6) OBE IN NDE


PARTE SECONDA:

LE CONCLUSIONI DELLA STREGONERIA PAGANA


CLAUDIO SIMEONI


PER UNA FILOSOFIA PAGANA

STREGONERIA E PAGANESIMO POLITEISTA:

DETERMINAZIONI PER COSTRUIRE LA VITA!


Il pensiero della Stregoneria nel Paganesimo Politeista e le questioni sul Near Death Experiences (esperienze di premorte) attraverso l'analisi dei dati e delle ipotesi formulate al 1° Congresso Internazionale di studi delle esperienze di confine tenuto a S. Marino il 16-18 maggio 1997.

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La morte del corpo fisico è la felicità che indica alla vita la necesità di cercare continuamente la felicità.

La questione che il Congresso di S. Marino ha lasciato in sospeso è la relazione fra OBE (esperienze di "volo" fuori dal corpo; Out of Body Experiences) e le NDE.

L'accento che si è posto sulle NDE è dovuto al fatto che queste si presentano in un momento critico dell'esistenza umana. Quando un corpo fisico è in grave pericolo di morte sembra che in quel momento tutto è ammesso; tutto è tollerato. Anche vedere dio. L'esperienza vicino alla morte è talmente totalizzante per il soggetto che quanto si esprime lo si lega immediatamente alla vita oltre la morte. L'individuo, in quel momento, ritiene di essere quasi giunto alla soglia della morte. Ogni sensazione viene studiata, ogni effetto entra nella statistica. Lo studioso, essenzialmente, cerca in questi fenomeni la sicurezza che la sua Coscienza sopravviverà dopo la sua morte del suo corpo fisico. Egli cerca le certezze per sé stesso; non gli interessa molto la ricerca della vita. Ogni ricercatore si ritiene creato dal dio onnipotente, egli è a sua immagine e somiglianza; dunque quanto trova nella cavia ritiene che ci sia anche in sé stesso. Questo vale anche per chi si professa non credente o laico o, ancora, materialista. Egli considera il cervello umano centrale rispetto al mondo, rispetto all'"evoluzione" nella natura.

Comunque sia la descrizione che l'Essere Umano ricercatore si attribuisce mette sempre sé stesso al centro dell'universo e pretende che tutto ruoti attorno. Ma quello che lui trova nell'insieme dei fenomeni che si esprimono nelle NDE non è detto che si ritrovino in lui. Dovrebbe sorgergli un dubbio quando non trova meccanicamente gli stessi fenomeni nei diversi individui. Oppure quando gli stessi fenomeni si esprimono in modo tanto diverso da risultare quasi irriconoscibili. Allora lo studioso usa la statistica.

Nelle OBE si presentano molti fenomeni presenti nelle NDE. La visione autoscopica, il volo, la traslazione della percezione fuori dalla stanza, in altri luoghi. Sia le OBE che le NDE sono oggetto di studio da parte della cattedra Universitaria di Edimburgo di Parapsicologia. Le testimonianze sono tali da non poterle ignorare.

Perché nelle OBE si manifestano gli stessi fenomeni delle NDE autoscopiche pur non essendo vicini alla morte del corpo fisico? Ciò che il congresso ha ignorato è la forte relazione fra le due manifestazioni. Non sono state ignorate nel senso che i fenomeni comuni non sono stati citati, ma nel senso che non è stata marcata l'interelazione dei fenomeni con il soggetto che produce i fenomeni stessi.

C'è stata in realtà una proposta, poco attuabile per la verità, della possibilità di iniettare ketamina in un soggetto che aveva vissuto esperienze NDE per studiarne gli effetti. Qualcuno ha lamentato che gli esperimenti in merito siano stati bloccati per l'intervento del dipartimento americano contro l'uso di droghe. Era in pratica una proposta per verificare se chi aveva avuto esperienze NDE autoscopiche era in grado di provare esperienze OBE attraverso l'uso della ketamina che, a dosi inferiori a quelle usate in anestesia per operazioni, ha dimostrato di scatenare alcuni fenomeni simili a quelli che si producono durante le NDE. Ma una relazione diretta fra OBE e NDE non è stata fatta.

Se fosse stata fatta ci si sarebbe accorti che il denominatore comune, specie per le NDE autoscopiche, non è lo stato vicino alla morte ma è il soggetto, l'individuo.

Il soggetto quando vive situazioni OBE autoscopiche predispone il suo corpo esattamente come fa il soggetto quando produce le NDE. Solo che il soggetto che vive l'OBE non è in una situazione critica, in fin di vita o in stato di coma, ma dentro il suo corpo ha messo in moto tutti quei meccanismi che lo stato di coma ha messo in moto automaticamente. In altre parole si potrebbe dire che l'individuo è in grado di attivare quei meccanismi che consentono al corpo luminoso di spostarsi fuori dal corpo fisico percependo il mondo con i sensi slegati da quelli del corpo fisico.

L'OBE è espressione di una scelta soggettiva del corpo, l'NDE è una reazione soggettiva ad una situazione critica. Non è necessario essere vicini alla morte per vivere effetti NDE. Ma quando si è vicini alla morte i meccanismi fisici, chimici e psicologici che portano a vivere situazioni OBE-NDE si mettono in modo in modo automatico.

Non è forse così per le predisposizioni del corpo fisico dell'Essere Feto quando si predispone per uscire dalla pancia della madre?

Nei momenti di crisi fisica i meccanismi si mettono in moto automaticamente, solo che partoriscono quanto l'individuo ha prodotto nel corso della sua vita. Se il corpo luminoso è molto forte ci sono visioni autoscopiche e cambi di stato di percezione del mondo che non vengono riportate quando si torna in vita. Se il corpo luminoso non esiste in quanto si è vissuto all'interno di un percorso di sottomissione allora si producono effetti allucinatori, illusioni, il vuoto.

Le OBE che vengono prese in considerazione sono quelle spontanee. Spesso il soggetto che vive un'OBE sia che gli succeda da sveglio che come sogno, la vive come occasione. Come effetto disarticolato dal resto della vita. Non sempre il corpo è legato alla quotidianità. Qualche volta deve mollare le tensioni oppure si verificano delle esplosioni di Energia Vitale e la ragione deve prendere atto di fenomeni diversi. Ma subito si ricompone, parla di allucinazioni o allucinosi. Dal momento che i fenomeni OBE sono rari nell'individuo quasi quanto le NDE all'interno degli Esseri Umani è abbastanza facile per la ragione confinarli nell'angolo delle cosa da non prendere in considerazione.

Qualcuno pesca da quell'angolo ed elabora tecniche per far uscire quelle sensazioni. Tecniche Yoga o altro. Il problema vero è che tutte le tecniche più o meno spirituali sono solo tecniche e anche se manipolano la disposizione del corpo, anche provocando bombardamenti chimici ed effetti simili alle OBE o NDE altro non fanno che lasciare l'Essere Umano che le pratica vuoto di tensioni o sottomesso ad una concezione dell'universo e del mondo davanti alla quale altro non può che accettarla scoprendone una presunta saggezza: le sue personali giustificazioni all'accettazione.

Una cosa sono i meccanismi psico-fisici che predispongono agli effetti OBE o NDE e un'altra faccenda è la "cosa" che attraverso quella predisposizione emerge. I meccanismi appartengono al nostro divenire. Noi produciamo sostanze molto simili a sostanze che definiamo droghe, o meglio, sarebbe dire; quelle sostanze ci producono degli effetti perché noi siamo predisposti ad alterare la percezione con quelle sostanze. Gli effetti della mescalina sono tali su di noi perché noi abbiamo delle predisposizioni funzionali a quella sostanza.

Il corpo fisico ha una sensibilità a variare la sua percezione in quanto la percezione nel mondo della ragione è una convenzione della specie, non è la percezione in assoluto.

Diverso è il discorso per la "cosa" che emerge: il corpo luminoso e, attraverso esso, l'estensione sensoria, la percezione di aspetti diversi dell'esistenza. Questo non si può costruire attraverso le tecniche.

Un percorso Yoga non produce questo, produce la predisposizione per far uscire questo. Ma il corpo luminoso non è prodotto né da pratiche Yoga, né da pratiche di meditazione, né da pratiche di sognare o altre. Il corpo luminoso è prodotto dalla vita quotidiana. E' il fare nella quotidianità, la nostra capacità di prendere nelle nostre mani il nostro divenire, la capacità di usare la nostra volontà per alimentare le nostre determinazioni portano alla costruzione del corpo luminoso. Prendono la struttura del corpo luminoso prodotta dall'Essere Feto, la compattano, e la sviluppano giorno dopo giorno. Quella struttura si può distruggere attraverso la sottomissione: questa è la funzione delle religioni rivelate all'interno del Sistema Sociale umano.

Chi costruisce il corpo luminoso è la quotidianità.

Quando un individuo si avvicina a tecniche come la meditazione o lo Yoga o il sognare altro non ha che mettere in moto, in maniera diversa, il suo organismo. Quella predisposizione permette l'uscita di quanto egli, nel corso della sua quotidianità, ha costruito, compattato e articolato. Il pericolo reale è che queste tecniche assorbano l'individuo in modo assoluto. Lo isolino dalla quotidianità col risultato di allontanare l'individuo dalle contraddizioni nelle quali vive e nelle quali ha costruito il suo corpo luminoso.

Il sottrarsi alla quotidianità blocca lo sviluppo del corpo luminoso e costruisce un percorso di assoggettamento e dipendenza dell'individuo dalla tecnica che esegue da rendere la sua pratica essenziale per la sua vita. La tecnica, quando si impossessa dell'individuo, distrugge la formazione del corpo luminoso e quanto produce altro non sono che i fenomeni più o meno allucinatori relativi alla situazione di predisposizione del corpo fisico a partorire il corpo luminoso.

Questo vale per tutte le pratiche religiose dove l'assoggettamento di un individuo ad un divino dal quale dipende distrugge il divino in formazione nell'Essere Umano.

Diverso è quando queste tecniche sono strumenti di cui l'individuo si serve per affrontare la vita di tutti i giorni. Quando l'individuo, pur praticando queste tecniche, non si astrae dalla vita di tutti i giorni ma continua ad affrontare le contraddizioni, continua ad esercitare la propria volontà e le proprie determinazioni e usa queste tecniche per ampliare il suo spettro di giudizio facendo affluire alla ragione dati, modi di vivere, valutazioni diverse che possono espandere la sua descrizione e arricchire la sua articolazione.

Mentre nel primo caso è la tecnica che si impossessa dell'individuo, nel secondo caso è l'individuo che usa la tecnica per ampliare sé stesso.

Questo vale anche per la ragione dell'individuo. Quando l'individuo decide ed agisce sempre e comunque all'interno della descrizione della ragione egli è limitato nella percezione del mondo. La sua azione non precede mai il pensiero ma è il pensato, la descrizione, che determina la direzione dell'individuo. La descrizione tende a chiudersi su sé stessa restringendo il giudizio da cui dipende l'azione dell'individuo nella vita quotidiana.

Se l'OBE e le NDE si esprimono solo in particolari situazioni dobbiamo chiederci perché e non mettere l'accento sulla particolarità della situazione ma sul modo col quale affrontiamo la vita. Fintanto che un Sistema Sociale imporrà ai propri figli la sottomissione all'idea del dio creatore altro non farà che uccidere il corpo luminoso che cresce in loro. Più un Sistema Sociale farà questo e maggiormente imporrà lo stupore per chi, nonostante questo, riesce ad esprimere effetti autoscopici del corpo luminoso anziché allucinazioni sulla trascendenza. Quel Sistema Sociale parlerà di dono divino quando egli stesso, attraverso le sue scelte e le sue imposizioni ha privato gli Esseri Umani della loro opportunità.



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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera – Venezia

tel. 041933185

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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