6) TOGLIERSI DAL CENTRO DEL MONDO.
di
Claudio Simeoni
tratto da
IL CROGIOLO DELLO STREGONE
NEI
QUATTRO CANTI
DEL MONDO!
SECONDA PARTE DEL:
CROGIOLO DELLO STREGONE!
LA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE
FRA GLI ESSERI UMANI
E IL MONDO CIRCOSTANTE
PER UNA FILOSOFIA PAGANA
Mentre noi facciamo questo non siamo più al centro del mondo (o pretendiamo di esserlo), non siamo i padroni del mondo, non possiamo più costringere qualcuno o illuderci di essere al centro degli interessi dell'esistente: noi ci riconosciamo attori nel mondo, assieme ad un numero infinito di attori. Con tutti loro recitiamo la nostra parte nella sfida per costruire l'esistenza. Noi siamo parte del grande gioco delle trasformazioni per costruire il nostro divenire. Il nostro divenire non è quello di soggetti individuali separati dal mondo, ma procede con tutti gli dei che ci circondano in quanto noi stessi siamo dei.
Possiamo chiamarli per percorrere dei tratti assieme fondendo i Crogioli attraverso l'INTENTO nei QUATTRO CANTI DEL MONDO. Possiamo soccorrere lo sviluppo delle loro determinazioni mentre crescono dentro di noi, ma non possiamo, in quanto dei, essere o ritenerci padroni di dei.
Noi possiamo essere dei perché ci siamo tolti dal centro del mondo, non possiamo più illuderci di essere padroni creati ad immagine e somiglianza di un presunto padrone bestemmiatore e, per conseguenza, la nostra percezione può accedere all'Olimpo degli dei e spaziare con essi.
Ogni volta che costruiamo una relazione la costruiamo attraverso i QUATTRO CANTI DEL MONDO.
Vogliamo, convenzionalmente, usare i quattro punti cardinali per indicarli?
Se si vuole adottare questo sistema per visualizzare diciamo che il polo nord è dato dalla ragione di un soggetto, mentre al polo sud mettiamo la ragione di un altro soggetto con cui si entra in relazione. Diciamo che l'est è la Consapevolezza di un soggetto e l'ovest la Consapevolezza dell'altro soggetto.
Affinché questo schema possa funzionare in modo elementare è necessario stabilire che uno dei soggetti siamo noi, in quanto Essere Umano, e l'altro è un soggetto appartenente ad una specie della Natura, un altro Essere Umano o un Essere appartenente a qualunque altra specie; ma sempre della Natura.
Il nostro Crogiolo può coincidere con un altro Essere della nostra specie, diverge tanto più quanto più ci allontaniamo dalle specie affini e ancor di più quando usciamo dalla Natura. I QUATTRO CANTI DEL MONDO possono essere disegnati su un piano quando la relazione è fra Esseri della stessa specie, quando si tratta di Esseri di specie diverse, la direzione è uguale ma la posizione è su un piano diverso. Immaginiamo che dal polo nord tracciamo un cerchio che partendo dal nord ritorna al nord; un cerchio enorme.
La Ragione degli Esseri esistenti si colloca in un punto di questo cerchio. A seconda del punto in cui si colloca la loro ragione ogni specie si distingue dall'altra. Non c'è dunque una croce ad indicare l'intersecazione dei QUATTRO CANTI DEL MONDO, ma due cerchi che si intersecano uno proprio della ragione e un altro della Consapevolezza. Ogni specie si caratterizza da due punti che la individua in entrambi i cerchi.
In Stregoneria questi cerchi appaiono come la Sfera dell'Universo in formazione, la sua Consapevolezza, dove ogni Essere può scegliere come spostare il proprio punto di ancoraggio quando la Consapevolezza diventa INTENTO: ma questo è un altro discorso.
Per il momento è sufficiente fermare il discorso sul come si colloca il Crogiolo nei QUATTRO CANTI DEL MONDO.
Usiamo i QUATTRO CANTI DEL MONDO nella maniera più semplice: la relazione piana.
Nel momento in cui riconosciamo che quanto ci circonda è un divino uguale a noi, se non altro nell'esercizio delle sue determinazioni, noi ci siamo tolti dal centro del mondo. Una volta che ci siamo tolti dal centro del mondo noi cominciamo a "fare i nostri interessi". I "nostri interessi" non consistono nell'impossessarsi del mondo, ma nel costruire delle relazioni. Quando noi ci siamo tolti dal centro del mondo, il mondo non deve più temere, da parte nostra, il saccheggio. Io non taglierò più gli alberi tanto per tagliarli, ma solo per quanto mi serve. Non ucciderò tanto per uccidere ma solo nella misura in cui mi serve. Non danneggerò il mondo se non come trasformazione della mia esistenza. Non lo posso più fare in quanto riconosco che quanto danneggio, danneggio degli Esseri divini le cui determinazioni li portano a percorrere un cammino di eternità.
Il mondo circostante non dovrà temere che io lo distrugga o partecipi alla sua distruzione ma mi trova come alleato: alleato al divino circostante all'interno della specie nella quale vivo.
Se io taglio gli alberi per mio uso ne pianterò e ne favorirò la crescita perché questo fare coincide con i miei interessi. Al contrario, quando io obbedisco ad ordini di tagliare gli alberi, li taglierò perché sono pagato o mi è stato ordinato di tagliarli al di là che questo serva o meno; magari per lasciarli marcire.
Nella misura in cui io mi oppongo, o non partecipi o ancora partecipi ad ostacolare le cause che portano a tagliare indiscriminatamente gli alberi sarò un alleato per lo sviluppo del circostante.
Io mi sono tolto dal centro del mondo nel momento stesso in cui ho riconosciuto il mondo circostante formato da Coscienze e Consapevolezze come me. Quando ho trovato più vantaggioso camminare assieme al mondo anziché appropriarmi del mondo. Togliermi dal centro del mondo era un elemento del mio Crogiolo. Un elemento attraverso il quale io combattevo la supremazia della ragione sulla Consapevolezza.
Togliersi dal centro del mondo non è in nessun altro Crogiolo che non sia quello della Specie Umana. Comunque non di tutti gli Esseri Umani: quelli sottoposti all'orrore delle religioni rivelate. Un'imposizione il cui fine è quello di imporsi alla Consapevolezza dell'Essere Umano per impedirgli di uscire dalla sua descrizione del mondo.
L'Essere Umano fagocita questo elemento del Crogiolo in due fasi distinte. La prima quando riconosce che la sua ragione è elemento del suo Essere e non padrona del suo Essere. La seconda quando l'individuo scopre che quanto lo circonda è Cosciente di Sé ed agisce per svilupparsi attraverso le relazioni.
Il togliersi dal centro del mondo è l'elemento del Crogiolo la cui attuazione permette all'individuo di liberarsi dal condizionamento educazionale. Il togliersi dal centro del mondo è la rimozione del più grande ostacolo che il condizionamento educazionale pone per bloccare lo sviluppo dell'Essere Umano.
Il Crogiolo dell'Essere Umano si inserisce nei quattro canti del mondo, in questa situazione storica, attraverso il togliersi dal centro del mondo.
Gli Esseri divini che ci circondano riconoscono il nostro essere divino solo nel momento in cui ci siamo tolti dal centro del mondo. Gli Esseri divini devono necessariamente essersi tolti dal centro del mondo in quanto, in caso contrario, non saprebbero riconoscere il divino che li circonda.
Si penserebbero padroni e signori di altri Esseri pretendendo che costoro agiscano per i loro bisogni: in funzione di quanto pensano sia il loro divenire.
Nel momento in cui riconosciamo il divino che ci circonda il divino che ci circonda non è al centro del mondo, è parte di noi.
Quando alcuni Esseri Umani incontrano un aspetto del circostante che spacciandosi per divino invia messaggi o inviti a sottomettersi o di esaltazione soggettiva si tratta di Coscienze che o non si sono tolte dal centro del mondo o giocano ad apparire onnipotenti per costruire sottomissione. Quel tipo di presunto divino trasmette i propri messaggi soltanto a chi non si è tolto dal centro del mondo ma che sfruttando altri elementi del Crogiolo o spontanee inclinazioni riesce ad alterare la percezione.
Ad esempio Maitreya trasmette i suoi insegnamenti a Krisnamurti perché Krisnamurti è stato educato a pensarsi incarnazione di un dio padrone. Quando Krisnamurti si accorge di non essere l'incarnazione di un dio padrone e si toglie dal centro del mondo Maitreya tace; in compenso la sua attenzione può spaziare nel divino ce lo circonda diventandone parte.
Questo genere di preteso divino non può assoggettare nessun Essere che si è tolto dal centro del mondo in quanto per un Essere Umano, proprio per essersi tolto dal centro del mondo, ogni trasformazione e ogni mutamento deve essere momento di costruzione del proprio divenire: l'assoggettamento è sempre distruzione del divenire.
L'assoggettamento produce sempre reazioni violente da parte di chi si è tolto dal centro del mondo.
Il Crogiolo che costruiva l'individuo si formava iniziando dalla struttura del Crogiolo composto dalla filosofia e dagli occhi con cui l'individuo guarda il mondo e proseguiva con la costruzione del Bastone dello Stregone; nei QUATTRO CANTI DEL MONDO il Crogiolo dell'Essere Umano inizia col togliersi dal centro del mondo.
Toglierci dal centro del mondo ci ha permesso di riconoscere il divino circostante.
Prendiamo ad esempio un albero. Di qualunque specie. Anche l'Essere Albero è formato da Ragione e Consapevolezza. La Ragione è propria dell'Essere Albero e la Consapevolezza di quell'albero è relativa al suo divenuto.
L'Essere Albero non parla. Dunque non descrive. Ma percepisce gli elementi della nostra descrizione: come la pioggia. L'Essere Albero assorbe i sali della terra per vivere ed io colgo i frutti di quell'Albero per mangiare.
Mangiare è un atto descrivibile dalla ragione umana e necessità descritta anche dall'Albero che concentra le sue forze per soddisfare i suoi bisogni. Mangiare è un atto legato ad Esseri di entrambe le specie divenuti all'interno della Natura. Sia che l'esigenza dell'Essere Albero di assorbire i sali e gli altri nutrimenti della terra che la mia esigenza di mangiare i frutti si esprimono come esigenze della ragione di Esseri divenuti all'interno dell'Essere Natura.
Quando diciamo che la ragione è la capacità di descrivere oggetti ci riferiamo all'aspetto umano della ragione. A mano a mano che ci allontaniamo dalla Specie Umana gli elementi di contatto all'interno della ragione diminuiscono. Diminuiscono al punto tale che la ragione fra le varie specie della Natura è determinata dalle relazioni fisiologiche. Questo non perché si interrompe il cerchio nel punto sul quale fissiamo la nostra ragione, ma perché da quel punto noi ci allontaniamo. Una ragione ci è tanto più estranea quanto più ci allontaniamo dal punto in cui la specie umana ha fissato la sua ragione.
Allora come avviene la relazione con gli altri Esseri di ogni altra specie?
Attraverso il cerchio della Consapevolezza. Si può girare lungo tutto il cerchio della Consapevolezza e si troveranno sempre elementi di contatto.
La discriminazione negli elementi di contatto è determinata dalle scelte soggettive, dagli interessi e dalla forza dell'INTENTO che ci attraversa. Ipoteticamente possiamo relazionarci con ogni Consapevolezza sia che questa sia tanto grande da perderci dentro, sia che sia tanto piccola che noi la comprendiamo.
L'interazione con l'Essere Albero non può avvenire attraverso la ragione ma attraverso la Consapevolezza
Attraverso la ragione possiamo tagliare l'albero, togliere i frutti, concimarlo, potarlo. Tutte queste azioni fatte attraverso la ragione hanno dei riflessi nella Consapevolezza e nelle relazioni della Consapevolezza con l'Albero ma la relazione del mio essere con quella dell'Essere Albero può avvenire solo attraverso la Consapevolezza.
Il toglierci dal centro del mondo ci ha permesso di riconoscere all'albero il suo potere divino. Un dio come me che agisce attraverso le mie determinazioni per tentare di diventare eterno.
Con l'Essere Albero la questione è abbastanza semplice; quando incontreremo le forze che muovono l'universo e dovremo confrontarci con chi non ha che flebili riflessi nella ragione, allora il discorso sarà molto più complesso.
SETTEMBRE 1998
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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