Il cristianesimo impone la dipendenza sessuale
nell'infanzia dal delirio di onnipotenza

Il controllo sociale della Sessualità

Terza parte

Claudio Simeoni

 

Indice generale dei temi di Claudio Simeoni

 

Il controllo sociale della Sessualità - Introduzione e indice dei temi

 

Cristianesimo fra sesso e delirio di possesso

 

In che contesto avviene la costruzione della veicolazione della sessualità infantile?

Il delirio secondo cui l'uomo è creato dal dio cristiano ha sempre impedito alla società di considerare "sacri" i diritti dei cittadini nell'età infantile.

Il bambino deve essere terrorizzato come atto con cui prevenire l'insorgenza delle sue pulsioni sessuali.

Leggiamo come la chiesa cattolica, usata dalla società civile per controllare l'infanzia, crea il terrore della pulsione sessuale fra i bambini.

Leggiamo il terrore cattolico da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza:

"Per questo non dobbiamo meravigliarci se tanti sono gli affanni che ci opprimono. L'uomo si scaglia contro il cielo, e il cielo risponde da par suo. Ecco le pagine della storia:
Faraone bestemmia Iddio, e finisce col suo esercito nel Mar Rosso.
Il gigante Golia bestemmia Dio, e David fanciullo gli fracassa il cranio con una pietra.
Oloferne bestemmia il cielo, e una giovane donna gli recide la testa.
Antioco bestemmia il cielo, e muore corrosa dai vermi.
Giuliano l'apostata bestemmia dio, e una freccia gli trapassa il petto troncandogli la bestemmia sul labbro..
Ario bestemmia dio e la sua madre santissima, e muore d'un colpo mentre sghignazza sulla pubblica via, alla testa dei suoi aderenti.
Nestorio bestemmia dio, e, dopo una vita infelice, muore in esilio.
Lutero bestemmia dio e stacca dal seno della chiesa cattolica mezza Europa, e dio lo colpisce proprio al cuore e lo fa crepare di arteriosclerosi cardiaca.
Voltaire, Renan, Harnak... bestemmiatori di dio, han fatto misera fine!
Tutti bestemmiatori impenitenti son destinati a perire miseramente!
Anche oggi?..
(Consiglio riportare qui alcuni fatti del momento, che si possono ricavare da giornali e riviste: son d'un effetto straordinario e poi concludere).
La bestemmia è una pietra scagliata contro il cielo che, ricadendo, colpisce inesorabilmente chi l'ha lanciata! E se così severamente vien punita da dio, ciò vuol dire che è una iniquità enorme e inqualificabile."

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 85-86

Si tratta dell'uso dell'inganno e della menzogna finalizzati a costruire sottomissione emotiva, dipendenza mediante terrore e paura di un padrone, e sindrome da onnipotenza come identificazione del soggetto nell'onnipotenza del dio padrone che punisce tutti i "bestemmiatori". Questo modo di essere è proprio dell'ideologia cattolica che non ammette che le persone abbiano delle idee diverse o una diversa visione del mondo. Così il Gaiga, nel suo delirio criminale, si compiace dell'onnipotenza del suo dio dimenticando che egli stesso morirà in maniera miserabile. Non perché lui sia particolarmente miserabile, ma perché la morte del corpo fisico, prima o poi, coglie chiunque, anche quel delirio di onnipotenza che fu Wojtyla che urlò disperato da quella finestra il suo desiderio di morire dopo che per tutta la vita aveva creato disperazione e sofferenze o come Pio XII che morì nei suoi deliri di onnipotenza. Se vogliamo chiamare "punizioni" le morti di ogni individuo, come ha fatto Paolo di Tarso, allora Paolo di Tarso stesso che predicava la propria assunzione anima e corpo "in cielo" è morto disperato nella folle credenza e speranza che la sua "anima" fosse liberata dalla prigione del suo corpo.

Al Gaiga interessa truffare le persone ed aggiunge: "Consiglio riportare qui alcuni fatti del momento, che si possono ricavare da giornali e riviste: son d'un effetto straordinario e poi concludere". Truffate, dice, scegliete dalla cronaca i senzadio, coloro che rinnegano la chiesa cattolica e che non si mettono in ginocchio davanti al nostro dio assassino, coloro che anelano alla libertà, indicateli nella loro morte. Così i disperati, coloro che non sono attrezzati di capacità critica, si sottometteranno sempre più volentieri.

Milioni di persone sono morte di arteriosclerosi: anche se Lutero fosse morto di arteriosclerosi, dov'è il problema? Di qualche cosa è necessario morire.

Faraone non è mai esistito!

Golia e Olofene sono invenzioni dei monoteisti per esaltare la loro onnipotenza con delle fiabe che per secoli hanno spacciato, come una dose di eroina, come vere. Nestorio e Ario sono morti come persone consapevoli della realtà delle loro convinzioni e sono morti serenamente convinti che la loro fosse la vera fede. L'Imperatore Giuliano che i cristiani chiamano l'apostata fu un uomo generoso e colto, ucciso a tradimento da un cristiano (come vigliaccamente i cristiani fanno per imporre il loro delirio di onnipotenza) mentre difendeva i confini dello stato. Voltaire è una delle menti nobili che ci permisero di uscire dall'orrore dell'assolutismo cristiano! Si tratta di offese gratuite che Gaiga fa per soddisfare la sua sindrome da onnipotenza.

Il delirio di onnipotenza fa dire a Gaiga:

"Credo! Ma non potrei farne a meno?... Impossibile! Bambini o adulti, uomini o donne, dottori o analfabeti, dalla culla alla tomba noi siamo costretti a vivere continuamente di Fede. E' una necessità di natura.
Di fede, infatti, sono smaltati i muri delle case che abitiamo, intessuto il vestito che portiamo, impastato il pane che mangiamo. Il più delle volte è fede materiale, - lo so ma è già un indice di quella fede soprannaturale che abbisogna dello spirito, come il pane alla vita fisica."

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 95

Dove confonde ciò che appartiene al quotidiano con ciò che serve a sé stesso per soddisfare il proprio delirio. Sì, dice Gaiga, noi vi abbiamo truffato. Vi abbiamo truffato tutti, bambini o adulti, uomini e donne, dottori o analfabeti! Senza la fede che vi pota a manifestare il delirio di onnipotenza nelle vostre azioni e che sancisce il possesso come dipendenza della vostra struttura psichica dal dio padrone che noi rappresentiamo, voi non siete in grado di vivere. E quand'anche qualcuno di voi vivesse senza sindrome da onnipotenza, noi che esaltiamo la dipendenza dalla fede, faremmo in modo che costui non sia in grado di vivere.

Scrive Gaiga nel suo delirio:

"Ricordate che la religione cristiana è l'unica religione al mondo che dice: Prendi e discuti, poi credi! Criticate pure se volete ma con lo spirito di verità. E dinanzi alla verità abbiate il coraggio di cadere in ginocchio. Come l'incredulo Tommaso che aveva gettato la sfida agli altri apostoli: se non avrò messo il mio dito nel foro delle ferite delle mani, e la mia mano nell'aperto costato del Maestro... io non ci credo che è resuscitato! Fu pronto però Tommaso, dinanzi all'evidenza del fatto, gettarsi ai piedi di Cristo e gridargli: Signore mio e mio dio!"

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 99

Il delirio di Gaiga consiste nel fatto che l'unico modo perché un demente possa credere nel suo padrone è quello che il suo padrone gli appaia e lui gli infili le dita. Perché si racconta che qualcuno abbia visto babbo natale sulla slitta; tutti debbono credere in babbo natale? E' evidente il delirio di Gaiga, un delirio che viene giustificato mediante il delirio e il cui fine è imporre il delirio ad altre persone. Critica, dice Gaiga, ma poi mettiti in ginocchio! Ma se io critico, significa che non è la verità che presenti, ma la menzogna che spacci per verità, esattamente come Ratzinger, spaccia il suo assolutismo dottrinale nascondendolo dietro un feroce attacco al relativismo che dimostra l'inconsistenza della sua dottrina. La verità che imponi con la violenza (il mettiti in ginocchio) per nascondere la ricerca del vero dell'uomo: la sua manifestazione di libertà!

La sindrome di onnipotenza che Gaiga legge nell'azione di Tommaso (lui incredulo ha costretto il suo padrone ad abbassarsi alla sua dimensione) costruisce quella sindrome di dipendenza per cui l'individuo, per tutta la sua esistenza, sarà prigioniero di quella dimensione. E' effetto dell''allucinazione del delirante che nel delirio rappresenta il suo condizionamento educazionale e, nel rappresentarlo, lo fissa a fondamento della propria struttura emotiva al punto tale che non esiste più nulla, per lui, che non sia sviluppo logico e consequenziale di quelle visioni che il delirio ha fissato nella sua psiche.

Di tutto il passo di Gaiga rimane: "mettervi in ginocchio". E questo riassume il credo cattolico, soltanto mettendovi in ginocchio acquisirete quel "potere" che vi consente di costringer altri a mettersi in ginocchio quando voi manifesterete quella verità davanti alla quale vi siete inginocchiati.

Per Gaiga, la famiglia deve essere una galera in cui rinchiudere i sentimenti e le persone: l'hai voluta, e adesso soffri:

"Perché questo non avvenga è necessario che la famiglia sia stretta da una catena a triplice anello:
- un anello che unisca gli sposi tra di loro: fedeltà;
- un anello che unisca i genitori ai figliuoli: fecondità;
- un anello che unisca genitori e figli a dio: esemplarità!"

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 133

Come si vede in Gaiga, e nel cattolicesimo, manca il concetto di PERSONA!

In Gaiga, e nel cattolicesimo, esiste solo la funzione, la categoria!

Nella sindrome di onnipotenza che costruisce la dipendenza, i genitori non sono persone con bisogni e con tensioni, ma solo come soggetti morali costretti con la violenza ad accettare la moralità del suo dio. Lo stesso i figli, non sono persone che hanno bisogni e desideri, ma oggetti legati. E come sono soggetti legati fra di loro che non possono spezzare i vincoli della dipendenza, così devono essere dipendenti dal suo dio che determina i loro comportamenti morali. Siamo davanti alla feroce negazione della persona umana. Dove i genitori devono imporre il loro odio affinché i figli non siano persone esattamente come loro hanno subito l'odio dei loro genitori che ha impedito loro di vivere senza necessariamente aderire ad una categoria. La famiglia come una galera in cui si costruisce la dipendenza. una dipendenza che ha nel possesso (i genitori e i figli posseduti dal dio padrone) e i figli come fine dell'attività degli adulti che non possono uscire dal ruolo di genitori.

"Svaniscono presto i sogni del tempo di fidanzamento! Pronunciato quell'eterno "si", passato un po' di tempo, le cose ritornano alla loro normalità. Comincia allora il vero sacrificio della vita, sorgono quelle piccole grandi cose che possono essere elencate sotto i titoli: incompatibilità di carattere, irascibilità del marito, ambiente nuovo tra cognati e generi, ecc."

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 113

In altre parole, tutti quei motivi che spesso inducono le persone a scegliere il divorzio. Il divorzio, che a differenza della dottrina di morte cristiana, qualifica la persona come una persona. Un soggetto di diritto che non deve, come la persona trasformata in oggetto posseduto dal cristianesimo, accettare angherie, offese, violenze, solo perché ha contratto un matrimonio, ma può ribellarsi sciogliendo il vincolo stesso. Per quasi 1700 anni le società civili hanno combattuto contro il terrore cattolico per ripristinare il diritto delle persone che il cattolicesimo ha negato e che Gaiga, nel suo delirio, esalta come sacrificio. E chi nega a Gaiga di fare i suoi sacrifici? Se a lui piacciono così! Ma perché quelli come Gaiga li hanno imposti col terrore e con la violenza a chi non ci teneva a fare i sacrifici e veniva privato della sua dignità di persona?

E' il suo delirio di onnipotenza. Lo stesso delirio per il quale Paolo di Tarso, impotente sessualmente, fece dell'impotenza sessuale un modello che impose alla chiesa cattolica forte del modello omosessuale (e pedofilo) manifestato da Gesù nei quattro vangeli ufficiali della chiesa cattolica.

"Il posto! Siamo in troppi dicono tanti genitori non possiamo mettere al mondo creature che domani abbiano a tribolare!
L'eterno lamento! Già qualche secolo addietro, quando il mondo contava, sì e no, un miliardo di abitanti, questo lamento era sulla bocca dei genitori. E quando il mondo contò due miliardi di popolazione!... certa gente ha lanciato il grido di allarme! Oggi alcuni gridano allo sfacelo, perché la popolazione è arrivata a due miliardi e mezzo!
Eppure finora tutti siamo vissuti... e discretamente! E nel duemila quando saremo oltre tre miliardi gli economisti assicurano che la terra potrà sfamare cinque miliardi di gente!...
E allora?...
Il piacere! Ecco la vera causa, il male peggiore: godere la vita, senza sopportarne i pesi; piacere senza dovere, perché si è massacrato il senso divino della vita. E quando viene il terzo incomodo, il figlio indesiderato, si impreca alla sorte."

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 117

L'odio per l'umana esistenza sprizza da ogni angolo. Una società, qualunque società, dai tempi di Roma Antica ai giorni nostri, può sopportare un certo numero di individui senza essere costretta a ridurre cittadini in miseria. Gaiga è vissuto bene. Non quelle centinaia di milioni di individui che Gaiga ha venduto come schiavi nelle Americhe traendoli come schiavi dall'Africa; non le centinaia di milioni di individui che Gaiga ha massacrato nelle Americhe; non le centinaia di milioni di individui che popolano le bidonville del terzo mondo, dell'Africa, come degli USA, come dell'Asia e dell'America Latina. Tutti costoro sono le bestie. Certo, mangiano, spesso raccogliendo dai rifiuti il cibo o trasformandosi in bestiame a disposizione dei missionari cattolici che li usano come bestiame. Saccheggiare il pianeta senza essere discreti, costruire miseria a maggior gloria del proprio dio. La feroce guerra contro il preservativo fatta dai missionari dai cattolici e dai cristiani in generale, ha come fine la costruzione della miseria attraverso la negazione del principio del piacere in sé e per sé. Il principio del piacere è la condizione naturale degli Esseri nella Natura e dell'Essere Umano nel nostro caso capace di garantire il futuro agli Esseri Umani. Il principio del Piacere è il principio su cui la vita è nata e si è trasformata nel corso di milioni di anni. Il principio del piacere come fondamento della vita. Una vita che i cristiani disprezzano al punto tale da imporgli il crocifisso.

"Mamma! Angelo! E' con quest'aureola in fronte che io ho pensato Maria. E' con quest'aureola in fronte che io ho sempre visto mamma mia. E' con quest'aureola in fronte che tutti i figli pensano le loro mamme della terra!
La Mamma! Oh dolce angelo, che Dio m'ha donato, "tu sei la fonte d'onde io scaturii, tu sei la radice da cui io crebbi, tu sei la soglia d'onde entrai nella vita" (Bisztray Gyula), tu sei il bastone d'ogni figlio pellegrino sulle polverose strade dell'esistenza,, tu la stella lucente nelle burrasche dei giorni più tristi, tu la porta dell'eternità.
Accetta o mamma, quale omaggio riconoscente di un figlio, l'indirizzo che io presento a tutte le mamme perché siano, come tu fosti, angelo della famiglia."

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 122

Quanto odio c'è in Gaiga per le persone. Tanto odio da trasformarle in bestie, in oggetti, in servi: l''angelo della famiglia. Sua madre non è una donna. Non è vissuta per sé stessa. Non ha passioni, desideri, rabbie e progetti per un futuro: per Gaiga sua madre è una bestia ad immagine della madonna dei cristiani. Una bestia che nega sé stessa. nega la vita dalla quale è divenuta, nega le passioni che l'hanno portata all'esistenza. Nega tutto ciò che fa di un individuo una persona che affronta la sua esistenza. Per lui sua madre è uno zombi; un morto che è stato privato delle tensioni di vita, delle passioni della vita, dei desideri con cui si costruiscono le tensioni della vita. Una serva senza passioni, senza desideri, dedita al suo ruolo di serva che gli garantisce la sopravvivenza fisica dopo aver ucciso la sua struttura morale e psichica. Così, questo mostro che Gaiga chiama angelo del focolare, ha un solo obiettivo: restituire al figlio il male che ha subito. Rendere il figlio dipendente dal suo essere madre e serva che possiede il figlio come unica risorsa della sua esistenza. Così, quella madre, ucciderà tutto ciò che è vita nel figlio. Lo possederà, rendendolo dipendente, proprio attraverso quella stessa forza che ha ucciso in lei le tensioni dell'esistenza. Castrerà il suo processo di crescita impedendogli di diventare un cittadino responsabile e diventerà, come lei, un servo che ambisce ad essere servito perché è proprio un bravo servo.

E da questo processo di fissazione del possesso, come metodo in cui si manipolano le tensioni emotive delle persone, nasce la necessità della dipendenza sia nelle dinamiche sociali che in quelle emotive. Chi non ci sta al gioco della dipendenza è il malvagio, quello che deve essere perseguitato. Così la donna, che prima di essere madre vuole essere una donna, viene offesa nella sua persona dai cristiani che la definiscono prostituta. mentre invece è quella donna capace di costruire la libertà nel proprio figlio in quanto gli consente di conoscere l'importanza delle proprie tensioni e delle proprie passioni con cui affrontare la vita.

E concludo queste brevi riflessioni su come il cristianesimo fissa il delirio di onnipotenza, la possessività e la dipendenza nella struttura psichica delle persone con un'ultima citazione (ce ne sono tanti, ma questi bastano) di Gaiga:

"S. Paolo, nella lettera ai Colossesi (capo I) ha una pagina sublime. In uno slancio appassionato, invita tutti i cristiani a rendere grazie a Dio che li ha sottratti alla tirannia del mondo, del peccato e del demonio mediante l'opera di Gesù Cristo, il quale è "Figlio di Dio, immagine del Padre, primogenito di ogni creatura".
Grande mistero!"

Tratto da "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955 pag. 336

Direi, piuttosto: "GRANDE TRUFFA!"

Si chiede agli Esseri Umani di distruggere la propria vita in cambio di terrore e paura per un criminale che afferma di essere il padrone e figlio del padrone stesso. In quattrocento pagine Gaiga farnetica in continuazione spacciando per vere le sue farneticazioni. Il fine di Gaiga è la truffa, l'inganno, la giustificazione del genocidio. Dio, il dio padrone dei cristiani, è un oggetto inventato col quale Gaiga giustifica la sua patologia psichiatrica spacciandola come morale, esattamente come Paolo di Tarso spaccia la propria impotenza sessuale come modello a cui i cristiani si devono adeguare. Come Paolo di Tarso si vanta di truffare le persone a maggior gloria del suo dio così Gaiga spaccia la sua miseria morale e il disprezzo per le persone come un modello a cui le persone si devono adeguare. A Gaiga fanno paura quelle persone che, consapevoli di essere divenute attraverso le tensioni della vita, fanno di quelle tensioni il tesoro con cui affrontare la vita. Quelle persone lo intimoriscono, perché quelle persone non manifestano possessività, né sono dipendenti da un oggetto diverso da sé stesse, né manifestano quel delirio di onnipotenza che permetterebbe a Gaiga di riconoscerle uguali a sé. E' la vita che fa paura a Gaiga. La vita manifestata da soggetti che traggono la loro forza da sé stessi, che decidono cosa fare, come la specie umana ha sempre fatto da quando nel brodo primordiale il primo essere unicellulare manifestò la sua intelligenza. Un'intelligenza che Gaiga intende rubare per attribuirla alla sua farneticazione che "lui" chiama dio!

 

Lusiana, agosto 2007

NOTA: Le citazioni cristiane sono tratte da: "Quaresimale quotidiano" P. Ermanno Gaiga O.F.M. Editrice scuola apostolica Vicenza 1955

 

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