Valentina Minoglio, wicca del Circolo dei Trivi,
scrive sul mensile Santità.
Storie di visioni e di estasi

L'estasi come esaltazione della sofferenza esistenziale
e il delirio patologico come
fondamenti del cattolicesimo e della wicca

Vai all'indice articoli Santità della wicca

L'articolo di Valentina Minoglio "Storie di visioni e di estasi" è sul mensile Santità del mese di maggio 2014 da pag. 64 a pag. 69

Dal momento che il dio dei cristiani non può essere dimostrato, allora viene spacciato come il "dio vissuto". Io non so nulla di dio, ma lui, il mio vicino, il sant'uomo, dice di averlo visto. Ora: io devo credere in dio o devo credere in lui che dice di averlo visto?

Questa tecnica di propaganda cattolica viene fatta propria da Valentina Minoglio proprio per spacciare il misticismo delirante come se il delirio dimostrasse una realtà irraggiungibile dalla ragione o avesse una funzione di descrivere oggettivamente una realtà in essere.

Valentina Minoglio sa benissimo di lavorare nel campo della psichiatria, d'altronde la psichiatria per non entrare in conflitto col cristianesimo ha trasformato il dio dei cristiani in un oggetto del "possibile reale immaginabile" (non è in grado di dare dei malati mentali a Mazzini, Spaventa, Gioberti o Rosmini) come mediazione fra il delirio da trattare con l'internamento e il delirio socialmente accettabile.

L'enfasi che Valentina Minoglio mette nell'articolo non ha nulla a che vedere con l'analisi dell'estasi o la cronaca dell'estasi. Ha a che vedere con la propaganda del dio dei cristiani mediante l'enfasi posta sull'avvenimento straordinario con cui gli estasiati descrivono la loro condizione di privilegiati davanti al dio padrone.

L'articolo che Valentina Minoglio scrive su Santità di maggio 2014 è:

MISTICISMO

Servizio a cura di Valentina Minoglio

STORIE DI VISIONI E DI ESTASI

E FENOMENI STRAORDINARI. NON SONO MIRACOLI, MA L'ESPERIENZA DEI MISTICI CRISTIANI. CHE HANNO MOLTO DA DIRCI PER IL NOSTRO CAMMINO SPIRITUALE. A OGNUNO DI NOI. PERCHè TUTTI "SIAMO POLVERE/MA (POSSIAMO ESSERE) POLVERE INNAMORATA".

Posso comprendere che Valentina Minoglio voglia intraprendere un cammino nella follia che porta all'estasi, ma il cammino è il suo, non il nostro.

Lei può essere polvere innamorata del suo padrone. Noi non amiamo l'ideologia del genocidio del macellaio di Sodoma e Gomorra: forse i wicca, non certo chi pratica Religione Pagana.

Che cosa accade in un'estasi mistica?

Avevo iniziato questa recensione spiegando che cos'è un'estasi e come funziona. Poi, ho ritenuto che fosse un discorso importante che non valeva la pena fare nella pagina di commento ad un articolo scritto da Valentina Minoglio che dell'estasi mistica non frega niente, ma gli frega soltanto l'esaltazione del dio padrone che può legittimare mediante la presentazione di visioni mistiche di poveri malati mentali.

Dobbiamo ricordare come la ricerca dell'estasi mistica fra gli anni '70 e gli anni '80 dette il via ad un'ondata di persone che cercavano in India o in Messico le visioni di percezione alterata finendo, in moltissimi casi, per diventare dei drogati.

Molte delle visioni mistiche che vengono prese in considerazione dalla letteratura religiosa sono indotte da sostanze che, anche se non vengono classificate ufficialmente come droghe, tipo convolvolo, primule, papavero, ecc., perché i loro effetti sono generalmente minimi, in soggetti particolarmente sensibili o fisicamente debilitati, generano risposte soggettive allucinatorie molto vivide. Digiuni prolungati e l'uso della campana sudatoria, che induce uno stato di febbre, sono strumenti per produrre allucinazioni il cui contenuto è sempre caratterizzato delle predilezioni emotive-religiose della persona.

L'esperienza mistica è sempre un'allucinazione che viene trasformata in estasi perché il soggetto trasferisce nell'impulso allucinatorio la sua educazione religiosa.

Scrive Valentina Minoglio su Santità di maggio 2014:

CHE COSA ACCADE DURANTE UNA ESPERIENZA MISTICA?

Secondo la precisa classificazione della Chiesa, si hanno visioni (apparizioni e immaginazioni di passato o futuro, anche sogni, di santi o simboli), visioni intellettuali (immediate, senza ragionamento, intuizioni che letteralmente significa "dono di Dio", che perdurano e infondono pace, inconfondibile e desiderio di cose celesti). Locuzioni (si odono formule, frasi). Rivelazioni di verità occulte utili per tutti o per chi le riceve. Il discernimento degli spiriti: la conoscenza soprannaturale dei segreti del cuore comunicata da Dio (che si riconosce per l'immediatezza, in quanto l'intuizione sorge in maniera improvvisa nella coscienza; l'isolamento, l'intuitivo non può connettere la nozione ricevuta a nessuno stato di coscienza anteriore; la passività; la certezza, in quanto la vista del fatto rivelato si impone con l'evidenza di una realtà presente ed incontestabile; la particolarità, in quanto l'intuizione non si produce mai nei confronti di tutte le coscienze; l'intermittenza, in quanto si tratta di un "potere" di cui l'intuitivo non gode perennemente e costantemente).

Le allucinazioni, sintomo della malattia mentale indotta da sofferenza psichica, assumono un contenuto religioso perché nel delirio il soggetto trasferisce in esse la manipolazione della sua sfera emotiva che il cattolicesimo ha messo in atto nella sua infanzia.

A Valentina Minoglio non interessa il meccanismo del delirio. Interessa mettere in luce quanto la chiesa cattolica è disposta ad accettare e a gestire il delirio in funzione del suo potere. Il delirante che la chiesa cattolica è disposta a riconoscere nelle grazie del suo dio padrone, come descrive Valentina Minoglio, è un individuo sottomesso, povero, misero. Un vero e proprio oggetto d'uso che realizza il proprio delirio nel farsi usare dalla chiesa cattolica. Non è il delirante che spinto dal proprio delirio modifica le relazioni sociali per adattarle al proprio delirio.

I mistici li conosciamo molto bene: Pietro l'Eremita che aizza la crociata degli straccioni, massacrano gli abitanti di Semlin (4000 ungheresi macellati), saccheggiano e incendiano Belgrado (gli abitanti erano scappati prima del loro arrivo). Quando stavano per attaccare Nissa, il governatore li attacca con l'esercito regolare e li allontana. Quando arrivano in territorio musulmano i turchi li attaccano e di 80.000 disperati che seguivano il mistico ne sopravvivono solo 3000 compreso il mistico.

Conosciamo il mistico Stefano che esaltato guida trentamila bambini fino a Marsiglia per liberare la terra santa. Finiscono tutti venduti come schiavi.

Oppure il mistico Nicola che sempre nel 1212 con 8000 bambini va a liberare Gerusalemme. Respinti da Genova e da Roma moriranno di fame e freddo nel tentativo di riattraversare le alpi.

Conosciamo il mistico Giacomo o Giacobbe d'Ungheria che raduna decine di migliaia di pastorelli per liberare il santo sepolcro finendo per macellare ebrei e distruggere possedimenti del clero in Francia. Verranno tutti massacrati dall'esercito regolare.

Per non continuare con i mistici delle religioni del cargo e delle risposte alla miseria del colonialismo dall'Africa all'America Latina.

Sono i mistici, coloro che hanno un contatto con dio e "dio lo vuole".

Nella malattia mentale l'esperienza allucinatoria è totalizzante. L'individuo si realizza solo nella sua allucinazione: dio lo vuole!

A Vanteina Minoglio non interessano le esperienze mistiche in sé, ma quelle esperienze che le consentono di dimostrare l'esistenza del dio padrone mediante le allucinazioni che possono essere controllate dalla chiesa cattolica. Solo un cristiano integralista può attribuire il significato al termine "intuizione", "dono di dio". Solo il fanatismo cristiano che trasforma l'uomo in schiavo può fare questa affermazione strappando all'uomo la sua capacità di "cogliere l'essenza di qualche cosa" sostituendolo con la concessione del suo padrone di "cogliere qualche cosa".

Valentina Minoglio scegliendo di legittimare un significato illegittimo attribuito dalla chiesa cattolica, di fatto, fa propria l'ideologia cattolica di schiavitù contro la libertà dell'uomo.

Scrive Valentina Minoglio su Santità di maggio 2014:

AMORE CHE MOVE IL SOLE E L"ALTRE STELLE

Ascoltiamole, queste parole di straordinaria bellezza Una delle più belle espressioni mistiche è ritenuta la Laude di San Francesco, dove il santo comunica l'unione con Dio, con tutto ciò che ha creato, e l'anima mundi, sentendo come fratello il sole, sorella la luna, e l'acqua, e le stelle, e tutte le creature ...

La gravitazione universale muove il sole: e la gravitazione universale è un oggetto in sé!

Non l'ha "creata" il dio padrone, ma la scissione dell'Io del delirante Francesco che immagina sé stesso nel "move il sole e le stelle" come espressione del delirio di onnipotenza. Un delirio espresso come lenitivo al suo fallimento esistenziale.

Valentina Minoglio chiama "bellezza" il delirio di sottomissione. Chiama "bellezza" la rinuncia alla vita. Certo che Francesco mette enfasi nel suo delirio: lui, fallito esistenziale, nel delirio trova un motivo di esistere. Come Stefano, Pietro l'Eremita, Giacomo, Nicola, ha una missione divina. Nel fallimento esistenziale che porta l'individuo al delirio, Valentina Minoglio trova la "bellezza".

Il fallimento esistenziale come modello desiderabile dai wicca.

Scrive Valentina Minoglio su Santità di maggio 2014:

SI CONGIUNGEVA CON DIO

Le mistiche non sempre furono "accettate" dalla Chiesa, ma ci regalano le parole più appassionate e forse più attuali. Vìcino al misticismo più propriamente speculativo di Ildegarda di Bingen e Matilde di Magdeburgo, va ricordato il misticismo di Margherita Ebner, che nella sua devozione ingenua verso Gesù Bambino giunge fino al più alto grado della preghiera mistica, alla preghiera delle nozze mistiche. Sotto taluni aspetti essa può essere in certo modo paragonata a Santa Caterina da Siena. Santa Teresa è una delle figure più importanti del misticismo cattolico, nella preghiera del rapimento (oradòn de arrobarniento) parla di un breve stato di incosciente estasi, come un'inondazione provocata dai torrenti.

La libido bloccata dalla morale e dal dovere porta il soggetto al fallimento esistenziale e, nel fallimento esistenziale, il delirio è l'ultima ancora di salvezza.

Anche se Valentina Minoglio in un riquadro accenna che i deliri religiosi possono essere pazzia, lo accenna solo di sfuggita perché il suo scopo, ripeto, non è quello di chiarire i meccanismi dell'estasi, ma è quello di usare i deliri dell'estasi per confermare l'esistenza di un dio padrone che non solo non esiste, ma che la sua riaffermazione consente alla chiesa cattolica di riaffermare la schiavitù dell'uomo sull'uomo. Consente di costruire miseria fisica ed emotiva alimentando la fonte dei deliri estatici.

Ma che cosa si sa delle estasi e dei deliri che Valntina Minoglio nasconde evitando di parlarne?

Cosa ci dice un dizionario di psicologia dell'estasi?

Estasi: espressione che letteralmente significa «esser fuori di sé»; denota quella condizione in cui l'individuo sospende la comunicazione con l'ambiente, riducendo la sensibilità per gli stimoli esterni, e si eleva in una sfera psichica nota a lui solo. K. Jaspers spiega il fenomeno come un'interruzione della relazione soggetto-oggetto, che è la condizione normale della nostra esperienza, in vista di una ricerca di senso che oltrepassa l'ordine sensibile: «mentre la maggior parte dei fenomeni psichici che siamo in grado di descrivere sono descritti nell'ambito di una scissione di soggetto e oggetto, come proprietà del lato soggettivo o di quello oggettivo, esistono per altro anche esperienze psichiche nelle quali la scissione di soggetto e oggetto non c'è ancora o è sospesa» (1919, p. 515). L'estasi è una forma di questa sospensione dove si può constatare che «la vita psichica contiene più che non la sua oggettivazione» (1919, p. 512).

L'estasi è sempre un delirio. L'individuo chiuso in sé stesso, non scindendo la formazione della propria esperienza nella relazione fra sé (soggetto) e il mondo (oggetto), la cortocircuita in sé stesso producendo una scissione dell'Io dove da un lato c'è il soggetto passivo e dall'altro lato il soggetto attivo che soddisfa il desiderio libidico dell'Io passivo. Dopo tanta sofferenza dovuta al fallimento esistenziale, la struttura della libido dell'individuo si veicola nel soggetto stesso esaltandosi nel delirio dell'apparizione. Ciò che appare nel delirio estatico è la sua soluzione emotiva per uscire dal dolore emotivo. Un dolore emotivo che viene elevato all'assoluto del condizionamento religioso che il soggetto ha subito nell'infanzia.

Il delirio, a differenza di quanto è costretta a sostenere parte della psicologia, è il dio dei cristiani, è la totalità del mondo, è il Gesù che comunica nel delirio, è la madonna, ecc. La scissione dell'Io del soggetto nell'estasi si fa passiva e attiva. La parte passiva porta alla coscienza il delirio della sua parte attiva che consola e promuove la sua parte passiva in cui è racchiuso il dolore del fallimento esistenziale promettendogli un luminoso avvenire in una nuova missione esistenziale.

Per questo alla voce delirio e funzione psicologica del delirio, l'Enciclopedia di psicologia di Galimberti ci dice:

FUNZIONE DEL DELIRIO. La genesi del delirio consente di comprenderne la funzione che è di solito a sfondo protettivo, per cui occorre molta cautela prima di «disfare» un evidente delirio. Consentendo di ristrutturare una realtà che non si domina, il delirio offre un nucleo di significato intorno a cui poter riorganizzare un mondo che, sia pure in modo alterato, ricomincia a funzionare. La spiegazione, anche se delirante, rimette in moto un'esistenza che si era bloccata, offre un senso al mondo che si abita e un significato, se non addirittura un protagonismo, a se stessi in quel mondo. Da questo punto di vista la funzione protettiva del delirio, detta anche riorientamento nel delirio, è ciò per cui, ad esempio, scrive S. Freud «il paranoico ricostruisce il mondo, non più splendido in verità, ma almeno tale da poter di nuovo vivere in esso. Lo ricostruisce col lavoro del suo delirio. La formazione delirante che noi consideriamo il prodotto della malattia cost tuisce in verità il tentativo di guarigione, la ricostruzione» (1910c, p. 396). Su questo tema ritorna Jervis per il quale «il delirio come interpretazione del mondo nasce nel momento in cui il soggetto cerca dei messaggi, dei simboli, una chiave che gli spieghino chi è lui stesso e che cosa è il mondo, che cosa sta realmente succedendo, come può entrare in questo mondo che lo domina, ma da cui è escluso e sul quale non ha potere. Il soggetto cerca di ricostruire una realtà che gli si è parzialmente disgregata davanti e lo invade in una serie di frammenti di esperienza, separati fra loro e non più pienamente significativi. Il mondo gli appare insopportabilmente estraneo, ostile, minaccioso, falso e destrutturato. La ristrutturazione della realtà parte da un'interpretazione di significato intorno alla quale tutto il mondo si riorganizza e, per così dire, ricomincia a funzionare. La spiegazione (delirante) rimette in moto un'esistenza che si era bloccata nell'angoscia, nella passività, nella perdita di senso delle cose. Improvvisamente il soggeto intuisce: egli è invaso da forze estranee, succede qualcosa, c'è un complotto, o una mascheratura; qualcosa gli viene nascosto ma egli comincia a capire, vede significati nuovi e cifrati. E il delirio. Il delirio ha qui delle importanti affinità psicologiche con la conversione religiosa, con l'illuminazione poetica, e anche con la mutata percezione indotta talora da certe sostanze dette impropriamente allucinogeni» (1975, p. 245-246). Sulla funzione ristrutturante del delirio insiste anche E. Borgna per il quale «il nocciolo del problema è costituito, in ogni caso, dal senso, o dal controsenso, che il delirio ha nella vita del paziente. Una impostazione terapeutica adeguata verso il paziente che delira (o che allucina) non può essere quella intesa semplicemente alla eliminazione delle manifestazioni psicotiche. Le esperienze deliranti e anche quelle allucinatorie possono riassumere in sé il senso di una nuova fondazione relazionale: il senso, cioè, di una compensazione fenomenologica che riempia il vuoto creato alla lacerazione psicotica. Nella nientificazione improblematica del delirare e dell'allucinare (in questo c'è una profonda affinità tra i due fenomeni) può accadere che non solo non si abbia una qualche reale significazione terapeutica, ma che si bruci l'ultima disperata ragione di sopravvivenza legata, solo, alla presenza delle esperienze psicotiche» (1988, p. 96).

Valentina Minoglio ci spaccia la sofferenza esistenziale come se fosse una comunicazione estatica di dio. Dal punto di vista culturale è un delitto contro l'umanità.

La sofferenza esistenziale esiste da quando Platone ha imposto il suo delirio di onnipotenza contro la democrazia di Atene e da quando gli ebrei hanno assunto il delirio di Abramo contro gli Dèi a modello del popolo eletto. La sofferenza esistenziale è l'humus in cui vive il cristianesimo che fa del dolore e della sofferenza il proprio modello ideologico-religioso.

Piace a Valentina Minoglio enfatizzare il dolore, per questo presenta i sintomi del delirio dal punto di vista della chiesa cattolica anziché dal punto di vista della psicologia.

Scrive Valentina Minoglio su Santità di maggio 2014:

DALL'INCENDIO D'AMORE AL PROFUMO DEGLI ANGELI

L'estasi mistica esiste da sempre e nel corso dei secoli la Chiesa ha fatto un decalogo dei vari fenomeni che si possono verificare. Vediamone alcuni. ESTASI. L'anima esce (o prescinde) dai sensi corporali per fissarsi immobile nell'oggetto soprannaturale che attrae e assorbe le sue potenze. INCENDIO D'AMORE. é semplice calore interno; ardori intensi; ustione materiale. Esiste una stretta relazione fra amore e fuoco: come il fuoco consuma e trasforma in sé tutto ciò che si trova nel suo raggio di azione, così l'amore divino trasforma in Dio la creatura che a lui si sottomette. STIGMATE E LACRIME DI SANGUE. Consistono nella spontanea apparizione di piaghe e nell'uscita di liquido sierico (sangue) attraverso i pori della pelle e le lacrime. RINNOVAMENTO DI CUORE. Nostro Signore, sotto il simbolo mistico del cambiamento dei cuori, concede, a chi riceve questa grazia, un duplice dono: dà sentimenti che riflettono la sua anima santissima, e dà un cuore in armonia con lo stato interiore. Si tratta di un cambiamento mistico, non reale dei cuori» DIGIUNO PROLUNGATO E PRIVAZIONE DEL SONNO. E'il digiuno assoluto durante un tempo molto superiore alle forze naturali di sopravvivenza e di un sonno molto limitato. La natura soprannaturale del fenomeno si spiega mediante «una specie di incorruttibilità anticipata dei corpi gloriosi, che sospende la legge dell'incessante sfacelo degli organi e dispensa quindi da cibo e riposo» ( Royo Marin). LUMINOSITà Consiste in un certo splendore che alle volte i corpi di alcuni irradiano. Talvolta prende la forma di un alone o di una corona che circonda la testa del mistico.

Non esiste nessuna anima che esce, ma solo una scissione dell'Io. L'Io passivo si sottrae alla coscienza e diventa spettatore dell'altro, dell'Io attivo (è come nelle sedute dell'oui-ja o spiritiche dove l'individuo è scisso anche se a livello meno profondo che non del delirio) che propone una soluzione al dolore vissuto.

Non esiste nessun "incendio d'amore", ma soltanto l'esplosione e la liberazione della libido che era repressa dalla morale imposta. Non esistono né stigmate né lacrime di sangue, solo suggestione da psicosomatismo che si identifica, soggettivandolo, con il dolore che il cattolicesimo impone e che nella rappresentazione di quel dolore l'individuo si sente realizzato in quanto, finalmente, in armonia con i modelli religiosi imposti.

Non esiste la sopravvivenza in un digiuno prolungato, ma il digiuno aiuta il delirante a rendere vividi i suoi deliri esattamente come la privazione di gran parte del sonno stimola reazioni allucinatorie (tipo sogno da sveglio).

Non esiste nessuna "luminosità", ma esiste piuttosto una marcata rappresentazione dei segnali emotivi del corpo, viso ed occhi, che proprio per esporre le emozioni del delirio può far apparire alcuni deliranti più luminosi.

Come la chiesa cattolica truffa le persone, così Valentina Minoglio è una spacciatrice di questa truffa scrivendo articoli di esaltazione ed enfatizzazione di condizioni che alimentano la sofferenza sociale delle persone.

Scrive Valentina Minoglio su Santità di maggio 2014:

UN CAMMINO PER TUTTI?

E' proprio Santa Teresa a individuare diverse fasi dell'esperienza mistica: sono simili per tutti noi e ci sono utili per comprenderla meglio, e per individuarne tracce nel nostro percorso di fedeli. Nella sua evoluzione, si ritiene infatti oggi che tutti possiamo vivere esperienze di più diretta comunione con Dio, anzi sembra questo il timbro della fede moderna (e addirittura, vedere box, di un pieno sviluppo della nostra personalità). I mistici cristiani sono stati descritti come sostenitori di un triplice percorso corrispondente a corpo, mente e anima (o spirito). I tre aspetti in seguito divennero purificatore, illuminativo e unitivo nelle Chiese occidentali; preghiera delle labbra, della mente, del cuore nelle Chiese orientali.

La sofferenza sociale, la sofferenza individuale per il fallimento esistenziale, è il cammino per il delirio estatico.

Questo è ciò che spaccia Valentina Minoglio.

Diffondere sofferenza sociale e fallimento esistenziale al fine di indurre le persone a delirare e, attraverso i deliranti, la cui struttura psicologica è stata manipolata dalle religioni rivelate che hanno indotto le persone a soggettivare i modelli di dio, Gesù, la Maria, il Buddha, Mosé, Abramo ecc., legittimare quei modelli riprodotti nei deliri così che la dimostrazione della realtà di quei modelli, cacciata dalla porta delle argomentazioni razionali, rientrano dalla finestra della manipolazione mentale dell'infanzia.

Costruzione della sofferenza, fallimento esistenziale, delirio e veicolazione del delirio in un protagonismo che realizza socialmente il delirio.

Dice l'enciclopedia della Psicologia di Galimberti:

La genesi del delirio consente di comprenderne la funzione che è di solito a sfondo protettivo, per cui occorre molta cautela prima di «disfare» un evidente delirio. Consentendo di ristrutturare una realtà che non si domina, il delirio offre un nucleo di significato intorno a cui poter riorganizzare un mondo che, sia pure in modo alterato, ricomincia a funzionare. La spiegazione, anche se delirante, rimette in moto un'esistenza che si era bloccata, offre un senso al mondo che si abita e un significato, se non addirittura un protagonismo, a se stessi in quel mondo.

Ecco i mistici: Pietro l'Eremita, oltre centomila ammazzati in nome del dio padrone nella crociata degli straccioni.

Ecco i mistici: Stefano, trentamila ragazzini buttati a mare o venduti come schiavi nella prima crociata ei bambini.

Ecco i mistici: Nicola, ottomila ragazzini che muoiono di fame e di freddo sulle Alpi nella seconda crociata dei bamibini.

Ecco i mistici: Giacobbe o Giacomo d'Ungheria, decine di migliaia di pastorelli ammazzati come bestie per la visione delirante di un mistico nella crociata dei pastorelli.

Il meccanismo della sofferenza che genera il fallimento esistenziale nel delirio e nella necessità di veicolazione del delirio, è lo stesso in Pietro l'Eremita e in Francesco d'Assisi o nei mistici che fondarono le religioni del cargo. E' lo stesso di Teresa d'Avila o di madre Teresa di Calcutta, di padre Pio o Nicola e Stefano. La separazione dalla realtà nel delirio e l'esigenza di imporre una veicolazione al delirio li trasforma in criminali. Noi, individui della società civile indichiamo le loro azioni come CRIMINI e li chiamiamo: CRIMINALI.

La chiesa cattolica, la cui ideologia viene esaltata da Valentina Minoglio, come gli ha insegnato Paolo di Tarso, distingue il crimine per la carne dal crimine per lo spirito o, come preferisce il cattolico, per la gloria di dio. Nel primo caso la chiesa cattolica ritiene il mistico un "nemico da distruggere", nel secondo caso, un mistico da elevare agli altari.

La fuga dalla realtà e la chiusura in sé stesso nell'estasi delirante è costruita mediante la miseria economica e morale ed è questa miseria economica e morale che distrugge la psiche dell'uomo costringendolo a delirare che Marx definisce l'oppio dei popoli il cui grido di dolore è nella religione, nella manipolazione mentale subita: la religione cristiana, cattolica in Italia.

Nota: Nelle citazioni di psicologia è stato usata L'Enciclopedia di Psicologia di Umberto Galimberti edizione Garzanti 2001 alle voci indicate.

Marghera, 08 maggio 2014

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

I "gruppi" pagani

Cosa distingue un Pagano Politeista da un monoteista? Il coraggio. Come direbbe il Leone Codardo nel Mago di Oz. Esporre le proprie emozioni alle intemperie della vita e mettere in atto un'autodisciplina che ci consente di non essere sbattuti sugli scogli dell'umana esistenza. Il monoteista confida nella speranza per il suo dio; il Pagano incatena gli Dèi con le sue emozioni e fa rotta in mari sconosciuti senza bussola né stelle che lo possano guidare. Su cosa confida il Pagano Politeista? Sul proprio coraggio!