La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 17 è tratto da Proclo nel suo commento al Timeo di Platone.
Il soggetto che intuisce nutre la propria coscienza degli oggetti intuiti. Il frammento trasferisce al meccanismo dell'intuizione il meccanismo della formazione della conoscenza dove ogni nuovo oggetto conosciuto contribuisce ad espandere la conoscenza del soggetto.
L'esperienza vissuta da un soggetto alimenta la capacità del soggetto di adattarsi e prepararsi per affrontare nuove esperienze.
Il silenzio ci avvolge. Sperimentare il silenzio porta ad intuire quanto abita ciò che è sconosciuto alla nostra ragione. Nel silenzio vivono le nostre emozioni che dal silenzio si nutrono costruendo relazioni emotive. La ragione, separata dall'immenso che la circonda, non ha strumenti per affrontare quell'immenso ed ignora quanto in quell'immenso abita e vive. Ma il nostro intuire emotivo penetra ed abita quel silenzio e costruisce delle relazioni con gli enti che lo vivono e che definiscono sé stessi.
Il nutrimento di ogni Essere è dato dall'oggetto intuito mediante l'intuizione soggettiva.
Intuisci emotivamente l'oggetto che ti affascina e prepotente sorge l'emozione alla coscienza: la persona si innamora. Nessun pensiero razionale l'ha portata ad innamorarsi. Nessuna valutazione. Solo un desiderio che con forza di fuoco si presenta alla coscienza e costringe la ragione a non ignorarlo.
L'intuizione emotiva, quando prepotente di presenta alla coscienza dominata dalla ragione, disgrega quella coscienza. In quel momento la ragione tace, si crea il vuoto di parole nella mente della persona. Tutto dentro di lei si ferma. Poi, a poco a poco, la coscienza si riaggrega. Non è più la coscienza precedente. E' una nuova e diversa coscienza che ha fagocitato il nuovo intuito e si sforza di giustificarlo e descriverlo.
Proprio perché viene intuito diventa parte della coscienza del soggetto stesso.
Intuire, in tutti gli Oracoli Caldaici, sta per "far proprio". Io intuisco il mio circostante. Proprio perché intuisco il mio circostante mi approprio del mio circostante; cresco nel mio circostante; mi dilato nel mio circostante. Il mio circostante mi nutre e nutrendomi alimenta il proprio nutrimento in quanto io divento oggetto dell'intuire del circostante stesso.
Questo vale per il concetto di sentire. Il mio sentire esce dall'ambito della ragione. Raggiunge oggetti che la ragione non descrive e quegli oggetti raggiunti alimentano la mia ragione e la dilatano. Dilatano la sua conoscenza e la mia esperienza. Per alimentare la mia ragione è necessario che io esca dalla ragione, raggiunga gli oggetti attraverso il sentire e l'intuire. Quegli oggetti devo imporli alla ragione, mediante una continua insorgenza emotiva dentro di me, variando la descrizione che la mia ragione fa del mondo.
Il mio intuire si alimenta da quanto intuisco. Una volta che intuisco un solo oggetto fuori della ragione, metto in moto un meccanismo soggettivo attraverso il quale posso, in ogni istante, uscire dalla ragione per cogliere nuovi oggetti. Ogni volta che il mio intuire si nutre dal silenzio che circonda la ragione, diventa più forte del controllo che la ragione esercita sulla mia coscienza. La ragione, da padrona dell'Essere Umano, diventa uno strumento attraverso il quale l'Essere Umano costruisce sé stesso.
Revisione testo del 1999 il 29 agosto 2026
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Claudio Simeoni
Meccanico
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Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
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