Tribunale e crocifissi
Ragusa
Nella società italiana i cittadini subiscono la violenza
dell’ideologia fascista. Un’ideologia che non è mai stata rimossa e che De Gasperi con la Democrazia Cristiana, fin dal genocidio di Portella della Ginestra, ha coniugato con il clericalismo nazi-fascista.
“Tra Roosvelt che sosteneva
“l’integrale epurazione dei funzionari, dai gradi più elevati ai più bassi,
appartenenti al partito fascista” e il Dipartimento di Stato Americano che “era
invece propenso a rimuovere tutti i gerarchi e i rappresentanti politici
fascisti lasciando al loro posto, per i servizi esecutivi, giudici, di polizia,
finanziari e sanitari, i funzionari minori anche se erano stati iscritti... al
partito fascista” (Di Mattao). L’orientamento che
prevalse in seno all’A.M.G.O.T.
fu il secondo. Ma la cosa più grave fu che il tipo di scelte fatte
dall’amministrazione alleata per le cariche pubbliche rese, di fatto,
impossibile qualsiasi tentativo serio di defascistizzazione.”
Tratto da “La democrazia bloccata” di Umberto Santino ed. Rubettino
L’Italia passò dal Fascio Littorio accompagnato dal crocifisso
cattolico, al Fascio Littorio accompagnato dal crocifisso cattolico e dalla
croce uncinata di Hitler per arrivare, dopo l’arrivo
degli alleati, al crocifisso che riassumeva, nella sua rappresentazione
ideologica, non solo l’orrore dell’ideologia religiosa cristiana, ma anche le
sue veicolazioni in fascismo e nazismo.
La Democrazia, nonostante la Costituzione della Repubblica, non
ruppe mai la continuità con l’ideologia fascista finendo per imporre agli
italiani l’orrore dell’ideologia del crocifisso in contrapposizione ai diritti
della Costituzione che avrebbero dovuto ottenere.
Solo la Corte Costituzionale e dopo lunghi anni iniziò quell’epurazione dell’ideologia nazi-fascista
che attraverso le leggi del codice Rocco erano diventate offesa e ingiuria nei confronti
della Costituzione. Nonostante questo, decine di migliaia di cittadini furono
offesi, ingiuriati, perseguitati e condannati, in disprezzo del dettato
Costituzionale che le Istituzioni continuavano, in nome dell’ideologia clericale-fascista, negare loro.
Si passò dal crocifisso alla croceuncinata+crocefisso
per tornare al crocifisso mantenendo invariata l’ideologia.
Il cittadino che entra in un tribunale ha il diritto di entrare
in relazione con la legge in quanto legge e non con le paranoie mistiche di chi
usa la legge in funzione di desideri liturgici o fideistici.
Questo problema si sta ponendo con sempre più forza.
Da un lato magistrati cattolici che stuprano la legge e dall’altro
magistrati consapevoli della centralità della Costituzione che ritengono di
mettere la Costituzione al centro della vita dei cittadini e non il macellaio
di Sodoma e Gomorra o i
deliri di genocidio dei cattolici:
2008-12-02 12:41
CROCIFISSO: NO IN AULE TRIBUNALE RAGUSA
ROMA - Non c'é il crocefisso nelle aule dove si amministra la
giustizia civile e penale nel Tribunale di Ragusa: Michele Duchi, il presidente
del Tribunale, ha infatti respinto la richiesta inoltrata dal locale Ordine
degli avvocati, nel 2005, affinché venisse riappeso il simbolo religioso della
cristianità. E quando, a Ragusa, è stata edificata la sezione distaccata del
Tribunale di Vittoria, Duchi ha fatto togliere i crocefissi appesi nelle nuove
aule da un cancelliere. "La giustizia deve essere amministrata in modo
laico - spiega Duchi all'ANSA - e non sarebbe rispettoso della Costituzione
amministrarla con appeso alle pareti un simbolo religioso che potrebbe essere
discriminatorio nei confronti di chi osserva un altro credo".
"Qui a Ragusa - prosegue Duchi - non ci sono mai stati
problemi per la mancanza del crocefisso nelle aule di giustizia, io presiedo il
tribunale da sette anni e quando sono arrivato i crocefissi già non c'erano.
Nel 2005, l'Ordine degli avvocati mi ha scritto affinché fossero rimessi ma io
ho spiegato che sarebbe stato lesivo dei nostri principi costituzionali. Questa
di Ragusa è una realtà laica e senza fondamentalismi,
né estremismi, e la mia risposta è stata capita, è stato riconosciuto che era
giusto così".
Per quanto riguarda il 'blitz' fatto da un cancelliere nella
nuova sede distaccata di Vittoria, Duchi sottolinea che "quella non era
stata una mia disposizione e quindi ho disposto la rimozione dei
crocefissi". L'ufficio guidato da Duchi conta 16 magistrati sulla carta,
in realtà sono 14. L'ufficio del Pm - che non è
diretto da lui - ha sette magistrati, ma in realtà ce ne sono solo tre.
"Quello dell'organico - conclude Duchi - é il nostro vero problema. Ragusa
è stata inclusa tra le sedi disagiate e vengono dati incentivi ai magistrati
che decidono di venire qui. Ma per ora il problema della scopertura c'é ed è
grave". I reati più frequenti, per i quali si svolgono processi a Ragusa, riguardano
"la droga, gli stranieri, le truffe, qualche rapina, estorsioni e qualche
problema di mafia anche se - rileva Duchi - ci sono state molte buone
operazioni delle forze dell'ordine ed ora la situazione è abbastanza
calma".
Tratto
da:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_821630105.html
Il fondamentalismo cattolico muoverà
guerra a questo magistrato.
La ricostruzione dello Stato nazi-fascista
in contrapposizione allo Stato democratico è la priorità di politici, mafiosi e
chiesa cattolica (non ben distinti e non necessariamente in quest’ordine).
Dalla parte del magistrato c’è la sentenza della Corte
Costituzionale sui crocefissi. Una Corte Costituzionale che ha già dichiarato
che non esiste nessuna legge che obbliga a mettere i crocefissi e che, se ci
fosse stata una legge, Lei avrebbe sentenziato!
Cosa significa? Che chi mette i crocefissi in luoghi pubblici,
siano essi tribunali, scuole, ospedali e quant’altro,
commette un atto di violenza terrorista in quanto impone alle persone quegli
ideali di morte e genocidio manifestati dall’ideologia nazista ed elevati dal
suo cristo Gesù a principi fondamentali della religione cattolica. La
Costituzione, mediante il concordato, sottrae la chiesa cattolica dal processo
penale per i gravissimi reati che commette nell’esercizio del suo culto, ma
solo a patto che tale culto resti confinato nell’ambito strettamente religioso
e non interferisca con la società civile. E’ un reato l’esaltazione di un
criminale come cristo Gesù che pretende di essere il padrone delle persone e
pretende che le persone rinuncino ad essere delle persone per trasformarsi in
bestie.
Questo magistrato ha dalla sua parte la legge: ma i terroristi
della chiesa cattolica e i suoi complici politici hanno dimostrato di sputarci
sulle leggi dello Stato quando devono imporre la loro morale. Ci sputano sulla
legge dello Stato consapevoli che la maggior parte dei poliziotti, dei
magistrati e dei politici sono solo servi deferenti che si arruffianano
il dio padrone anziché cittadini consapevoli del loro ruolo Istituzionale.
Nonostante questo, ancora una volta, onore a chi ribadisce la
priorità della Costituzione su ogni altro interesse personale.
Marghera, 03 dicembre 2008
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan,
8
30175 Marghera
- Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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