Paolo di Tarso, santo cristiano

Prima Parte

L'ideologia del disprezzo per la donna e per la vita

di Claudio Simeoni

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Scrive Paolo di Tarso, e per questo fatto santo dai cristiani:

"Voi tutti siete figli di Dio mediante la fede in Gesù Cristo; infatti, quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna, perché tutti siete una sola persona in Gesù Cristo." Galati 3, 28

La libertà e l'uguaglianza dinanzi a DIO è la premessa per la schiavitù e la sottomissione nella situazione attuale. Il concetto di schiavitù sociale voluta da dio deve necessariamente avere come premessa la promessa dell'uguaglianza quale premio dell'accettazione della schiavitù da parte dello schiavo nel momento presente.

Le due cose sono inalienabili. Per affermare che dio ha stabilito il ruolo dello schiavo e che quel ruolo lo ha assegnato proprio a te, è necessario attribuire a quel ruolo una "corsia preferenziale" nell'acquisizione dei meriti nei confronti di chi quel ruolo ha imposto: dio! Lo schiavo deve essere contento di essere schiavo perché tanto più accetta la sofferenza in quanto schiavo tanti più meriti acquista agli occhi di dio e dei premi futuri.

Da questa premessa discendono le "regole morali" applicando le quali si possono acquisire meriti.

Ed è così che una persona sessualmente impotente, come Paolo di Tarso, soddisfa le proprie pulsioni sessuo-emotive mediante il dominio e la costruzione e l'imposizione di una struttura gerarchica morale al cui centro sta la sua condizione soggettiva di impotenza sessuale. Lui, sessualmente impotente, da persona emarginata in un mondo in cui la sessualità degli Esseri Umani è uno dei momenti centrali della loro esistenza (vedi le processioni col Pene, i miti sessuali, i riti orgiastici ecc. ecc.) diventa il centro del nuovo modello di società che ha come punto di riferimento l'impotenza sessuale da esaltare e da imporre a tutta la società civile.

Tutto il sistema religioso di Paolo di Tarso si articola nel farsi "eunuchi per il regno dei cieli!".

"Vi dico questo per condiscendenza, non per farvene un comando. Perché vorrei che tutti gli uomini fossero come me ; ma ognuno ha da Dio il suo dono particolare, chi in un modo, chi in un altro. Ai celibi e alle vedove io dico: è bene per loro se rimangono come sono io; ma se non si sentono di vivere continenti, si sposino; è meglio sposarsi che bruciare."

1 Corinti 7, 6-9

Da qui la strategia di Paolo di Tarso, fatta propria dalla chiesa cattolica, consiste nella criminalizzazione della sessualità femminile. La sessualità femminile cessa di essere la forza della riproduzione della Natura; la strategia emotiva della Natura per perpetuare sé stessa, ma diventa delitto di concupiscenza. Ciò che è la tensione di libertà dell'Essere Natura espressa mediante Demetra in tutti gli Esseri all'interno delle manifestazioni della vita, brama, bramosia, voglia, carnalità, desiderio, sensualità e sessualità, viene racchiusa entro feroci sbarre morali e cortocircuitata nel suo aspetto perverso. L'aspetto perverso delle pulsioni di libertà sono le sue manifestazioni finalizzate all'appropriazione e all'assoggettamento. Così le espressioni della psiche e della sessualità umana si manifestano mediante il possesso: la brama di possesso, la voglia di possedere, la brama di distruggere le rappresentazioni sessuali degli altri; la negazione della carnalità degli altri al fine di distruggerne la sessualità e la sensualità.

Paolo di Tarso, il S. Paolo dei cristiani, trasforma la società umana in un campo di sterminio dove l'oggetto che viene distrutto è la struttura psichico-emotiva degli Esseri Umani al fine di trasformarli in bestiame docile ed obbediente.

Nel campo di sterminio c'è la gerarchia.

Una gerarchia che è assolutamente inammovibile e il cui scopo è la distruzione dell'Essere Umano.

Questa gerarchia viene stabilita dal grado più alto (il potere assoluto) ad un grado più basso, ma deve essere il rango più basso che deve rendere omaggio al grado più alto (o subito sopra) affinché la gerarchia si cali nel cuore degli Esseri Umani.

"Voglio tuttavia che sappiate questo: Cristo è il capo di ogni uomo, l'uomo è capo della donna e Dio è capo di Cristo. Ogni uomo che prega e profetizza a capo coperto, disonora il suo capo; al contrario, ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto, disonora la sua testa, perché è come se fosse rasa. Se una donna, dunque, non vuol portare il velo, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se è vergognoso per una donna essere rasa, si copra col velo.

L'uomo, invece, non deve coprirsi la testa, perché è immagine e gloria di Dio; mentre la donna è gloria dell'uomo. Infatti, l'uomo non ebbe origine dalla donna, ma fu la donna ad esser tratta dall'uomo; né fu creato l'uomo per la donna, bensì la donna per l'uomo. Quindi la donna deve portare sul capo il segno della podestà per riguardo agli angeli." 1 Corinti 11, 3-10

Paolo di Tarso è l'inventore dei Campi di Sterminio il cui epilogo lo avremo, forse, nel XX secolo con i campi di sterminio costruiti e fatti funzionare dai cristiani al fine di macellare Zingari, Atei, Testimoni di Geova, Omosessuali e, paradosso della storia, gli inventori della super-razza che gode della promessa del dio padrone di sterminare tutti gli altri: gli Ebrei!

C'è sempre stato lo spettacolo triste quando i contadini e le persone di basso rango si toglievano il cappello al passaggio del padrone o del signore. Si toglievano il cappello quando andavano in chiesa quale atto di sottomissione al prete o quando il prete cattolico passava per strada. Il signore e il prete cattolico si compiacevano della deferenza. Si compiacevano di quanto erano stupidi questi bifolchi che avevano rinunciato ad essere persone per accettare il loro ruolo di bestiame sacrificale. Questa gente che si toglieva il cappello, come poteva sfogare l'umiliazione che subiva?

Sulla bestia che possedevano: sulla donna!

La donna che deve rimanere velata!

Da dove pensate che i musulmani abbiano imparato a mettere il velo alle donne se non imitando i cristiani della corte di Costantinopoli?

La donna che doveva sempre rimanere col capo coperto in segno di autoumiliazione. La donna ridotta a bestiame da lavoro e da riproduzione che non deve aver piacere nella relazione sessuale né diventare compagna e protagonista nella vita della società.

Tanto più si distruggerà e si umilierà la parte femminile della società e tanto più debole sarà la parte maschile della società stessa.

Pensa, dice Paolo di Tarso, tu ti scopri la testa che sei gloria di dio davanti al tuo padrone che rappresenta dio e puoi umiliare la donna che è nata da te.

"Come in tutte le chiese dei Santi, le donne nelle riunioni tacciano, perché non è stata affidata a loro la missione di parlare, ma stiano sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono essere istruite in qualche cosa, interroghino i loro mariti a casa, perché è indecoroso che una donna parli in un'assemblea. Forse è uscita da voi la parola di Dio? O è giunta soltanto a voi? Se uno crede di essere profeta o avere i doni dello Spirito, riconosca che quanto scrivo è un ordine del Signore. Se qualcuno non lo riconosce, non sarà riconosciuto." 1 Corinti 14, 34-38

Si scontrano in Paolo di Tarso due esigenze.

Una davanti al Dio padrone e l'altra nelle sue necessità di dominio e di comando.

"Un giorno tu sarai uguale davanti al dio padrone; oggi sii sottomesso e accetta con rassegnazione la tua condizione che è manifestazione del dio padrone!"

Da un lato il dominio degli uomini che passa attraverso la distruzione della rappresentazione sociale delle donne; dall'altro lato, l'alleanza di Paolo con gli "uomini" al fine di ottenere la sottomissione delle donne che gli consente di sottomettere gli uomini!

L'oggetto della distruzione e del dominio di Paolo di Tarso è la società civile.

Per farlo deve impedire che gli uomini rivendichino il loro ruolo sociale ed ottiene il risultato deviando la rivendicazione degli uomini contro le donne.

La donna, per Paolo di Tarso, è il nemico dell'uomo.

L'affermazione di Paolo di Tarso è ottenuta mediante la menzogna. Paolo di Tarso afferma che la donna deriva dall'uomo, mentre oggi sappiamo che è esattamente il contrario: l'Essere Umano Maschile è un Essere Umano Femminile mancato.

Il maschile è una variazione sul femminile che rappresenta l'elemento base della vita nella Natura.

Infatti, nelle Antiche religioni, la Natura è Hera, Giunone, non Giove o Zeus.

Negli Antichi culti Misterici la diversità fra uomo e donna era data dal loro sesso, non era il loro sesso a determinare una diversità sociale all'interno del culto.

Leggiamo, ad esempio, nel culto Misterico di Andania istituito a Tebe da Epaminonda:

"Quando tutto fu pronto - le vittime erano fornite dagli Arcadi - , Epaminonda e i Tebani sacrificarono a Dioniso e ad Apollo Ismenio nel modo consueto, gli Argivi a Era Argiva e a Zeus Nemeo, i Messenii a Zeus Itomata e ai Dioscuri e i loro sacerdoti alle Grandi Dee e a Caucone. Tutti insieme invitarono poi anche gli eroi a tornare a coabitare con loro , soprattutto Messene figlia di Triopa, e dopo di lei Eurito, e Afareo con i suoi figli, tra gli Eraclidi Cresfonte ed Epito." Pausania, Tatto da "Le Religioni dei Misteri" a cura di Paolo Scarpa ed. Lorenzo Valla

Come si può leggere non esiste nessuna proibizione di ordine dogmatico-religioso alle donne di partecipare al rito.

Leggiamo, altro esempio, nel culto Misterico di Iside, uno dei culti più diffusi a quell'epoca in tutto il mediterraneo:

"Che Osiride sia identico a Dioniso chi dovrebbe saperlo meglio di te, Clea, tu che guidi le Tiadi di Delfi e sei stata consacrata dal padre e dalla madre alle cerimonie del culto di Osiride?" Plutarco, Tratto da "Le religioni dei Misteri" a cura di Paolo Scarpa ed. Lorenzo Valla

E dei seguaci del culto di Iside cosa ne pensavano allora i cristiani? E' interessante sapere che cosa ne scrive lo scrittore cristiano Minucio Felice II-III° secolo d.c. Di origine Africana, esercitò il lavoro di avvocato a Cirta e si trasferì poi a Roma dove si convertì al cristianesimo:

"Puah, che stupefacente stoltezza, che incredibile temerarietà! Arrivano a non curarsi delle torture di questa vita, mentre paventano gli ipotetici castighi dell'Aldilà e, mentre temono di morire dopo la morte, non temono intanto di morire al presente: così in loro il terrore dei tormenti di quaggiù è lenito di una fallace speranza di una resurrezione confortatrice dopo la morte." Tratto da "Le religioni dei Misteri" a cura di Paolo Scarpi ed Lorenzo Valla. Questo è quanto ha capito Minicio Felice della religione Misterica di Iside!

A quei tempi Paolo di Tarso non era stato ancora acquisito come momento centrale nella costruzione del cristianesimo e l'odio per l'Essere Umano femminile non era stato ancora fatto proprio dal cristianesimo.

E che dire dei riti Misterici di Dioniso per quanto riguarda il ruolo delle donne?

Leggiamo che cosa ci racconta Pausania:

"L'altro passo in cui (Omero) ha definito Panopeo "luogo dalle belle danze", non sono riuscito a spiegarmelo prima di essere stato istruito da quelle che gli Ateniesi chiamano Tiadi. Le Tiadi sono donne dell'Attica che ogni anno, assieme alle donne di Delfi, si recano sul Parnaso a celebrare i sacri riti in onore di Dioniso. E' costume che queste Tiadi intreccino delle danze lungo la strada che parte da Atene, in altri luoghi e a Panopeo; e in Omero l'epiteto assegnato a Panopeo sembra alludere alla danza delle Tiadi."

E ancora, sempre da Pausania:

"...Sostengono pure che questa Tia fosse la prima a essere consacrata sacerdotessa di Dioniso e la prima ad aver celebrato i sacri riti in onore del Dio. ..."

Tratto da "Le Religioni dei Misteri" a cura di Paolo Scarpa ed. Lorenzo Valla.

E nel culto Misterico di Eleusi, qual era la relazione fra uomo e donna?

Leggiamo in Eschine "Contro Ctesifonte"

"...La legge impone che i sacerdoti e le sacerdotesse debbano rendere conto del proprio operato, sia tutti insieme che ciascuno per la sua parte individualmente, anche se si limitano soltanto a ricevere le offerte sacrificali e a levare preghiere agli Dei a vostro vantaggio. E ciò vale non solo per gli individui, ma pure per le famiglie gentilizie, come gli Eumolpidi e i Cerici e tutti gli altri." Tratto da "Le Religioni dei Misteri" a cura di Paolo Scarpa ed L.V.

Il fine ultimo di Paolo di Tarso è la distruzione del piacere della vita.

Mentre nelle Antiche Religioni c'era un'interazione completa fra piacere dell'esistenza e individuo, in Paolo di Tarso giunge l'atto finale di un processo di negazione del corpo e del piacere fisico. In molte strutture filosofiche precedenti la continenza e la negazione del corpo avevano un loro ruolo. Fra i Cinici (c'erano parecchi predicatori Cinici a Gerusalemme e nelle città vicine), fra i Neoplatonici e, prima ancora, sotto molti aspetti, gli stessi Pitagorici. Ma solo con Paolo di Tarso la negazione della sessualità diventa arma militare per il controllo sociale.

L'odio per la sessualità della chiesa cattolica sarà imposto militarmente a chi sarà costretto a togliersi il cappello davanti al padrone. Per contro la chiesa cattolica praticherà la perversione del possesso dei corpi di chi non si può difendere per 1.600 anni fino al giorno d'oggi con le centinaia di processi per pedofilia e pederastia nei quali centinaia di preti cattolici sono imputati!

Nella Costituzione della Repubblica Italiana adottata nel 1948 e tuttora in vigore si legge:

Art. 3 comma 1

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto l'uguaglianza e la libertà dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese."

Nella Costituzione Europea adottata nel 2005 dall'Italia si legge:

Articolo II-23: Parità tra uomini e donne

La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.

Il principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato.

Appare evidente come la società civile, per essere tale, deve darsi dei principi che nulla hanno a che fare con l'orrore cristiano. L'orrore della sottomissione che distrugge la dignità degli Esseri Umani.

Se nelle varie società Antiche troviamo generalmente il ruolo della donna subordinato a quello dell'uomo, non lo troviamo mai assoggettato. Sia a Babilonia che in Egitto che a Roma il ruolo della donna era rilevante anche sul piano sociale e comunque non era MAI sottoposta ad una sottomissione psico-emozionale che ne menomasse o criminalizasse la natura stessa di essere donna. Un Sistema Sociale può evolvere e modificarsi; con i cristiani la donna divenne manifestazione del loro demonio e ogni piacere sessuale fu manifestazione demoniaca da condannare e perseguitare.

L'impotenza sessuale di Paolo di Tarso è stata elevata dalla chiesa cattolica a modello sociale. Quel modello è stato imposto mediante la violenza, le torture e il genocidio. Quel modello ha espresso la moralità della chiesa cattolica che indicava a disprezzo tutte le persone che non si adeguavano a quel modello finendo per costruire odio sociale. Gli Esseri Umani si sono ribellati a quel modello e all'odio sociale che la chiesa cattolica imponeva loro, ma i cattolici non hanno rimosso quei principi. Quei principi sono sempre il fondamento della loro dottrina e anche oggi, Ratzinger, usando le relazioni "mafiose" che intrattiene con politici complici svolge una feroce attività di disarticolazione del dettato Costituzionale al fine di imporre, ancora, quella morale, costruire fobie e disagio sociale negli individui al fine di danneggiare la società civile.

Oggi come oggi, la guerra che Ratzinger tenta di portare nelle società civile camuffata da "dire la propria opinione" contro le donne, contro il l'aborto, contro la sperimentazione sugli embrioni, contro l'eutanasia, contro le coppie di fatto altro non è che la riaffermazione dei principi di Paolo di Tarso il cui fine fu la distruzione delle Antiche Civiltà. Per Ratzinger e soci l'obiettivo è quello di distruggere le società moderne ripristinando i campi di sterminio entro i quali racchiudere le emozioni umane e il respiro di libertà dei popoli.

E i politici, che dovrebbero riaffermare il dettato costituzionale, vanno da Ratzinger per elemosinare voti!

Per quei voti sacrificano il Dettato Costituzionale e le norme della vita civile!

Marghera 23 dicembre 2005

Pagine sull'analisi della religione cristiana

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Claudio Simeoni

Meccanico

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Guardiano dell'Anticristo

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Il Male Assoluto

Il male assoluto è quell'ideologia che distrugge il futuro delle persone costringendole a sottomettersi con tutto il loro cuore e "tutta la loro anima". Il male assoluto è descritto nella bibbia cristiana, nei vangeli cristiani, nei testi degli ebrei, nel Corano e nei canoni buddisti.