5) IL CROGIOLO DELLO STREGONE NEI QUATTRO CANTI DEL MONDO
di
Claudio Simeoni
tratto da
IL CROGIOLO DELLO STREGONE
NEI
QUATTRO CANTI
DEL MONDO!
SECONDA PARTE DEL:
CROGIOLO DELLO STREGONE!
LA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE
FRA GLI ESSERI UMANI
E IL MONDO CIRCOSTANTE
PER UNA FILOSOFIA PAGANA
Il Crogiolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO ci permette di comprendere le diversità del sentire divino di popoli e persone diverse.
Facciamo un esempio. Giove, Zeus, Jamala, Dievas ecc. sono rappresentazioni della Coscienza di Sé dell'atmosfera terrestre. Eppure tutte le figure nelle varie religioni Pagane che rappresentano la Coscienza di Sé cielo sono diverse l'una dall'altra. Tutte propongono delle peculiarità che le diversificano. Zeus non è Giove eppure Zeus è Giove. Perché questa diversità se la Coscienza di Sé atmosfera è uguale?
Per la fusione del Crogiolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO!
La percezione di un popolo è il risultato della fusione delle percezioni di quel popolo, del suo divenire, dei suoi adattamenti. Quel popolo forgia un Crogiolo e quel Crogiolo si relaziona con i Crogioli divini del circostante.
Ogni popolo nel Crogiolo mette elementi diversi!
Gli elementi selezionano sia il divino con cui relazionarsi che i fenomeni del divino con cui relazionarsi. Così un popolo forgia il proprio Crogiolo e lo inserisce nei quattro canti del mondo con i divini che lo circondano.
Così ogni popolo si relaziona con l'atmosfera e con il cielo ma a seconda del proprio divenuto, che esprime nel Crogiolo e nei suoi bisogni, percepisce il divenuto e i bisogni dell'atmosfera e del cielo. Così ogni popolo riconosce la Coscienza di Sé dell'atmosfera o del cielo, ma la sua descrizione è diversa. Il Crogiolo di quel popolo o di quell'individuo si fonde col Crogiolo del cielo, ma solo le cose simili si riversano l'uno nell'altro. Così la descrizione di quel divino è diversa da popolo a popolo e ogni individuo tende ad avvicinarsi a quella descrizione che maggiormente coincide con il proprio Crogiolo.
Sono i QUATTRO CANTI DEL MONDO che determinano la qualità del divino percepito e, in ultima analisi, il Crogiolo che abbiamo costruito nel corso della nostra esistenza. Ma quando inseriamo il Crogiolo nei Quattro Canti del Mondo, riconoscendo la relazione e riconoscendo che quanto non conosciamo è infinitamente maggiore di quanto conosciamo, noi ci prepariamo a ricevere nuovi fenomeni e ad ampliare la nostra percezione del divino.
I QUATTRO CANTI DEL MONDO modificando il nostro Crogiolo, lo arricchiscono e ci predispongono ad affrontare in maniera più appropriata il divenire.
La descrizione del divino che ci circonda è diversa in quanto è diversa la percezione soggettiva di quel divino. Quando il Crogiolo del popolo viene distrutto viene distrutta anche la relazione di quel popolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO.
Il discorso è fatto col popolo nello sviluppo dei Paganesimi; lo stesso vale per il singolo individuo. Lo sviluppo del suo Crogiolo lo porta a percepire il divino e i QUATTRO CANTI DEL MONDO saranno formati dal soggetto col divino che riconosce e con quella parte del divino con cui il Crogiolo del soggetto si fonde. La fusione anche se è inizialmente parziale si verificherà un fenomeno di sviluppo in quanto il Crogiolo dell'Essere più "forte" alimenterà lo sviluppo del Crogiolo dell'Essere più "debole": QUESTO E' IL POTERE DI ESSERE DELL'ESISTENTE!
Quando ho elaborato il Crogiolo dello Stregone dovetti stabilire un momento dal quale iniziare la sua costruzione. Il punto di partenza è la situazione oggettiva nella quale vivo al di là che io conosca o meno quella situazione nei minimi dettagli.
La situazione nella quale vivo mi ha costruito indipendentemente dal fatto che per farlo mi abbia costretto direttamente o abbia costruito muri e confini invalicabili entro i quali costringere il mio fare.
Che io conosca o meno nei dettagli la situazione oggettiva in cui vivo è irrilevante nella misura in cui conosco i miei bisogni e le limitazioni imposte alla loro soddisfazione.
Per costruire il Crogiolo dello Stregone non è necessario che rimuova gli ostacoli che il passato ha posto sul mio cammino, è necessario che riesca a riconoscere gli ostacoli nel presente e costruisca il Crogiolo in modo da dilatare me stesso partendo da ora.
Il costruttore del Crogiolo non rimpiange il passato ( almeno nello sviluppo del suo percorso di costruttore) ma agisce nel presente in funzione della costruzione del futuro mentre gli viene incontro e nel quale ha inchiodato la sua attenzione e il suo sentire.
Il passato non viene cancellato ma diventa irrilevante, qualunque sia il passato, nella misura in cui si è in grado di costruire un Crogiolo.
Nel momento in cui si costruisce un Crogiolo è necessario fare un bilancio di sé stessi e della relazione esistente fra sé stessi e il mondo circostante. Esistono delle situazioni che, apparentemente, possono facilitare la costruzione del Crogiolo, altre che lo ostacolano anche in maniera violenta. Questo solo se si considera il Crogiolo una struttura dottrinale statica e non la descrizione del fare magico dell'individuo.
Non esiste un Crogiolo uguale ad un altro Crogiolo. Anche se tutti i Crogioli contengono gli stessi elementi, in alcuni Crogioli ci sono degli elementi più accentuati di altri; gli elementi si presentano in maniera diversa; alcuni Crogioli sono ricchi di elementi diversi e sconosciuti.
Tutti i Crogioli sono governati dal Potere dell'Intento che si manifesta nell'oggettività umana attraverso ogni individuo che mescola il proprio Crogiolo.
Il Crogiolo è espressione soggettiva dell'individuo: l'individuo è il Crogiolo che mescola.
Come non esisterà una Pagano uguale ad un altro Pagano così non esisterà mai un Crogiolo uguale ad un altro Crogiolo, né un individuo uguale ad un altro individuo.
Gli individui sono uguali soltanto nei diritti e doveri all'interno del Sistema Sociale.
Nel momento stesso in cui riconosciamo il Paganesimo come religione noi riconosciamo l'esistenza dei QUATTRO CANTI DEL MONDO. Abbiamo applicato il Crogiolo dello Stregone a noi stessi e ci siamo accorti che esiste l'intenzione e l'Intento. L'intenzione la esprimiamo all'interno della descrizione mentre l'Intento lo percepiamo come una forza alla quale non possiamo opporci, una forza che è dentro e fuori di noi e ci sospinge verso mete sconosciute che noi raggiungiamo esprimendo le nostre intenzioni.
Così se io intendo raggiungere un obiettivo, quell'obiettivo non è l'Intento, ma la forza che ho impegnato per raggiungere o tentare di raggiungere quell'obiettivo: quella era l'Intento.
Nel corso del fare ho modificato l'obiettivo ma la forza che mi spinge si è arricchita degli sforzi che io ho fatto. Così l'intenzione diventa il proposito che voglio raggiungere, mentre l'Intento è la forza che spinge verso ogni intenzione.
Attraverso la descrizione del Crogiolo ho individuato degli elementi fondamentali alla formazione del mio esistere. Col Crogiolo ho compreso che c'è una dimensione che descrivo e un qualche cosa che mi spinge, che percepisco e intuisco. Il Crogiolo mi ha permesso di dividere quanto descrivo, recito e numero da quanto sento o intuisco.
L'intuizione sarà tanto più corrispondente alla realtà quanto più esteso e determinato sarà il mio cammino di fusione con Libertà!
Possiamo dire, prendendo a prestito dalla filosofia, che il Crogiolo divide la descrizione dai "movimenti dell'anima". Posso descrivere tecnicamente il tramonto, ma il movimento di spirito che suscita, dopo alcune centinaia di miliardi di repliche, è sempre una cosa unica e sempre nuova. Allora posso dire di percepire il mondo in due modi, uno è quello della descrizione e l'altro è quello del "sentire", o meglio, della "magia".
Sento il mondo come materia perché io sono materia e sento il mondo come Consapevolezza perché io sono Consapevolezza.
Mescolando il Crogiolo dello Stregone ho reso libera la mia Consapevolezza dalla materia. Non è né per il meglio né per il peggio; è indipendente.
Poi la Consapevolezza torna nella materia per rendere la materia e la sua espressione, la ragione, funzionale alla costruzione del proprio divenire.
Ma questo è un altro discorso!
Per ora ci basti sapere che possiamo percepire quanto ci circonda sia come materia che come Consapevolezza.
Questi due modi soggettivi di percepire il mondo li chiamiamo: i DUE CANTI DEL MONDO.
Perché sono DUE CANTI DEL MONDO?
Perché sia con l'uno che con l'altro possiamo costruire il nostro divenire. Nell'uno e nell'altro possiamo eseguire la danza della nostra esistenza. Nell'uno e nell'altro possiamo affrontare le sfide della vita. Nell'uno e nell'altro possiamo essere dei che costruiscono il loro cammino nell'eternità dei mutamenti o dei miserabili che attendono la fine del proprio divenuto.
DUE CANTI DEL MONDO perché per noi il mondo esiste nella misura in cui noi esistiamo. Per noi il mondo esiste nella misura in cui noi lo pratichiamo. Se noi non esistiamo, per noi il mondo non esiste.
L'oggettività esiste per il soggetto nella misura in cui esiste il soggetto. Il soggetto per riconoscere l'oggettività deve innanzi tutto riconoscere sé stesso. I DUE CANTI DEL MONDO sono i canti del soggetto mentre si espande. Il Crogiolo gli ha permesso di riconoscere i CANTI DEL MONDO e praticarli. Mentre si espandeva il soggetto è diventato consapevole che altri soggetti lo guardano. Altri soggetti sviluppano sé stessi. Altri soggetti mescolano il proprio Crogiolo per costruire il loro divenire.
Mescolando il Crogiolo l'Essere Umano ha compreso come ogni Essere della propria specie può mescolare il proprio Crogiolo e ogni Crogiolo è diverso da ogni altro Crogiolo. Ora può intuire come Esseri di Specie, diverse dalla sua, mescolino propri Crogioli anche molto diversi dai suoi: ma con lo stesso INTENTO!
Gli elementi sono diversi, le NECESSITA' sono diverse, la combinazione è diversa.
Quando guarda più attentamente scopre che molti elementi sono uguali e scopre come molti di quegli elementi, comuni a tutti i Crogioli, spingono nella stessa direzione tutti gli Esseri di ogni Specie.
Quest'individuo scopre come ogni Essere sia un dio che mescola il proprio Crogiolo per spiccare il volo nell'eternità dei mutamenti.
Quando due Crogioli si avvicinano l'individuo scopre che elementi di un Crogiolo possono passare nell'altro Crogiolo: e viceversa. Scopre come ogni elemento del Crogiolo, quando entra nell'altro Crogiolo, ritorna più forte e più vitale di prima.
Questo individuo, attraverso la sua Consapevolezza, scopre un universo di soggettività. Un universo di Crogioli che vengono mescolati per fondare il divenire del soggetto nei mutamenti.
La RAGIONE dell'individuo dirà: "Io sono il soggetto che vive nell'oggettività".
La CONSAPEVOLEZZA dell'individuo dirà: "Io sono un soggetto che vive nei e fra i soggetti".
Questo individuo è diventato un Pagano. Egli scorge sia la Ragione che la Consapevolezza di ogni elemento del circostante.
La ragione descriverà gli oggetti dai quali è circondato mentre la Consapevolezza gli indicherà le coscienze divine dalle quali è circondato.
Un'immensa relazione fra Crogioli nel faticoso cammino per la costruzione della Coscienza universale.
L'Essere Umano taglia un albero: così dice la sua ragione. L'Essere Umano distrugge, blocca e trasforma (a seconda dei casi) il divenire di un altro soggetto: così dice la sua Consapevolezza.
Se un albero cade in testa ad un individuo; la Consapevolezza dice che un Essere Albero distrugge, blocca e trasforma (a seconda dei casi) il divenire di un altro soggetto.
Le determinazioni soggettive appartengono al Crogiolo soggettivo (mani, radici, sangue, linfa, ecc.).
L'Essere Umano scopre, negli dei che lo circondano, Consapevolezza e Ragione.
Ogni soggetto, con cui un soggetto si relaziona, dispone di una sua specifica Ragione (descrizione) e di una sua Consapevolezza. Questo indipendentemente dalla materialità che il soggetto esprime.
Ogni soggetto affronta lo sconosciuto che lo circonda mescolando il proprio Crogiolo. Ogni Crogiolo versa qualche cosa nel Crogiolo vicino. Ogni Crogiolo cede qualche cosa di proprio e riceve qualche cosa da altri Crogioli.
L'Essere si accorge che ogni Crogiolo esprime DUE CANTI DEL MONDO. Perché ogni Crogiolo, con l'uno e l'altro, può costruire il suo divenire. Con l'uno e l'altro può esprimere la danza della sua esistenza. Con l'uno e l'altro può affrontare le sfide nell'esistenza. Con l'uno e l'altro può essere un dio che costruisce il suo cammino nell'eternità o distruggere le sue possibilità.
L'Essere scopre che accostando i Crogioli si determinano relazioni che formano i QUATTRO CANTI DEL MONDO.
Due sono i suoi e due sono i canti espressi dal Crogiolo con cui si relaziona. IL contenuto di un Crogiolo si riversa nell'altro arricchendoli entrambi. Questo arricchimento avviene all'interno dei QUATTRO CANTI DEL MONDO ed avviene sia all'interno del percorso di Stregoneria che in tutti i sentire Pagani.
Formare i QUATTRO CANTI DEL MONDO, nella Stregoneria antica dava l'impressione di mettere: "La potenza del mondo al proprio servizio". Nello steso tempo dava l'impressione di essere in sintonia con le "potenze del mondo". In realtà si era e si è soltanto sé stessi. Si è DUE CANTI DEL MONDO e, nel momento in cui si riconosce il mondo come Coscienza incontrandolo sul proprio cammino, si fondono gli elementi dei rispettivi Crogioli.
La ragione può intendere il mondo come insieme. In quel momento tenderà a descrivere l'insieme. La Consapevolezza della persona cercherà la Consapevolezza dell'insieme e la troverà nella Consapevolezza dell'oggettività che vive le sue stesse tensioni.
Lo sconosciuto è sempre maggiore del conosciuto.
Così quella Consapevolezza incontrata apparirà come la Consapevolezza del tutto che ci circonda. La ragione cercherà di descriverla e la nostra consapevolezza costruirà delle relazioni.
Poi, proseguendo nel nostro cammino, ci accorgeremo che quella Consapevolezza era la più facile da raggiungere; quella più in sintonia con le nostre scelte, le nostre tensioni, i nostri desideri: esprimeva lo stesso INTENTO. Poi, in un secondo momento, scopriamo che tutto l'Universo pullula di Consapevolezze e ogni volta che costruiamo una relazione costruiamo una diversa struttura dei QUATTRO CANTI DEL MONDO.
La compassione diventa la nostra guida.
Noi non viviamo più solo delle nostre passioni; almeno non soltanto di queste. Noi viviamo delle passioni di ogni Consapevolezza con la quale ci relazioniamo; noi viviamo delle tensioni di ogni Crogiolo col quale fondiamo il nostro Crogiolo.
Nel fare questo noi abbiamo inserito un elemento del Crogiolo, del nostro Crogiolo, nei QUATTRO CANTI DEL MONDO: ci siamo
TOLTI DAL CENTRO DEL MONDO.
SETTEMBRE 1998
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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