Gesù insegna l'ideologia della pedofilia e della pederastia alla chiesa cattolica

Claudio Simeoni

Il libro, Gesù di Nazareth: l'infamia umana, contiene l'analisi ideologica di Gesù

Cod. ISBN 9788893322034

 

Valori morali e valori sociali

 

La pederastia di Gesù nei vangeli

I vangeli e la violenza sui bambini

Questa fu la prima pagina organica in cui analizzavo la pratica della pederastia e della pedofilia nella chiesa cattolica come praticata e finalizzata da Gesù.

La pedofilia e la pederastia cristiana sono da un lato funzionali nel concorrere, con altre violenze comportamentali imposte ai bambini, ad imporre la fede in Gesù costruendo dipendenza emotiva e insicurezza esistenziale e, dall'altro, soddisfano il violentatore che nella pratica sessuale si fa Gesù possedendo a proprio piacere persone indifese.

Mentre stavo analizzando la posizione di Giuda all'interno del concetto di tradimento, mi sono capitati fra le mani alcuni passi del Gesù di Nazareth che associati ad alcune informazioni dei quotidiani mi hanno obbligato ad analizzare le pratiche sessuali di Gesù presenti nei vangeli.

Quali erano le pratiche sessuali di Gesù?

I cristiani sono abituati a pensare all'astinenza sessuale. Non esiste nei vangeli l'idea che Gesù praticasse l'astinenza sessuale. I cristiani si fanno eunuchi per il regno dei cieli, ma non si fanno eunuchi per vivere nella società. In realtà, l'astensione dalla pratica sessuale è imposta da Paolo di Tarso che reputava un dono del suo dio la sua impotenza sessuale che gli permetteva di astenersi dalla carne. L'impotenza sessuale di Paolo di Tarso è il modello che la chiesa cattolica ha imposto ai suoi adepti con la violenza, ma solo formalmente perché legittima la violenza sul più debole purché "non dia scandalo", in altre parole, "purché non si sappia".

Per i cristiani è lecito quanto è detto o mostrato mediante l'azione da Gesù; è illecito quanto contrasta con quanto detto o mostrato da Gesù. Per i cristiani Gesù è la verità e non esiste una pratica di vita sessuale lecita se non quella mostrata da Gesù.

Dice il vangelo di Matteo:

"Allora gli furono presentati dei fanciulli, affinché imponesse loro le mani e pregasse. I discepoli li ostacolavano, ma Gesù disse loro: "Lasciate i bambini e non impediteli di venire da me, perché a quelli come loro appartiene il regno dei cieli". Quindi impose loro le mani e partì da lì."

Vangelo di Matteo 19, 13 15

Dice Marco in Gesù e i fanciulli:

"Gli conducevano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano quelli che glieli presentavano. Gesù veduto questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate venire a me i bambini e non impediteli, perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro. In verità vi dico: chi non riceverà il regno di dio come un fanciullo, non c'entrerà". Poi li abbracciò e li benedisse imponendo loro le mani.

Vangelo di Marco 10, 23 26

Luca non è diverso da Marco. Almeno su questi passi. Ma continua Marco a proposito della cattura di Gesù:

"Allora abbandonatolo, tutti fuggirono. Vi fu però un giovinetto che lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e lo presero. Ma lui, lasciato il lenzuolo, scappò via nudo"

Vangelo di Marco 14, 51 52

Il problema che voglio affrontare sono le relazioni sessuali di Gesù come descritto nei vangeli ufficiali. Lasciamo perdere, in queste considerazioni, il vangelo di Giovanni che viene scritto in tempi più tardi e con maggiore attenzione all'attività sessuale di Gesù anche se comunque, è in continuità con i vangeli precedenti spostando di poco la pratica sessuale; dall'abuso dell'infanzia all'abuso dell'adulto. Proviamo a scoprire le pulsioni sessuali e la loro veicolazione che emergono dalla lettura dei vangeli.

Il momento da cui sono partito per l'analisi in questa direzione è quello di una lettera scritta da una parrocchiana della parrocchia di Tutti i Santi al vescovo Thomas Tschoepe per elogiare il sacerdote Rudolph Kos accusato alla fine degli anni '80 e inizio degli anni '90 di aver abusato e stuprato molti chierichetti e condannato (oltre alla pena) a pagare in solido con la parrocchia oltre 200 miliardi di lire come risarcimento degli stupri subiti da 11 ex chierichetti di cui uno suicidatosi nel 1992.

La lettera è riportata nel quotidiano La Repubblica del 26 luglio 1997.

"Il suo vestibolo è sempre pieno di chierichetti. Li segue anche dopo la messa. Rimanda gli altri impegni per restare con i giovani. E ha scelto di lavorare con i giovani dicendo semplicemente: "Li amo". Forse dio gli ha dato una missione speciale nelle diocesi, perché curi giovani e adolescenti. La chiesa ha bisogno di persone come queste per formare la prossima generazione dei cattolici."

La lettura della lettera dà un'interpretazione sul vestibolo pieno di giovani chierichetti. Un'immagine che aderisce all'immaginario cattolico e all'interpretazione data dai cattolici sul comportamento di Gesù con i giovani. Un'interpretazione vissuta dallo spettatore come un "arricchimento del Sistema Sociale".

Quest'immagine non è prodotta dalle capacità critiche, analitiche o dall'indagine messa in essere dalla parrocchiana. Questa immagine è frutto del desiderio prodotto dall'immaginazione cattolica nella parrocchiana. Questa immagine è prodotto del suo immaginario, dalla sua idealizzazione prodotta del condizionamento educazionale cattolico. Questa immagine è il risultato della distruzione, operata dal condizionamento educazionale cattolico, della capacità critica dell'individuo e dell'esercizio della sua volontà e delle sue determinazioni per risolvere le contraddizioni all'interno della sua esistenza. Questa parrocchiana non ha relazioni con gli uomini, ma vive una relazione col suo dio immaginario che proietta sugli uomini e sulla società per giustificare la sua immaginazione di dio e della chiesa cattolica.

Pur conscio dell'enorme quantità di dati e di informazioni nascoste e distrutte dalla censura cattolica per impedire di essere imputata di delitto e dall'incuria di chi avrebbe dovuto proteggere il futuro dell'infanzia, le informazioni di stampa unite alla dottrina cristiana-cattolica col suo bisogno di dominio sull'uomo, ci permettono farci un'idea di quanto dolore la chiesa cattolica ha seminato nell'infanzia.

Partendo dal modo col quale la parrocchiana cattolica interpretava l'attività stupratrice di Rudolph Kos, è necessario rileggere i vangeli per comprendere il motivo e la radice ideologica non solo dell'attività degli stupratori cattolici, ma dell'attività con cui la chiesa cattolica occulta la sua attività imponendo idee e convinzioni aprioristiche sulle persone capaci di resistere ad ogni dato di realtà.

Ricordiamo sempre che gli istituti religiosi per orfani e simili sono stati dei veri e propri lager di torture e maltrattamenti, stragi di milioni di indifesi per il divertimento sadico di preti e suore. Istituiti dai quali la magistratura si è sempre tenuta lontana, salvo casi eccezionali, in quanto gli stessi magistrati, educati dall'ideologia cattolica, hanno sempre considerato i bambini bestiame del gregge senza diritti e, quando andava meglio, carne da lavoro.

Solo dopo una feroce battaglia la legge italiana ha fatto proprio il concetto secondo cui la violenza sessuale sui bambini è un delitto contro la persona. L'opposizione a questa norma giuridica è stata fatta dalla chiesa cattolica che voleva mantenere la legge precedente, propria della monarchia assoluta, secondo cui i reati di pedofilia e pederastia erano reati contro la morale, cioè non contro il bambini, ma contro il suo dio padrone legittimando con questo la violenza di pedofilia e pederastia dei preti cattolici. Solo con la nostra Costituzione i bambini sono persone soggetti di diritto Costituzionale; per la chiesa cattolica i bambini sono oggetti di possesso, creati dal suo dio padrone, dei quali lei è legittimata a stuprarli e violentarli.

La domanda che mi posi fu questa: qual era e qual è la sessualità descritta del Gesù di Nazareth nei vangeli?

L'attività, continua e sistematica, di pederasta e pedofilia portata avanti e sviluppata in 1500 anni da preti e frati è frutto delle loro personali scelte o queste emergono dal delirio di onnipotenza e impunibilità che la chiesa cattolica impone prima e garantisce, dopo, a loro come applicazione degli insegnamenti di Gesù? In altre parole, sono loro e personali scelte dovute alla "natura di uomini" o sono scelte imposte dalla loro religione? Perché nel corso di millecinquecento anni la chiesa cattolica ha sempre coperto, favorito e comunque, anche quando svelata, protetto la pratica della pedofilia e della pederastia considerandola meno grave di un'eresia o di un adulterio?

E' vero che la chiesa cattolica deve trafficare in schiavi per cui abbisogna di bestiame da mettere in ginocchio, umiliare e sfruttare ma è altrettanto vero che ha imposto una specie di verginità dei preti, specie negli ultimi 3-400 anni, che suona quasi un'istigazione a pratiche di pedofilia e di pederastia. Sembra che voglia proteggere le malefatte con cui preti e vescovi distruggono la struttura emotiva dei ragazzi, mentre criminalizza le fughe d'amore di preti con donne.

Il problema è solo di devianza soggettiva o esistono delle indicazioni dottrinali attraverso le quali imporre, favorire o comunque coprire quella devianza soggettiva?

Qual è il senso della mia ricerca? La ricerca deve essere svolta non tanto nelle affermazioni dei profeti ma negli atti e nelle affermazioni di chi i cattolici indicano come figlio del loro dio, dio egli stesso, soggetto da imitare: il loro Gesù.

In altre parole, se Gesù avesse fatto all'amore con una donna, fare all'amore potrebbe essere un sacramento in quanto atto naturale ripetuto dal dio e da suo figlio che è dio, ma se il figlio del dio padrone ha rapporti pederasti questi, giocando sugli equivoci dei costumi greci, quel tipo di rapporto diventa sacro e parte integrante la dottrina cristiana. Non diventano sacramento ma comunque vengono favoriti, coperti e tollerati. Non si può certo imputare a Gesù, ignorante com'era, l'esercizio dell'amore platonico e gentile come qualcuno vorrebbe per coprire le sue malefatte. Si possono soltanto dedurre le tendenze sessuali dai suoi comportamenti come fa la chiesa cattolica che ne criminalizza alcuni e ne tollera altri (salvo poi favorirli in segreto).

Che cos'è il "godimento"; come lo considero?

Il godimento nei vangeli è quella pratica con cui, sia pur a livello intellettuale come esercizio retorico, viene descritto un Gesù che viene fatto passare più arguto di Farisei, Sadducei, Gran Sacerdoti, magistrati o Pilato.

Il godimento intellettuale che deriva dalla prevaricazione culturale è direttamente contiguo all'attività di pedofilia e di pederastia che procura godimento al violentatore nella prevaricazione dell'oggetto posseduto che nelle sue mani appare come indifeso. E' nel possesso dell'individuo indifeso che si sviluppa la veicolazione libidica che in condizioni favorevoli al violentatore sfocia nella pratica della pedofilia e della pederastia. Nelle forme più gravi quelle persone che praticano pedofilia e pederastia non sono in grado di avere rapporti sessuali se non attraverso l'assoluto controllo del soggetto.

Il godimento intellettuale sviluppato in forma retorica o sofista (nel "ti faccio fesso") fatta da battute brevi e sintetiche corrisponde, dal punto di vista intellettuale, alla pederastia e alla pedofilia: la pulsione che ne sta alla base è la stessa. L'opposto a questa pulsione è l'attività di analisi e di esercizio critico.

Gesù pone l'accento sull'accettazione della sua dottrina da parte dei bambini. I bambini in quanto sottomessi; i bambini come oggetto di godimento in quanto i bambini non hanno ancora forgiato la loro capacità di analisi e di critica. Si tratta del godimento intellettuale che come possesso dell'intelletto dell'altro, del bambino, prelude al possesso fisico del bambino. Non tutti coloro che mettono in atto azioni di godimento nella prevaricazione intellettuale mediante affermazioni retoriche o sofiste violentano fisicamente i bambini. Servono altre condizioni che rendano il violentatore, almeno ipoteticamente o solo nel suo immaginario, immune da ritorsioni. Ma chi pratica violenza pederastica e pedofilia anticipa tale attività con la prevaricazione intellettuale composta da frasi retoriche o trucchi sofistici rispetto ai soggetti, bambini e bambine, che diventano oggetti delle sue attenzioni sessuali.

Il godimento intellettivo è il godimento dell'incubo nella sua azione sul succube o su chi è costretto a subire l'azione. Il succube soggiace all'azione dell'incubo, la accetta in quanto la sua sopravvivenza è legata alla sua accettazione al di là che interiorizzi o soggettivizzi le ragioni ideologiche o che si limita a subirla perché impossibilitato a reagire. E' importante notare come il pensiero espresso da Gesù non sia apprezzato né dai Sadducei, né dai Farisei, né dai gran Sacerdoti, né da nessun altro Essere Umano che possedesse un minimo di conoscenza della vita (o che si occupasse di idee astratte) in termini di esperienza sia esistenziale che filosofica o teologica. Questa lacuna sarà colmata solo nell'ultimo vangelo usato dai cristiani, quello di Giovanni, che eleverà il verbo, il logos, a categoria religiosa fondamentale del cristianesimo. Appunto il logos che diventa la battuta retorica o sofistica con cui intrappolare l'attività intellettuale del bambino come metodo per sottometterlo e come prologo per la violenza sessuale

Ogni volta che Gesù si scontra con i Sadducei, i Farisei o altri si limita ad inveire e insultarli. E' costretto ad insultarli e a calunniarli in quanto l'affermazione di sé stesso quale figlio del dio creatore potrebbe al massimo suscitare ilarità. Chi è dunque colui che non contesta Gesù? I bambini. Coloro che non sanno né leggere né scrivere né sono smaliziati in termini di esercizio del dominio; non sono in grado di contestare il suo essere assoluto, possono soltanto subire la sua violenza. Meravigliarsi per le sue affermazioni deliranti che descrivono un fantastico. Anche oggi, mettere in ginocchio i bambini, sottometterli ad un'immagine trascendentale propria dell'immaginazione è il fondamento della propaganda cattolica. I cattolici non possono permettere che la formazione del pensiero come formazione della personalità dei bambini, preceda il condizionamento educazionale da loro imposto.

Secondo i vangeli i bambini non vanno da Gesù, ma gli vengono portati! Sono costretti ad andare da Gesù come se non avessero cose migliori da fare. Ci sono chiaramente degli adulti che determinano le scelte dei fanciulli. I fanciulli sono condotti, dunque, e al di là delle modalità, sono costretti ad andare da Gesù perché portati.

Quest'affermazione la troviamo sia in Matteo che Marco e Luca. Se in Matteo troviamo la frase tradotta in (trascrizione da una bibbia tradotta dall'Aramaico):

"Gli furono presentati dei fanciulli, affinché ponesse loro le mani e pregasse", in Marco la frase è tradotta in questo modo: "Gli conducevano dei bambini perché li toccasse".

Appare evidente come nella frase di Matteo c'è un tentativo di mascherare l'obbligo mentre l'obbligo e il sospetto di relazione sessuale è più chiaro in Marco.

"A quelli come loro appartiene il regno dei cieli" dice Matteo, mentre Marco afferma: "perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro". Non è precisato cosa si intende con l'essere simile a loro in quanto l'unica cosa che i bambini presentano è la sottomissione a chi li porta a Gesù che impone loro le sue mani e che li tocca. Essere simili a loro significa essere costretti alla sottomissione. Farsi succube davanti all'incubo.

Non esistono altre indicazioni che individuano intenzioni diverse.

Ricordo che la frase: "Chiunque scandalizza uno di questi piccoli che credono in me sarebbe bene che si legasse una macina ecc." (Mt. 18, 6). Appartiene ad un contesto diverso. Un contesto di determinazione di proprietà degli Esseri Umani. Una proprietà che trova inammissibile scandalizzare un piccolo che crede in lui ma che indica come chiunque creda in lui può scandalizzare ogni altro fanciullo che in lui non crede. La frase determina la proprietà del bestiame umano non una relazione col fanciullo.

Secondo Matteo, dopo aver imposto le mani se ne andò di lì, mentre Marco calca ulteriormente la mano sul concetto affermando: "Chi non riceverà il regno di dio come un fanciullo, non c'entrerà". Anche questa frase sta ad indicare la sottomissione per poter entrare nel regno di dio.

Sottomettersi a Gesù, sottomettersi alla chiesa in quanto continuazione dell'ideologia di Gesù. Conclude Marco: "Poi li abbracciò e li benedisse".

Gesù umilia chi non si può difendere, inveisce contro chi chiede spiegazioni. Questo è un atteggiamento psicologico comune a chi si ritiene padrone di altri individui indifesi e teme un qualche tipo di concorrenza.

Il senso di farsi come un fanciullo è quello di farsi indifeso davanti al padrone, allo stupratore. La distruzione della cultura ad opera dei cristiani servirà per impedire alle persone di difendersi, ma i bambini sono indifesi in sé. Questa relazione morbosa di Gesù che è attorniato esclusivamente da uomini con il compiacimento che prova nell'umiliazione della donna che gli versa il profumo in testa e sui piedi o della poveretta che supplica un intervento miracoloso per salvare la figlia e che Gesù tratta come un cane, servono ad indicare una precisa vocazione sessuale di Gesù. Sottomettere le persone ai suoi desideri.

Gesù appare come un individuo dedito alla violenza sessuale di tipo pederastico. Più che come un omosessuale, Gesù appare come un "dominatore di uomini" che si compiace a trasformare gli uomini in "femmine", "succubi", davanti al suo potere onnipotente. Non per nulla la chiesa cristiana chiama sé stessa "la sposa di Gesù".

Sarebbe più corretto affermare, dal momento che come persona Gesù non è mai esistito in quanto tale esistenza è un'invenzione letteraria, che la descrizione di Gesù nei vangeli manifestava un desiderio di dominazione degli individui mediante il sesso, pederasta nella pratica degli evangelisti, e probabilmente questo è il motivo per cui sia lui che il suo gruppo di persone ideologicamente ignoranti (nessuno di loro sa scrivere o leggere, l'unico sembra Matteo gli altri devono dettare le loro storie a qualcun altro) sono emarginati in un Sistema Sociale che vede il delirio di onnipotenza come una delle maggiori bestemmie al dio di quella società.

A conferma di questo si ha nel vangelo di Marco un passo che da sempre è stato ignorato e non si è mai voluto spiegare se non come ipotesi della presenza di Marco.

Secondo la chiesa cattolica il vangelo scritto da Marco viene dettato da Pietro, pertanto l'interpretazione ufficiale appare artificiosa e pretestuosa.

Dice Marco: "...tutti fuggirono. Vi fu però un giovinetto che lo seguiva avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo. Lo presero. Ma lui lasciato il lenzuolo scappò via nudo".

Appare abbastanza evidente cosa facesse un fanciullo nudo (non ci sarebbe stato motivo di sottolineare la sua nudità!) di notte con Gesù nell'orto al momento della cattura.

Questo episodio non viene riportato da nessun altro evangelista a testimonianza come fosse importante, per le idee religiose di Marco e di Pietro, attribuire la pratica, seppur solo accennata, al Gesù di cui stavano scrivendo. Probabilmente quell'episodio o è ritenuto irrilevante dagli altri evangelisti (se non pericoloso) o è un'iniziativa personale di Marco che desiderava affermare le predilezioni sessuali pederastiche di Gesù per estenderle a tutto il cristianesimo.

E' del tutto evidente come l'inganno subito dalla parrocchiana della parrocchia di "Tutti i Santi" (citata precedentemente) possa essere avvenuto soltanto perché lei vedeva l'azione del sacerdote come le era stato insegnato di vedere e interpretare l'azione di Gesù. In pratica, lei era stata ingannata aprioristicamente. Era stata costretta a fagocitare un'immagine che nulla aveva a che fare con la reale figura di Gesù e, pertanto, non era diffidente sulle reali intenzioni, scopi e azioni del sacerdote cattolico.

La parrocchiana è stata costretta a subire delle interpretazioni il cui scopo era quello di distruggere la sua capacità critica nei confronti della chiesa cattolica e dei suoi membri. Lei era come Gesù la voleva per renderla degna del regno di dio suo padre. Non solo non era critica nei confronti di Gesù e (per estensione) del prete cattolico, ma aveva fagocitato al punto tale la sottomissione, il farsi succube, da non riuscire più a vedere quanto stava accadendo. La sua interpretazione la induceva a lodare l'attività del prete volta a stuprare i chierichetti tanto erano diventate spesse le fette di prosciutto sui suoi occhi.

Se lei avesse interpretato le scritture come noi le interpretiamo si sarebbe incuriosita e sarebbe andata a verificare: magari poi avrebbe comunque lodato il prete oppure lo avrebbe denunciato. In ogni caso, il suo giudizio, sia pur sempre suscettibile di errore, sarebbe stato più preciso, frutto di un'analisi e socialmente più utile.

Un sacerdote sa perfettamente come l'immagine di Gesù nei vangeli ufficiali sia quella di un pederasta, ma se ne guarda bene da diffonderne il sospetto. Un sacerdote cattolico deve il suo ruolo, il suo stipendio e il suo tenore di vita all'organizzazione cattolica. Questa giustifica il proprio ruolo sociale in quanto emanazione e gestore della parola di Gesù, dio egli stesso. Se l'immagine del Gesù dio si dimostra diversa da quella che la chiesa cattolica intende far credere, la chiesa cattolica perde le ragioni teologiche e morali sulle quali fonda il proprio dominio, anche se le restano sempre le ragioni economiche.

Per questo motivo la chiesa cattolica ha sempre coperto l'attività pederastica dei suoi preti e la violenza sui bambini. Questa è una pratica che deriva degli insegnamenti del Gesù di Nazareth tant'è che nessun apostolo era sposato (salvo l'episodio della suocera di Pietro che può far pensare che Pietro fosse, o fosse stato, sposato) e nessun apostolo aveva figli. Dunque, anche se la chiesa cattolica cerca di imporre il celibato, anche a preti con pulsioni sessuali etero dentro la chiesa cattolica, la gerarchia è dominata da individui che praticano una sessualità finalizzata al dominio e al possesso che nei confronti dei bambini diventa pedofilia e pederastia. Anche quando non mettono in atto nessuna attività sessuale, esprimono un profondo odio per la donna salvo che per la figura di madre e serva (loro madre e loro serva). La madonna dei cristiani è il modello di puttana ideologica per eccellenza. Il magnificat in Luca definisce la madonna dei cristiani, la non donna, la succube del dio padrone che esalta l a violenza del dio padrone alla quale (proprio la violenza) delega sé stessa e, attraverso lei, condanna tutte le donne alla violenza della sottomissione passiva.

La chiesa cattolica combatte il desiderio dell'Essere Umano femminile di autodeterminazione per costringere la donna nel ruolo di "fattrice" ad ogni costo costringendola a partorire impedendogli, compreso il ricorso alla violenza, di abortire. Ricordiamo l'attività di Wojtyla nell'organizzare la mafia dei medici per imporre l'obiezione di coscienza contro le leggi vigenti in Polonia (e in Italia).

La chiesa cattolica vuole costringere la donna ad annullarsi togliendole i suoi diritti di individuo sociale, di persona civile, e violentando la sua intelligenza nel Sistema Sociale. La chiesa cattolica vuole annullare la donna esattamente come Gesù amava i fanciulli che si annullavano sottomettendosi.

Potete negare le interpretazioni partendo dalla disciplina che la legge civile, uscendo dall'orrore cristiano, ha imposto alla chiesa cattolica, ma le interpretazioni si legano a fatti espressi in 1500 anni di storia cattolica rispondendo ai medesimi insegnamenti dottrinali che ancor oggi si impongono sui bambini. La storia e i fatti dimostra come l'interpretazione qui data sia rispondente alla realtà. L'interpretazione che noi diamo è coerente col concetto dei teologi ripulito dalla propaganda per diffondere negli Esseri Umani sottomessi l'orrore portato dal Gesù di Nazareth.

Di tutti quei comportamenti, i cattolici sono responsabili. Di tutti i comportamenti dei cristiani e dei cattolici, Gesù è il primo responsabile.

La pratica della pederastia e della pedofilia è un reato di cui si macchiano tutti cattolici in quanto non è la scelta del singolo cattolico delinquente, ma è imposta dalla chiesa cattolica come obbedienza ai suoi testi sacri. In tutti gli atti sessuali censurati come "peccato" o "proibiti" dalla bibbia, non viene censurato il reato (o peccato se preferite) di pederastia e pedofilia dei padri nei confronti dei figli. La bibbia e i vangeli sono i libri sacri dei cristiani che non applicano le regole al loro dio, ma solo alle persone sottomesse.

I cristiani sono responsabili di pratica di magia nera, perché la magia nera è arte della sottomissione. I cattolici sono responsabili di delitti contro l'umanità sia quando esprimono quei comportamenti in prima persona sia quando, attraverso il condizionamento educazionale, costringono le persone alla sottomissione o distribuiscono il diritto a sottomettere.

Marghera, agosto 1997

caricato in rete il 21 ottobre 2001

(controllo e formattazione, 15 dicembre 2014)

revisione per la sistemazione in cartaceo 06 dicembre 2015

 

Valori morali e valori sociali

 

(controllo e formattazione, 08 dicembre 2014)

 

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