I quattro Canti del Mondo

Il Crogiolo dello Stregone nei quattro Canti del Mondo

(testo originale 1998)

Capitolo cinque

di Claudio Simeoni

 

Il libro, Il Crogiolo dello Stregone, è in correzione e di prossima pubblicazione

Il Crogiolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO ci permette di comprendere le diversità del sentire divino di popoli e persone diverse.

Facciamo un esempio. Giove, Zeus, Jamala, Dievas ecc. sono rappresentazioni della Coscienza di Sé dell'atmosfera terrestre. Eppure tutte le figure nelle varie religioni Pagane che rappresentano la Coscienza di Sé cielo sono diverse l'una dall'altra. Tutte propongono delle peculiarità che le diversificano. Zeus non è Giove eppure Zeus è Giove. Perché questa diversità se la Coscienza di Sé atmosfera è uguale?

Per la fusione del Crogiolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO!

La percezione di un popolo è il risultato della fusione delle percezioni di quel popolo, del suo divenire, dei suoi adattamenti. Quel popolo forgia un Crogiolo e quel Crogiolo si relaziona con i Crogioli divini del circostante.

Ogni popolo nel proprio Crogiolo mette elementi diversi!

Gli elementi selezionano sia il divino con cui relazionarsi che i fenomeni del divino con cui relazionarsi. Così un popolo forgia il proprio Crogiolo e lo inserisce nei quattro canti del mondo con i divini che lo circondano.

Ogni popolo si relaziona con l'atmosfera e con il cielo ma a seconda del proprio divenuto, che esprime nel Crogiolo e nei suoi bisogni, percepisce il divenuto e i bisogni dell'atmosfera e del cielo. Ogni popolo riconosce la Coscienza di Sé dell'atmosfera o del cielo, ma la sua descrizione è diversa. Il Crogiolo di quel popolo o di quell'individuo si fonde col Crogiolo del cielo, ma solo le cose simili si riversano l'una nell'altra. La descrizione di quel divino è diversa da popolo a popolo e ogni individuo tende ad avvicinarsi a quella descrizione che maggiormente coincide con il proprio Crogiolo. Una sorta di assonanze.

Sono i QUATTRO CANTI DEL MONDO che determinano la qualità del divino percepito e, in ultima analisi, il Crogiolo che abbiamo costruito nel corso della nostra esistenza. Ma quando inseriamo il Crogiolo nei Quattro Canti del Mondo, riconoscendo la relazione e riconoscendo che quanto non conosciamo è infinitamente maggiore di quanto conosciamo, noi ci prepariamo a ricevere nuovi fenomeni e ad ampliare la nostra percezione del divino.

I QUATTRO CANTI DEL MONDO modificando il nostro Crogiolo, lo arricchiscono e ci predispongono ad affrontare in maniera più appropriata il divenire.

La descrizione del divino che ci circonda è diversa in quanto è diversa la percezione soggettiva di quel divino. Quando il Crogiolo del popolo viene distrutto, viene distrutta anche la relazione di quel popolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO.

Il discorso fatto col popolo nello sviluppo dei Paganesimi è lo stesso discorso che va fatto per il singolo individuo che abita il mondo. Lo sviluppo del suo Crogiolo lo porta a percepire il divino e i QUATTRO CANTI DEL MONDO saranno formati dal soggetto col divino che riconosce e con quella parte del divino con cui il Crogiolo del soggetto si fonde. La fusione, anche se è inizialmente parziale, produrrà uno sviluppo in quanto il Crogiolo dell'Essere più "forte" alimenterà lo sviluppo del Crogiolo dell'Essere più "debole" concorrente alla relazione: QUESTO E' IL POTERE DI ESSERE DELL'ESISTENTE!

Quando ho elaborato il Crogiolo dello Stregone dovetti stabilire un momento, della vita dell'uomo, dal quale l'individuo inizia la sua costruzione

La situazione nella quale vivo mi ha costruito indipendentemente dal fatto che per farlo mi abbia costretto direttamente o abbia costruito muri e confini invalicabili entro i quali costringere la mia azione.

Che io conosca o meno nei dettagli la situazione oggettiva in cui vivo è irrilevante nella misura in cui conosco i miei bisogni e le limitazioni imposte alla loro soddisfazione. Io posso abitare il mondo, agire e scegliere, senza necessariamente descrivere perfettamente o scientificamente il mondo in cui vivo.

Per costruire il Crogiolo dello Stregone non è necessario rimuovere gli ostacoli che il passato ha posto sul proprio cammino, è necessario riconoscere gli ostacoli nel presente e che si costruisca il Crogiolo in modo da dilatare se stessi partendo da ora. Non c'è una "verità di me". Non devo essere ricondotto ad un modello. Il passato mi ha costruito, ha sedimentato esperienza dopo esperienza, ha inciso la mia struttura emotiva plasmandola e quando inizio a sviluppare il mio Crogiolo consapevolmente, da quella condizione io inizio la mia trasformazione consapevole. Come un continuo inizio costituito da una trasformazione che ho, comunque, già vissuto e dalla quale non posso tornare indietro.

Il costruttore del Crogiolo non rimpiange il passato (almeno nello sviluppo del suo percorso di costruttore) ma agisce nel presente in funzione della costruzione del futuro mentre gli viene incontro e nel quale ha inchiodato la sua attenzione e il suo sentire.

Il passato non viene cancellato, ma diventa irrilevante, qualunque sia il passato, anche se costituisce la base del suo desiderare in cui si innesta le fondamenta del suo Crogiolo. Noi non possiamo mai non essere ciò che siamo stati, ma ciò che saremo, pur innestandosi sulla struttura emotiva forgiata su ciò che siamo stati, sarà una costruzione di noi stessi che tende a raggiungere orizzonti diversi.

Nel momento in cui si costruisce un Crogiolo è necessario fare un bilancio di sé stessi e della relazione esistente fra noi e il mondo circostante. Esistono delle situazioni che, apparentemente, possono facilitare la costruzione del Crogiolo, altre che lo ostacolano anche in maniera violenta. Questo, solo se si considera il Crogiolo una struttura dottrinale statica e non la descrizione di possibilità magiche di trasformazione dell'individuo.

Non esiste un Crogiolo uguale ad un altro Crogiolo. Anche se tutti i Crogioli contengono gli stessi elementi, in alcuni Crogioli ci sono degli elementi più accentuati di altri; gli elementi si presentano in maniera diversa; alcuni Crogioli sono ricchi di elementi diversi e sconosciuti.

Tutti i Crogioli sono governati dal Potere dell'Intento che si manifesta nell'oggettività umana attraverso ogni individuo che mescola il proprio Crogiolo.

Il Crogiolo è espressione soggettiva dell'individuo: l'individuo è il Crogiolo che mescola. Il mondo delle società è un mondo, un crogiolo, costruito da chi mescola i propri crogioli. Sono costoro i costruttori della società.

Come non esisterà un Pagano uguale ad un altro Pagano, così non esisterà mai un Crogiolo uguale ad un altro Crogiolo, né un individuo uguale ad un altro individuo. Uguale è l'intento, diversa è la rappresentazione dell'intento che ne fa il singolo individuo.

Gli individui sono uguali soltanto nei diritti e doveri all'interno del Sistema Sociale.

Nel momento stesso in cui riconosciamo il Paganesimo come religione, noi riconosciamo l'esistenza dei QUATTRO CANTI DEL MONDO. Abbiamo applicato il Crogiolo dello Stregone a noi stessi e ci siamo accorti che esiste l'intenzione e l'Intento. L'intenzione la esprimiamo all'interno della descrizione mentre l'Intento lo percepiamo come una forza alla quale non possiamo opporci, una forza che è dentro e fuori di noi e ci sospinge verso mete sconosciute che noi raggiungiamo esprimendo le nostre intenzioni.

Se io intendo raggiungere un obiettivo, quell'obiettivo non è l'Intento, ma la forza che ho impegnato per raggiungere o tentare di raggiungere quell'obiettivo: quella era l'Intento.

Attraverso l'azione che ho messo in atto in risposta ai miei bisogni ho modificato l'obiettivo che la mia ragione indicava, ma la forza che mi spinge si è arricchita degli sforzi che io ho fatto. L'intuizione è emersa nella coscienza. Nuove letture della realtà del mondo sono state elaborate e, alla mia ragione, ora appaiono come possibilità. Così l'intenzione diventa il proposito di ciò che voglio raggiungere, l'Intento è la forza che si esprime in ogni intenzione e l'intuizione che emerge offre nuove possibilità alla veicolazione del mio desiderio.

Attraverso la descrizione del Crogiolo ho individuato degli elementi fondamentali alla formazione del mio esistere. Col Crogiolo ho compreso che c'è una dimensione che descrivo e un qualche cosa che mi spinge. Qualche cosa che percepisco e intuisco come possibilità. Il Crogiolo mi ha permesso di dividere quanto descrivo, recito e numero, da quanto sento e intuisco.

L'intuizione sarà tanto più corrispondente alla realtà quanto più esteso e determinato sarà il mio cammino di fusione delle mie emozioni con le emozioni dei soggetti del mondo in cui vivo. Una fusione che genera un sentimento di soddisfazione che assume il nome di Libertà!

Possiamo dire, prendendo a prestito dalla filosofia, che il Crogiolo divide la descrizione dai "movimenti dell'anima". Posso descrivere tecnicamente il tramonto, ma il movimento di spirito che suscita, dopo alcune centinaia di miliardi di repliche, è sempre una cosa unica e sempre nuova. Allora posso dire di percepire il mondo in due modi, uno è quello della descrizione e l'altro è quello del "sentire", o meglio, della "magia".

Sento il mondo come materia perché io sono materia e sento il mondo come Consapevolezza perché io sono Consapevolezza.

Mescolando il Crogiolo dello Stregone ho reso libera la mia Consapevolezza dalla materia. Non è né per il meglio né per il peggio; è indipendente. Ho reso la materia libera dalla "mia consapevolezza". Libera di esprimere una consapevolezza indipendentemente da ciò che io ritengo sia la consapevolezza di ciò che sono.

Poi la mia Consapevolezza torna nella materia per rendere la materia e la sua espressione, la ragione, funzionale alla costruzione del mio divenire costruendo la relazione con le consapevolezze della materia che pur appartenendo al mio corpo sono diverse e indipendenti dalla consapevolezza che indico come mia. Ciò che io chiamo "la mia consapevolezza" è una sorta di risultante riassuntiva dell'azione di tutte le consapevolezza (virus, batteri, cellule e quant'altro) formano la materia del mio corpo.

Ma questo è un altro discorso!

Per ora ci basti sapere che possiamo percepire quanto ci circonda sia come materia che come Consapevolezza. Sia come forma che come emozione.

Questi due modi soggettivi di percepire il mondo li chiamiamo: i DUE CANTI DEL MONDO.

Perché sono DUE CANTI DEL MONDO?

Perché sia con l'uno che con l'altro possiamo costruire il nostro divenire. Possiamo definire il mondo in cui viviamo. Nell'uno e nell'altro possiamo eseguire la danza della nostra esistenza. Nell'uno e nell'altro possiamo affrontare le sfide della vita. Nell'uno e nell'altro possiamo essere Dèi che costruiscono il loro cammino nell'eternità dei mutamenti o dei miserabili che attendono la fine del proprio divenuto.

DUE CANTI DEL MONDO perché per noi il mondo esiste nella misura in cui noi esistiamo. Per noi il mondo esiste nella misura in cui noi lo pratichiamo. Se noi non esistiamo, per noi il mondo non esiste.

L'oggettività esiste per il soggetto nella misura in cui esiste il soggetto. Il soggetto per riconoscere l'oggettività deve innanzi tutto riconoscere sé stesso. I DUE CANTI DEL MONDO sono i canti del soggetto mentre si espande. Il Crogiolo gli ha permesso di riconoscere i CANTI DEL MONDO e di praticarli. Mentre si espandeva il soggetto è diventato consapevole che altri soggetti lo guardano. Altri soggetti sviluppano sé stessi. Altri soggetti mescolano il proprio Crogiolo per costruire il loro divenire.

Mescolando il Crogiolo l'Essere Umano ha compreso come ogni Essere della propria specie può mescolare il proprio Crogiolo e ogni Crogiolo è diverso da ogni altro Crogiolo. Ora può intuire come Esseri di Specie, diverse dalla sua, mescolino i propri Crogioli anche molto diversi dai suoi: ma con lo stesso INTENTO!

Gli elementi sono diversi, le NECESSITA' sono diverse, la combinazione è diversa.

Quando l'individuo guarda più attentamente scopre che molti elementi, in crogioli diversi, sono uguali e scopre come molti di quegli elementi, comuni a tutti i Crogioli, spingono nella stessa direzione tutti gli Esseri di ogni Specie.

Quest'individuo scopre come ogni Essere sia un dio che mescola il proprio Crogiolo per spiccare il volo nell'eternità dei mutamenti.

Quando due Crogioli si avvicinano, l'individuo scopre che elementi di un Crogiolo possono passare nell'altro Crogiolo: e viceversa. Scopre come ogni elemento del Crogiolo, quando entra nell'altro Crogiolo, ritorna più forte e più vitale di prima. Un elemento come "ascoltare il mondo attorno a noi", che noi esercitiamo, quando esce da un Crogiolo che a sua volta pratica "ascoltare il mondo attorno a noi" e con cui noi costruiamo una relazione, il nostro "ascoltare il mondo attorno a noi" si trasforma e noi ascoltiamo cose nuove e diverse acuendo la nostra attenzione e alimentando il nostro Potere dell'"ascoltare il mondo attorno a noi".

Questo individuo, attraverso la sua Consapevolezza, scopre un universo di soggettività. Un universo di Crogioli che vengono mescolati per fondare il divenire del soggetto nei mutamenti.

La RAGIONE dell'individuo dirà: "Io sono il soggetto che vive nell'oggettività".

La CONSAPEVOLEZZA dell'individuo dirà: "Io sono un soggetto che vive nei e fra i soggetti".

Questo individuo è diventato un Pagano. Egli scorge sia la Ragione che la Consapevolezza di ogni elemento del circostante.

La ragione descriverà gli oggetti dai quali è circondato mentre la Consapevolezza gli indicherà le coscienze divine, la loro espressione emotiva, dalle quali è circondato.

Un'immensa relazione fra Crogioli nel faticoso cammino per la costruzione della Coscienza universale.

L'Essere Umano taglia un albero: così dice la sua ragione. L'Essere Umano distrugge, blocca e trasforma (a seconda dei casi) il divenire di un altro soggetto: così dice la sua Consapevolezza.

Se un albero cade in testa ad un individuo; la Consapevolezza dice che un Essere Albero distrugge, blocca e trasforma (a seconda dei casi) il divenire di un altro soggetto.

Le determinazioni soggettive appartengono al Crogiolo soggettivo (mani, radici, sangue, linfa, ecc.).

L'Essere Umano scopre, negli Dèi che lo circondano, Consapevolezza e Ragione.

Ogni soggetto, con cui un soggetto si relaziona, dispone di una sua specifica Ragione (descrizione) e di una sua Consapevolezza (emozione consapevole). Questo indipendentemente dalla materia che come forma rappresenta il soggetto; indipendentemente dalla coscienza che siamo in grado di individuare come propria di quel soggetto.

Ogni soggetto affronta lo sconosciuto che lo circonda mescolando il proprio Crogiolo. Ogni Crogiolo versa qualche cosa nel Crogiolo vicino con cui entra in relazione. [NOTA: in Hegel si chiama "annullamento degli opposti"] Ogni Crogiolo cede qualche cosa di proprio e riceve qualche cosa da altri Crogioli; dopo che cede e riceve, non è più il Crogiolo precedente, ma il nuovo Crogiolo, che in ogni caso si ristruttura proprio per aver ceduto e ricevuto. Ha annullato il Crogiolo che era per diventare il Crogiolo che è.

L'Essere si accorge che ogni Crogiolo esprime DUE CANTI DEL MONDO. Perché ogni Crogiolo, con l'uno e l'altro, può costruire il suo divenire. Con l'uno e l'altro può esprimere la danza della sua esistenza. Con l'uno e l'altro può affrontare le sfide nell'esistenza. Con l'uno e l'altro può essere un dio che costruisce il suo cammino nell'eternità o distruggere le sue possibilità.

L'Essere scopre che accostando i Crogioli si determinano relazioni che formano i QUATTRO CANTI DEL MONDO.

Due sono i suoi e due sono i canti espressi dal Crogiolo con cui si relaziona. Il contenuto di un Crogiolo si riversa nell'altro arricchendoli entrambi. Questo arricchimento avviene all'interno dei QUATTRO CANTI DEL MONDO ed avviene sia all'interno del percorso di Stregoneria che in tutti i sentire Pagani.

Arricchire la ragione in un dibattito razionale o scientifico, stimola la consapevolezza emotiva dell'individuo; la stimolazione della consapevolezza emotiva dell'individuo (come in un rapporto sessuale, ad esempio) costringe la sua ragione a ristrutturarsi.

Formare i QUATTRO CANTI DEL MONDO, nella Stregoneria antica, dava l'impressione di mettere: "La potenza del mondo al proprio servizio". Nello steso tempo dava l'impressione di essere in sintonia con le "potenze del mondo". In realtà si era e si è soltanto sé stessi. Si è DUE CANTI DEL MONDO e, nel momento in cui si riconosce il mondo come Coscienza incontrandolo sul proprio cammino, si fondono gli elementi dei rispettivi Crogioli.

La ragione può intendere il mondo come insieme. In quel momento tenderà a descrivere l'insieme. La Consapevolezza della persona cercherà la Consapevolezza dell'insieme e la troverà nelle infinite Consapevolezze di un'oggettività che vive le sue stesse tensioni.

Lo sconosciuto è sempre maggiore del conosciuto. Quando noi viviamo una relazione emotiva, questa relazione assorbe tutto noi stessi. In quella relazione si esprime un tutto. Come tutto viene percepito dalle nostre emozioni. In quel momento la nostra coscienza viene destrutturata e solo in un secondo tempo, quando la relazione è cessata, si ristruttura nuovamente.

Così quella Consapevolezza incontrata apparirà come la Consapevolezza del tutto che ci circonda. La ragione cercherà di descriverla e la nostra consapevolezza costruirà delle relazioni emotive costringendoci a modificarci relazione dopo relazione.

Poi, proseguendo nel nostro cammino, ci accorgeremo che quella Consapevolezza era la più facile da raggiungere; quella più in sintonia con le nostre scelte, le nostre tensioni, i nostri desideri: esprimeva lo stesso INTENTO. Poi, in un secondo momento, scopriamo che tutto l'Universo pullula di Consapevolezze e ogni volta che costruiamo una relazione costruiamo una diversa struttura dei QUATTRO CANTI DEL MONDO.

La compassione diventa la nostra guida.

Noi non viviamo più solo delle nostre passioni; almeno non soltanto di queste. Noi viviamo delle passioni di ogni Consapevolezza con la quale ci relazioniamo; noi viviamo delle tensioni di ogni Crogiolo col quale fondiamo il nostro Crogiolo.

Nel fare questo noi abbiamo inserito un elemento del Crogiolo, nel nostro Crogiolo, nei QUATTRO CANTI DEL MONDO: noi ci siamo TOLTI DAL CENTRO DEL MONDO per mettere noi stessi al centro della nostra vita.

Settembre 1998

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il Crogiolo del Male

L'incapacità degli uomini di affrontare la loro vita viene costruita meticolosamente dal cristianesimo mediante la violenza sull'infanzia. Costruire la distruzione dell'uomo è un'invenzione ebrea e cristiana. Succede che negli USA molte persone, partite per le guerre che gli USA fanno nel mondo, ritornino psicologicamente ed emotivamente devastate. Educate ad essere sottomesse ad un dio padrone e convinte di essere in grado di uccidere chiunque, il loro delirio di onnipotenza si scontra con la realtà mandandoli fuori di testa.