21) CONTEMPLAZIONE
di
Claudio Simeoni
tratto da
IL CROGIOLO DELLO STREGONE
NEI
QUATTRO CANTI
DEL MONDO!
SECONDA PARTE DEL:
CROGIOLO DELLO STREGONE!
LA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE
FRA GLI ESSERI UMANI
E IL MONDO CIRCOSTANTE
PER UNA FILOSOFIA PAGANA
Nei Quattro Canti del Mondo la Contemplazione interviene come fare degli Esseri che preparano l'interazione. I Crogioli si fondono attraverso la Contemplazione dei Crogioli stessi.
Il Contemplare normalmente si usa come attività della vista in quanto negli Esseri Umani questa è estremamente complessa e il suo intervento nell'azione e nella formazione del giudizio è spesso determinante. Spesso anche le sensazioni descritte attraverso altri sensi si presentano come immagini tanto questo tipo di rappresentazione è totalizzante per l'individuo.
Si contempla con l'intero corpo e con l'intero apparato sensorio ma le immagini finiscono per essere la rappresentazione della Contemplazione. Dal momento che siamo Esseri Umani passiamo dalla Contemplazione visiva alla Contemplazione con l'intero apparato sensorio.
Quando Contemplo un oggetto pongo su di esso la mia attenzione. Lo sfuoco fintanto che l'oggetto tende a sparire, blocco il dialogo interno e fisso la mia attenzione sull'immagine sfuocata respirando lentamente. L'oggetto è contemplato quando le Correnti Vegetative scorrono in sintonia con quelle dell'oggetto. In quel momento la mia percezione cambia di velocità afferrando fenomeni provenienti dall'oggetto. Non sono fenomeni che passano attraverso gli occhi, ma che si esprimono attraverso le Correnti Vegetative. Un'altra velocità con la quale guardare il mondo.
La Contemplazione ha costruito un flusso fra il contemplatore e il contemplato dove sul piano della ragione il contemplatore scorge un oggetto sfuocato o dei contorni diversi dell'oggetto mentre sul piano della percezione, a mano a mano che si costruisce l'interazione fra il contemplato e il contemplatore, il contemplatore predispone la propria percezione a percepire il mondo con i sensi dell'oggetto contemplato.
Come si traduce questo. Non si traduce né con una visione strana, né con la visione di altri mondi, si traduce con una flessibilità nella percezione soggettiva del contemplatore che oltre a percepire il mondo con la propria percezione ne percepisce aspetti anche con la percezione dell'oggetto contemplato.
Nel mondo della ragione e nella formazione del giudizio descritto non cambia quasi nulla se non l'aggiunta di nuove intuizioni e di nuove informazioni o idee sulla relazione fra sé e l'oggetto. Idee e informazioni che il Contemplatore può tranquillamente attribuire alla propria intelligenza o alla propria intuizione. Il cambiamento si ha nella percezione del contemplatore quando questi passa all'azione e in special modo quando l'azione che deve compiere precede il pensiero e la descrizione.
Si è sempre detto come l'esercizio della Stregoneria sia azione dove la descrizione della ragione diventa fare della Stregoneria soltanto quando si forzano i limiti della ragione e si amplia la qualità e la quantità del proprio pensiero. In altre parole quando si ricerca Sapere, Conoscenza e Consapevolezza descrivendole. Il campo della percezione alterata non si riversa mai in quanto tale nella ragione se non quando l'Essere Umano impazzisce distruggendo la propria descrizione ma comunque amplia l'Essere Umano nutrendo lo sviluppo e l'ampliamento del corpo luminoso mentre cresce.
Quando la percezione prende il sopravvento sulla descrizione? Quando l'Essere Umano è in pericolo e necessita di azione immediata. Quando l'Essere Umano è sotto sforza poderoso in situazioni di dura fatica. Quando l'Essere Umano concentra tutto sé stesso per un qualche cosa di estremamente importante o vitale. Quando l'Essere Umano, che si allena, fa tacere la ragione per immergersi in mondi diversi della percezione. Quando l'Essere Umano sta per morire.
La Contemplazione nutre la percezione. In altre parole la Contemplazione costruendo una relazione con l'oggetto contemplato costruisce un flusso di fenomeni e informazioni viste con gli occhi del contemplato che affluiscono al contemplatore. Il contemplatore immagazzina quei dati ma non nella ragione ma nella percezione, cioè in tutti quegli anfratti del suo essere estrani alla descrizione. In ogni caso quasi tutti quei fenomeni che ha assorbito nutrono il suo corpo luminoso. Non solo per i fenomeni che ha percepito ma soprattutto per lo sforzo di compattazione che ha saputo produrre per contemplare l'oggetto. Questo sforzo è uno sforzo di compattazione soggettiva che assieme agli altri elementi del Crogiolo va a compattare l'Energia Vitale che forma l'Essere della Natura formando il proprio corpo luminoso. La vita è un'opportunità e la Contemplazione ci permette di coglierla.
Il contemplatore apre la propria percezione all'oggetto contemplato. L'oggetto contemplato non è muto: è soggetto che contempla a sua volta.
Il contemplato contempla il contemplatore. Il contemplato assorbe i fenomeni che dal contemplato giungono a lui.
Nei Quattro Canti del Mondo la relazione non è mai fra soggetto ed oggetto, ma è fra soggetto e soggetto.
In effetti per praticare la Contemplazione è necessario riconoscere al Contemplato un'uguaglianza con sé stessi. Se io considero l'oggetto della mia Contemplazione come privo di volontà, determinazione e tensione nell'esistenza lo considero degno solo di commiserazione, non di Contemplazione. L'oggetto che contemplo deve essere uguale a me nell'esercizio della sua volontà, delle sue determinazioni e delle tensioni attraverso le quale costruire sé stesso nell'infinito dei mutamenti. L'uguaglianza non è data dalla forma della descrizione della ragione ma dalla tensione nel costruire sé stesso nell'infinito dei mutamenti. Cosa che non può assolutamente fare un cristiano il quale pensandosi creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone può solo commiserare l'oggetto delle sue attenzioni in quanto non è creato ad immagine e somiglianza del dio padrone.
La Contemplazione presuppone di guardare al mondo esattamente come si guarda a sé stessi. Considerare le forze del mondo esattamente come le forze che ci attraversano. Senza di questo non può esistere la Contemplazione. Al massimo una ginnastica ortottica!
La relazione viene costruita nei Quattro Canti del Mondo. Sui piani della percezione vengono scambiate le informazioni proprie di quei piani ma l'effetto immediato sul piano della ragione è nel modo con cui si guarda il mondo. Sul piano della ragione oggi posso pensare che il Gorilla può comunicare attraverso le parole, ma se posso ipotizzare questa possibilità è solo perché le interazioni della percezioni con quelle dell'Essere Gorilla hanno portato alla nascita di quest'idea nonostante il disprezzo per l'intelligenza animale imposta dal condizionamento educazionale cattolico. Una volta che la percezione è riuscita a far entrare quest'idea nella descrizione della ragione condizioni favorevoli e situazioni pensate possono provare che quest'idea non era pura fantasia ma percezione di un aspetto del mondo fatta propria dalla ragione. I cattolici al massimo possono fantasticare sulla verginità della madonna davanti alla quale stuprare il divenire degli Esseri Umani, non sono in grado di costruire nessuna Contemplazione proprio per il disprezzo che hanno per il mondo circostante. La pulsione di morte non permea l'universo; distrugge soltanto il divenire degli Esseri Umani che la fanno propria!
Nei due Canti del Mondo relativi alla percezione si costruisce la relazione (dove per i piani della percezione si intendono vari piani comunque diversi da quello della descrizione della ragione raggiunti in modo diverso dal soggetto Contemplatore e dal soggetto contemplato) che varia anche la relazione che si costruisce sul piano della ragione. Sul piano della ragione l'oggetto Contemplato assume un ruolo diverso: affianca il Contemplatore. Dunque anche sul piano della ragione viene a modificarsi la relazione in quanto a sua volta modifica quanto dalla percezione può giungere alla descrizione della ragione.
Un Essere Cane è un mio nemico o comunque è indifferente. Nel momento stesso in cui io scelgo di Contemplarlo (non è detto che la mia contemplazione non sia in risposta alla sua contemplazione dove nel mondo della ragione un aspetto lo tradurrei in questo modo "Mi guardava con occhi tanto dolci!) la relazione cambia. Non è più un mio nemico ma viene a costruirsi una relazione che può cambiare anche la relazione nella descrizione della ragione. Posso, nello stesso tempo, essere afferrato dalla forma di quell'Essere Cane e proprio perché sono afferrato dalla forma apro nei suoi confronti la mia percezione.
Anche se il mio ruolo sociale non cambia non sono più in grado di considerare quell'Essere Cane diverso da me in quanto vive le stesse tensioni e gli stessi bisogni.
Un esempio di Contemplazione di questo tipo ci è offerta da un articolo sulla Repubblica del 17.07.1998 dal titolo: IVAN, CUCCIOLO DEL BRANCO: UN BAMBINO DI MOSCA ALLEVATO DAI CANI RANDAGI. "Vania, dopo aver vissuto gli ultimi due anni con i cani ora che è tra gli uomini dice: "Stavo meglio con i cani. Mi amavano e mi difendevano". Ivan Mishukov ha sei anni. Abbandonato a quattro in un suburbio di Mosca dai genitori - alcolizzati, scrive il quotidiano russo Trud - viene adottato da un branco di cani randagi della periferia. Come il Mowgli ideato da Kipling un secolo fa, nella giungla d'asfalto fra l'Essere Umano e la società dei cani si crea un rapporto di affinità animale, con una precisa divisione dei ruoli. Il nuovo elemento della banda procura vantaggi ai cani e ne ottiene in cambio di vitali; con temperature che d'inverno scendono sotto i trenta gradi il calore e l'astuzia del branco scaldano e salvano la vita di Vania. Il bambino mendica fra i suoi simili e divide il cibo con i cani; se sono invece gli uomini ad avvicinare il piccolo, i cani sono pronti a difenderlo. Le notti vengono trascorse nelle gallerie dove passano le condutture dell'acqua calda, o tra i rifiuti o negli scantinati delle case abbandonate; all'alba si fruga in gruppo nell'immondizia. E' stata la polizia a ricostruire la vita di Ivan e della sua compagnia; solo con un'attenta osservazione delle abitudini del branco gli agenti del quartiere di Reutova, a ovest di Mosca, sono riusciti tre mesi fa a catturare il bambino. Ci sono voluti quattro tentativi per isolare Vania dal resto del branco con uno stratagemma. Brandelli di carne vengono posti lungo uno dei percorsi abituali del gruppo, fin dentro il retro di un ristorante; i poliziotti aspettano che tutti i cani si siano gettati dentro lo stanzone prima di chiuderne di colpo la porta,. le prime tre volte Ivan è riuscito a scappare aiutato dai cani che non lo lasciavano mai solo, aspettandolo se rimaneva indietro. L'ultima volta, in primavera, i poliziotti sono riusciti ad isolarlo. Le naturali doti di apprendimento del bambino, aumentate dalla necessità avevano reso Vania già un bravo cucciolo in grado di difendersi; il banco aveva insegnato al piccolo adottivo anche la lotta; con ululati e morsi ha tenuto per un po' a bada gli agenti, cogliendoli di sorpresa. Gli ultimi due mesi e mezzo, Ivan Mishukov, capelli biondi e occhi marroni, li ha passati in una casa per bambini abbandonati, lavato, visitato, curato e rieducato alla convivenza con gli umani. Ha ripreso a parlare, le conoscenze apprese prima della sua vita con i cani sono riaffiorate nella sua mente, aiutato da un gruppo di psicologi. E già molte famiglie chiedono di poter adottare Vania; ma la magistratura di Mosca deve prima accertare le responsabilità dei genitori per l'abbandono del piccolo e le loro possibilità di riprenderlo e mantenerlo. Certo è che la sua famiglia animale è parsa essere assai più accogliente e meno violenta della media delle famiglie umane russe: negli ultimi dieci anni , secondo molti studi sociale, la crisi d'identità e quella economica dovuti al crollo dell'URSS, hanno sconvolto i valori e i legami familiari. Il dieci per cento dei minorenni che dopo l'orfanotrofio tentano il reinserimento nella società si suicidano. L'anno scorso in Russia ci sono stati diciassettemila tentativi di omicidio di bambini. Duecento bambini sono stati uccisi dai propri genitori".
Questo è un esempio di interazione nei Quattro Canti del Mondo come effetto della Contemplazione fra un Essere Umano Cucciolo e Esseri Cani. La fusione dei Crogioli, in questo caso, è nei Quattro Canti del Mondo con fusione dei Quattro Canti. Una fusione fra Coscienze di Sé di specie diverse ma uguali nell'esercizio della volontà, delle determinazioni e delle tensioni per costruirsi nei mutamenti. Il cristianesimo può soltanto distruggere le relazioni all'interno dei Sistemi Sociali per appropriarsene mettendo in ginocchio gli Esseri Umani. Così facendo costringe gli Esseri Umani più sensibili al richiamo delle Coscienze di Sé del mondo circostante al suicidio. Il suicidio degli Esseri Umani è spesso la reazione al tentativo di assoggettamento messo in essere dal tentativo dei cristiani di sottomettere gli Esseri Umani. Il suicidio, spesso, è dato dall'incapacità dell'Essere Umano di trasferire, in qualche modo, alla ragione le tensioni e il sentire che prepotente si presenta alla sua percezione ma che la necessità di assoggettamento delle religioni monoteiste impedisce la trasformazione in descrizione della ragione.
La Contemplazione consapevole permette di ovviare a questo. La Contemplazione consapevole permette alla ragione di individuare l'oggetto della sua sofferenza negli impedimenti alla propria dilatazione e di costruire delle strategie, attraverso gli altri elementi del Crogiolo, per sottrarsi al tentativo di assoggettamento senza per questo ricorrere al suicidio.
Il punto è che se qualcuno pensa di sviluppare Contemplazione pensandosi creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo o di un processo di trasformazioni che ha privilegiato solo lui allora il contemplare non gli serve a nulla. Per lui c'è solo l'illusione della preghiera nell'attesa della distruzione delle proprie trasformazioni.
Contemplare l'oggetto significa fondere la nostra volontà con quella dell'oggetto; fondere le nostre determinazioni con quelle dell'oggetto; fondere le nostre tensioni con quelle dell'oggetto riconoscendo l'oggetto uguale a noi.
Non è uguale a noi soltanto l'Essere Cane, o l'Essere Faggio o l'Essere Lombrico che un cristiano può guardare con commiserazione: lui ritiene di avere l'anima e loro no! Ma è uguale a noi anche quando Contempliamo l'Essere Luna, l'Essere Sole, gli Esseri Montagne o gli Esseri Mare come parte dell'Essere Terra e tutte le Coscienze di Sé che popolano le Galassie e gli Esseri Galassia. Ma non potremmo Contemplare l'Essere Sole uguale a noi se non Contempliamo o non comprendiamo anche l'Essere Verme o l'Essere Virus uguale a noi e non consideriamo l'Essere Verme uguale all'Essere Sole oltre che uguale a noi: con la stessa volontà, con le stesse determinazioni con le stesse tensioni. La ragione poi può distinguere i diversi divenuti e le diverse determinazioni. Questo appartiene alla ragione non alla percezione.
La Contemplazione necessita degli occhi di chi vede il mondo dall'ottica Pagana o degli Apprendisti Stregoni. La Contemplazione può essere fatta soltanto da chi ritiene sé stesso un dio che alimenta il proprio divenire nell'eternità dei mutamenti e riconosce nel mondo circostante dei che con lui camminano nell'eternità dei mutamenti.
La pratica della Contemplazione discrimina l'Essere Pagano o Apprendista Stregone dall'essere seguace delle religioni rivelate. Le due cose sono in assoluta contrapposizione, non possono essere mediate!
SETTEMBRE 1998
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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