Lavoro precario in società precaria

Riflessioni e considerazioni sui fallimenti bancari

Simeoni Claudio

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E così, finalmente, oggi sappiamo.

Le truffe, i disastri sociali, fatti da Banca Etruria, Banca Marche e Carichieti, dopo aver spennato i propri clienti, le banche sono state vendute per un euro a Ubi.

Il disastro che queste banche hanno provocato sul territorio cannibalizzandone gli abitanti si risolve accollando un debito a tutta la collettività nazionale e, nello stesso tempo, alimentando la disoccupazione e la sottrazione di reddito al territorio con il licenziamento o l'allontanamento "volontario" di circa 1600 persone impiegate in queste banche.

Sono gli effetti sociali prodotti da imprenditori rampanti. Gli imprenditori aggressivi che se ne sbattevano delle regole di mercato e che hanno accumulato una quantità enorme di insolvenze con i loro squallidi giochi da burattinai.

Sono i pagliacci che usano il palcoscenico per attirare gli sprovveduti anziché usare i criteri delle leggi economiche. Sono coloro che investono nell'amico dell'amico, così "mi e ti semo forti", influenzando il mercato delle poltrone politiche anziché alimentare il benessere sociale.

Sono gli imprenditori che istigano all'odio e all'aggressione nei confronti delle persone a cui hanno sottratto lavoro per i loro giochi e terrorizzano la società civile alimentando la paura per il diverso, l'immigrato, il poveraccio che chiede l'elemosina.

Questi esodati, che hanno vissuto truffando (è impossibile pensare diversamente), non andranno ad alimentare i senza tetto o i ricoverati sotto i cavalcavia. Non saranno costretti, come chi hanno truffato, ad andare a defecare vicino ad un pilone o a pisciare dietro all'albero del parco. Ma vanno, comunque, indicati come persone che hanno aggredito la società civile. Hanno partecipato ad una truffa diffusa che nei suoi effetti può essere considerata un atto di terrorismo sociale.

Miliardi di crediti in sofferenza sono stati acquistati dal fondo Atlante per permettere ad Ubi di fare i suoi affari. E se Ubi non avesse acquistato le quattro banche? Sarebbe intervenuta la legge di mercato: il fallimento! E chi è vissuto truffando ne paga le conseguenze. Non viene forse messo in galera il ladruncolo che ruba pochi spicci? E perché deve essere protetto chi ruba centinaia di milioni di Euro. Si dirà: sono le leggi di mercato! E perché queste leggi valgono solo per danneggiare la società civile e non quando c'è da ripulire la società civile dai truffatori? Non è possibile pensare che i singoli funzionari delle banche non siano stati partecipi al "medesimo disegno criminoso". Una persona può essere considerata "onesta", fra i disonesti, solo quando combatte i disonesti, non quando si limita ad astenersi dal compiere atti disonesti permettendo, comunque, agli altri di compierli. Queste banche, a mio avviso, andavano considerate come associazioni criminali, dedite al delinquere mediante la concessione di operare come banca. Dove, la concessione di operare come banca, va considerata un'arma di distruzione di massa.

Riporto la notizia prendendone alcuni stralci dal giornale La Repubblica:

Ubi taglierà un terzo del personale delle Good bank (Etruria, Marche, Carichieti)
La banca aggiorna il piano industriale dopo l'incorporazione dei tre istituti mandati in risoluzione alla fine del 2015 e acquistati per un euro simbolico: previste le chiusure di 140 filiali e l'uscita di quasi 1.600 risorse
MILANO - Ubi Banca prevede di tagliare di circa un terzo il personale delle tre good bank acquistate definitivamente ieri per la cifra simbolica di un euro: entro il 2020 la banca vuole ridurre di circa 200 milioni gli oneri operativi di Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti attraverso una contrazione dell'organico di 1.569 risorse (-32% rispetto al 2016), il taglio di 140 filiali e l'ottimizzazione delle altre spese amministrative.
[...]
Le tre banche sono state ripulite dai crediti in sofferenza e ricapitalizzate e il numero uno di Ubi, Victor Massiah, se le è potute aggiudicare per la cifra simbolica di un euro. Nell'operazione ha anche incamerato un significativo cuscinetto di denari per le attività fiscali relative alle perdite pregresse che le banche salvate si portano dietro (per ora sono iscritti a bilancio benefici per 550 milioni). Roberto Nicastro, che delle good bank ha gestito la transizione, ha parlato di un esperimento da "cavie" in Europa, ma "le banche ne sono uscite vive".
Un conto salato è stato intanto pagato dal sistema bancario che, per aver salvato nel novembre del 2015 le quattro good bank, si è fatto carico di un costo vicino ai 5 miliardi (anche se le somme si potranno tirare solo dopo lo smaltimento dei crediti deteriorati affidati a Rev, il veicolo in cui nel 2015 sono confluiti 10,3 miliardi di sofferenze delle good bank). A operare, sotto la guida di Bankitalia, è stato il Fondo interbancario di tutela dei depositi, mentre un ruolo decisivo - acquistando ben 2,2 miliardi di crediti in sofferenza - l'ha giocato il fondo Atlante.

Tratto da:

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2017/05/11/ news/ubi_banca_good_bank-165153194/? ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Cosa resta ai cittadini che sono stati convinti ad investire in queste banche?

Un capitale ridimensionato, se non forti problemi economici. Magari questi cittadini non falliranno e non saranno costretti a defecare sotto il pilone dell'autostrada, ma un conto è avere una riserva di 50.000 euro e un conto è averne una da 5.000.

Forse, sarebbe convenuto loro farsi borseggiare da un disperato in motocicletta che non farsi consigliare dal bancario un investimento sicuro. In fondo, il bancario mica gli ha strappato la borsetta, i soldi glieli hanno portati loro mentre erano contenti sognando guadagni futuri.

Si tratta del metodo moderno di fare la guerra distruggendo capitali. Non serve bombardare una città per distruggere la ricchezza, basta consigliare di investire nella "grande banca amica" che protegge il "tuo" futuro.

Dal momento che l'imbecillità di questi investitori non si limita solo ad azioni che distrugge il loro patrimonio, ma spesso si riversa anche in altre condizioni sociali. Spesso sono coloro che incitano all'odio per gli extracomunitari. Odio per i sindacati. Odio per tutti coloro che costruiscono il loro futuro e che non si mettono in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra (come loro). E' da augurare loro non solo di perdere i loro risparmi, ma di essere ridotti a pisciare sull'albero nel parco e a defecare vicino al pilone dell'autostrada.

La società farebbe volentieri a meno di persone che accorrono al richiamo di ogni divina provvidenza.

Marghera, 11 maggio 2017

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

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Ultima modifica 10 febbraio 2022

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