Howard Gardner:
riflessioni sulla qualità della
mente futura nella società civile

di Claudio Simeoni

Idee e riflessioni sulla società

 

Il giornale La Repubblica del 05 aprile 2007 riporta la sintesi della ricetta con la quale Howard Gardner definisce le prerogative dell'intelligenza capace di affrontare il futuro civile e sociale.

Gardner arriva con venti anni di ritardo, ma con un apparato di propaganda che lo qualifica tra le cento persone più influenti al mondo.

Gardner parla di una mente capace di affrontare le sfide che il futuro pone alla società. Una mente che deve essere, secondo Gardner: "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica" In sostanza, la scoperta dell'acqua calda. Le ovvietà che vengono spacciate come scoperte e che finiscono per far concludere l'articolo come: "Il motivo, Gardner lo scrive nelle pagine del suo libro: "Il mondo del futuro con i suoi motori di ricerca, robot e altre potenzialità informatiche ci chiede di avere capacità che fin'ora sono state solo opzionali: per rispondere a queste richieste occorre che cominciamo a coltivare sin da ora queste capacità. " Messaggio rivolto in particolare ad insegnanti e genitori."

Come spesso accade, questo tipo di studiosi vedono delle necessità, ma non sono in grado di identificare o definire delle soluzioni né, tanto meno, si pongono la domanda sul perché oggi è necessario introdurre nella società civile e nella struttura educazionale sociale delle variabili sulle quali richiamare l'attenzione di genitori e insegnanti quando gli stessi genitori ed insegnanti non sentono quelle stesse necessità!

Siamo chiaramente di fronte alla concezione secondo cui l'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, ma necessita di trasformazione. La trasformazione di ciò che egli è, è il frutto dei suoi adattamenti al mondo in cui vive e tanto prima l'indirizzo di quegli adattamenti vengono trasmessi dai genitori ai ragazzi, tanto migliori saranno le loro scelte adattative in funzione del futuro che viene loro incontro.

Howard Gardner non è uno Stregone. Pertanto non sa che cosa fare, ma presenta una necessità. Una necessità che non è legata ai ragazzi di oggi e agli Uomini di domani, ma è legata alle esigenze di sfruttamento schiavistico delle persone che una società che si ritiene padrona delle persone intende mettere in atto: i nuovi schiavi, per essere efficienti nella società di domani dovranno avere una mente "creativa, disciplinata, sintetica, rispettosa ed etica" dove tali principi si riempiono di significato in funzione delle aspettative e del significato che i vari padroni dei futuri schiavi vorranno per i loro propri interessi.

Ciò che sfugge a Gardner sono cose come i "Neuroni specchio" che determinano la formazione della conoscenza dell'individuo in relazione al mondo in cui vive. Ciò che sfugge a Gardner è la formazione della conoscenza mediante la relazione non verbale che ha il bambino con il mondo in cui vive. Il cattolicissimo principio che recita: "fa come ti dico e non fare come faccio!", non è solo un errore, ma un'aberrazione educazionale. Il bambino apprende e si adatta a ciò che viene fatto dagli "adulti" nel mondo in cui vive. Fare significa TRASMETTERE segnali che vengono fagocitati dal bambino, reinterpretati in maniera non verbale in base sia al patrimonio di specie, sia dalla selezione dei fenomeni emotivi a cui il bambino si è adattato fin nella pancia della madre.

Ciò che sfugge a Gardner è l'imprinting infantile che il bambino riceve fin dalla pancia della madre e nei primi mesi di vita. Ciò che sfugge a Gardner è la diversa impostazione mentale del credere, delle idee aprioristiche, che condizionano lo sviluppo psicofisico del neonato ad opera dei "genitori" o delle persone immediatamente vicine. Ciò che sfugge a Garner è che mentre una percentuale di individui dovranno muoversi con delle caratteristiche nel Sistema Sociale, altri individui DOVRANNO muoversi come degli idioti per esere dominati dal sistema sociale al fine di garantirsi una riserva umana dalla quale attingere la ricchezza sociale.

La dimensione educativa, individuata da Gardner, si colloca in un processi di selezione della percezione che viene fatta dal bambino fin dal primo istante nella pancia della madre (selezione temporale della capacità di percezione dei fenomeni del mondo) e in una dimensione spaziale, sociale dalla quale confluiscono, verso il bambino, dei fenomeni precedentemente selezionati entro i quali il bambino opera un'ulteriore selezione fino a formare la propria capacità di comprensione del mondo.

Quando Gardner è in grado di trasmettere, con una certa compiutezza, dei modelli verbali, il bambino ha già messo in atto milioni e milioni di adattamenti soggettivi che ne hanno già determinato le basi delle sue scelte. Pertanto le esigenze che Gardner mette in rilievo per la costruzione della mente necessaria al futuro della società possono aver successo solo nell'ambiente che ha già predisposto il bambino a percepire e comprendere le esigenze di agire mediante una mente "creativa, disciplinata, sintetica, rispettosa ed etica". Solo che il bambino riempirà quegli aggettivi di PROPRIO SIGNIFICATO e non necessariamente del significato che Gardner vi attribuisce o che Gardner immagina.

Il bambino svilupperà una mente "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica" solo se l'ambiente in cui vive, i genitori, manifesteranno nela società una mente "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica" anche se la direzione di veicolazione di tale mente potrà essere modificata dal bambino stesso crescendo.

Infatti, la ragione ha la possibilità di imporre una direzione razionale ai bisogni e ai desideri emotivi quando conduce l'individuo nella società civile, ma la capacità dell'individuo di manifestare una mente "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica" avviene nella primissima infanzia soggettivandola dai segnali non verbali che riceve da genitori ed ambiente.

Le esigenze di Gardner sono esigenze sociali: ma quali sono le esigenze del bambino che dovrebbe rispondere a quelle esigenze sociali?

In che modo una società può presentare al bambino le sue esigenze?

E qual è la relazione fra società civile che manifesta tali necessità e il bambino che dovrebbe rispondere a tali necessità?

Perché il 30% degli adolescenti in Veneto si fanno di cocaina? Perché l'uso degli alcolici è così massiccio? Perché il suicidio è la maggiore causa di morte fra gli adolescenti?

Gardner, per fare le sue asserzioni, si è separato dalla società civile, dalla società degli uomini, ma trasmette nella società civile, nella società degli uomini, le esigenze della gestione della società stessa che il futuro presenterà e che necessiterà di individui che avranno una mente: "creativa, disciplinata, sintetica, rispettosa ed etica" . Non una qualunque "creativa, disciplinata, sintetica, rispettosa ed etica" , ma come lui la pensa.

"creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica"

Proviamo a riempire di significato i cinque elementi che l'articolo de La Repubblica elenca attribuendoli alle esigenze che Gardner coglie nelle necessità del futuro uomo sociale. E interpretiamoli dal punto di vista della Stregoneria nella società e nel divenire umano.

Mente creativa

Quand'è che una mente è creativa?

Quando l'individuo è in grado di variare il presente in cui vive in funzione di un obbiettivo che persegue. La capacità creativa di una mente è la capacità di cogliere il nuovo nel presente in cui vive. Ma per cogliere il nuovo nel presente vissuto è necessario che sia una mente "critica". Una mente che abbia la capacità di separare rappresentazione e realtà dell'oggetto sociale. Dove una mente è tanto più creativa quanti maggiori sono gli aspetti che riesce a distinguere dello stesso fenomeno in situazioni diverse e in diverse rappresentazioni d'insieme.

Non può esistere una mente creativa senza una mente critica; tanto più profonda sarà la sua capacità di critica tanto più saprà cogliere gli elementi di novità

Una mente creativa è quella mente che sa andare oltre la rappresentazione del fenomeno cogliendone parti essenziali da usare in diversi e distinti contesti.

Non una mente "creativa", ma una mente critica capace di superare l'apparenza degli oggetti sociali e usare ciò che coglie in funzione di un INTENTO o di una visione diversa da quella presentata.

Mente sintetica

Non si tratta soltanto di ricondurre all'essenziale un vasto insieme, ma la capacità di cogliere, all'interno dell'insieme, gli elementi che sono in grado di favorire il progetto in corso. Non solo sintesi, riduzione dell'insieme, ma capacità di distinguere fra il principale e il secondario rispetto ad un insieme complesso che si presenta o in cui agire.

Una capacità della mente di non rincorrere le mille sollecitazioni che nel mondo invocano il suo impegno e il suo coinvolgimento.

Una capacità che va di pari passo con una "mente disciplinata".

Mente Disciplinata

Come capacità di perseguire l'obiettivo senza farsi distrarre dall'obbiettivo stesso. la capacità di variare l'obiettivo all'interno del perseguimento dell'obbiettivo qualora le scoperte la inducono a considerare elementi diversi.

La mente disciplinata ha una caratteristica particolare. Ha la capacità di separare il giudizio di necessità contingente dai giudizi attraverso i quali persegue la sua idea "creatrice"

Mente Rispettosa

E' quella mente che è capace di vedere sé stessa nell'altro; qualunque altro. A seconda della propria capacità di penetrare l'altro, la società civile o la natura, prescindendo da sé stessa e dalla necessità di proiettare sull'altro sé stessa come modello da imporre.

La mente rispettosa è quella mente che ha la capacità di inserire i fenomeni manifestati dall'altro nell'insieme in cui l'altro è manifestazione. E' quella mente che non riduce l'altro alla sua verità, ma cerca di comprendere la verità dell'altro mentre manifesta opinioni, idee, desideri e bisogni.

La mente non rispettosa è quella mente che tende a ridurre l'altro alla propria dimensione. Ogni fenomeno, ogni desiderio, ogni idea non è espressione dell'insieme dell'altro, ma deve significare ciò che quella mente vuole che sia.

La mente rispettosa è quella mente che tenta di capire; la mente non rispettosa è quella che impone la propria interpretazione.

Mente Etica

E' quella capacità della mente di imporre a sé stessa le regole sociali o morali prima che agli altri in ossequio alle proprie tensioni e alle proprie pulsioni. Dove la propria libertà sociale è la libertà dell'altro. quella mente che comprende come solo la libertà dell'altro garantisca la propria libertà sociale, etica e morale.

La mente etica non si separa dall'insieme nel quale vive; ma vive dell'insieme e partecipa all'insieme sociale.

Una mente non etica è la mente dell'ex presidente Silvio Berlusconi! A sé stesso garantisce diritti e privilegi che nega alla società di cui è parte. Si tratta di una mente non etica ad imitazione delle menti cristiane che assicurano al dio dei cristiani diritti di stragismo ed offesa nei confronti della società civile e negano alla società civile il diritto di replica.

La mente non etica è quella di Ratzinger che accusa di terrorismo chi ne critica i comportamenti.

E' difficile avere una mente etica. Significa avere dei comportamenti conseguenti. La mente non etica impone alle persone dei doveri e riserva a sé stessa solo i diritti! La mente etica applica a sé stessa i doveri e pretende che siano rispettati i propri diritti. La mente etica pretende che siano rispettati i diritti di ogni cittadino come se fossero i suoi diritti e nello stesso tempo non transige sui doveri!

Riempiendo di significato l'elenco fatto da Gardner appare evidente come i bisogni sociali siano i bisogni della singola persona. Non si tratta di bisogni di dominio, ma bisogni di partecipazione e interazione del soggetto nella società in cui vive e della società in ogni soggetto che la compone.

Non si tratta di aver bisogno di un modello di individui per poter dominare la società, ma si tratta della società che abbisogna di individui consapevoli per arricchire sé stessa.

Il discorso di Howard Gardner corre su una china pericolosa.

A cosa servono; perché degli individui dovrebbero essere in possesso di una mente: "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica"?

E quando questa mente è funzionale alla singola persona, alla società civile, al divenire della specie umana?

Quali sono i bisogni soggettivi, le tensioni emotive, che un individuo, in possesso di simili requisiti, può o deve manifestare?

Come si riadatta una società nel suo insieme in presenza di questi individui? Perché la società tutta non deve manifestare bisogni e tensioni tali per cui ogni individuo, al di là delle sue specificità, sia in grado di manifestare una mente: "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica"?

Perché Gardner (quando sarà tradotto in Italiano leggerò il libro completo) parla della società in cui agisce una specie di "superuomo" dalla mente "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica" e non di una società composta da individui la cui mente è: "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica"?

Il mio timore è che un Comando Sociale detti i contenuti che deve manifestare una mente: "creativa, sintetica, disciplinata, rispettosa ed etica". Contenuti attraverso i quali riaffermare il proprio dominio sottomettendo ai propri progetti bisogni e desideri delle persone. Attraverso questa sottomissione organizzare la distruzione della società. Un po' come sta tentando di fare Ratzinger nel tentativo di imporre alla società civile i principi della monarchia assoluta separando i bisogni di alcuni (a cui garantirebbe diritti), dai doveri di obbedienza imposti ai molti.

Marghera, 06 maggio 2007

Idee e riflessioni sulla societa'

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