La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 2

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 2

Il secondo frammento della serie viene preso da Damascio.

La prima domanda che ci si pone è: chi è il soggetto che agisce nel frammento?

Chi si riveste colmo di luce risonante? Cho è armato di emozione e nous come una spada tricuspide?

Chi getta nel suo cuore, nelle sue emozioni, il simbolo della molteplicità come un grido di guerra?

Chi non deve disperdersi, ma concentrarsi aggirandosi per "canali di fuoco"?

Io, il soggetto, l'Essere della Natura può fare tutto questo.

L'intuizione non è uno strumento che si può prendere ed usare con indifferenza e senza impegno. L'intuizione emerge nella persona facendosi largo nei meandri oscuri in cui la ragione ha cacciato l'intuibile.

Usare l'intuizione per affrontare il circostante significa aver affrontato una trasformazione soggettiva mediante la quale la ragione è stata disciplinata e costretta a cedere parte del controllo della coscienza. Un processo di trasformazione soggettiva mediante il quale la ragione ha perso il dominio dell'Essere Umano dopo che l'Essere Umano ha sconfitto i fantasmi che la ragione ha messo a guardia dei suoi confini.

L'immane lotta che l'Essere Umano ha dovuto affrontare contro il proprio padrone lo ha portato a rivestirsi di una luce risonante.

Che cos'è una luce risonante?

La luce risonante sono le emozioni dell'Essere Umano. Emozioni attraverso le quali il soggetto si presenta nel mondo e costruisce le relazioni emotive.

E' la possibilità data alla sua Coscienza di Sé di poter agire attraverso l'intuito per poter spaziare nell'intuibile. La lotta che l'Essere Umano ha ingaggiato contro la propria ragione ha armato le sue emozioni, il suo spirito, e la sua mente, il suo Nous. In altre parole, ha costruito il suo corpo di energia emotiva e nello stesso tempo gli ha fornito gli strumenti attraverso i quali muoversi nello sconosciuto che lo circonda.

Lo sforzo che ha fatto per spodestare la sua ragione dal dominio di sé stesso lo ha armato di armi formidabili come una spada tricuspide! Ha armato la propria Coscienza di Sé di tutti gli sforzi che ha fatto per rivestirsi di "una luce risonante" e può gettare "gettare nelle proprie emozioni il simbolo della molteplicità".

Non escludo mai che possano esserci altre interpretazioni di ogni frammento degli Oracoli Caldaici. Chiediamoci a quali soggetti noi vogliamo riferirci. Troppo spesso i commentatori degli Oracoli, inseriti in contesti neoplatonici o cristiani, assumono una visione ontologica come se l'immaginario ontologico fosse una condizione reale da mettere a fondamento dell'esistenza umana.

Il divino è l'Essere Umano e, come estensione, l'Essere della Natura. Chi intuisce è l'Essere Umano che si espande in un intuibile che continuamente fagocita per espandere sé stesso. Chi esercita il Nous al fine di intuire è sempre l'Essere della Natura, l'Essere Umano nel nostro caso.

L'Universo, come noi oggi lo conosciamo, è un insieme di Coscienze di Sé che tendono ad espandersi. Quando l'Essere Umano usa una percezione della realtà diversa da quella razionale, ottenuta mediante quanto ha costruito coinvolgendo le sue emozioni nella sua quotidianità costruendo in sé un corpo di energia emotiva, entra in relazione con le Coscienze di Sé del circostante che si presentano a lui attraverso le loro emozioni. Il mondo della ragione ignora queste coscienze perché, non presentando una forma, la ragione non è in grado di descriverle. Tuttavia, agendo attraverso le emozioni condizionano le scelte e le trasformazioni di ogni individuo della Natura e ogni individuo della Natura interferisce e interagisce con loro mediante le sue emozioni.

La diversità e la molteplicità caratterizza quella percezione del mondo e quando quella percezione tende a giungere alla coscienza viene fermata dalla ragione che tende ad appiattire ogni nuovo fenomeno per ricondurlo alla sua descrizione. Il riconoscimento della molteplicità, sia dell'intuibile che ci circonda sia di quanto cresce dentro di noi e ci forma, è un grido di guerra che l'individuo rivolge al mondo che lo circonda. E' il grido di guerra che dice: "Io sono!"; "Io esisto!". Mentre questo grido di guerra viene lanciato alla molteplicità del circostante, l'intuibile riconosce la presenza di quell'Essere Umano. Lo riconosce come parte del suo intuibile con cui costruire le relazioni per trasformarsi e diventare eterno mutamento dopo mutamento.

L'intuibile si apre all'intuito del soggetto per alimentare l'intuito stesso e, mentre si alimenta, alimenta i soggetti che formano l'intuibile. Essere Umano ha trasformato la sua esistenza in una sfida. In una sfida il cui scopo è costruirsi nell'infinito.

Il frammento si conclude con un avvertimento. Quando questo succede non disperderti nella molteplicità che vedi. Compattati; concentrati! Segui movimento dopo movimento. Non agire come se tu fossi ragione che vuole impossessarsi di tutto, compatta te stesso per muoverti, nuotare, agire nel tutto. Sviluppa il tuo Potere di Essere attraverso la tua concentrazione, non tentare di appropriarti di tutto come farebbe la tua ragione. Il mondo nuovo, l'intuibile che percepisci, risponde a leggi diverse da quelle che la ragione ha tentato di importi. Risponde alle leggi del Potere di Essere di cui tu sei parte. Concentrati, compattati, non disperderti!

I canali di fuoco sono le Coscienze di Sé che incontri! Sono gli Déi che incontri mentre ti sei fatto Dio. Non sei padrone degli Déi, sei uno di loro e con loro puoi costruire le relazioni. Anche se gli Déi si mettono al tuo servizio per consentirti di costruirti non sei il loro padrone, ma sei uno di loro e a tua volta devi metterti al loro servizio trasformando te stesso in intuibile.

 

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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