La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 16

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 16

Il frammento 16 formato è da poche parole. E' una citazione degli oracoli fatta da Proclo nel commento al Cratilo e, probabilmente, anche al suo commento al Timeo.

Secondo il frammento, il Dio si nutrirebbe del silenzio. Il silenzio delle condizioni che lo hanno portato a germinare.

Gli Dèi nascono. Le condizioni da cui gli Dèi nascono, e dalle quali noi stessi nasciamo, non parlano. Non dicono al feto, nella pancia della madre, che cosa fare.

Razionalmente possiamo raccontare che Zeus fagocita Meti. Possiamo rappresentarli in forma umana e rappresentare che cosa significa per gli uomini divorare una persona. Ma se noi usciamo dal mondo delle parole e abitiamo Zeus come l'atmosfera che avvolge la Terra e pensiamo a Meti come nous, intelligenza progettuale, fatta propria dall'atmosfera per modificare le condizioni del suo presente, non ci sono più parole razionali, ma solo dinamiche emotive che sollecitano la nostra coscienza trasformandosi in sensazioni, intuizioni e tensioni. Solo silenzi da cui si nutre la nostra struttura emotiva: il Dio dentro di noi.

E' dal silenzio della ragione che il dio prende nutrimento. E' attraverso il silenzio che le emozioni possono costruire le loro relazioni con le emozioni del mondo in cui l'individuo vive. Il nous è l'intelligenza progettuale che guida il Dio a scegliere le sue possibili trasformazioni. Il nous è la prepotente descrizione della ragione, ma il nutrimento del Dio è fuori dalla ragione. E' nello sconosciuto che circonda la ragione e solo attingendo da quello sconosciuto, mediante il "sottile intuire emotivo", può nutrire il proprio cammino di eternità.

Affinché l'individuo possa nutrirsi dallo sconosciuto attingendo mediante il suo intuire deve aver intrapreso il suo cammino come un Dio. Deve continuare il suo cammino di sviluppo scelta dopo scelta. Se l'individuo non si nutre dal silenzio egli altro non fa che cortocircuitare la ragione su sé stessa alimentando pregiudizi, illusioni e deliri.

E' il silenzioso sconosciuto fuori dai confini della ragione raggiungibile con le emozioni che nutre la ragione, ma per attingere dallo sconosciuto è necessario ascoltare le proprie emozioni e le emozioni del mondo in cui si vive. E' necessario costruire sé stessi nell'infinito dei mutamenti.

Il silenzio dei "Padri" è il loro non-essere. Coscienze e consapevolezze che nascono, creano le condizioni affinché altre consapevolezze germinano, per dissolversi mentre la germinazione di nuove coscienze, nutrendosi dal silenzio della ragione, permette loro di continuare le loro trasformazioni.

L'esistente è silenzio. Davanti alla ragione le emozioni sono mute. Il pensiero dell'universo ha cessato di esistere. Esiste solo l'energia emotiva pronta a nutrire ogni Dio che cammina impavido verso l'infinito.

Revisione testo del 1999 il 26 agosto 2026

 

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Claudio Simeoni

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