La nazistificazione della società civile italiana
Una questione Costituzionale Italiana

Il riconoscimento delle unioni di fatto

di Claudio Simeoni

Idee e riflessioni sulla società

 

Dal 1968 ad oggi si è sviluppato quel processo di trasformazione della società civile in cui le Istituzioni hanno iniziato (almeno alcune Istituzioni) a mettere al centro delle loro scelte la morale Costituzionale in antitesi alla morale cattolica.

Un discorso riguarda la discussione in merito alla necessità di dare delle regole a quei comportamenti del costume sociale che oggi vengono definiti come "convivenze di fatto".

Da un lato esiste la necessità da parte dello Stato di regolamentare il costume imponendo doveri e descrivendo diritti contenuti e definiti in leggi, dall'altro lato esistono le esigenze della chiesa cattolica che vuole criminalizzare tali comportamenti per costringere le persone entro schemi morali propri dell'ideologia cristiana e dell'ideologia nazista.

In pratica, esiste, da parte della chiesa cattolica, il tentativo di nazistificare la società civile Italiana impedendo l'applicazione della Costituzione della Repubblica nella definizione della morale civile.

Se da un lato alcune Istituzioni agiscono per riaffermare la priorità Costituzionale, dall'altro lato, singoli individui che traggono la loro forza dall'occupare dei ruoli all'interno delle Istituzioni, tentano di imporre la morale cattolica in antitesi alla morale Costituzionale.

Proviamo a considerare l'opposizione fatta dai cattolici alla definizione di una legge che regoli le "coppie di fatto". Mentre i politici discutono, le persone vivono, soffrono e muoiono nell'indifferenza di politici cattolici impegnati ad impedire che le persone siano dei soggetti di diritto. Si compiacciono, i politici cattolici, nel far soffrire le persone mentre a sé stessi garantiscono privilegi in assoluto disprezzo delle regole Costituzionali che vorrebbero l'estensione di tali privilegi all'intera popolazione.

Da La Repubblica del 29 luglio 2007

Milano, sentenza della Corte d'Assise.
"Nessuna rilevanza penale, la legge limita ai soli coniugi l'obbligo dell'assistenza morale e materiale"
LASCIO' MORIRE LA COMPAGNA MALATA, ASSOLTO

I giudici: coppie di fatto, per il convivente non esiste l'obbligo di cura.
Era accusato di aver trascurato la sua convivente durante una lunga malattia che l'aveva portata alla morte. Ma "la convivenza, in quanto rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è priva di rilevanza penale." Per questo una corte Milanese ha assolto Nunzio L. N. camionista 51enne accusato di abbandono di incapace, ovvero della donna con cui aveva convissuto per quindici anni.
La legge, dice la sentenza "limita ai soli coniugi l'obbligo dell'assistenza morale e materiale. Sarebbe infatti contra legem, in un sistema retto dal principio di legalità, rendere applicabili le norme penali anche alle violazioni di obblighi morali e di solidarietà, e quindi anche nei confronti delle famiglie di fatto, ovvero di coloro che vivono more uxorio".
[...] Da qui la sentenza che, che esclude anche il reato di omissione di soccorso perché: "non è configurabile tale dovere in caso di dissenso del soggetto ferito o in pericolo... non potendosi escludere un dissenso consapevole alle cure come espressione di principi di libertà e di autonomia del malato".
"Non potevamo fare altrimenti", dice a commento della sua sentenza il giudice Cerqua, che ha preso questa decisione assieme a un collega e a sei giudici popolari "Sapevamo che è un argomento che ha scatenato aspre polemiche. Ma paradossalmente la legge prevede sanzioni e condanne per figure come badanti, baby sitter o infermiere, ma per i conviventi il legislatore non prevede alcuna norma da applicare"."

La morale cattolica si compiace della sofferenza che impone, attraverso i suoi obblighi, alle persone.

La nazistificazione della società civile è ben delineata nell'attività e negli intendimenti di Luca Volontè in un suo articolo apparso sul giornale Il Gazzettino del 19 luglio 2007 in cui afferma:

"E all'interno della stessa maggioranza vi sono forze politiche che hanno già rilevato l'assoluta somiglianza fra i vecchi Pacs/Dico e i neonati "Contratti di unione solidale". Insomma, ci risiamo. Ma non gli era bastata la batosta del Family Day? Quel milione e passa di persone che a piazza S. Giovanni a Roma ha detto: "La famiglia è una e una sola, quella fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna". da un lato, i sostenitori della moda laicista vorrebbero staccarsi da un modello millenario per dare libero sfogo a stravolgimenti rivoluzionari frutto di desideri e istinti del momento, ma dall'altro si finisce sempre per avere la famiglia come faro, con un isterismo imitativo destinato a recare, anche con questi Cus, un nuovo pericolo per le generazioni più giovani, che invece non hanno bisogno di confusione e di scorciatoie apparentemente vantaggiose. pur di fronte a questa nuova formulazione, è infatti del tutto evidente che si perde ben presto per strada l'intenzione di riconoscere i tanto citati diritti delle persone che sono liberamente artefici di un'unione di fatto per ritrovarsi, invece, a disegnare un soggetto nuovo, nella forma di "matrimonio attenuato". Il testo base sui Cus consiste in un'opera di riscrittura che tende a introdurre un'organica disciplina "paramatrimoniale". Tutto ciò a pronte di ben altre esigenze e priorità che il paese invoca quasi in ginocchio e a pugni stretti: lavoro, pensioni, legge elettorale e politiche familiari. Il governo non si faccia trascinare un'altra volta dalla maggioranza che lo sostiene (a fatica) in quella stessa palude che il 12 maggio scorso lo ha inesorabilmente inghiottito". Articolo a firma di Luca Volontè Capogruppo Udc alla Camera dei Deputati.

Appare evidente la volontà di nazistificazione e fascistizzazione della società civile a cui il Sig. Volontè tende.

Da un lato parla di politiche che il paese chiede "quasi in ginocchio" e che il suo partito e la maggioranza a cui partecipava nella scorsa legislatura hanno ignorato se non offeso approvando leggi sulle quali dovette intervenire la Corte Costituzionale; approvando leggi (vedi quella sulle telecomunicazioni) che trasformano l'Italia in un imputato per reato davanti alla Corte Europea e quant'altro.

Dall'altro lato il Sig. Volontè per offendere la Costituzione della Repubblica e i diritti dei cittadini evoca la piazza come momento di una volontà popolare. Come se l'imposizione della violazione delle norme e dei diritti Costituzionali assumessero una loro legittimazione in base alla quantità di persone che intendono ripristinare la monarchia assoluta. Il Sig. Volontè, nella sua miseria morale attraverso la quale tenta di imporre alla società civile la morale criminale cattolica, non distingue fra diritti del cittadino, diritti della persona e diritti della famiglia che, in quanto tale, non è determinata né dal sesso, né dalla finalità di fare ed educare i figli. Solo il terrorismo cattolico impone tale definizione di famiglia e tali finalità alla famiglia: il Sig. Volontè sta argomentando per giustificare l'imposizione del terrorismo cattolico e nazista alla società civile in antitesi alle norme costituzionalmente determinate. La moda, offensiva, di inginocchiarsi e di costringere le persone ad inginocch

iarsi davanti ad un criminale crocifisso, fa perdere di vista le norme Costituzionali che regolano la vita civile e diritti e doveri dei cittadini.

Ed è proprio per rispondere a personaggi come Volontè e riaffermare la priorità del dettato Costituzionale sulla morale di morte e genocidio cristiano che la Corte di Cassazione sentenzia.

Dal giornale La Repubblica del 28 luglio 2007:

"LA CASSAZIONE: OMOSESSUALITA', UN DIRITTO
Sentenza della Corte. "Scelta da tutelare, la libertà sessuale è sacra"

Roma – L'omosessualità è "una condizione dell'uomo degna di tutela". Non solo. "La libertà sessuale va intesa come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze", in quanto "espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità, tutelato dall'articolo 2 della Costituzione".
[...]
"La sentenza riconosce per la prima volta l'orientamento sessuale tra le libertà fondamentali – commenta Maurizio Cossa, avvocato di... [...]"
Plaude Franco Grillini (Sinistra democratica): "E' la prima volta che la Cassazione fa riferimento all'omosessualità per ribadire che il diritto alla realizzazione della propria identità è garantito dalla Costituzione. la sentenza – aggiunge – conferma quanto già affermato dalla Corte Costituzionale quando, nel 1983, riconobbe il diritto alla realizzazione personale in riferimento alle persone transessuali".
Per il ministro della famiglia Rosy Bindi, quello della Cassazione, "è un pronunciamento di civiltà che ci fa riflettere, alla luce di quanto purtroppo avviene ancora nella realtà italiana. Anche la politica – prosegue – può e deve fare la sua parte, non solo adeguando le leggi, ma esercitando in modo autorevole il compito di promuovere una nuova convivenza civile, la libertà e il rispetto della dignità della persona."
Secondo la responsabile Giustizia dei Verdi, Paola Balducci, la decisione della Cassazione è "l'ennesima testimonianza di come, oggi, la giurisprudenza sia in sintonia con i cambiamenti e il sentire sociale e stia parecchi passi avanti rispetto alla stessa legislazione"."

Dove il diritto alla libertà è anche il diritto alla CONVIVENZA TUTELATO DA APPOSITE LEGGI CHE NE DETERMINANO DIRITTI E DOVERI!

Cosa che Volontè ignora al fine di favorire la nazistificazione e la fascistizzazione della società italiana obbedendo a direttive mafiose provenienti dall'organizzazione criminale capitanata dal Vaticano! Non si possono accusare tutti i parlamentari delle posizioni di Volontè, semmai il suo partito. Un partito che non è un'istituzione, ma solo un soggetto privato che partecipa ad un'istituzione. Per contro, dalle posizioni di Volontè, si può dedurre che questo soggetto privato stia perseguendo degli obiettivi di disarticolazione Istituzionale imponendo, sostituendola, alla morale Costituzionale la morale del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth.

Che poi ci siano altre persone che dall'interno delle Istituzioni tentano di disarticolare la Costituzione appare evidente da due articoli apparsi su La Repubblica del 28 luglio 2007:

"GELA, L'ISPETTORE DI FIORONI AL LAVORO SI DIFENDE LA PROF DELLO STUDENTE CACCIATO

Gela – Si difende l'insegnate denunciata dal suo alunno. "Non ho mai detto a nessuno di andare via dalla scuola perché gay" ha spiegato ai carabinieri. "Qualora la verità fosse quella denunciata vi sarebbero gravi ripercussioni per il personale scolastico e gli studenti coinvolti"."

E ancora:

"COPPIA GAY FERMATA AL COLOSSEO "NOI DENUNCIATI PER UN BACIO"

La Turco: chiedete loro scusa. I carabinieri: facevano atti osceni

Roma – Secondo i carabinieri erano "atti osceni in luogo pubblico" Per Michele e Roberto, 35 e 28 anni, un bacio romantico davanti al Colosseo, un momento di puro affetto dopo una serata con gli amici nella "Gay street" di San Giovanni"."

Quale sia la discriminazione, quale sia il concetto morale di "atti osceni" messo in atto dai carabinieri, appare evidente che non si mobilitano pattuglie di carabinieri per arrestare due ragazzi, non si tratta solo di eccesso di zelo, ma di una precisa volontà di umiliare ed offendere chi viene imputato (a torto o a ragione che sia).

Hanno torto, comunque, i carabinieri. Perché i carabinieri impongono, qualunque sia il fatto a cui possono aver assistito, la loro morale come verità oggettiva alla quale impongono ai cittadini di sottomettersi. I carabinieri, qualunque siano le loro ragioni, sono venuti meno al fondamentale principio Costituzionale del loro essere al servizio dei cittadini e si sono posti, davanti a questa coppia, come i padroni e i censori di una morale assumendo un ruolo di identificazione col dio padrone in contrasto con il dettato Costituzionale. I carabinieri, in questo caso, hanno agito in disprezzo e in sfregio della Costituzione della Repubblica. Hanno agito in disprezzo e in sfregio al loro stesso giuramento che conferiva loro onore e dignità!

Ed è la volontà criminale di Volontè di disarticolare la Costituzione della Repubblica e sostituirla con i principi di morte e di genocidio del dio dei cristiani e del suo farneticante profeta, quel pazzo di Nazareth davanti al quale Volontè si compiace di costringere bambini in ginocchio a pregare. Si compiace, egli e il suo partito, nell'aiutare Ratzinger a stuprare bambini italiani (o stranieri che sia!).

O come il compagno di partito (Udc) di Volontè, Cosimo Mele sorpreso in festini hard di sesso e droga in un hotel di Roma (scoperto per un malore della signora 30 luglio 2007) che da un lato, con la violenza che gli consente il suo ruolo di deputato della Repubblica, impone ai cittadini una morale di morte qual è quella cattolica e, dall'altro lato, col denaro che riceve dal suo ruolo nelle Istituzioni, applica a sé stesso una diversa morale. E' quel comportamento mafioso che consente alle persone di trarre ingiusto profitto da azioni delittuose. In questo caso la menzogna e l'inganno con cui si è presentato ai cittadini per essere eletto ad occupare quel posto da deputato della Repubblica.

Ora, se il partito politico di Cosimo Mele lo candida anche se ha in corso dei processi per tangenti, è un fatto che riguarda quel partito. Si tratta di un delitto che viene censurato dalla magistratura, ma che non aggredisce la Costituzione, né i diritti o il futuro dei cittadini. Un ladro viene condannato per furto, non per eversione dell'ordine Costituzionale. Che poi Cosimo Mele, a differenza dei suoi proclami, sia divorziato e risposato, sono affari suoi, non mi disturba le sue scelte di vita privata; che poi Cosimo Mele sia andato con una donna che lui chiama "prostituta", sono affari suoi, non mi disturba le sue scelte di vita privata (come non mi disturba il poveraccio che cerca compagnia per strada, mentre mi disturbano i Vigili Urbani che offendendo la Costituzione, lo aggrediscono, offendendo i principi Costituzionali per imporre la loro morale criminale). Ma quando Cosimo Mele lancia proclami del tipo "Cosimo Mele è ricordato per le sue dichiarazioni sulla necessità di difendere "la nostra identità cristiana"." allora si tratta di aggressione alla società civile. Le sue menzogne sono atti di terrorismo con cui disarticolare la società civile costruendo un campo di sterminio (l'obbligo di una morale imposta) per i cittadini e un salotto privilegiato per lui e la sua banda in cui vengono applicate regole morali, giuridiche e comportamentali, diverse. Va da sé che è lecito supporre, vista la morale di morte che questo partito politico indica alla società civile, che i suoi deputati sono stati eletti attraverso azioni delittuose, quali l'inganno e la menzogna, al fine di assecondare i progetti criminali di Ratzinger in antitesi al dettato Costituzionale. E suonano ridicole e criminali le dichiarazioni con cui Cesa giustifica la situazione.

Davanti alle Istituzioni che tentano di riaffermare il dettato Costituzionale, c'è il terrorismo di individui che tentano di disarticolare la Costituzione per i propri interessi personali: in fondo, per Volontè, anche se Ratzinger stupra bambini, è sempre un serbatoio di voti a cui attingere e allora, perché mai denunciare la sua attività di stupratore di bambini? Cosa sono per Volontè i bambini se non bestie da rinchiudere in un ovile?

Il problema dell'Italia non è discriminare fra destra e sinistra politica, ma fra politici terroristi e criminali che attentano alla Costituzione al fine di costruire campi di sterminio nei quali ammazzare chi non si sottomette alla morale assassina cattolica e chi, invece, è rispettoso della Costituzione, sia pure con idee e progetti diversi, nei modi della sua attuazione.

Quando vengono costruiti campi di sterminio, emotivi o fisici che siano, non chiederti per chi sono costruiti; pensa solo che sono costruiti per te! Infatti, nessuno ha mai chiesto o imposto ad un cattolico di abortire, né ad un cattolico di divorziare contro la sua volontà. Chi costruisce campi di sterminio impone alle altre persone, con atti di terrorismo, di non abortire o di non divorziare. Si tratta di imposizioni da campo di sterminio che vengono imposte da politici contrari alla Costituzione e tollerati da oppositori vili e complici.

Marghera, 30 luglio 2007

Idee e riflessioni sulla societa'

La lotta del cristianesimo contro le antiche religioni non è una lotta di idee, ma un insieme di crimini che oggi classificheremmo come terroristici e mafiosi. Tutt'oggi tali crimini continano nonostnte le leggi democratiche. Leggi che vengono disattese da cattolici che occupano ruoli Istituzionali.

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Claudio Simeoni

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Società civile e libertà

La società, in cui viviamo è importante e permettere ai cristiani di distruggere i sacri principi Costituzionali è un delitto la cui pena sarà pagata dai nostri figli.