8) MARCO MARGNELLI


PARTE PRIMA


I RELATORI, LE RELAZIONI E OSSERVAZIONI DELLO SPETTATORE.

CLAUDIO SIMEONI


PER UNA FILOSOFIA PAGANA

STREGONERIA E PAGANESIMO POLITEISTA:

DETERMINAZIONI PER COSTRUIRE LA VITA!


Il pensiero della Stregoneria nel Paganesimo Politeista e le questioni sul Near Death Experiences (esperienze di premorte) attraverso l'analisi dei dati e delle ipotesi formulate al 1° Congresso Internazionale di studi delle esperienze di confine tenuto a S. Marino il 16-18 maggio 1997.

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La morte del corpo fisico è la felicità che indica alla vita la necesità di cercare continuamente la felicità.

E' un medico specializzato in chirurgia generale; ex ricercatore presso il CNR; esperto in fisiologia degli stati di Coscienza e ha approfondito la conoscenza dell'"estasi mistica" e dello stato ipnagogico.

Margnelli è un convinto assertore dell'ipotesi secondo cui i fenomeni NDE rappresentano il cavallo di Troia della parapsicologia per un suo riconoscimento dalla scienza ufficiale.

Egli vuole ignorare come la "scienza ufficiale" risponda a bisogni e fini diversi dal proprio sviluppo. Pertanto la scienza ufficiale non è disposta a riconoscere nemmeno l'ovvio a meno che questo non si presenti come uno strumento da impossessarsi per determinare i fini a cui è asservita. Troppi specialisti perdono di vista l'insieme oggettivo in cui svolgono il loro lavoro. In modo particolare i così detti pionieri che tendono a non rendersi conto (o non vogliono vedere o rendersi conto) dove porta il loro lavoro. Cosa il loro lavoro produce. Quali conseguenze provocherà. Ignorano, in altre parole, l'uso dell'intento e pretendono di essere considerati dei buoni servitori.

Veniamo a quanto Margnelli ci dice.

Parla a lungo del parallelo fra effetti NDE e sistema allucinatorio. In pratica egli rileva le similitudini degli stati allucinatori con l'ingerenza della mescalina. Ingerire sostanze come la mescalina provoca molti fenomeni ricorrenti nelle NDE con particolare riferimento alle esperienze di tunnel, visione della luce e incontro con entità spirituali. Se alle visioni si aggiunge il senso di benessere e pace proprio della mescalina, secondo Margnelli, si può ipotizzare che il corpo umano sia in grado di liberare mescalina o una sostanza molto simile.

Analizziamo questa similitudine che appare molto importante.

L'effetto tunnel e la visione della luce sono parte dell'accensione di una percezione diversa indotta mediante la sostanza. In altre parole la sostanza, come la mescalina, attiva neuroni e sinapsi normalmente non attivate, anzi sbarrate dalla descrizione del mondo. Da qui l'effetto tunnel e la visione della luce. Effetto tunnel e visione della luce che rappresentano stati di percezione soggettiva o di formazione soggettiva della percezione una volta rotta la barriera della descrizione del mondo. Possono essere sia stati allucinatori come ricordi di percezioni cancellate dalla memoria, sia percezioni di aspetti diversi e nuovi della realtà. Sono sempre e comunque di carattere soggettivo. La nuova descrizione tende a prendere il posto o a integrarsi con la descrizione della ragione; è soggettiva come la ragione stessa. La descrizione di "entità spirituali" appartiene al condizionamento educazionale subito dall'individuo attraverso le variabili soggettive delle sue personali credenze (invece che dio, la madonna, i santi, Gesù e i singolo apostoli ecc. ecc.).

Il senso di pace e di benessere indotti dalle sostanze psicotrope sono tali da essere assimilate alle sensazioni NDE.

La specie umana ha lo stesso divenuto per ogni individuo. Dunque l'Essere Umano ha una barriera che separa la descrizione del mondo dalle sensazioni e dai fenomeni di quanto non è in sintonia con quella descrizione.

Il superamento di quella barriera (comunque avvenga), comporta sia il senso di Tunnel che la sensazione di luce. La causa che porta al superamento della barriera indipendentemente dalla percezione sia del tunnel che della luce. La sensazione di pace e di benessere viene accoppiata alla sostanza, sia quando è prodotta soggettivamente sia quando viene ingurgitata.

Infine si ha la descrizione soggettiva data dal condizionamento educazionale attraverso il quale si tenta di rivestire la nuova percezione, la nuova descrizione.

Questo appartiene al singolo individuo, al suo divenuto!

Gli effetti NDE sono espressione dell'Essere Umano. Come divenuto della specie. Il suo divenuto come Essere sociale attraverso il quale ha strutturato la sua descrizione del mondo; la sua fisiologia. Un quinto elemento, il personale condizionamento educazionale, la propria descrizione del mondo, interviene a strutturare il nuovo livello percettivo con la descrizione di immagini spirituali.

A questo punto Margnelli pone dei quesiti piuttosto interessanti la cui risposta è propria della Stregoneria e non delle scienze ufficiali. La prima domanda che pone è perché quella sostanza viene fabbricata dal cervello solo in circostanze di crisi (egli rileva come quelle sostanze siano prodotte nei momenti di crisi cardiache). Margnelli dice che potrebbe essere prodotta dal cuore. Nello stesso tempo rileva come viene prodotta dal cuore anche quando questo non è leso (dunque la sua produzione non è relativa a lesioni al cuore). Forse, prospetta, l'emozione della crisi del momento. Il problema non è quale organo produca quella sostanza, il problema è che quanto attiva quel fenomeno percettivo viene prodotto dal corpo fisico. Anche nelle esperienze OBE gli effetti percepiti sono possibili quando il cuore pulsa e "scombatte". Affermare che il cuore sia l'emettitore della sostanza capace di imitare gli effetti della mescalina è un'ipotesi accettabile. Come catalogare i meccanismi attraverso i quali il cuore emette quella sostanza? "A parità di emozioni non c'è lo stesso risultato". Questi così detti scienziati si stanno dimenticando che agiscono su persone e se è vero che ogni Essere Umano è uguale con due gambe e due braccia è altrettanto vero che ogni Essere Umano ha un proprio divenuto che incide essenzialmente nella formazione della sua struttura energetica e nei meccanismi espressivi. Pertanto ogni Essere Umano è uguale ma ha un diverso divenuto.

La meditazione e la pratica del sognare scatenano spesso l'effetto tunnel (cerchi luminosi che vengono incontro velocemente), luce con effetti allucinatori, incontro di "entità spirituali", senso di benessere e pace (o almeno tranquillità). Spariscono anche sensazioni fisiche di malessere. Le pratiche Yoga sono in grado di indurre tutto questo. Queste pratiche sono delle manipolazioni della soggettività pertanto forzano, fra le altre cose, l'emissione di sostanze che provocano parte degli effetti NDE che si ottengono in caso di crisi.

Ogni ghiandola endocrina ha delle funzioni particolari intervenendo negli sviluppi degli effetti NDE. Solo la capacità soggettiva di ogni singolo individuo è in grado di scatenare l'effetto NDE nell'esperienza soggettiva.

Un'altra domanda posta da Margnelli è come la mescalina indotta produce effetti altamente soggettivi mentre la sostanza che sarebbe emessa dal corpo produce effetti molto simili e quasi sovrapponibili nei diversi individui.

L'esempio che fa riguarda il sonno REM in relazione ai sogni. Una sostanza, dice, può indurre il sonno REM ma non può riprodurre il sogno o indurre a riprodurre lo stesso sogno. Anche in quest'ambito Margnelli pone l'interrogazione evidenziando la forte soggettività degli effetti. In realtà la mescalina, come molte altre sostanze psicotrope, aiutano si a forare la barriera della descrizione producendo fenomeni di percezione alterata o allucinatori ma non inducono nel soggetto la certezza della fine. La sostanza ingerita distrugge lo schema descrittivo del mondo e altera l'apparato sensorio ma non scatena la necessità di compattare il corpo luminoso su cui trasferire la coscienza per l'imminenza della morte del corpo fisico.

Con l'introduzione di sostanze psicotrope si ha la descrizione soggettiva di percezioni alterate o di effetti allucinatori dando in fondo sfogo al condizionamento educazionale nella direzione dell'alterazione della percezione o degli effetti allucinatori.

Quando è il corpo che scatena gli effetti in NDE i passi fisiologici per il trasferimento della Coscienza dal corpo fisico al corpo luminoso sono sempre gli stessi in quanto appartengono al divenuto della specie. Mentre nell'introduzione di sostanze psicotrope si ha una dose massiccia dell'espressione del condizionamento educazionale. Nell'effetto NDE questo è ridotto al minimo in quanto la priorità non è data dal gioco della percezione ma dall'urgenza di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. Le sostanze possono indurre aspetti ma non ricreare la situazione critica.

A questo punto Margnelli introduce un altro elemento relativo agli effetti NDE. Si verificano fenomeni di traslazione della coscienza del "paziente" in altre stanze dell'ospedale, la vista di oggetti e situazioni dall'alto, captazione di discorsi di medici quando il cervello avrebbe dovuto essere spento. "Certamente la mescalina non induce nulla di simile". In effetti il corpo luminoso tende a staccarsi dal corpo fisico e a spostarsi.

Margnelli dovrebbe affrontare è il quesito che mentre il primo gruppo di cinque effetti è rintracciabile (magari con la regressione ipnotica quando non si ricorda) in tutti coloro che vivono situazioni di crisi vicino alla morte, l'ultimo dato introdotto non è rintracciabile in tutte le esperienze NDE. Questo starebbe a dimostrare che mentre tutti hanno lo scatenamento di effetti allucinatori di un corpo fisico che si appresta a morire non tutti hanno un corpo di energia sufficientemente forte per trasferirci la Coscienza di Sé. La ricerca clinica fornisce risultati diversi a seconda dei soggetti che si incontrano.

Margnelli attraversa lo spettro sperimentale fisiologico e neurologico all'interno del quale si sono prodotti effetti NDE e sostanze chimiche che in qualche modo sembrano interferire.

La prima categoria sono le endorfine. Le molecole endogene che hanno proprietà molto simili alla morfina. Dice che queste sostanze sono piuttosto complesse in quanto appartengono alla categoria delle proteine ma hanno effetti sulla coscienza e sull'umore se non anche sulla mente e il pensiero. Afferma che le endorfine avrebbero poco a che fare con i fenomeni NDE in quanto non entrano nel gioco dei fenomeni allucinatori.

Quando queste sono state iniettate in Esseri Umani si sono registrati effetti come benessere, serenità, equilibrio interiore e forse gioia ma nessuna allucinazione, nessuna esperienza tunnel, nessuna esperienza di incontri col soprannaturale. Margnelli afferma anzi che la somministrazione di endorfine in soggetti con gravi disturbi allucinatori ha fatto regredire i disturbi stessi. La ricerca non è più proseguita per i divieti statunitensi di sperimentare con droghe simili.

Lo scatenamento di endorfine e i loro effetti spiegano le sensazioni simili all'atto della morte del corpo fisico e della nascita del corpo luminoso. Sarebbe grave pensare che il passaggio fosse naturalmente doloroso. La stessa nascita del feto è organizzata dalla formazione della sua struttura fisica e neuronica per riuscire al meglio nel suo intento senza per questo soffrire eccessivamente. Sarebbe grave se la morte del corpo fisico e la nascita del corpo luminoso dovesse avvenire nel dolore. Al momento della crisi vicino alla morte c'è lo scatenamento di tutta una serie di reazioni chimiche e neurologiche che possono benissimo spiegare le sensazioni di benessere e di gioia per quanto si sta per compiere e nello stesso tempo lasciare un senso di incompiutezza e smarrimento quando riavutisi dalla crisi si ricorda quella gioia e quel benessere che si stava provando.

Le endorfine spiegherebbero quest'effetto nell'NDE. Sia la pratica di meditazione sia quella del sognare possono stimolare nel soggetto stadi di emissione endorfinica. Non è escluso che stadi diversi in meditazione siano dovuti alla capacità soggettiva di produrre sostanze nell'organismo forzandolo.

Margnelli nota come si possa pensare che alcune sostanze psicoattive possono essere delle sostanze dette polipeptide già fisiologicamente presenti all'interno del cervello che qualora la loro presenza diventi eccessiva siano responsabili delle esperienze NDE. Questa affermazione partirebbe dal fatto che la maggior parte delle esperienze NDE è prodotta da persone che incorrono in arresti cardiaci. Si è pensato che l'improvvisa mancanza di ossigeno al cervello possa essere la causa scatenante lo sviluppo di queste sostanze. Si tratterebbe delle sostanze alfa e beta endopsicosine sostanze che appaiono nelle aree cerebrali che non vengono irrorate dal sangue o dall'ossigeno. Queste sostanze hanno la funzione di ritardare, per un certo tempo, la morte dei neuroni. Si pensa che i fenomeni NDE possano essere effetto dello spegnimento progressivo dell'attività cerebrale.

Margnelli afferma però che non tutte le NDE sono relative ad arresto cardiaco specie per quanto riguarda gli incidenti stradali. In tutte c'è però la consapevolezza di essere prossimi a morire. Questo essere prossimi a morire viene ormai identificato come la causa centrale degli effetti complessivi dell'NDE.

Dice Margnelli che se la causa (o forse una delle cause) non sono le endopsicosine sono "magari dei protettori chimici da shocks emotivi intensi come analoghi delle benzodiazepine". E questo è confortato dalla scoperta che il cervello non solo produce molecole morfino-simili e perciò non è detto che non produca molecole tali da indurre effetti NDE.

Appare evidente come la ricerca si sviluppi nell'individuazione delle sostanze capaci di indurre questo o quell'effetto nell'individuo e trascuri invece l'individuo e il suo divenuto. In altre parole si continua a partire dal presupposto che ogni individuo è creato ad immagine e somiglianza di un dio, dunque uguale e si trascurano i percorsi e le scelte attraverso le quali l'individuo è divenuto. Le costanti sono la fisiologia comune agli individui le differenze sono i percorsi di divenire degli individui stessi.

Afferma Margnelli: "Fatto sta che tutti i neuroscienziati ortodossi interpretano i presunti fenomeni ESP come allucinazioni o illusioni, mentre la loro realtà è semplicemente la prova che la NDE è uno stato modificato di coscienza nella quale la neurochimica ha effettivamente un ruolo di notevole importanza.". Affermato questo nulla toglie che Margnelli non consideri l'Essere Umano come un essere statico sul quale poter lavorare in quanto immodificabile. Egli riconosce che le sostanze neurochimiche ipotizzate non sono in grado di spiegare l'intera NDE ma solo alcuni aspetti. Ciò nonostante la centralità del discorso avviene sugli aspetti spiegabili neurochimicamente o presunti tali. Ciò che egli omette continuamente è di spiegare perché l'NDE, pur essendo comune a tutti gli stadi di crisi di premorte, si manifesta in maniera diversa quando si può ipotizzare che lo scatenamento di sostanze sia nel cervello che da parte del cuore siano delle costanti per ogni Essere Umano. La sostanza determina necessariamente delle risposte, ma le risposte possono sia fermarsi alla sostanza sia andare oltre la sostanza a seconda del divenuto dell'individuo.

La certezza di Margnelli gli deriva da alcuni esperimenti fatti con alcuni peptidi psicoattivi: "contenuti nel secreto della pelle di una rana amazzonica (phillomedusa bicolor) che sarebbe in grado di attivare possibilità precognitive".

Al di là del valore dato alle capacità precognitive, sono perfettamente d'accordo sul fatto che la membrana che separa la parte interna dalla parte esterna del cervello possa essere forzata attraverso l'uso di sostanze chimiche che se mirate possono sovrapporre ai sensi usati nel mondo della ragione i sensi della parte interna del cervello legandoli ad altri divenuti. Alcuni di quei divenuti sono molto antichi e appartengono a strutture cerebrali che hanno preceduto l'attuale, altri appartengono al corpo luminoso in formazione anche se vengono legati alle necessità e all'intento per il quale quelle sostanze sono state assunte.

Anche se gli effetti possono lasciare perplessi l'uso di sostanze nell'attivare questo o quel fenomeno altro non fa che dimostrare la complessità del nostro cervello, il suo divenuto e la limitatezza con cui lo usiamo. Margnelli considera tutti i dati esposti un puzzle da mettere insieme in quanto afferma che passando dalle considerazioni neurochimiche a quelle psicofisiologiche si troverebbero dati ancora più straordinari.

Egli rileva come negli ultimi anni, per la necessità di sviluppare una conoscenza tale da consentire l'espianto degli organi, si sia sviluppata una branca della medicina chiamata tanatologia, scienza della morte, per impedire l'espianto di un fegato o del cuore a un individuo ancora vivo. Pertanto si è cercato di stabilire quali sono i limiti fisiologici nei quali la coscienza è ancora presente nell'individuo.

A questo si è aggiunta la scienza anestetica. Proprio nei casi di anestesia si è rilevato come il paziente a volte fosse a conoscenza dei dialoghi fra i medici e si è verificato come individui sottoposti ad operazioni chirurgiche in stato di ipnosi hanno riferito molti particolare propri di chi ha avuto esperienze NDE.

Anche in questa sequenza di osservazioni Margnelli omette di chiedersi perché alcuni si e altri no? Perché alcuni riferiscono e sviluppano momenti diversi di articolazione della coscienza mentre ad altri questo non succede? Perché Margnelli parte da un'ottica invertita: tutto questo non è possibile ma alcuni così dimostrano che è possibile vivere stati diversi di coscienza e di consapevolezza. Noi invece partiamo da considerazioni opposte: sappiamo come siano possibili stadi diversi di consapevolezza e ci chiediamo perché non siano comuni a tutti gli Esseri Umani e quali siano le cause che li impediscono. Attualmente rispondiamo: "il loro divenuto".

Margnelli condisce la sua dissertazione molto panoramica parlando del fenomeno scoperto da Hilgard, quello "dell'osservatore nascosto". Riassumendo l'intero racconto diciamo che l'assenza della coscienza soggettiva sotto ipnosi in un soggetto cieco dalla nascita ha rivelato l'esistenza di una seconda coscienza che era attenta a quanto succedeva e apparentemente non risultavano relazioni fra le due coscienze. O i due stadi diversi di colpevolezza. Hilgard altro non ha scoperto che la coscienza è legata al soggetto e non alla descrizione del mondo. Per la coscienza l'oggettività è il soggetto attraverso il quale diviene e non la descrizione cui sembra fare riferimento. L'individuo è uno strumento attraverso il quale la coscienza sviluppa sé stessa e anche se è costretta ad adattarsi ad una descrizione non è che quella descrizione sia l'unico strumento attraverso il quale si costruisce. Questo al di là che noi ne siamo consapevoli nella nostra descrizione del mondo o meno.

Hilgard non ha fatto altro che scorgere come possono convivere nell'individuo stadi diversi di coscienza attraverso i quali crescere e divenire. Dal punto di vista della Stregoneria sappiamo che quanto più dura è la descrizione del mondo nell'individuo tanto più difficilmente gli altri stadi della percezione sono in grado di esprimersi ma tanto più distaccato diventa l'individuo nei confronti della descrizione e tanto più agili sono gli stati di coscienza e di consapevolezza che può usare qualora la descrizione del mondo venga a cessare.

E' ovvio che tutto questo rende difficile il giudizio nei confronti degli individui colpiti da coma ma deve rendere attento anche il giudizio nella vita quotidiana perché solo nelle scelte della vita quotidiana si può sviluppare l'individuo e tutti i suoi stadi di coscienza.

Partendo dai diversi stadi di coscienza e consapevolezza presenti nell'individuo noi possiamo negare ogni affermazione di rinascita o di visioni allucinatorie relative alla nostra descrizione del mondo. Stadi diversi di coscienza ci portano a viaggiare in mondi diversi e a vivere aspetti diversi della nostra esistenza. Quando questi si riversano nella coscienza quotidiana si può parlare di un'altra vita, di ufo o di paradisi. Questo è dovuto al fatto che anziché usare la descrizione del mondo come uno strumento di cui ci serviamo, la descrizione del mondo si è impadronita del nostro essere determinando il giudizio rispetto ad esperienze che non le appartengono.

Anche se Margnelli preferisce spiegare l'osservatore nascosto come una temporanea scissione del cervello fra i due emisferi, noi sappiamo che modi diversi attraverso i quali leggere il quotidiano sono presenti nell'individuo anche se il suo progressivo annullamento nella descrizione del mondo quotidiano non solo lo portano a dimenticarne l'esistenza ma anche a spegnere, più o meno definitivamente, le possibilità d'uso.

Margnelli continua l'esposizione citando le esperienza del Gabon attraverso l'Iboga. Gli effetti di questo alcaloide sono stati analizzati (dell'esperienza con l'iboga ne parleremo quando tratteremo Bianchi che di quest'esperienza, anche personale, parla molto diffusamente) in particolare per quanto riguarda gli incontri allucinatori dove chi è educato nelle foreste incontra gli antenati e gli animali sacri mentre chi è educato nelle missioni cristiane nelle città incontra i defunti, i santi, gli apostoli o Gesù. Quando si è analizzata la sostanza e gli effetti si è pensato di catalogare NDE l'effetto dell'ibogaina ma quando si è saputo che per indurre gli effetti prima si usava un'altra pianta la Alchornea Floribunda che non contiene gli alcaloidi dell'iboga, secondo Margnelli, si deduce che i fenomeni allucinatori non sono indotti dagli alcaloidi ma dal coma che gli alcaloidi provocano.

Un altro problema lo offre la Ketamina un anestetico "che a basse dosi è in grado di indurre in viaggio allucinogeno con caratteristiche in comune con l'NDE".

Con questo anestetico si sono verificate nette e costanti uscite dal corpo, sensazioni di volo, ma, ciò a cui Margnelli dà molto peso: "vissuti di inutilità delle cose, di irrealtà del reale e che la vita è sofferenza cosmica".

C'è un miscuglio di cose. Che il soggetto scopre come le cose cui lui dava molta importanza siano inutili è una cosa, ma questo appartiene al tipo di soggetto considerato: al suo divenuto. Che un soggetto scopra come la descrizione del mondo sia funzionale al suo divenire, alla sua soggettività ma non sia quella la realtà dell'oggettività, anche questo è un dato. Infine; che un individuo percepisca quanto di sofferente ci sia nelle linee di tensione che dalla propria specie e dal circostante saccheggiato gli giungono sotto forma di sensazioni, mi sembra normale. Mi sembra assurdo che ad una certa massa di individui serva la ketamina per arrivare a questa percezione.

Probabilmente la ketamina fora la barriera del GIH scollegando e ricollegando i recettori. Anche la percezione del volo astrale ha sede cerebrale, non è solo effetto della formazione del corpo luminoso.

La ketamina altro non farebbe che mettere in collegamento la coscienza del soggetto con la parte interna del cervello e, come tutte le droghe, lasciandola più vuota e insoddisfatta di prima.

Con le sostanze si possono costruire nuovi collegamenti ma non si costruisce né il campo energetico per supportarne l'uso né la disciplina per non perdersi.

A conclusione della sua esposizione Margnelli giunge a proporre un esperimento: iniettare ketamina a chi ha avuto esperienze NDE.

Triste è il divenire dell'Essere Umano quando la sua costruzione anziché dipendere dal Potere di Essere che può sviluppare ed esprimere si lega alla somministrazione di sostanze chimiche. Ma il Potere di Avere può controllare le sostanze chimiche da somministrare ma non può controllare il Potere di Essere dell'individuo!


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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera – Venezia

tel. 041933185

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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