La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 8

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 8

Il frammento n. 8 non è di facile interpretazione anche perché il termine "diade" nel neoplatonismo sta a significare una seconda funzione dopo l'assoluto Uno. Una sorta di funzione costruttrice/creatrice.

Nel frammento 8, della serie che seguo di Tonelli, si dice che la diade risiede presso l'Uno e svolgerebbe due funzioni, quella di contenere quanto l'intelletto può intuire e introdurre nella materia la sensazione.

Una sorta di:

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.

Vangelo di Giovanni 1, 1-5

Chiamala diade o chiamala verbo, la questione è sempre la stessa, una sorta di volontà demiurgica che agisce al posto del "dio padrone". E' lo stesso meccanismo delineato da Platone nel Timeo:

Poiché, dunque, tutti gli dèi furono generati, quanti si aggirano per il cielo e quanti appaiono in maniera visibile nella maniera in cui vogliono, il Generatore dell'Universo disse a loro le seguenti parole: "O dèi figli di dèi, io sono Artefice e Padre di opere che, generate per mezzo mio, non sono dissolubili, se io non voglio. Infatti, tutto ciò che è legato può dissolversi; ma voler dissolvere ciò che è stato connesso in maniera bella e in buona condizione, è da malvagio. Per queste ragioni e poiché siete stati generati, non siete totalmente in dissolubili. Ma non sarete disciolti e non vi toccherà un destino di morte, poiché avete a vostro vantaggio la mia volontà, che è un legame ancora maggiore e più forte di quello dal quale siete stati legati allorché siete nati. Ora, dunque, imparate ciò che vi dico e vi indico. Restano ancora da generare tre generi di mortali. E se questi non vengono generati, il mondo sarà incompleto: infatti non avrà in se medesimo tutti i generi di viventi. Eppure deve averli, se deve essere perfetto in maniera conveniente. Ma se questi si generassero ed avessero vita per opera mia, diventerebbero uguali agli dèi. Perché, dunque, siano mortali e questo universo sia veramente completo, occupatevi voi, secondo natura, alla costituzione dei viventi, imitando la mia potenza che attuai nella vostra generazione. E per quanto riguarda quella parte che nei viventi conviene abbia il nome in comune con gli immortali e che è detta divina e che governa in coloro che vogliono seguire giustizia e voi, io ne fornirò il seme e il principio. Per il resto voi, intessendo il mortale all'immortale, producete gli animali e generateli, e fornendo loro il nutrimento allevateli, e quando periscono riceveteli nuovamente".

Platone, Timeo in "tutti gli scritti", Editore Bompiani, pag.1369 - 1370

La diade sono gli Dèi di Platone e il verbo di Giovanni. Un'idea generale che viene veicolata in modo diverso a seconda degli interessi ideologici dei vari personaggi.

Le forze divine che procedono alla trasformazione di un universo privo di coscienze sono le qualità proprie della materia-energia che, separate ideologicamente dalla materia-energia, vengono pensate in maniera distinta.

Una volta pensate in maniera distinta, diventano oggetti diversi dalla materia-energia e questa viene relegata in una dimensione vile diventando oggetto di disprezzo rispetto alle qualità che da essa sono state idealmente separate.

Necessità ed Intento esprimono le funzioni.

Necessità è una divinità di Roma antica che veniva associata alla Dea greca Ananke. Sta a simboleggiare l'inevitabilità, una sorta di destino date le condizioni della relazione fra la soggettività e oggettività nella quale la soggettività opera ed agisce. La Necessità in cui ogni soggettività diviene e si trasforma.

L'Intento, Eros, che emerge dall'uovo di Nera Notte all'inizio dei mutamenti, è la qualità della materia e dell'energia che inevitabilmente sono "destinate", date le condizioni incontrate, a passare dallo stato di inconsapevolezza allo stato di consapevolezza.

Sono forze consapevoli, anche se sono di una consapevolezza che la nostra ragione fatica a comprendere. Esprimono la necessità soggettiva di ogni intuibile del nous mentre si espande nel suo intuibile e, nello stesso tempo, introducono la sensazione, la coscienza, e le coscienze, nei mondi (al di là della rappresentazione soggettiva di coscienze e di mondi che noi possiamo averne e descriverli mediante la ragione). Sono forze divine della materia che trasformano ogni soggetto che intuisce componendo l'oggettività intuibile.

Attraverso le trasformazioni introdotte nel soggetto dall'intuire, questo muta l'oggettività intuibile di cui è parte. La diade, formata da Necessità ed Intento, permea ogni cosa ed ogni aspetto di ogni soggetto-oggetto spingendolo a trasformarsi all'infinito, adattamento soggettivo dopo adattamento soggettivo, attraverso ogni istante, intuizione dopo intuizione, all'interno di ogni possibile intuibile.

Necessità ed Intento esprimono la diade alla base del padre. Il padre non esiste, ha dissolto la propria Coscienza e la propria Consapevolezza nell'esistente. E' rimasta la sostanza dell'esistente che attraverso Necessità ed Intento, introducendo la sensazione nel mondo, alimentano la relazione intuito e intuibile del nous ricostruendo la Coscienza e la Consapevolezza di ciò che fu' in una forma che sarà in base alle scelte e agli adattamenti di ogni intuito soggettivo negli intuibili oggettivi.

Revisione testo del 1999 il 15 agosto 2026

 

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Claudio Simeoni

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