La libertà religiosa fra Paganesimo e cristianesimo

di Claudio Simeoni

Idee e riflessioni sulla societa'

 

La diversa concezione della libertà religiosa nella società

Fin dalla nascita del cristianesimo lo scontro politico e sociale con le antiche religioni precristiane non si articolava sulle questione dogmatico-religiose, sulle quali i cristiani non erano in grado di discutere, ma sulla libertà religiosa della società.

I cristiani avevano un solo obbiettivo: distruggere la libertà religiosa in nome del loro dio padrone.

La guerra che i cristiani avevano dichiarato alla società seguiva due direttrici: distruggere le antiche religioni nella devozione e nella descrizione popolare e annientare gli ebrei indicandoli come "deicidi" da "usare massacrandoli".

Vettio Agorio Pretestato fu uno degli ultimi "veri" Pontefici della religione di Roma precristiana. Si oppose al cristianesimo e rivendicò il diritto alla libertà religiosa contro i provvedimenti legislativi che stavano rendendo difficile la pratica dei culti misterici.

I cristiani non solo spingevano con l'odio religioso per aggredire i culti precristiani, ma saccheggiavano templi e sinagoghe ebree.

I cristiani pretendevano di legittimare tali saccheggi in nome del loro dio padrone. Uno di questi episodi, citato da Lelia Cracco Ruggini, ci permette di comprendere come il terrorismo cristiano a Roma aveva un solo scopo: distruggere chi non si metteva in ginocchio davanti al loro dio padrone.

2. VIRIO NICOMACO FLAVIANO, OVVERO LA CONVERSIONE' POLITICA' DEL PAGANESIMO ROMANO

Il contraccolpo suscitato dalla repentina scomparsa di Pretestato proprio nel momento del suo programmato trionfo fu senza dubbio assai forte: fornì nuovi argomenti, presso la scossa opinione pubblica, alla contropropaganda cristiana (specie nelle cerchie più fedeli alla memoria di Damaso, testé defunto lui pure); incoraggiò a più ardite manovre coloro che già si andavano adoperando in varie guise per screditare agli occhi della corte l'operato degli iudices dell'aristocrazia pagana; indusse talora questi ultimi, come per esempio Simmaco, a farsi prudentemente da parte, consci delle difficoltà maturate in conseguenza della linea già promossa da Pretestato - prestigiosa, ma per ciò appunto provocatoria - e della reazione cristiana da essa scatenata. Quest'ultima dovette pertanto coinvolgere anche la comunità giudaica di Roma (di cui abbiamo sottolineato sopra il vivace contatto culturale con le élites pagane negli anni immediatamente precedenti); nell'urbe venne infatti incendiata una sinagoga, che qualche tempo dopo Massimo - disceso in Italia con il supporto di gran parte dell'aristocrazia pagana di Roma (387-388) - pretese far ricostruire a spese dei cristiani medesimi, accrescendo a questo modo la propria impopolarità fra i cattolici e suscitando - al dire di Ambrogio - l'ira punitrice del Signore.

Tratto da: Lelia Cracco Ruggini "Il paganesimo romano tra religione e politica (384-394 d.c.) Edizione dell'Accademia Nazionale dei Lincei 1979 pag. 47

Non si può parlare di principi religiosi cristiani, ma di attività criminale e mafiosa dei cristiani. Un'attività criminale il cui scopo era quello di distruggere l'autodeterminazione delle persone nella società in cui vivevano. Un'attività criminale il cui scopo era costruire la miseria sociale.

Ed è un'attività che persiste ancor oggi nelle attività di Bagnasco, Ratzinger, Bergoglio, con l'aiuto di politici moralmente corrotti che anziché mettere al centro della loro attenzione i principi Costituzionali preferiscono mettere al centro delle loro azioni il dio padrone cristiano, il criminale in croce, aggredendo ogni religione diversa per devastare la società civile.

Tale questione, da allora è sempre aperta. I cristiani ritengono che distruggere le religioni diverse dalla loro sia esercizio della loro libertà di religione. I cristiani ritengono che stuprare bambini sia parte del loro diritto di manifestare la loro religione. I cristiani ritengono che anteporre ai princpi Costituzionali il loro diritto all'assolutismo religioso e sociale, sia parte del loro diritto di manifestare la libertà religiosa.

Ancor oggi, per l'odio dei cristiani contro la società civile, la questione è la stessa del 387-388.

Ancor oggi, come allora, ci sono politici che sostituiscono i principi della democrazia con i principi della monarchia assoluta propria del cristianesimo.

Idee e riflessioni sulla societa'

La lotta del cristianesimo contro le antiche religioni non è una lotta di idee, ma un insieme di crimini che oggi classificheremmo come terroristici e mafiosi. Tutt'oggi tali crimini continano nonostnte le leggi democratiche. Leggi che vengono disattese da cattolici che occupano ruoli Istituzionali.

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Marghera, 24 settembre 2013

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Società civile e libertà

La società, in cui viviamo importante e permettere ai cristiani di distruggere i sacri principi Costituzionali è un delitto la cui pena sarà pagata dai nostri figli.