10) 1700 - IL RISVEGLIO SOCIALE - I FILOSOFI DEL SECOLO: VOLTAIRE, HUME DEVID, JEAN JACQUES ROUSSEAU, BECCARIA CESARE BONESANA conte di, KANT IMMANUEL!


STORIA DELLA STREGONERIA DALL'800 AL 1800

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Il risveglio sociale.

L’essere sociale inizia a proclamare il diritto alla fondazione del proprio divenire davanti al diritto di dio di metterlo in ginocchio:

1776 proclamazione dell’indipendenza Americana

1776 primo sindacato operaio in Inghilterra

1780 abolizione della schiavitù in Austria

1789 rivoluzione Francese

Il XVIII secolo è il secolo in cui la Stregoneria porta a termine la sua opera di trasformazione. Gli Esseri Umani hanno cominciato a determinare sé stessi. Davanti al mondo reclamano il proprio diritto all’esistenza, al proprio diritto di determinare la propria esistenza.

Non tutti gli Esseri Umani raggiungono questo, le discrepanze sono sempre notevoli e l’assoggettamento imposto della chiesa cattolica e dal cristianesimo in generale è sempre feroce sulle masse degli Esseri Umani indifesi, ma questi cominciano ad organizzarsi. Cominciano a capire i meccanismi attraverso i quali rimuovere gli ostacoli alla fondazione del proprio divenire.

Lo sviluppo della libertà non è uno sviluppo lineare. A volte avanza, a volte si ferma, a volte sembra arretrare per riprendere l’avanzata su piani e obiettivi diversi. A volte si formano spinte poderose a volte ci sono dei tremendi arretramenti sulla via per la costruzione della libertà del divenire. Una bandiera viene innalzata ed ecco che dopo la prima spinta quella bandiera diventa un ostacolo per la costruzione del divenire umano. Quella bandiera deve essere abbattuta per innalzarne un’altra. Soddisfare un bisogno è sicuramente un avanzamento nella strada della fondazione del divenire, ma subito forze prepotenti dicono: ecco, avete avuto la soddisfazione di quel bisogno, adesso basta, fermatevi, prostratevi! Qualcuno lo fa, altri prendono in mano un’altra bandiera per riuscire ad imporre la soddisfazione di altri bisogni. Molti Esseri Umani si fanno Prometeo per tener acceso il fuoco della speranza umana. Altri Esseri Umani si fanno Saturno e Apollo per insegnare agli Esseri Umani l’arte per coltivare il proprio futuro.

Con questo secolo si conclude un aspetto della strategia degli Stregoni che nati dalla distruzione del Paganesimo ora possono ricostruire il Paganesimo. Non si viene più bruciati perché si tenta di leggere le carte, perché si ascoltano le fonti, perché ci si fa’ trasportare dal sussurro del bosco. Non si viene più bruciati perché si vola su una scopa, ma nemici terribili si affacciano al divenire umano. Nemici che devono essere riconosciuti e combattuti. La strategia è diversa, le determinazioni per le quali si esercita la propria libertà sono diverse, ma non meno totalizzanti, non meno terribili.

Veniamo a questo secolo in cui individuiamo quattro episodi significativi.

Primo fra tutti la Rivoluzione Americana.

Per la prima volta nella storia, un paese colonizzato impone il riconoscimento della propria esistenza al colonizzatore. Per la prima volta non solo c’è una guerra vittoriosa nei confronti del colonizzatore, ma c’è da parte del colonizzatore il farsi stato dandosi una struttura giuridica. Per la prima volta una grande potenza europea è costretta a riconoscere l’indipendenza di una colonia abitata da genti diverse. Costoro massacreranno gli indiani e saranno uno degli ultimi paesi ad abolire non solo la schiavitù ma il ben più pericoloso razzismo. Sarà una nazione che si macchierà di delitti immani contro l’umanità, ma in questo secolo è un esempio di libertà e di autodeterminazione. Dopo la nascita degli Stati Uniti, Simon Bolivar (1783-1830) distruggerà il colonialismo in America Latina.

Nel 1776 c’è un altro avvenimento fondamentale nella costruzione del divenire umano: la fondazione del primo sindacato operaio in Inghilterra. Per la prima volta nella storia si costruisce un’organizzazione composta da coloro che vendono la propria capacità di lavorare, per meglio difendere i propri diritti nei confronti di chi utilizza la loro capacità di lavorare. Organizzazioni di arti e di mestieri ce ne sono state molte nel corso della storia, ma erano organizzazioni mercantili con un peso economico non indifferente all’interno del sistema sociale. In questo caso è lo schiavo, l’elemento più basso del sistema sociale, che rivendica il diritto al rispetto e al miglioramento delle proprie condizioni di vita.

Le sue condizioni di vita miglioreranno solo quando il capitale avrà necessità di costruire dei consumatori in grado di acquistare i suoi prodotti, ma la formazione del primo sindacato operaio è un atto di volontà davanti al sistema sociale e di determinazione della propria esistenza e dei propri diritti da parte del più debole nei confronti del più forte. Ci sono percorsi di sviluppo, alcuni luminosi, altri miserabili ma sempre volti a sviluppare la libertà all’interno dei sistemi sociali, migliorando le condizioni di vita e di esistenza degli Esseri Umani più deboli all’interno del sistema stesso.

La costituzione del primo sindacato è la determinazione del diritto all’esistenza del più debole davanti al più forte. La chiesa cattolica ingaggerà l’ultima grande lotta a morte per distruggere il carattere di determinazione degli operai salariati. Per la chiesa cattolica, gli operai salariati devono supplicare, non devono rivendicare. Per la Stregoneria, gli esseri devono rivendicare, sviluppando le proprie determinazioni ed esercitando la propria volontà.

Il terzo fatto del XVIII secolo cui vogliamo accennare è l’abolizione della schiavitù. Il cristianesimo ha passato milleseicento anni ad affermare che, a differenza del paganesimo, egli voleva l’abolizione della schiavitù. In realtà questo non è mai stato vero. E’ vero che Seneca, il precettore di Nerone, aveva messo a punto degli scritti per l’abolizione della schiavitù. Il cristianesimo ha interrotto il processo di abolizione della schiavitù, permettendone l’esistenza e aggravandola attraverso il razzismo, fino al XX secolo.

Il primo paese che abolisce la schiavitù in modo significativo è l’Austria, che l’abolirà nel 1780. Il processo di abolizione della schiavitù sarà un processo molto lungo e avverrà quando i padroni troveranno più utile prendere gli Esseri Umani e costringerli a lavorare quando serve a loro, scaricandone il mantenimento, quando non servono, all’intero corpo sociale. L’abolizione della schiavitù produrrà la miseria che conosciamo nel terzo mondo, in quanto la schiavitù è stata alimentata attraverso il saccheggio delle relazioni fra gli Esseri Umani e il loro circostante ad opera dei missionari cristiani, che hanno spalleggiato gli eserciti che razziavano gli schiavi. Eserciti con soldati cristiani, asserviti a nazioni che facevano del cristianesimo la religione di stato. Il processo di abolizione della schiavitù sarà un processo lungo. L’Inghilterra l’abolirà nel 1833, la Francia nel 1848, l’Olanda e gli Usa nel 1863, la Spagna nel 1880 e il Brasile nel 1888. E’ stata abolita ufficialmente, ma vive ancora oggi in forma più o meno clandestina. Ancora nel 1932 si accertò che la schiavitù era ancora riconosciuta in Arabia, in Etiopia e nel Tibet (uno degli obiettivi del dalai lama potrebbe essere proprio quello di ripristinare la schiavitù in Tibet, per questo motivo va molto d’accordo con Wojtyla).

Un altro percorso, dopo 1600 anni, si avvia alla conclusione nonostante le resistenze del cristianesimo. Il cristianesimo alimenterà il razzismo, continuerà ad alimentare l’odio antiebraico e contro quei pezzenti indiani e cinesi (“è vietato l’accesso ai cani e ai cinesi” si leggeva). In questi paesi si è potuta abolire la schiavitù solo perché si è limitata l’influenza della chiesa cattolica negli stati. Anche questo è un risultato ottenuto limitando l’interferenza dell’orrore cristiano.

Infine, l’ultimo episodio che cambia la velocità del divenire umano: la rivoluzione francese.

I settori più deboli del sistema sociale esplodono, determinando sé stessi e il loro divenire. In molti modi si può leggere la rivoluzione francese. Molte sono le motivazioni e le cause che la determinano, ma a noi interessa mettere in rilievo il suo lato magico: l’esplosione della determinazione soggettiva dei settori sociali più deboli.

Il terzo stato reclama il diritto a determinare la propria esistenza. Il primo e il secondo stato sono costituiti dalla nobiltà e dal clero. Il clero si oppone a migliorare le condizioni di vita degli Esseri Umani. Il clero è il primo nemico della rivoluzione francese. Esso non si oppone alla sostituzione della nobiltà con la borghesia. Il clero sa che questo è nell’ordine delle cose. Ciò che il clero non può tollerare sono i principi ispiratori della rivoluzione francese.

I principi di uguaglianza, fraternità e libertà sono principi intollerabili per la chiesa cattolica. La chiesa cattolica intende la libertà come la propria attività di mettere in ginocchio gli Esseri Umani, l’uguaglianza deve essere imposta a tutti gli uomini affinché siano ugualmente in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth. L’uguaglianza fra gli uomini è intollerabile a meno che non riguardi gli schiavi sottoposti al loro padrone. La rivoluzione francese imporrà quei principi agli stati sociali più forti. I principi vengono imposti al clero e alla nobiltà, non ai poveri. Quei principi vengono imposti anche tagliando le teste di nobili e appartenenti al clero, quegli stessi che trafficavano in carne umana quando detenevano il potere.

Il concetto di giustizia era imposto al più forte socialmente, non al più debole.

Il vento napoleonico porterà le trasformazioni in giro per l’Europa. L’orrore cristiano che aveva operato dall’800 fino ad allora era costretto a scendere sulla difensiva. L’orrore del suo dio e del suo profeta era ormai riconosciuto.

Ci vorranno certo molte generazioni, molte lotte, molte trasformazioni, ma il processo era irreversibile. Il sistema sociale aveva generato gli anticorpi per produrre una nuova sequenza dei mutamenti.

Gli Stregoni erano chiamati a sviluppare il proprio potere in altre direzioni. Erano chiamati a cavalcare diverse sequenze di mutamento, ad esercitare la loro caccia d’agguato per sviluppare altre cose.

Ma questa e un’altra storia!!!



I filosofi di questo secolo sono:



Voltaire


Più che un filosofo è un poeta e uno scrittore drammaturgo. La sua importanza è dovuta, più che allo sviluppo del pensiero in sé, al suo trattato sulla tolleranza.

Attraverso le sue commedie, diffonde il pensiero a strati sempre più ampi della popolazione francese. Non si tratta più di discussioni accademiche, ma di rappresentazioni teatrali cui assistono migliaia di persone. Migliaia di persone discutono di cose diverse dalle prediche dei parroci dal pulpito. Migliaia di persone affrontano nella vita quotidiana cose più vicine alle commedie voltairiane che alle necessità di sottomissione della chiesa cattolica.

Proprio perché la chiesa cattolica è un potere, in Francia appare sempre più evidente il divario fra propaganda per sottomettere gli Esseri Umani più deboli e disprezzo che le gerarchie religiose hanno per quei principi propagandati. I principi dei libertini e degli illuministi acquistano spazio sempre maggiore nel pensiero degli Esseri Umani.

Voltaire non frequenta la gente, frequenta il comando sociale, col quale tratta e al quale presenta la convenienza della tolleranza rispetto all’arroganza del possesso.

L’assassinio di Jean Calas, compiuto dal tribunale di Tolosa il 9 marzo 1762, lo coinvolgerà in una diatriba sulla tolleranza, che toglierà ogni argomento ai cattolici per massacrare i loro nemici e i loro avversari. I roghi innalzati dai cattolici al loro dio assoluto, sui quali bruciare gli adoratori di speranza e libertà, verranno a poco a poco spenti.

Voltaire, come quasi tutti i filosofi di questo secolo, porrà le basi per la rivoluzione francese. La rivoluzione francese altro non sarà che un farsi divino degli Esseri Umani, mentre dilatano sé stessi liberandosi dal giogo dell’orrore cattolico. La libertà di esprimere un pensiero in dissenso a quello del dio assassino, la libertà di percepire e considerare i bisogni, i desideri e i sentimenti di chi viene massacrato a Sodoma e Gomorra, con Voltaire diventano un diritto fondamentale degli Esseri Umani.



Hume David 1711-1776


E’ uno scozzese che ama la filosofia, pur studiando giurisprudenza ed economia.

Diventa anche sottosegretario di stato in Inghilterra, il che significa che il suo peso dottrinale non solo viene riconosciuto dagli accademici, ma entra nelle direttrici fondamentali per la formazione delle leggi. In altre parole, il suo pensiero viene tradotto, sia pur con tutte le mediazioni possibili, in sistema giuridico.

Cosa significa questo? Che il pensiero di Hume, per quanto oggi sia discutibile, è un pensiero antidogmatico, pertanto non possono esserci leggi dogmatiche se non come mediazione fra una situazione preesistente e il cambiamento che l’antidogmatismo propone. Dunque un cammino verso un sistema giuridico più liberale.

Le vicende della vita di Hume sono interessanti, ma non fondamentali. Lo sviluppo del suo pensiero è abbastanza lineare nel corso della sua vita e porta ad influenzare altri grandi pensatori del suo tempo, primo fra tutti Rousseau, che lo sopporta fino ad un certo punto, Kant, e uno degli economisti del suo tempo, Adam Smith.

La filosofia di Hume prende il via dalla filosofia di Locke, ma assume una struttura propria: la fonte dell’ordine e della relativa regolarità del mondo è solo nella natura umana, e la stessa relazione causale non ha nessuna necessità oggettiva: l’attesa dell’effetto dopo la causa nasce solo dalla credenza, un sentimento naturale che non ha altra garanzia oltre quella fornita dall’abitudine e dalla fiducia nell’uniformità della natura. In altre parole, Hume scopre il mondo come descrizione. I meccanismi causa-effetto sono quelli descritti, e l’attesa dell’effetto dopo la causa si ha solo perché noi descriviamo la causa e attendiamo, per abitudine, l’effetto. Questo può avvenire soltanto se la descrizione copre tutte le cause atte a produrre quell’effetto. In caso di variabili sconosciute, noi attendiamo un effetto e invece si ha un effetto diverso, da cui la necessità di ampliare la descrizione del mondo.

Hume afferma che il desiderio degli Esseri Umani è aspirazione alla felicità, ma non alla propria felicità in quanto esseri separati, ma alla felicità dell’intero corpo sociale di cui il singolo essere umano è parte. Questo non è poco se contrapposto all’egoismo cattolico in cui l’essere umano vede sé stesso uguale a dio e tutti gli altri in ginocchio.

Accenno inoltre al concetto di dio in Hume. Per lui non esiste una giustificazione per la quale gli Esseri Umani debbano credere nell’esistenza di un dio creatore. Tale credenza, secondo Hume, deriva da sentimenti di paura e speranza, radicati da sempre nella natura umana. In altre parole Hume si avvicina al concetto reale secondo cui il concetto di dio altro non è che violenza, attraverso la quale si costringono gli Esseri Umani al condizionamento educazionale. Per questo ci vorranno molti altri cambiamenti.

Hume svilupperà anche numerosi scritti di economia trattando di moneta, tasso di interesse e commercio internazionale.

Concludendo, Hume contribuisce in modo determinante allo sviluppo del pensiero di questo secolo. In modo particolare, il suo pensiero diventa punto di riferimento nella trasformazione del comando sociale, che è costretto ad aumentare i margini di libertà degli Esseri Umani.



Rousseau Jean Jacques 1712-1778


Se in filosofia si volesse usare una definizione popolare come “matto come un cavallo”, attribuendola ad un pensatore, questa sarebbe adatta per definire Rousseau.

Matto, nel significato popolare, lo era in tutte le manifestazioni della sua vita e non poteva essere diversamente, vista la costruzione filosofica che è riuscito a produrre.

I filosofi affrontano i meccanismi del pensiero, lo rinnovano con intuizioni notevoli, ma subito questo nuovo pensiero diventa moda. Diventa un modo attraverso il quale apparire e divertire nei salotti buoni, fra gente che non ha nulla da fare. Al pensiero si strappa il dente della furia innovatrice e lo si trasforma in un contenitore vuoto. Quando l’operazione sembra riuscita, ecco apparire un Rousseau, il quale ha paura di una cosa sola: che qualcuno gli metta delle briglie costringendolo a tirare il suo carretto!

Se un filosofo lo si apprezza per la carica di dinamite con la quale distrugge le convenzioni del suo tempo, Rousseau deve essere apprezzato per aver trascorso la vita a fabbricare cariche di dinamite. E’ diventata famosa la frase: “Rousseau non ha scoperto nulla ma ha incendiato tutto!”. In pratica, ha reso vivo e importante il pensiero che, stanco e morente, aveva perso la sua carica propositiva e innovativa.

Riassunta in questo modo la sua vita, passiamo ad annaspare nei suoi concetti.

Innanzi tutto, Rousseau attacca il concetto di natura sviluppato dalla scienza. Per gli scienziati, la natura è un meccanismo vuoto. Infatti, la natura è un essere vivente! La natura è fuoco! La natura è vita in trasformazione continua! La natura vivente è un flusso che si manifesta nell’uomo nell’infallibilità dell’istinto e nella forza travolgente del sentimento. E ancora: è la società con il suo mortificante intrigo di convenzioni e di leggi che rende l’uomo schiavo di bisogni e di obblighi artificiali, e perciò egoista e malvagio, inquieto e infelice.

Anche se questi principi sono conosciuti, Rousseau li infiamma, dona loro un’anima, un pathos, una necessità d’esistenza che prima di allora non avevano.

Tutto questo Rousseau tenta di esprimerlo nel suo “contratto sociale”, nel quale egli impone alle istituzioni sociali il dover essere. In altre parole, Rousseau indica i doveri alle istituzioni. I doveri dai quali le istituzioni non possono derogare.

Siamo davanti ad una trasformazione storica.

L’istituzione non è più emanazione del dio padrone del mondo, ma è libero contratto fra i cittadini, come indicato in Locke, per diventare, in Rousseau, esecutrice di doveri imposti dai cittadini.

Rousseau abbandona i figli avuti con Marie-Therese Levasseur in orfanotrofio, incapace di svolgere la propria funzione di padre, ma in “Emilio” esprime il concetto fondamentale sull’educazione. Educare significa lasciare che la natura agisca, e il miglior maestro è quello che non fa sentire la propria presenza e affida alle forze naturali l’ammaestramento e la correzione del fanciullo.

E’ un primo passo nei concetti di educazione. Un buon passo, fino ad arrivare là dove l’educazione va fatta solo sugli Esseri Umani adulti. Sono gli Esseri Umani adulti che devono autoeducarsi continuamente, i fanciulli crescono imitandone il processo di trasformazione.

Il fanciullo non è più il piccolo pazzo del razionalismo voltairiano: ogni età ha la sua perfezione e il bambino deve vivere sciogliendo le briglie alle esuberanti energie della sua età fortunata, in attesa che la natura provveda, secondo tempi che non tollerano forzature, a trasformarlo in uomo. Con questo, Rousseau esprime un concetto d’urgenza, di impellenza sociale, al rispetto per il divenire del bambino. I suoi diritti anteposti alle esigenze degli adulti.

E’ un primo passo. Un passo intellettivo più che un prodotto delle sue mani, ma è un passo fondamentale, in un momento in cui i cattolici, gestendo gli orfanotrofi, guadagnano vendendo bambini ai loro sfruttatori.



Beccaria Cesare Bonesana conte di (1738-1794)


Anche Beccaria, come Voltaire, non è un filosofo, ma si può considerare un riformatore del sistema giuridico. E’ colui che, partendo dai principi filosofici del suo tempo, lavora per trasformarli in norme giuridiche.

Perché lo vogliamo annoverare fra i filosofi del secolo? Perché la sua opera, insieme a quella di altri, contribuisce a cambiare il concetto di giustizia rispetto al concetto assolutista dell’essere umano quale proprietà assoluta del dio e dei suoi rappresentanti in terra.

Nel suo “dei delitti e delle pene”, non si schiera contro il reo, ma contro le istituzioni, contro il loro modo di intendere la giustizia. Beccaria altro non fa che tentare, in questo settore, di mettere in pratica le linee filosofiche di Rousseau, Locke e Hume. Egli traduce i principi filosofici in attuazione pratica e modificazione sociale.

Quali sono gli elementi rispetto ai quali prende posizione?

Innanzi tutto è contro la pena di morte. Cosa assolutamente inconcepibile per la chiesa cattolica; ricordiamo che solo da qualche anno è stata abolita la pena di morte nello stato del Vaticano.

E’ contro la tortura. Cosa inconcepibile per la chiesa cattolica, che ha costruito il proprio sistema giuridico sul diritto di torturare gli arrestati.

E’ contro la graduazione delle pene in base allo stato sociale del reo. Cosa inconcepibile per la chiesa cattolica, che si ritiene, in quanto emanazione del suo dio, padrona degli Esseri Umani e ritiene che i suoi membri possano commettere qualsiasi azione senza soggiacere a nessuna pena. Gli Esseri Umani per lei sono solo bestiame, che deve sottostare a qualunque angheria essa gli imponga. La chiesa cattolica, come un buon padre, si ritiene in dovere di stuprare i propri figli!

E’ contro le prigioni anguste e malsane. Cosa inconcepibile per la chiesa cattolica. Per la chiesa cattolica una pena detentiva deve essere una costante tortura per il poveraccio, e pertanto deve costruire condizioni invivibili per il condannato.

E’ contro il sistema giuridico congegnato in un modo tale che il reo non possa dimostrare la propria innocenza. Cosa inconcepibile per la chiesa cattolica, poiché nel suo sistema giuridico, qualunque persona essa accusi è necessariamente colpevole e pertanto ci si ritiene in dovere di torturarla per dimostrare le accuse.

Beccaria si oppone alle iniquità più vistose del sistema giuridico. Proprio nel far questo, inizia un processo di trasformazione che porterà ad intendere la giustizia in un modo diverso, anche se questo non avviene in tutte le nazioni e in tutte le situazioni. Ma ormai possiamo dire che il processo, con tutte le contraddizioni, è irreversibile.

Questa è la grande rivoluzione di Beccaria. Egli risponde a sollecitazioni che vengono dal corpo sociale, trasformandole in sistema giuridico. Il suo successo porterà all’avvio di molte trasformazioni. Un sistema sociale più vivibile permette lo sviluppo geometrico della Stregoneria e la rinascita del paganesimo.


Kant Immanuel (1724-1804)


Per parlare di questo filosofo dovremmo impiegare molte pagine e molti scritti.

Per quanto interessa a noi, di Kant accenniamo soltanto alla “critica della ragion pura”, nella quale dimostra come non esistano prove dell’esistenza del dio creatore ma ne esista solo un’accettazione soggettiva.

Egli afferma che non esiste nessuna prova dell’esistenza di dio ma che lui ci crede perché desidera crederci.

Qualche secolo prima lo avrebbero bruciato, ma ormai i tempi sono cambiati. Gli uomini hanno cambiato la sequenza dei mutamenti, e, proprio perché è cambiata la sequenza dei mutamenti, Kant può seppellire l’idea biblica di dio.

Con Kant dio è morto. Ma come ogni morto, quando imputridisce infetta l’intero corpo sociale. Cosi si racconta una verità nelle università e un’altra verità al bestiame del gregge.

Dopo Kant e dopo la rivoluzione francese, nulla è più come prima. I mutamenti si susseguono veloci e diversi, tanto da sembrare che non ci siano collegamenti con le trasformazioni precedenti.


Anche se noi abbiamo accennato ad alcune figure di filosofi, siamo debitori a milioni e milioni di individui che hanno sorretto le idee, i pensieri e i bisogni della gente, di cui i filosofi hanno rappresentato solo una minima parte.

Le idee dei filosofi non sarebbero nulla, se non fossero state supportate dall’energia vitale e dal Potere di Essere di milioni di persone, che hanno alimentato le linee di tensione, trasformando queste idee e i bisogni che rappresentavano in idee e bisogni divini. Anche se il filosofo appare come artefice, in realtà egli è il prodotto delle tensioni degli Esseri Umani e del divino di cui costoro sono portatori. Anche se il filosofo appare come un gigante, in realtà il vero gigante è il potere divino di cui sono portatori gli Esseri Umani nel fondare il proprio divenire nell’eternità.

A questo periodo noi fermiamo la nostra analisi storica. In questo momento si conclude la più grande operazione che gli Stregoni abbiano messo in atto, convogliando bisogni e fare umani per fondare il principio libertà. Da qui in avanti verranno formandosi altre strategie, altri percorsi, che verranno alimentati perché il cammino di libertà non può permettersi nessuna interruzione, pena la distruzione del divenire eterno della nostra specie.

Da questo momento in poi diviene possibile la rinascita del paganesimo. Dalla rivoluzione in avanti, le linee di tensione alimentate dagli Stregoni portano in quella direzione. Nuove teorie, nuove percezioni, nuove idee, tutte volte ad ampliare la libertà sulla quale il politeismo fonderà il proprio divenire. Qualora il politeismo tenterà di appropriarsi degli Esseri Umani, anziché esserne l’espressione dei bisogni, allora perderà la sua funzione propositiva nella società umana.


Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it

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