Chiedersi il perché delle cose: il Sapere.
Prima stesura del Crogiolo dello Stregone

(testo originale 1997)

Capitolo cinque

di Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del Crogiolo dello Stregone

Cod. ISBN 9788893329187

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Mondadori

Presentazione del Crogiolo dello Stregone
Radio Gamma5 Via Belzoni 9 Cadoneghe - Padova
22 maggio 1997!

Per alimentare il fuoco nel Crogiolo dello Stregone dobbiamo aggiungere un altro elemento: il Sapere. Non il sapere come oggetto, ma il sapere come Minerva; il sapere come attività di conoscenza che alimenti il divino che cresce dentro di noi e che protegge la ragione.

Si è detto come il processo di costruzione del Bastone dello Stregone, attraverso il blocco del dialogo interno, la sospensione del giudizio e l'atteggiamento scettico, ha limitato la ragione con la quale ci relazioniamo nel circostante. Si è detto come l'introduzione nel Crogiolo dello Stregone della manipolazione soggettiva dell'attenzione dei sensi abbia sconvolto la ragione disarmandola del Condizionamento Educazionale imposto col quale si difendeva nel quotidiano. Ora deve comunque affrontare il quotidiano e noi dobbiamo fornirle nuovi strumenti con cui formulare i propri giudizi e le proprie descrizioni.

Il primo di questi strumenti che introduciamo nel Crogiolo è il Sapere attraverso il quale affrontare la quotidianità.

E' il Sapere come espressione dell'individuo che si forma attraverso l'attività dell'Essere Umano di: chiedersi il perché delle cose!

E' il Sapere quale manifestazione di MINERVA. Quel Sapere che conduce il ricercatore scientifico. Quel sapere che indaga sui meccanismi. Quel sapere che manifesta lo scetticismo davanti ad ogni verità e deve soddisfare la sete di conoscenza di chi lo esprime. Quel sapere che non si arrende davanti a nessuna spiegazione. Una spiegazione spiega, ma nello spiegare pone nuovi interrogativi, nuovi quesiti, nuovi perché!

Si costringe la ragione a chiedersi: perché esiste il fenomeno che affronto? Come si è formato? Quali altri fenomeni lo hanno prodotto? Quali effetti quel fenomeno produrrà? Accettiamo quanto troviamo attraverso la sospensione del giudizio, ma ci chiediamo sempre il perché delle cose. E il perché del perché delle cose e ancora il perché del perché delle cose.

Questo ci porta continuamente a modificare il nostro giudizio di necessità.

Gli Esseri Umani hanno costruito i giudizi come prodotto del Condizionamento Educazionale, sono ricorsi al giudizio di necessità quando la sospensione del giudizio veniva costruita mentre formavamo il bastone dello Stregone. Ora il giudizio di necessità misura la nostra profondità nel chiederci il perché delle cose.

Nel Crogiolo mettiamo il chiedersi il perché delle cose. Attraverso quest'attività, mentre mescoliamo usando il nostro bastone, approfondiamo il nostro giudizio di necessità che diventa la nostra verità. La verità della ragione, la verità in grado di misurare la nostra capacità di chiederci il perché delle cose. La verità della spiegazione che ci pone la grande sfida: o l'individuo ne modifica i confini violandola continuamente o la verità si appropria dell'individuo mettendo fine al suo chiedersi il Perché delle Cose!

Quando ci si è liberati dell'accettazione passiva della verità quale manifestazione del Condizionamento Educazionale imposto, si affronta la vita di tutti i giorni chiedendosi il perché delle cose e il perché del perché delle cose. In questo modo esercitiamo la nostra volontà e le nostre determinazioni.

Quanto incontriamo, lo distribuiamo a tutti coloro che si chiedono il perché delle cose. Esponiamo il nostro perché affinché chiunque lo usi per arricchire la propria ricerca al di là che accetti o meno il nostro perché o, meglio ancora, lo abbia superato giungendo ad un altro perché.

La ragione aumenta il suo Sapere dilatandosi. Le sue descrizioni e i suoi giudizi di necessità sono sempre più profondi e più articolati. Non è più una ragione povera e misera che finge di non vedere i fenomeni per non doverli spiegare, ma è una grande ragione attenta e curiosa al nuovo che le si presenta.

Attraverso quest'attività noi ci facciamo Minerva e chiamiamo Minerva a sorreggerci nel nostro cammino: nella mescolatura del nostro Crogiolo!

A questo punto viene da chiedersi: ma che ci stiamo a fare io e Francesco a questi microfoni se parliamo di Stregoneria, di Paganesimo Politeista e di Magia e solo pochissime persone riescono a comprendere quello che diciamo o comunque lo trovano incomprensibile in quanto non fanno nulla per cambiare la prospettiva dalla quale affrontare la vita?

La risposta è: per Follia Controllata.

Il nome di Follia Controllata è introdotto da Castaneda: un nome col quale definire una rappresentazione dell'individuo davanti al mondo mentre l'individuo si modifica attrezzandosi per affrontare il mondo.

Nella prossima trasmissione parleremo della Follia Controllata sia come inganno col quale la ragione maschera il suo intento, come Castaneda vorrebbe farlo passare, sia come intento del corpo luminoso quando agisce attraverso i sensi e inviando alla coscienza segnali che noi chiamiamo intuizioni.

NOTA: Testo della trasmissione radiofonica del 22 maggio 1997 tenuta a RadioGamma5 a Cadoneghe in provincia di Padova.

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Gli Stregoni vivono il mutamento. La loro attenzione è spostata. Non vivono la realtà quotidiana che si presenta, ma il futuro che da questa realtà si sta costruendo. Questo è il motivo per il quale gli uomini comuni non capiscono il punto di vista degli Stregoni.

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il Crogiolo del Male

L'incapacità degli uomini di affrontare la loro vita viene costruita meticolosamente dal cristianesimo mediante la violenza sull'infanzia. Costruire la distruzione dell'uomo è un'invenzione ebrea e cristiana. Succede che negli USA molte persone, partite per le guerre che gli USA fanno nel mondo, ritornino psicologicamente ed emotivamente devastate. Educate ad essere sottomesse ad un dio padrone e convinte di essere in grado di uccidere chiunque, il loro delirio di onnipotenza si scontra con la realtà mandandoli fuori di testa.