7) 1400 - LE SOCIETA' MERCANTILI E LA TENSIONE DELLE SCOPERTE - IL FILOSOFO: PIETRO POMPONAZZI!


STORIA DELLA STREGONERIA DALL'800 AL 1800

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In questa trasmissione parleremo del XV secolo. L’episodio che ci interessa sottolineare è quell’insieme di vicende mercantili che sfociano nella scoperta dell’America o, se vogliamo, delle Indie Occidentali.

Cosa significa da un punto di vista religioso? Significa la scoperta di Esseri Umani che vivono benissimo senza essere sottomessi al dio cristiano. Esseri Umani che non sono violenti e decisi come i musulmani in quanto non conoscono il male e per questo sono disposti a subire l’inganno fino al massacro.

Nello stesso tempo la scoperta delle Americhe e dei suoi abitanti scuote la vecchia Europa e spinge ad un cambiamento.

I cambiamenti saranno torrenti di sangue ad opera degli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra nel tentativo di tener sotto controllo gli Esseri Umani, ma libertà spingerà questi a cercare nuove soluzioni alle quali ancorare il loro intento e sulle quali fondare una vita diversa.

Abbiamo già visto come il codice dei commercianti si stacchi dal codice canonico in quanto gli obiettivi del commerciante sono diversi dagli obiettivi del prete. Il commerciante deve vendere le merci per ottenere un utile mentre il missionario deve appropriarsi degli Esseri Umani. Il commerciante è curioso nei confronti di costumi diversi, studia il modo di sfruttarli per riuscire ad ottenere un utile migliore, il missionario deve distruggere i costumi non in linea con i dettami morali del suo credo e piegare a questi gli Esseri Umani.

I due atteggiamenti hanno già avuto un primo confronto col concilio di Costanza e le rivolte hussite nelle quali i concilii cattolici tentano di prendere la supremazia sul papa. Ci sono degli scontri finché Nicolò V non riesce ad avere il sopravvento. La sua vittoria segna però un primo cambiamento significativo, egli è costretto a riconoscere una certa autonomia alle chiese nazionali e col concordato col re di Francia del 1438 assegnava anche un relativo controllo del re sui vescovi. Dunque si apriva l’era di un certo controllo dello stato giuridico sulla chiesa cattolica. Il primo passo per l’emancipazione degli Esseri Umani.

Quanto sangue doveva ancora scorrere.

I missionari cattolici erano chiamati a distruggere ogni cultura che non si metteva in ginocchio. E i soldati cattolici consideravano gli Esseri Umani di altri continenti meno che bestiame da macellare.

Il razzismo, sconosciuto nel paganesimo antico, veniva usato per confermare la supremazia della razza bianca di cui i cattolici erano i padroni. Era alla razza bianca che il pazzo di Nazareth aveva portato il suo messaggio. Era alla razza bianca che dio aveva consegnato il suo messaggio di morte. Dunque la razza bianca considerava gli altri Esseri Umani come bestiame. I missionari pretendevano di metterli in ginocchio per battezzarli prima di ammazzarli.

Già con le crociate e con le relazioni con i saraceni i cristiani avevano instillato il disprezzo per il diverso. Un disprezzo che aiuterà a costruire i campi di sterminio nazisti ma solo dopo aver macellato gli indiani d’America (decine e decine di milioni), le tribù africane (alcune centinaia di milioni) e dopo l’orrore portato dai cristiani in Asia. L’orrore, dal punto di vista del paganesimo politeista, non sta soltanto nell’ammazzare, ma nei motivi per cui si ammazza e nella distruzione fra gli Esseri Umani e il loro circostante per poterli meglio mettere in ginocchio.

A questo ci sta portando l’era mercantile. La scoperta di nuove terre, nuovi Esseri Umani da mettere in ginocchio, da sfruttare, da depredare, eppure una cosa i cristiani ignoreranno: essi conservano quanto il paganesimo antico costruiva. Essi possono portare il germe di libertà dandogli nuovo vigore.

In Europa la via di liberazione dall’orrore è ancora interna al cristianesimo. I movimenti parlano di un Gesù buono o di un Gesù povero in contrapposizione ad una gerarchia cattolica cattiva, arrogante e ricca. Ma negli altri popoli esistono tensioni diverse; un diverso sentire. Il buddismo, l’induismo, lo scintoismo, il taoismo, l’animismo africano, le vie alla conoscenza degli indiani d’America porteranno quella linfa nuova che ci permetterà di costruire il futuro.

Nuove possibilità di sviluppo. Eppure questo avverrà attraverso l’orrore. L’orrore soffocherà il divenire umano, per breve tempo, ma i canti del cigno dei morti viventi in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth tenderanno a trasformare l’intero pianeta in un grande campo di sterminio.

L’avidità degli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra li spinge a cercare nuove ricchezze attraverso le quali rinnovare il proprio dominio sugli Esseri Umani.

Sta iniziando la mattanza degli ebrei attraverso l’inquisizione spagnola ormai libera d’agire in quanto gli arabi vengono allontanati dalla Spagna.

Nel XV secolo il processo di rafforzamento delle monarchie occidentali definisce un nuovo assetto politico europeo. L’Inghilterra abbandonò ogni politica di espansione sul continente ed estende l’influenza sulle isole britanniche. In Francia la monarchia sconfigge la dinastia borgognona e stabilisce una piena sovranità territoriale. L’espansione aragonese si limita al Mediterraneo occidentale e nel regno di Napoli si consolida una dinastia autonoma. L’unità spagnola è raggiunta attraverso la fusione delle corone di Castiglia e d’Aragona e l’occupazione dell’ultimo regno arabo della penisola iberica.

Sono i portoghesi i più attivi nell’esplorazione dell’Oceano Atlantico. Mentre i commercianti di Venezia sono costretti a commerciare con i paesi arabi e turchi, i portoghesi cercano di impossessarsi delle isole Canarie.

Già il Portogallo aveva organizzato la conquista di Ceuta per accontentare gli ultimi resti della cavalleria e nello stesso tempo per favorire i mercanti di Lisbona. Da Ceuta il Portogallo sperava di intercettare (leggi rapinare) una parte dell’oro che attraverso le piste sahariane arrivava dall’Africa nera alle città arabe del nordafrica.

Con questo proposito i portoghesi tentarono di allargare il proprio raggio d’azione nell’Atlantico scoprendo le isole Madera (1419), Azzorre (1425) e l’isola di Capo Verde (1445).

Il problema che stavano tentando di risolvere gli stregoni in quel periodo e in quel frangente era l’allargamento del territorio e delle civiltà con cui entrare in relazione. Maggiore era il territorio a disposizione e minore era il pericolo che lo sterminio li raggiungesse. Non solo gli stregoni favorirono lo sviluppo mercantile, ma agirono affinché l’interesse di questo fosse superiore agli interessi religiosi.

Le contraddizioni che dovevano affrontare erano ancora molte, ma, maggiore era il numero dei contendenti che giungevano nell’arena della storia, e maggiore era la possibilità di mettere in essere quel processo di mutamenti che avrebbe portato a distruggere l’orrore cristiano. Purtroppo la storia non si ripete, come dicono alcuni, la storia rinnova l’orrore affinché il Potere di Avere rinnovi il controllo sugli Esseri Umani.

Mercurio ha in una mano il caduceo e nell’altra la borsa dei denari. Agendo sulla cupidigia e sul bisogno di potere degli Esseri Umani che deriva loro dal possesso dei denari, gli stregoni speravano di portare il caduceo in seno agli Esseri Umani. Speravano che con l’abbaglio del denaro il sapere e la conoscenza ritornassero agli Esseri Umani. Quanto sangue questo avrebbe comportato!

Nel 1492 il cattolicesimo spagnolo scopre le Indie Occidentali e la prima azione di Colombo è quella di sottomettere gli Esseri Umani all’orrore cattolico. Al re spagnolo invia Esseri Umani in dono come bestiame.

Nel 1487 i portoghesi con Diaz giungono al Sudafrica, ma solo con Vasco de Gama giungono in India seguiti da Cabral nel 1500.

I viaggi di Colombo si susseguono nel 1494, 1498 e nel 1499 con Amerigo Vespucci.

Le basi per l’espansione sono ormai poste. In quegli anni una donna aborigena australiana per vivere bene lavora un’ora e mezza al giorno, per avere la stessa quantità di beni una donna europea delle classi popolari deve lavorare quattordici ore al giorno: questo i cattolici chiamano civiltà! Il lavoro come mezzo attraverso il quale distruggere il divenire degli Esseri Umani. Loro combattono l’ozio. Ma il desiderio e il diritto all’ozio produrranno un nuovo stimolo al bisogno di libertà degli Esseri Umani.


Il filosofo di questo secolo è Pietro Pomponazzi, nato a Mantova nel 1462 e morto a Bologna nel 1525.


Pomponazzi è un gigante della filosofia; tanto grande quanto odiato dai cattolici. Morì a Bologna sembra suicida prima che i cattolici gli facessero fare la fine delle castagne. Si laureò a Padova in medicina nel 1487 e fin dall’anno seguente tenne un corso di filosofia naturale in concorrenza con Achillini, un altro filosofo molto noto in quel tempo.

Fu senza ombra di dubbio il più grande filosofo Italiano del XV - XVI secolo. La grandezza di un filosofo non si misura dalla sua statura ma dalla sua capacità di forzare i limiti del pensiero imposti dal comando sociale del suo tempo.

L’abilità di un filosofo, la sua capacità di esercitare l’arte dell’agguato, sta nell’allontanare nel tempo la capacita repressiva del comando sociale nei confronti del suo pensiero.

Il Potere di Essere di un filosofo sta nella capacità di troncare il proprio esistere impedendo al comando sociale di distruggere mediante tortura, roghi o ritrattazioni il suo pensiero.

Tutto questo fa del Pomponazzi un vero gigante al pari di Pirrone, Lao-Tse, Pitagora, gli estensori dei veda e pochi altri. Pomponazzi rappresenta uno di quei pochi casi in cui la Stregoneria si fa filosofia.

Nato a Mantova nel 1462 morì a Bologna nel 1525. Sembra che si fosse lasciato morire (qualcuno parla di suicidio) prima di essere processato per il suo pensiero.

In cosa consista il pensiero di Pomponazzi sembra che nessuno lo sappia! Studia essenzialmente Aristotele e Averroè ma li critica entrambi duramente.

Il punto di partenza di Pomponazzi è che il concetto di anima come separata dalla materia non ha senso. Al punto che egli, nel suo scritto “De Immortalitate Animae” riepiloga parte del pensiero platonico, rinnovandolo, in cui afferma con efficacia che umanità e ferinità non sono doni di natura ma frutto del nostro operare.

In altre parole Pomponazzi ha chiaro il concetto di autocostruzione, concetto negato dal cristianesimo.

Pomponazzi va oltre affermando: “...perciò avviene che si diano tre tipi di uomini. Alcuni, e sono ben pochi, sono annoverati fra gli dei perché, dominati dal semplice vegetare e sentire, diventano quasi totalmente razionali. Altri lasciando l’intelletto e sommersi nel senso paiono quasi tramutati in bestie. Altri, invece, veri e propri uomini sono quelli che hanno vissuto secondo le virtù morali senza esercitare l’intelletto o darsi ai sensi fisici.

In Pomponazzi esiste dunque il concetto di divenire in funzione di scelte soggettive operate attraverso la volontà che partono a determinare il proprio vissuto.

Pomponazzi scopre il divenuto anche nella natura. Non dimentichiamo che egli usa il termine intelligenza come sinonimo di anima: “del tutto sciocco e irragionevole” scrive nell’apologia “è il dire che gli animali non si conoscono, laddove amano sé e la specie” e continua “vi sono animali medi fra le piante e le bestie, come le spugne marine, fisse come le piante e senzienti come gli animali. Fra questi c’è la scimmia di cui non sai se sia uomo o bruto; analogamente l’anima intellettiva è media fra il temporale e l’eterno”.

Non solo Pomponazzi aveva preceduto gli attuali studi sui comportamenti animali e le loro classificazioni, considerandoli uguali all’essere umano all’interno della natura, ma già manifestava uno dei temi cari alla Stregoneria, cioè che l’uso dell’intelletto poteva portare lo sviluppo del corpo luminoso oltre la morte del corpo fisico.

L’anima si colloca nella natura. E’ prodotto del divenire della natura e non la precede come vogliono i cristiani. L’anima, aristotelicamente intesa (che non è l’anima cristiana, ma piuttosto il demonio cristiano, cioè il divino che cresce dentro l’essere umano), tende a continuare oltre la morte del corpo fisico, ma è prodotta dal divenire nella natura dell’essere, dunque di ogni essere.

L’averroismo già aveva affermato che non esisteva divenire e che l’intelletto come l’anima (di cui è espressione) è comune a tutti gli uomini. Pomponazzi, pescando da Aristotele, afferma: “in nessun modo dunque, secondo Aristotele, l’intelletto umano ha un’operazione indipendente dal corpo”.

Pomponazzi esegue un’ardita operazione: il divenire del corpo luminoso avviene attraverso la risposta del corpo fisico alle sollecitazione dei suoi bisogni.

Il corpo costruisce l’anima: cioè il corpo luminoso.

Da cui si deduce che il corpo luminoso degli esseri della natura si costruisce attraverso la loro fisicità!

Pomponazzi afferma: “per la separabilità (dell’anima dal corpo) si richiede al tempo stesso l’indipendenza dell’organo come soggetto e come oggetto, almeno in qualche sua operazione”.

Noi sappiamo, attraverso l’uso del corpo di sogno e del doppio che ne fanno gli stregoni, come possiamo separare le due funzioni, ma sappiamo anche che il corpo luminoso è prodotto dalle trasformazioni del corpo fisico e che solo il corpo fisico può portare il corpo luminoso all’indipendenza.

Pertanto l’affermazione di Pomponazzi è esatta, ma solo dal punto di vista degli stregoni e dello sviluppo del divenire umano, non dal punto di vista del creazionismo.

Quando Tommaso d’Aquino afferma che l’anima forma il corpo aggiungendo che questa è veramente e assolutamente immortale e solo impropriamente mortale, Pomponazzi gli obietta che questa asserzione sarà certamente da cogliersi in quanto fondata sulla scrittura (occhio al rogo) e venendo da dio va preferita ad ogni ragionamento ed esperimento umano. La Stregoneria e la ricerca della conoscenza si fermano davanti ai roghi alzati dalla fede cristiana.

La fede cristiana si regge sui roghi e sul terrore e Tommaso d’Aquino è uno dei loro profeti.

Proprio contro Tommaso d’Aquino Pomponazzi spinge il suo pensiero ad asserire: “se con Tommaso si riconoscono all’anima funzioni legate al corpo, perché lasciare a queste la preminenza, visto che sono le più numerose e non capovolgere le tesi riconoscendo che l’anima è veramente mortale e solo impropriamente immortale?”

Pomponazzi manifesta un altro principio fondamentale della Stregoneria secondo cui gli Esseri Umani in ginocchio altro non fanno che distruggere il loro divenire: cioè distruggere la loro anima. Nel sistema sociale in cui viveva Pomponazzi la regola per gli Esseri Umani era quella di essere in ginocchio; la regola era dunque quella di distruggere la propria anima attraverso la distruzione del proprio divenire nei mutamenti. L’eccezione era quella di conservare la propria coscienza di sé all’atto della morte del corpo fisico. Pomponazzi conclude il suo discorso sull’anima affermando: “non si può addurre nessuna ragione naturale per concludere necessariamente che l’anima è immortale”; lo stesso discorso che trecento anni dopo farà Kant a proposito dell’esistenza di dio nella sua “Critica alla ragion pura”.

Il libro “De Immortalitate Animae”, per iniziativa dei frati minori dell’osservanza, fu condannato pubblicamente e bruciato. Fra’ Bartolomeo di Spina, pisano, dell’ordine dei dominicani (i torturatori), stese una confutazione che definire sterco di cane è riconoscergli un merito eccessivo. L’agostiniano Ambrogio Fiandino di Napoli, che diventerà vescovo di Mantova, lo attaccò dal pulpito. Poi i cristiani pagarono un mercenario, tale Nifo (un filosofo di quel tempo), perché lo confutasse.

Tutta la teoria di Pomponazzi sul conoscere è una confutazione di Aristotele. Nifo si rivela un opportunista, non è in grado di confutare Pomponazzi e compone una rabberciatura di tesi opposte attraverso le quali si preoccupa di essere prudente e ossequioso nei confronti della chiesa cattolica, di evitare noie, ma soprattutto di ottenere ricchezze ed onori.

Nel prosieguo del suo sviluppo, il pensiero di Pomponazzi si evolve, scoprendo la natura come essere in sé, affermando che l’anima umana è del tutto materiale e divisibile, non diversamente dalle anime degli altri animali.

Pomponazzi, forse per primo tra i filosofi, riconosce l’unicità della natura di cui l’essere umano è parte e non padrone come imponevano i cristiani.

Alla domanda sulle cause dei fenomeni eccezionali postagli dal medico mantovano Ludovico Panizza, che chiedeva “dobbiamo necessariamente ammettere i demoni, non solo stando alle decisioni della chiesa, ma anche per dare spiegazioni a molti fenomeni sperimentati?” nel “De Incantationibus” Pomponazzi rispose: “noi possiamo salvare queste esperienze mediante cause naturali, né v’è ragione alcuna che ci costringa a far dipendere da demoni tali fenomeni. inutilmente dunque si introducono i demoni; ed è cosa del tutto ridicola e fatua abbandonare ciò che è evidente e può provarsi mediante la ragione naturale per andare a cercare ciò che non è evidente e non può convincere con verosimiglianza alcuna.

Pomponazzi ammette influssi astrali in contrapposizione a Pico della Mirandola. Pomponazzi è cosciente delle diversità e del divenire, per questo cerca elementi che giustifichino questo.

Egli emette un giudizio di necessità contingente!

L’accettare l’esistenza dell’influsso degli astri gli permette di giustificare con una certa logica quanto osserva negli Esseri Umani: il processo di divenire e le diversità prodotte dal divenire stesso.

Nel suo libro “De fato, de libero arbitrio et de praedestinatione” trova assurda la posizione di un dio dei cristiani che salva abbarbicandosi su promesse e patti assurdi.

Pomponazzi resta il più grande filosofo Italiano del XVI secolo. Il suo pensiero è una specie di terremoto, ma nei suoi confronti la chiesa cattolica si troverà impotente.

Quando essa tenterà di agire, Pomponazzi si sarà sottratto.

Il pensiero di Pomponazzi non è il pensiero del costruttore di un futuro possibile; è quello del demolitore del suo presente. Le sue tesi sono troppo ardite, e piccole sono le forze con cui sostenerle. Anche se i tempi non erano maturi (quando mai lo saranno?), Giordano Bruno, Campanella e Galilei pescheranno a piene mani nel suo pensiero.

Pomponazzi rappresenta il punto di svolta del pensiero filosofico anche se chi detiene il potere tenterà di farne sparire i libri e tenterà di sotterrare quelle tesi nell’oblio della memoria.

Eppure Pomponazzi è un gigante fondamentale nel processo di liberazione umana dall’orrore cristiano. Pomponazzi anticipa tutta la filosofia moderna in special modo come separazione della ragione dalla fede.


Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it

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