13) ATTENZIONE
di
Claudio Simeoni
tratto da
IL CROGIOLO DELLO STREGONE
NEI
QUATTRO CANTI
DEL MONDO!
SECONDA PARTE DEL:
CROGIOLO DELLO STREGONE!
LA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE
FRA GLI ESSERI UMANI
E IL MONDO CIRCOSTANTE
PER UNA FILOSOFIA PAGANA
L'Attenzione è la capacità dell'Essere di concentrare tutto sé stesso in quanto sta facendo. Quando abbiamo parlato dell'Attenzione nel Crogiolo dello Stregone si è parlato dell'uso dell'Attenzione relativa ai sensi. Si è detto che qualunque cosa un Essere Umano sta facendo deve farla impiegando tutto sé stesso. Come se quella fosse l'ultima cosa che fa prima di morire.
La pratica dell'Attenzione porta l'Essere Umano ad entrare nei Quattro Canti del Mondo e lo predispone per muoversi nei Quattro Canti del Mondo.
Vediamo come l'Essere Umano ha esercitato la propria Attenzione per entrare nei Quattro Canti del Mondo.
La prima attività fu quella di interrompere il Dialogo Interno. Per interrompere il Dialogo Interno l'Essere Umano dovette saturare la percezione dei propri sensi fino a costringerli al silenzio nel percepire. Quando io esercito la vista per interrompere il Dialogo Interno sfuoco le immagini. Concentro la mia Attenzione della vista su immagini sfuocate o su contorni di cose che tendo a cancellare. Così facendo saturo la vista di fenomeni della cui descrizione alla mia ragione non interessa nulla. Che se ne fa la mia ragione di immagini di un albero sfuocato? Non è in grado di costruire nessuna descrizione. Inizialmente la ragione tenta di ricordare come quella sia l'immagine sfuocata di un albero fatto in questo o quel modo. Ma poi si stanca. I fenomeni che lei percepisce non sono utilizzabili, non possono rientrare nella descrizione. La mia ragione non è in grado di trovare un motivo valido al mio comportamento. In realtà in quel momento, nei suoi confronti, io sto esercitando la Follia Controllata. Mentre ammiro l'albero sfuocato e senza forma tentando di fermare il flusso delle parole la mia ragione non è in grado di costruire una qualche forma di dominio.
La tecnica della saturazione della ragione la applico anche per i suoni. I suoni si ascoltano per abitudine. Normalmente molti suoni, grandi o piccoli, vengono scartati proprio perché non vi concentriamo la nostra attenzione ma volendo possiamo, bloccando il flusso delle parole, ascoltare e farci compenetrare da qualunque suono si manifesti nel circostante. Attraverso l'Attenzione la ragione viene saturata di fenomeni.
La tecnica della saturazione della ragione la applico anche alle sensazioni tattili, sia delle mani che del resto del corpo. Quando prendo in mano un oggetto o ne tocco un altro pongo attenzioni alle sensazioni che ricevo. Bloccando il flusso delle parole tento di soggettivare quelle sensazioni compenetrandole. E' l'unico modo per comprendere come palpare il mondo equivale ad essere palpati dal mondo.
La tecnica della saturazione della ragione la applico anche all'olfatto. Gli odori sono fattori di memoria. Immagazzinano fenomeni ed evocano ricordi specie se io blocco il Dialogo Interno. Attraverso gli odori Giove mi parla. I fenomeni che giungono alla ragione sono tanto più numeroso quanto più annuso il mondo.
La tecnica della saturazione della ragione la applico al gusto. Posso assaporare un cibo o scomporne gli elementi che contiene. In quel momento non ingurgito, assaporo quanto il mio gusto percepisce e sommo al mio essere i fenomeni che in questo modo vengono percepiti.
L'allenamento dell'Attenzione sui sensi attraverso la Sospensione del Giudizio costruisce una resa della ragione, la spaventa per l'assurdo che affronto e cede il passo allo sviluppo dei sensi interni.
Percepisco immagini che non sono attinte attraverso gli occhi (il processo è spontaneo nel sogno); ascolto suoni che non vengono attinti dalle orecchie; ricevo sensazioni tattili che non sono generate da tocchi della pelle.
Ho svegliato il senso interno. Ho svegliato il dormiente; il corpo luminoso che cresce dentro ogni Essere della Natura e questo corpo luminoso ha sommato la propria capacità di sentire con quello della ragione. Così le immagini anche se non vengono percepite dagli occhi fanno sempre riferimento alla vista; i suoni anche se non sono percepiti attraverso le orecchie sono sempre riferiti a queste; le sensazioni tattili anche se non sono riferiti al tatto sono a questo sempre ricondotte. Diverso è il discorso per gli odori che diventano colori e per il cibo che diventa sensazione (non so in che altro modo definirlo!).
L'attenzione che ho praticato sui sensi è uno (non il solo) degli strumenti attraverso i quali ho alimentato la costruzione del corpo luminoso che attraverso il senso interno (l'insieme del suo sentire) si lega al sentire proprio della ragione.
Con questo processo mi sono sottratto dal dominio della ragione e posso alterare la percezione. L'alterazione della percezione porta al silenzio i sensi della ragione e le relazioni sono costruite mediante i sensi interni propri del corpo luminoso anche se io continuerò a descrivere fenomeni visivi, tattili, rumori come se tutto questo avvenisse attraverso i sensi della ragione.
La centralità di tutto deve essere posta sul percorso, sul processo attraverso il quale ho disciplinato la ragione costringendola ad arretrare il suo dominio nei miei confronti e l'ampia gamma di fenomeni che sono riuscito ad introiettare mentre tentavo di usare i sensi in maniera diversa. Questo ha fatto crescere i sensi interni disciplinandoli. La crescita dei sensi interni non è avvenuta in un solo momento. E' avvenuta a poco a poco anche attraverso fenomeni assolutamente inusuali per la ragione. La crescita del senso interno è avvenuta dopo una grande lotta con i sensi della ragione che hanno dovuto prima di tutto aumentare e diversificare i fenomeni che percepivano e rendevo impotente la ragione a farli entrare nella descrizione attraverso il blocco del Dialogo Interno. Ho costretto la ragione a fare da spettatore a quanto stavo facendo anche contro la sua descrizione. Dicevo alla ragione: comando io; tu sei un mio strumento.
Mentre ridimensionavo la ragione e la sua capacità di controllo praticavo una tipologia di fenomeni che forgiavano la mia capacità di rapportarmi in modo diverso col mondo. Quando si sospende il giudizio nel mondo della ragione non è possibile costruirsi dei fantasmi nel mondo della percezione.
Mentre ridimensionavo la ragione insegnavo ai sensi interni il modo di affrontare il mondo senza per questo danneggiare la mia ragione. E' vero che io combatto una dura battaglia contro la ragione che intende essere padrona di tutto il mio essere, ma è altrettanto vero che la ragione è uno strumento prezioso di cui io mi servo per affrontare la vita del corpo fisico nel Sistema Sociale degli Esseri Umani. Questa rivelazione rilassa la ragione. Una volta che l'esercizio dell'Attenzione sui sensi ridimensiona il controllo dittatoriale della ragione sul mio essere io devo tranquillizzare la ragione che non è in corso una guerra contro la sua descrizione ma lei deve continuare ad avere un posto centrale nella mia esistenza a patto che non si richiuda su sé stessa ma ampli i suoi interessi, si arricchisca e mi aiuti a vivere al meglio mentre continuo ad incubare il corpo luminoso che avrà il sopravvento definitivo solo alla morte del corpo fisico: cioè della ragione!
Così mi posso permettere di raccontare le storie che succedono nei Quattro Canti del Mondo.
Nei Quattro Canti del Mondo la ragione è uno spettatore. Esattamente come il corpo luminoso è uno spettatore mentre discuto di filosofia trascendentale. L'Alterazione della percezione può avvenire soltanto attraverso il senso interno e descritta, per quanto possibile e per le immagini a disposizione, dalla ragione.
Nei Quattro Canti del Mondo mi posso muovere e posso agire soltanto perché ho agito articolando l'Attenzione sui sensi della ragione. Quello sforzo ha articolato il senso interno e ha costruito la relazione con i sensi della ragione e per conseguenza della sua descrizione.
Anche l'oggetto con cui formo la relazione nei Quattro Canti del mondo ha articolato la sua attenzione, ha plasmato sé stesso a seconda del suo divenuto come Essere e come Specie. Nei Quattro Canti del Mondo esercita la sua Attenzione attraverso i suoi sensi e le sue specificità.
L'esercizio dell'Attenzione nei Quattro Canti del Mondo ci permette di cogliere quanto la Coscienza con cui formiamo la relazione ci presenta e può essere utile per costruire il nostro divenire. Sia che questo essere utile si riferisca al piano della ragione (Saturno impara l'agricoltura) che sul piano dello sviluppo del corpo luminoso (ad esempio come fiondarsi da un posto ad un altro oppure gli elementi diversi che un luogo presenta sul piano della ragione e su quello nella relazione dei Quattro Canti del Mondo).
L'Attenzione che abbiamo esercitato mentre tentavamo di uscire dalla sottomissione è quella che ci permette di cogliere il nuovo nella relazione dei Quattro Canti del Mondo. Che ci permette di essere sufficientemente veloci per cogliere il nostro centimetro cubo di opportunità (come direbbe Castaneda).
C'è un modo per non esercitare l'Attenzione pur essendo attenti, come comunemente si dice. Quando parlo dell'Attenzione relativa ai sensi voglio sottolineare l'attività del sentire con il sentito. La mia attività di descrivere in relazione all'oggetto che percepisco. La mia attività di sentire in relazione al soggetto che percepisco. L'Attenzione è su ciò che costruisce la relazione fra soggetto e soggetto attraverso i sensi. Esiste un modo per distruggere la capacità dell'Attenzione di costruire l'individuo ed è inchiodare l'Attenzione sull'oggetto percepito. Questo modo di essere parte dal presupposto che il soggetto non deve modificare sé stesso. Egli è in quanto creato, per le religioni rivelate, o descritto, per quanto riguarda la ragione e pertanto l'Attenzione non si sviluppa come atto di volontà del soggetto che partendo dalla Coscienza di Sé sviluppa e articola i sensi in quanto strumenti del soggetto da affinare e attraverso questi amplia i fenomeni che percepisce nel mondo, ma obbliga il soggetto a fissarsi sull'oggetto percepito. L'oggetto percepito deve essere osservato attentamente senza considerare il ruolo della propria percezione in quanto, essendo questa creata da dio a sua immagine e somiglianza, non c'è motivo di modificarla. "Devi essere attento a quanto io dico!" che significa: "Devi fagocitare quanto dico e farlo tuo!" Ma se tu fai tuo quanto io dico tu non elabori i fenomeni che ricevi da me. Io ti impongo di soggettivare quanto ti dico e nello stesso tempo ti impedisco l'esercizio della tua Attenzione nei confronti dei fenomeni che ti trasmetto imponendoti di adeguarti ad essi. Strappo il tuo essere attento, lo chiamo Attenzione e ti impedisco di esercitare la tua Attenzione impedendoti di crescere sviluppando la tua capacità di elaborare i fenomeni con le tue forze e per i tuoi bisogni: per sviluppare il tuo Potere di Essere!
Quanto noi abbiamo amalgamato, i sensi interni con i sensi della ragione, è quanto ci permette di descrivere della relazione nei Quattro Canti del Mondo e riportare nella ragione per continuare ad ampliarla.
Questo vale anche per la Coscienza di Sé con cui siamo entrati in relazione. Quella Coscienza di Sé prende da noi quanto le serve per continuare il proprio sviluppo. Dal come ha articolato la sua Attenzione dipende la sua capacità di afferrare e utilizzare quanto noi le offriamo.
Poi, della relazione nei Quattro Canti del Mondo, la ragione prende quanto le serve per descrivere. Come descriverebbe la ragione la relazione nei Quattro Canti del Mondo del farsi Venere delle Coscienze di Sé che hanno costruito la loro relazione?
La relazione nei Quattro Canti del Mondo lascia un estremo piacere. E' una fusione energetica e fra gli Esseri Umani la fusione energetica è raffigurata con il rapporto sessuale. Pertanto la mia ragione, come Essere Umano Maschile, se dovesse raffigurare il farsi Venere nella relazione dei Quattro Canti del Mondo con gli elementi della ragione, la raffigurerei come una donna disponibile accentuandone gli attributi sessuali e psicologici che maggiormente mi attraggono. Se un Essere Umano Femminile dovesse raffigurare il farsi Venere nella relazione dei Quattro Canti del Mondo con gli elementi della ragione la raffigurerebbe come un uomo disponibile accentuandone gli attributi sessuali e psicologici che maggiormente l'attraggono. La ragione, quando i sensi interni sono amalgamati con i suoi, descrive quanto può prendendo atto dell'esistenza di relazioni che lei non è in grado di controllare. Costruisce delle immagini attraverso le quali comunicare quanto avviene.
L'esercizio dell'Attenzione sui propri sensi per percepire in maniera diversa i fenomeni che questi incontrano è già i Quattro Canti del Mondo. Nel momento stesso in cui un individuo incrocia gli occhi e osserva sospendendo il Dialogo Interno, il mondo che lo circonda si mette a vibrare (Castaneda direbbe: il mondo si ferma! E' una questione di descrizione soggettiva). Egli sta esercitando la sua volontà, sta modificando il suo modo di sentire. Il mondo che lo circonda invia segnali partendo dalle predilezioni del soggetto. Chi ama la Natura, riceverà segnali dalla Natura. Chi partecipa a particolari tensioni della vita, riceverà stimoli da queste. Chi ha propensioni verso gli astri, i pianeti, il mutamento, la conoscenza ecc. da queste riceverà gli stimoli attraverso i quali continuare ad alimentare il proprio fare e sviluppare sé stesso.
Ricordiamo sempre che all'interno delle relazioni che si sviluppano attraverso il Potere di Essere è interesse specifico di ogni partecipante alla relazione che chi partecipa alla relazione sviluppi il più possibile il proprio Potere di Essere in quanto questo sviluppa la relazione stessa.
Nel momento stesso in cui un Essere Umano esercita l'Attenzione sui propri sensi sta già costruendo le relazioni nei Quattro Canti del Mondo. Il mondo per lui cambierà forma. Lo compenetrerà in maniera diversa. Il mondo gli descriverà sé stesso in modo più ricco e più articolato magari facendo giungere nuove idee al suo pensato. Magari facendogli cogliere quanto fino al giorno prima non vedeva.
Quando si entra nei Quattro Canti del Mondo è come intraprendere il viaggio verso Ixtlan di Gennaro in Castaneda. Non si può più tornare indietro. Non ci si può più richiudere alla percezione. Siamo scoperti davanti alle sollecitazioni che dal circostante giungono all'Essere Umano. E' vero che per articolare l'Attenzione si è usato Volontà, ma è altrettanto vero che le Linee di Tensione che giungono a noi sono delle Coscienze di Sé e pretendono di essere ascoltate. Inoltre le Linee di Tensione che si fanno sentire con maggior forza sono quelle relative alle nostre predilezioni. Queste ci cambiano e anche se lottiamo per non farci sopraffare e ordinarle in una forma sopportabile affinché la nostra percezione possa svilupparsi senza essere sopraffatta, noi non saremo più come prima. Non saremo più in grado di ignorarle. Dobbiamo necessariamente continuare a procedere nello sviluppo della nostra Attenzione e nelle relazioni all'interno dei Quattro Canti del Mondo.
Non torneremo più ad essere quelli che eravamo prima di sviluppare le relazioni attraverso l'Attenzione. Quel mondo in cui noi, per effetto del Condizionamento Educazionale, cancellavamo un numero infinito di fenomeni, non esiste più. La sicurezza dell'ignoranza (o dell'ignorare) non ci è più permessa.
Ci può essere solo la sconfitta. Quando neghiamo noi stessi sottomettendoci a qualcuno e uccidendo la nostra percezione. In quel momento non perdiamo la nostra Attenzione, la stupriamo. La violentiamo nella speranza di ridurla al silenzio perché attratti da richiami diversi. Quando qualcuno fa questo gli rimane il tormento nostalgico di quanto ha smarrito; un sentimento assolutamente diverso da chi tenta di costruire sé stesso ma trova una ragione molto potente e crede di aver fallito. In realtà non ha fallito fintanto che ricorda come e cosa ha fatto. In realtà ha una ragione molto decisa a non cedere il controllo. Ma la sua Attenzione ha già costruito le relazioni ed egli, comunque, vive quelle relazioni.
L'Attenzione è relazione; l'Attenzione è trasformazione dell'individuo; l'Attenzione è una chiamata di soccorso che si rivolge al mondo e questo risponde attraverso la sua Attenzione rivolta agli Esseri Umani.
Noi modifichiamo noi stessi ed il mondo accorre per aiutarci a modificarci ritornando a percepire il mondo non più per la forma e la descrizione ma per il suo sentire, la sua noumenia, la sua Attenzione.
SETTEMBRE 1998
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL’INDICE DEI TESTI DE “Il Crogiolo dello Stregone”