
sono mediamente più "intelligenti" dei loro compagni con occhi
normali (maggiore o diversa stimolazione continua attraverso la vista). Con
altri dati sottomano potrei continuare con altre "stranezze animali"
nell'afferrare aspetti insoliti del mondo quotidiano della ragione.
Se la
materia si trasforma in Energia Vitale e l'Energia Vitale in materia perché io
debbo necessariamente fissare la mia attenzione sull'aspetto della materia? Per
quale motivo se non per il fatto che ciò è socialmente conveniente? Ciò che è
socialmente conveniente, o imposto, non è ciò che è vero o ciò che conduce al
vero: non necessariamente.
Inoltre,
ciò che è socialmente conveniente è ciò che a me è conveniente? La convenienza
sociale coincide con la convenienza soggettiva?
Se io
non mi allineo alle convenzioni ci sono pronti i manicomi e le galere, ma se io
mi allineo senza difese non è che per caso ci rimetto molto di più?
Ovviamente
serve prudenza.
Ammettiamo
che la mia percezione del Sole e l'interpretazione da me data sia corretta, si
potrebbe dedurre, attraverso un sequenza logica, che tutti gli Esseri Viventi
della Natura siano anch'essi pezzetti di Sole o più precisamente siano formati
della stessa sostanza capace di diventare Coscienza. E, se la coscienza del
Sole può esistere senza un corpo biologico (anche se comunque ha un corpo
fisico), nulla m'impedisce di ipotizzare che qualora il mio corpo morisse quel
pezzetto di Sole che sta dentro di me diventi autonomo.
In
quel momento io divento come il Sole o, se preferite, divento un
"dio". Anche la religione cristiana afferma dell'esistenza della vita
oltre la morte; niente di nuovo.
E'
vero solo in parte.
In
primo luogo la religione cristiana non è in grado di dimostrare l'esistenza del
suo dio. Non perché il discorso sia difficile, ma semplicemente perché questo
non esiste. In secondo luogo, il suo credo è una deformazione di religioni
solari o misteriche (la sopravvivenza dell'anima è
una rapina del credo dei greci in quanto Gesù non
credeva nella vita oltre la morte come afferma Marco nel suo vangelo) alle
quali ha rubato la forma esteriore per mettere in ginocchio milioni di
individui e trafficare in schiavi.
Inoltre
il cristianesimo pretende, dopo la morte (mia,) di far dipendere il dio che ho
sviluppato dentro di me dai capricci di un imbecille che pretenderebbe di farmi
soffrire nel fuoco eterno. Ma, se così fosse (visto che ad altri non posso dimostrare
come oggettivamente non sia), ammesso e non concesso, gli faccio sputar sangue
(o energia) prima che ci riesca, o almeno ce la metterò tutta.
Anche
la realtà oggettiva del resto è molto soggettiva.
Quando
Platone, citando Protagora, dice che nel percepire
una cosa possono esistere più percezioni, a seconda delle soggettività, e pur
non considerando false tutte le percezioni dice che una è migliore delle altre;
ammette di fatto l'esistenza della soggettività nella percezione.
Nulla
esclude l'esistenza di migliore percezioni della migliore concepita. Ciò che
non dice è che ci siano percezioni diverse dall'oggetto percepito a seconda del
modo con cui il soggetto si rapporta con l'oggetto.
Ad
esempio, un violino ha un notevole numero di caratteristiche atte a
qualificarlo. Si può ipotizzare che di molte caratteristiche non posso parlare
perché non ho organi per percepirle, altre ancora perché i miei organi di senso
sono addestrati (condizionati) a percepirne solo alcuni aspetti. E poi c'è il
rapporto fra principale e secondario nella mia scala valutativa delle
caratteristiche del violino cui concedo l'attenzione. Anzi, alcune di queste
caratteristiche saranno talmente secondarie, alla mia valutazione soggettiva,
da non prestar loro la minima attenzione; come se non esistessero. Di quel
violino, come di qualsiasi altro oggetto, sia semplice che complesso, esiste
una risultante di tutte le sue caratteristiche, sia che noi le definiamo, sia
che non le definiamo (o che non siamo in grado di definirle), tale che
riuscendo a considerare quella consideriamo l'oggetto in quella posizione di
spazio-tempo e proprio per quel che è.
La
sua noumenia!
Ebbene,
con i nostri cinque sensi ciò è praticamente impossibile eppure dato un oggetto
si può ipotizzare che ciò esiste in quanto gli oggetti esistono per ciò che
sono e non solo per ciò che appaiono a me.
Io
sono in grado di definire quel violino per le caratteristiche che appaiono a
me, ma non sono in grado di definire quel violino per ciò che è realmente.
Per
questo la realtà del quotidiano è sempre soggettiva.
Anche
il mondo dei numeri e della logica matematica è soggettivo.
Cosa
sarebbe stato se l'Essere Umano anziché avere dieci dita ne avesse avuto cinque
o sei? Con i numeri si può definire qualche cosa di semplice o di complesso ma
non si può con essi concepire il nuovo.
Venne
dimostrato matematicamente che il più pesante dell'aria non avrebbe potuto
volare. Dopo che il più pesante dell'aria volò; con i numeri, qualche diagramma
e qualche angolo, la matematica poté capire perché volava.
La
matematica può definire l'esistente e il concepito, non introdurre il nuovo.
Pertanto il suo uso è limitato e soggettivo.
Se si
parte dal presupposto che ognuno nella realtà tende ad afferrare l'aspetto che
più gli si confà, allora è necessario agire sui sensi che afferrano
l'oggettività; per un aspetto afferrato, quante centinaia sfuggono? Sono i
sensi che rapportandosi col mondo circostante ci permettono di scegliere fra
più opzioni per la soddisfazione dei bisogni.
Sollevato
il velo di maja si ritrova un altro velo di maja.
Come
una cipolla, dopo una foglia c'è una foglia, fino al nocciolo e, quando tutta è
stata sfogliata, ci si accorge come in ogni istante si è sempre guardata la
cipolla.
Questo
è l'inganno di maja.
Noi
vediamo la realtà com’è senza vederla realmente, ma considerando solo come ci
appare. La ricerca della realtà non è altro che la ricerca degli aspetti che
nella realtà del quotidiano tendiamo a scartare perché non sapremmo cosa
farcene. Eppure ad ogni nuovo aspetto afferrato noi diventiamo più ricchi. Ad
ogni velo di maja sollevato, noi diventiamo più
potenti. Ogni volta che solleviamo un velo coltiviamo il Potere di Essere e il
piccolo dio dentro di noi cresce fino a diventare autonomo al momento della
morte del corpo fisico.
Quarta parte de “Il Libro dell'Anticristo”: DISCORSO E CONSIDERAZIONI SU ALCUNI ASPETTI DELLA PERCEZIONE!
Capitolo quinto!
A cura di:
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it