La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il terzo frammento degli Oracoli Caldaici che commento è un frammento che Tonelli ha tratto dalla raccolta di Oracoli di Psello. Psello (1018-1078 d.c.), cristiano di Costantinopoli.
Il frammento parla del "padre" che ha rapito sé stesso e non ha racchiuso, nella sua potenza intellettiva, noetica, le sue proprie emozioni, il suo proprio fuoco.
Si tratta di un frammento breve che contiene un aspetto che, a mio avviso, gli interpreti, fino ad oggi, hanno voluto ignorare.
Psello, nel commentare questo frammento, afferma che il Dio, chiamato "padre" si rende incomprensibile e si sottrae alla possibilità di ogni relazione non solo al divino, ma anche a sé stesso. Psello continua affermando che in questo modo il "padre" si sarebbe rivelato attraverso il figlio Gesù e il verbo soprannaturale. (Fonte: Oracoli Caldaici, a cura di Albanese Luciano, Valla Editore, 2025, pag. 411-413) Psello, fra le altre cose, cita, a sostegno della sua tesi, un passo dal Vangelo di Marco, il 11, 27:
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Il problema per tutti coloro che trattano di filosofia e di religione non è ciò che si rivela nel primo istante dell'universo, ma ciò che si manifesta nel secondo istante dell'universo.
Nel primo istante dell'universo c'è una Coscienza che progetta la sua morte, si sottrae, nel secondo istante dell'universo c'è materia ed energia, ma non ci sono coscienze.
Il problema su cui discutere non è la fonte da cui l'universo come noi lo conosciamo procede, ma bensì la non consapevolezza dell'universo nel secondo istante di vita.
Il prima è passato. La Coscienza dell'universo che era ha fatto l'unica trasformazione possibile che le era rimasta: l'Essere Universo è diventato il nulla. Quella Coscienza ha posto fine a sé stessa.
Il primo pensiero dell'Essere Universo fu la consapevolezza della necessità della trasformazione nella quale intervenne la volontà soggettiva. Annullare sé stesso come ultima possibilità di trasformazione della propria esistenza.
Quello che noi oggi chiamiamo Big Bang e che gli orfici chiamarono uovo dal quale emerge Fanes, Eros, Desiderio, Intento come qualità della materia energia, altro non è che la fine dell'Universo consapevole e la nascita dell'universo inconsapevole.
Nel secondo momento, un attimo dopo il Big Bang, non c'è più consapevolezza, non c'è più nessuna Coscienza di Sé, non c'è più nessuna volontà, non ci sono più determinazioni.
C'è il movimento di una materia-energia che si espande nello spazio, in Nera Notte, e inizia il ciclo delle trasformazioni germinando coscienza di sé dopo coscienza di sé. E' l'esistente che va verso la ricostruzione della Coscienza Universale.
E' l'esistente che torna a formare il "padre" pronto a sottrarsi per un altro ciclo.
In questo presente non c'è la volontà della trasformazione del primo momento, non c'è la Coscienza di Sé del primo momento, non ci sono le determinazioni e le necessità del primo momento; dunque, non esiste una Coscienza da considerare come "padre", una volontà da considerare in essere, ma c'è solo il presente che marcia nell'infinito dei mutamenti per la ricostruzione della Coscienza Universale.
Un presente inconsapevole che assume su sé stesso, in quanto composto dalla progressiva germinazione di un infinito numero di consapevolezze, di Déi, la responsabilità della costruzione della propria esistenza per diventare eterno. E' rimasto il fuoco, Eros, Fanes, Desiderio, capace di trasformare materia o energia (o entrambe) da inconsapevoli in consapevoli. Coscienza che germina nell'inconsapevole nel momento in cui trova condizioni favorevoli. Ma non c'è una coscienza universale: è morta!
Non è il "padre", la Coscienza Universale, che genera gli Esseri, le Coscienze di sé; ma sono le Coscienze di sé, qualunque sia la loro natura, che alla fine delle loro trasformazioni costruiranno la Coscienza Universale.
Questo è il significato di "il padre sottrasse sé stesso". Significa che il "padre" ha distrutto, annullato, la propria Coscienza di Sé e la propria consapevolezza.
Significa che nell'esistenza, in qualunque modo la percepiamo, non esiste una Coscienza di Sé all'origine dell'esistente stesso.
Non esiste la coscienza creatrice.
Non esiste una Coscienza determinatrice.
Gli oracoli dicono che il "padre" sottrasse sé stesso senza neppure racchiudere nella sua potenza noetica il fuoco che gli è proprio.
La potenza noetica sta ad indicare un insieme di qualità che vengono definite come mente (nel senso di intelligenza, ragione, senno, perspicacia e spirito come velocità di risposta). Inoltre, si intende pensiero, intenzione, progetto, scopo, modo di pensare e giudicare, sentimento ecc.. Il tutto come potenza infinita. La progettualità assoluta, il pensiero assoluto, lo scopo assoluto, l'intelligenza assoluta ecc. Il fuoco che gli è proprio è la sostanza attraverso la quale queste qualità si esprimono.
La sostanza e la potenza noetica negli Oracoli Caldei stanno a indicare il "padre", ma il padre ha sottratto sé stesso. Ha disperso il fuoco che gli è proprio dissolvendo in questo modo la sua potenza noetica, la sua coscienza.
L'esistente, nato dalla morte di quel "padre", vive e prospera in assenza di un "padre". Il "padre" non esiste in quanto ha sottratto sé stesso. Cosa rimane dunque? Il fuoco delle Coscienze che vivono e si trasformano nel presente, il nous delle consapevolezze che attraverso la sequenza dei mutamenti, espandendo sé stesse nel circostante; iniziano il loro cammino nell'eternità per formare la Coscienza di Sé Universo: il "padre" che compattando il fuoco della consapevolezza universale ricostruisce la sua potenza noetica!
Gli Oracoli Caldaici vanno interpretati partendo da questo. Vi sono frasi mancanti e spezzoni che dovrebbero essere integrati, ma quello che i mutamenti ci hanno fatto pervenire è quello che noi usiamo per interpretare quanto ci circonda.
L'interpretazione non serve per comprendere un breve frammento, ma per indicare la qualità dei principi che vengono espressi attraverso l'interpretazione.
Il frammento rimane la fonte dalla quale procede il pensiero: con quali occhi l'interprete del frammento guarda il mondo?
Il frammento è una sorte di fonte che serve a riflettere su cosa indica quel frammento.
La fonte è come il crocicchio davanti al quale si è scelto di percorrere una strada piuttosto che un'altra. La strada ha portato in un baratro. Non tutti sono morti cadendo nel baratro. Qualcuno ha trovato un appiglio. Aggrappandosi a quell'appiglio, qualcuno è uscito dal baratro ed è tornato indietro da quella strada. E' tornato al crocicchio. E' tornato alla fonte. Non ha trovato una fonte gorgogliante di forza e di vita, ha trovato un piccolo zampillo, il frammento, che ancora gettava l'acqua della Conoscenza e della Consapevolezza al viaggiatore che la voleva cogliere.
L'iniziato allunga le mani e raccoglie l'acqua di quel zampillo. La porta alla bocca e con quel che resta della Conoscenza imbocca una nuova strada. L'acqua che egli ha bevuto lo ha attraversato. Gli racconta storie e leggende nelle quali c'era un tempo in cui molti Esseri Umani assaporavano la Conoscenza senza curarsi di trasmetterla, senza curarsi di come qualcuno l'avrebbe interpretata. Quel tempo non è più!
Quei guardiani non conoscevano il tesoro che custodivano. Non conoscevano la sequenza dei mutamenti che la loro negligenza avrebbe favorito. Ora rimane solo uno zampillo dal quale attingere e un duro cammino da percorrere. L'iniziato prende quel zampillo, ascolta le voci dei Lari, danza con la Ninfa e cavalcando come un Don Chisciotte percorre, costruendolo, un nuovo sentiero.
Sento già le voci: "Quella traduzione era sbagliata!", "Trovato un nuovo frammento che invalida l'interpretazione!", "I vari frammenti sono combinati in maniera sbagliata!", "Il senso dei frammenti è stato travisato!".
E' importante che non venga travisato il senso della vita. Quando ci si immerge nei mutamenti tutto è chiaro; quando questo si riporta nella ragione, tutto diventa complicato e oscuro. La sfida non viene vinta attraverso l'interpretazione, ma nella capacità, attraverso questa, di intervenire nella vita quotidiana!
Vai all'indice del commento agli Oracoli Caldaici
Indice ai testi commentati delle Antiche Religioni
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Dionisio e Menade
Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro. Questo sito non usa l'intelligenza artificiale.