LA VIOLENZA CHE INORRIDISCE
La
manifestazione contro la violenza alle donne fatta a Roma il 24 novembre 2007 è
importante per comprendere la VIOLENZA CHE INORRIDISCE.
I
media parlano di violenza, di omicidi, di ferimenti, nei confronti delle donne e
dei bambini e, di volta in volta, indicano un mostro responsabile di tali
omicidi e di tali ferimenti.
I
media applicano un principio di violenza inaudita nell’indicare il “mostro” di
turno. Non si tratta di dire che quella persona non sia materialmente responsabile
di tali atti, ma si tratta, dal punto di vista dei media, di nascondere
l’origine di tali atti. Come se gli atti di violenza fossero manifestazione
della malvagità innata dell’individuo e non dei suoi processi di adattamento a
stimoli, socialmente imposti, che ne hanno determinato il suo divenuto.
I
media e i giornali hanno uno scopo. Uno scopo preciso. Nascondere le cause che
determinano il divenuto dell’individuo che mete in atto azioni distruttive o
violente nella società civile.
Tutti
i media, indistintamente, hanno un solo scopo, allontanare da loro la
responsabilità degli atti di violenza che vengono fatti nella società civile.
Mettere delle ragazze nude in un programma televisivo fa piacere allo
spettatore, alza gli ascolti e rende gradevole lo spettacolo, qualunque esso
sia. Diverso è quando i seni delle ragazze diventano l’unica cultura popolare
rappresentata dai media ed usata per sbeffeggiare, deridere e offendere la
cultura nazionale e i bisogni delle persone. Quanto dietro ai seni delle
ragazze si nascondono stragi e terrori. Quando dietro i seni delle ragazze si
nascondono le violenze sui bambini. Quando dietro ai seni delle ragazze si
giustifica la violenza domestica. Quando dietro ai seni delle ragazze si
nasconde il pericolo sui posti di lavoro. Quando dietro ai seni delle ragazze
si nascondono i problemi scolastici o si giustificano molte forme di violenza
fra coetanei. Dopo di che, ci sono altri media che per nascondere l’origine
della violenza nella società civile, anziché ricercarne le cause,
criminalizzano i seni delle ragazze in televisione affermando che è questa
rappresentazione a spingere le persone ad atti criminali.
Non
si tratta solo di propaganda, ma si tratta di una cosa molto più grave: i media
favoriscono la violenza nella società civile.
Dobbiamo
leggere le statistiche per scoprire come la violenza su donne e bambini sia
attuata, principalmente, all’interno delle relazioni familiari e abbia nelle
relazioni parentali la giustificazione dell’atto da parte del violentatore. Il
violentatore legittima la sua violenza proprio attraverso la relazione parentale forte del controllo culturale ed emotivo che
esercita sulla vittima.
Il
controllo culturale ed emotivo sulla vittima è quanto inorridisce. Il carnefice
è una figura istituzionalizzata, sia a livello giuridico che a livello
culturale, che attraverso il proprio ruolo, nella relazione con la vittima,
pretende di esercitare una forma di diritto morale.
Nelle
statistiche, dalle denuncie delle donne che hanno subito un tentato stupro (da
La Repubblica 2007) scopriamo (scopriamo è la parola esatta perché i media
hanno provveduto a nascondere la drammaticità della situazione presi da altri
interessi) che il 37,9% delle azioni è fatta dal partner, il 27,4% da un
conoscente, il 9,5% da amici, il 7,9% da un collega e il 5% da un parente.
Tutte persone che hanno relazioni sociali con le vittime e solo il 16,4%
subisce tentati stupri da estranei.
Lo
stupro, dunque, è una sorta di riaffermazione del potere dello stupratore nella
relazione sociale con la donna o col bambino.
Una
riaffermazione che ha la sua legittimità nella cultura trasmessa e negli
adattamenti che a quella cultura il violentatore ha messo in atto.
Ciò
che inorridisce è questo!
Le
botte o la violenza sessuale in sé non sono distruttive per le persone, lo
diventa quando quella violenza penetra nella struttura emotiva distruggendo la
capacità di determinazione psichica della persona nel mondo in cui vive.
Inorridisce quando l’azione di violenza fisica ha il preciso scopo di impedire
alla persona di esercitare la propria
determinazione emotiva nel quotidiano ricattandone sentimenti emozioni e quell’investimento relazionale che la persona aveva fatto
nel corso della propria vita. Quando chi ami ti massacra di botte perché pretende
un comportamento. Chi uccide la struttura psichica non sono tanto le botte,
quanto la rottura di quella relazione sulla quale si era investito la propria
struttura emotiva: “Io, sfuggita alle botte dell’uomo che amavo. Dovevo fare
sempre quello che lui decideva. E bastava un gesto, una parola, un rifiuto per
ricevere insulti e botte.” (La Repubblica 21.11.2007)
La
violenza che inorridisce è quella violenza che sancisce il dominio psichico
della persona e, guarda caso, avviene proprio dentro alla famiglia e, in misura
minore, sui luoghi di lavoro. Là dove le persone possono essere ricattate
emotivamente (in famiglia) o economicamente (sui posti di lavoro).
C’è
una sorta di dominio psicologico dell’aguzzino nei confronti della vittima a
monte della violenza ed è esattamente quella condizione che i media, giornali e
televisioni, vogliono nascondere per consentire alla violenza sulle donne e sui
bambini di poter esprimersi in tutta “libertà” salvo strapparsi i capelli e
indicare il mostro di turno quando un episodio, più efferato di altri, si
presenta alla cronaca.
A
fondamento della violenza sulle donne, sui bambini, sui sottoposti nei posti di
lavoro, sulle persone detenute dall’autorità giudiziaria, c’è sempre la stessa
pulsione di ordine educazionale, sociale, culturale,
in aperta violazione delle norme sociali come costituzionalmente determinate.
In
queste forme di violenza, l’altro è considerato, nella testa dell’aguzzino, un
soggetto privo di diritti: “Hai firmato il contratto coniugale? E ora fai ciò
che prevede e se non lo fai ti violento! Sei mio figlio e se non fai quello che
voglio io ti massacro; sei mio figli e come tale se ho voglia di farti violenza
fisica devi subirla, perché tu “devi onorare il padre e la madre”! Sei il mio
dipendente, io ti do’ il lavoro e tu mi devi essere
grato e se ti faccio violenza tu la devi subire come atto di gratitudine! Hai
fatto il reato, e allora ti massacro di botte nel posto di polizia, tu sei un
emarginato, mica sei Berlusconi!” Tutte queste forme
di violenza vengono legittimate da chi fa la violenza proprio per il dominio
che il violentatore ha sulla sua vittima. Diverso è per le attività di mobbing o di bullismo in cui le
finalità dell’atto sono quelle di costringere chi subisce la violenza a
accettare il ruolo di vittima, ma è ancora riconosciuto dagli aguzzini un loro
possibile concorrente.
Da
dove nasce questo tipo di ideologia della violenza che fa inorridire in quanto
priva le persone dei loro diritti?
Dall’ideologia
cristiana imposta mediante la struttura educativa nella società civile in
antitesi alla morale Costituzionale.
In
una società monarchica, l’educazione cristiana era perfettamente funzionale con
la gerarchia di dominio sociale, in una società democratica l’educazione
cristiana costruisce degli individui inadeguati alla società civile. Se la
violenza alle donne, specialmente in famiglia, era una condizione normale nella
società monarchica e nella morale cattolica, diventa delitto, prevaricazione e
orrore in una società in cui gli individui sono dei soggetti di diritto
Costituzionale in ogni fase della loro vita, in ogni ruolo sociale occupato, in
ogni funzione sia legittima che illegittima. Un individuo non può mai essere
costretto a prescindere da sé stesso, sottoposto a violenza per essere ridotto
a bestiame privo di volontà e di diritti.
Può
forse stupire questa notizia di oggi anche se accaduta in Nuova Zelanda?
26 novembre 2007
WELLINGTON (Nuova Zelanda) - Dalla Nuova Zelanda arriva una
notizia che sembra uscita da un film dell'orrore. Janet
Moses, una giovane di 22 anni, e' stata uccisa lo
scorso mese di ottobre da una quarantina di parenti durante un esorcismo. La
donna ha prima subito l'asportazione degli occhi, poi le e' stata iniettata
dell'acqua in gola, prima di essere annegata. Lo ha reso noto il quotidiano
locale 'Dominion Post', precisando che la famiglia
della donna uccisa ritiene di essere vittima di una maledizione da quando uno
dei suoi membri ha rubato una statua di pietra da un pub. La stessa sorte e'
poi toccata alla cugina 14enne di Janet Moses, ma l'adolescente e' riuscita a sopravvivere ed e'
ora ricoverata in gravi condizioni in un ospedale, dove e' stata sottoposta a
un intervento d'urgenza nel tentativo di salvarle la vista. (Agr)
Oppure questa notizia?
Una donna
italiana di 38 anni, le cui generalità non sono ancora note, è stata trovata
morta nella sua abitazione a Toscanella di Dozza, nell'Imolese. Non si
conoscono ancora le ragioni del decesso. I carabinieri stanno indagando per
capire, con l'aiuto dei periti, se la donna - che presenta alcuni segni al
collo - possa essere stata uccisa o meno. Il marito, da cui
era divisa, date le ultime notizie, è stato arrestato. Nella casa c’erano due
figli di 15 e 14 anni che, da quello che si dice in queste primissime ore, non
si sono accorti di nulla.
E sono notizie di oggi,
26 novembre 2007. Se frughiamo nella stampa ne troviamo a centinaia di notizie
simili. Ebbene, tutti questi delitti avvengono perché vengono violate la nome
della Costituzione nell’educazione dei bambini. I responsabili di tali delitti
sono le Istituzioni che, violando il dettato Costituzionale, impongono ai
bambini un’educazione di prevaricazione in nome di un crocifisso e non
trasmettono le norme morali della Costituzione e tanto meno le modalità di
relazione fra le perone che la Costituzione prevede.
La violenza che
inorridisce è quella violenza che costruisce nella persona violentata uno stato
di prostrazione psichica che gli impedisce di chiedere giustizia o di
rivendicare i suoi diritti. La violenza che inorridisce è quella violenza che
incide nella struttura emozionale delle persone impedendo loro di troncare
quella relazione violenta perché non hanno mezzi, conoscenza o consapevolezza
per poterlo fare. Mezzi, conoscenza e consapevolezza che sono stati sottratti
loro dalle Istituzioni che avrebbero dovuto fornirli per attrezzare i cittadini
affinché possano vivere nella società civile e contribuire a “concorrere al
progresso materiale o spirituale della società”.
La violenza che
inorridisce è la violenza che proviene dall’ideologia cristiana che si
contrappone e sovrappone all’ideologia del rispetto della persona propria della
Costituzione della Repubblica. La violenza che inorridisce è la violenza voluta
da individui che all’interno delle Istituzioni non hanno rispetto né attenzione
per il dettato Costituzionale ma, ritenendosi in diritto di vessare i cittadini
in quanto loro “sono l’istituzione, esenti da doveri e sottratti dall’essere
perseguiti dagli organi competenti, preferiscono stuprare la capacità critica
dei bambini costruendo degli adulti inadeguati che sapranno veicolare la loro
sessualità solo all’interno della violenza prevaricatrice nei confronti dei più
deboli. Saranno poi magistrati giuridicamente corrotti e moralmente vigliacchi
che perseguiteranno tutte quelle azioni che le persone vessate e violentate
metteranno in essere per non soccombere a quella violenza che i magistrati
stessi, con le loro azioni paranoiche e farneticanti, collaborano per imporre
alla società civile.
Marghera, 26 novembre 2007
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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