Esoteristi, teosofi e truffatori ideologici

Pratiche sociali criminali

Simeoni Claudio

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Società Teosofica e la conferenza di Francesco Rampini 26 aprile 2016.

Ho ascoltato la conferenza tenuta presso la Società Teosofica a Vicenza il 26 aprile 2016.

Il relatore voleva dimostrare come il Dio padrone fosse l'artefice della "religione egiziana" che, passando di bocca in bocca, secondo lui, aveva influenzato il pensiero "esoterico" di una serie di sette segrete.

Affermazioni assolutamente prive di dimostrazione.

A Bratina glielo dissi, circa 25 anni fa, che non si possono truffare le persone inducendo illusioni o credenze, la posta in gioco è la vita dell'uomo, non la vendita di qualche libro.

Le persone che credono in un Dio padrone, credono che tutto sia gratis. Quando affrontano l'esoterismo, per loro, ogni cazzata vale un'altra. Non si rendono conto che in palio c'è la loro vita e che non si possono permettere di essere superficiali.

Per esempio, la filosofia di Giordano Bruno, non ha nulla a che vedere col pensiero egiziano, semmai ha a che vedere col neoplatonismo desunto dalle traduzioni di Ficino e da quanto, attraverso l'ideologia cristiana nella quale era stato educato, interpretava del neoplatonismo che proiettava sugli egiziani. Il pensiero di Giordano Bruno è il pensiero di Giordano Bruno in relazione al suo divenuto e al suo tempo. Attribuirgli dei significati esoterici, significa stuprare il pensiero di Giordano Bruno.

Anche per quanto riguarda il pensiero degli egiziani, quello desunto dal "libro dei morti" o dalla "Religione degli Egizi" di Giamblico, è mettergli il cappello di un Dio creatore, significa stuprarne il pensiero in funzione neoplatonica e cinica.

Il concetto degli Egiziani era: costruire la vita per affrontare la morte.

La pesatura del cuore era la pesatura delle emozioni che l'uomo aveva coinvolto nella propria vita costruendo la sua coscienza. Attribuire agli egiziani il concetto di anima, definito da Platone, è un insulto. Significa voler confondere forme concettuali diverse che finiscono per privare gli Egiziani delle loro peculiarità concettuali per appiattirle sul neoplatonismo magistico.

E il concetto di vita oltre la morte era costruito nella quotidianità. Era nel lavoro quotidiano che gli Egiziani trasformazione di sé stessi. Era nella loro quotidianità che assemblavano la chiglia, il timone, ecc. la loro barca per viaggiare nell'infinito oltre la soglia della morte.

Affermare che Ptah sia un "creatore", nel senso neoplatonico del termine, è un insulto. Questo perché il Papiro di Berlino dice:

"Dopo essere venuto all'esistenza come corpo divino, tu che hai modellato tu stesso il tuo corpo, quando il cielo ancora non esisteva, quando la terra ancora non esisteva, quando l'acqua dell'inondazione ancora non era montata, Tu hai formato la terra, tu hai riunito le tue carni, tu hai contato le te membra e ti sei trovato l'unico che ha creato la sua sede...."

Oppure Atum che dice:

"Sono io che mi sono manifestato come Khepri: quando mi sono manifestato, i manifestanti si sono manifestati e si è manifestato ogni manifestante dopo la mia manifestazione."

Oppure ancora con la "creazione" di Tebe:

"Egli starnazzò, essendo il grande starnazzatore, nel luogo dov'era solo: egli cominciò a parlare in mezzo al silenzio, aprì tutti gli occhi e fecero che vedessero, egli cominciò a gridare mentre la terra era inerte. Il suo urlo si diffuse, quando non c'erano altri che lui."

Ptah costruisce sé stesso e le sue condizioni nelle quali esistere. Non "crea" nessuna coscienza, ma modifica solo le condizioni. Atum manifesta sé stesso. E un altro starnazza. Nessuno "crea" qualche cosa, ma costruiscono il loro corpo, alimentano la loro coscienza e anche per il loro esistere, che modifica l'oggettività, dal Nun inconsapevole, altri germinano. Le modificazioni del presente vissuto permette la germinazione di altre coscienze (come quello che si masturba).

Interpretare le varie forme della religione egiziana con le farneticazioni neoplatoniche, suona come insulto agli Antichi Egiziani. La volontà di Platone di imporre il Dio padrone, non è solo una violenza agli uomini del suo tempo, ma a tutti gli uomini perché li ha privati, di fatto, della loro capacità di costruire il Dio che cresce dentro di loro e che avrebbe loro consentito di partorirlo alla morte del corpo fisico.

I neoplatonici non conoscevano la filosofia dell'Egitto e Platone scriveva un sacco di amenità nel tentativo di legittimare la sua "aristocrazia" con un Dio padrone, il demiurgo, che gli serviva per distruggere la democrazia. Giordano Bruno non conosceva la filosofia dell'Egitto. I massoni non conoscevano la filosofia dell'Egitto. E' stupido usare il concetto di Karma senza sottolineare che esistono due concetti di Karma. Ed è stupido usare il concetto della kundalini quando, non sapendo come funziona il meccanismo, si paventano superpoteri di consapevolezza che non esistono né possono esistere.

Poi è stupido considerare come dato di realtà la presenza di un Mosé che non è mai esistito (la figura fu costruita sul mito di Sargon) o quella di Gesù, che fu costruita da neoplatonici, Filone di Alessandria, Giuseppe Flavio, probabilmente il circolo degli Scipioni e altri. Una figura inventata che viene spacciata come reale e imposta alla credenza degli uomini mediante la violenza emotiva.

Quando si raccontano stupidaggini, ciò che si uccide è l'uomo, il suo futuro, le sue possibilità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso: quella pesatura del cuore (della struttura emotiva impegnata nella vita) che fallisce ogni volta che viviamo sottomessi ad una credenza.

Marghera, 27 aprile 2016

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Ultima modifica 10 febbraio 2022

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