LA FELICITA' UMANA STA NELLA MORTE
|
La vita consapevole del corpo fisico costruisce una morte felice Si nasce solo per morire Di Claudio Simeoni |
La
morte del corpo fisico è l’unico momento in cui si esprime la felicità umana.
Tutta
la vita dell’individuo è tesa verso la morte del corpo fisico.
La morte
del corpo fisico è il traguardo che l’individuo deve raggiungere.
La
morte del corpo fisico è il fine e la giustificazione della nascita di un
individuo.
La
morte del corpo fisico è la felicità dell’individuo.
Il
dolore della vita, il dolore che la vita ha messo a fondamento delle
trasformazioni degli individui, nella morte del corpo fisico si scioglie e si
annulla.
Il
trionfo dell’individuo c’è solo al momento della morte del corpo fisico.
Il
momento della morte dell’individuo è il suo momento di verità. E’ il momento in
cui l’individuo riassume l’intera propria esistenza. La morte è disperazione
solo per chi ha vissuto da disperato, al di là di come ha tappato le proprie
orecchie alla propria disperazione.
Eppure
la morte è attesa da molti con terrore, come un momento da allontanare il più
possibile. Altri la cercano affannosamente per alleviare le proprie angosce.
Terrore
nei confronti della morte o ricerca spasmodica. Due estremi dell’umano
fallimento nella ricerca della felicità.
Il
terrore per la morte o la sua ricerca come estremo rimedio è manifestazione del
fallimento dell’esistenza umana.
Quando
non si pensa alla morte come momento di felicità significa che la vita è stata
vissuta in modo disperato ed ossessivo.
La morte
vissuta come disperazione per la fine della vita fisica; la morte vissuta con
terrore per il dolore che implica il morire.
La
morte vissuta come ansia: e dopo?
La
morte vissuta serenamente da chi, obbediente e sottomesso, estende la sua
obbedienza e la sua sottomissione oltre la soglia della morte stessa.
Mai
la morte vissuta come momento di felicità.
Mai
la morte vissuta come “un buon compimento di vita”.
Eppure
la morte è il momento più felice della vita umana; il suo trionfo.
E
allora, PERCHE’ LE PERSONE TEMONO LA MORTE?
Cito
da Marc Augé "Il genio del Paganesimo" a proposito del discorso sulla
morte come felicità:
"Il
potere, qualunque sia la sua forza, non può niente contro colui che accetta di
morire. Quanto a colui che esercita il potere ed eventualmente il diritto di
vita e di morte, egli non può niente contro la propria morte; anch'essa sfugge
al suo potere e lo mette in discussione più di qualsiasi altra cosa. Morte ed
individualità sono legate così intimamente che il potere, per suggerire di non
essere puramente individuale, nega simbolicamente la morte di colui che lo
esercita." p. 288 edizione Bollati- Boringhieri
Augé
si dimentica il terrore educazionalmente indotto nei confronti della morte che
può giocare sull'imprinting di specie che spinge gli individui a diventare dei
costruttori nella società prima che la morte ponga fine alle loro
trasformazioni.
Non
le persone temono la morte, ma i padroni delle persone temono che le persone
vivano la morte come momento felice.
Si
nasce soli e si muore soli!
E,
come diceva Quasimodo:
“Ognuno
è solo sul cuor della terra,
trafitto
da un raggio di sole,
ed è
subito sera.”
Questo
pathos, che le poche righe trasmettono, è il terrore degli individui che
gestiscono il potere di possesso delle persone: per loro è già sera e vivono l’angoscia
di perdere ciò che li rendeva onnipotenti.
La
nascita viene celebrata come il trionfo della madre.
La
madre come “padrona” del nuovo nato.
La
morte appartiene solo al nuovo nato.
Come
il corpo dovrebbe appartenere solo al nuovo nato.
La
morte scioglie i legamenti che l’Essere Natura ha imposto all’individuo.
La morte
scioglie i legamenti che la società impone sull’individuo.
La
morte libera dalle costrizioni.
La
morte è l’unico trionfo individuale della persona.
La
morte appartiene solo alla persona, come il corpo appartiene solo alla persona.
Siate
felici nel morire.
Nessuna
catena e nessun obbligo vi lega oltre la morte del corpo fisico!
La
morte si affronta per come si è vissuto: con impegno e passione!
I
Pagani Politeisti fanno della morte la signora della loro esistenza.
Una
signora da affrontare con la stessa passione con la quale sono vissuti.
La
morte è, dunque, l’unica vera e completa felicità dell’esistenza umana in cui
tutto è effimero nelle trasformazioni, nel mutamento, nella tensione del
bisogno e nella soddisfazione del medesimo.
Tutta
la vita umana è ricerca di libertà; solo la morte è la verità in cui quella
libertà si risolve.
Marghera,
19 gennaio 2006
VAI ALL'INDICE DEI TESTI RELATIVI AI FONDAMENTI DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
E-mail claudiosimeoni@libero.it