La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 20

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 20

Il frammento 20 apparentemente sembra affermare una "verità" ovvia: quando l'uomo non intuisce, per lui l'intuibile non esiste e, allo stesso tempo, l'intuizione può essere perché esiste un intuibile al di fuori della verità affermata dalla ragione.

Perché la Coscienza di Sé si può espandersi nell'infinito? Perché esiste un infinito in cui espandersi. Perché l'Essere si può espandere?

Perché esiste la volontà di espansione che il soggetto ha sommato alla necessità che lo ha manifestato.

Questo principio, manifestato dagli Oracolo Caldaici, si oppone al concetto di verità proprio del platonismo e del cristianesimo. Afferma l'esistenza di un universo che il soggetto può intuire e afferma, allo stesso tempo, che tale universo, per il soggetto, non esiste se il soggetto non pratica la propria intuizione per intuirlo. Il cristianesimo e il platonismo non comprendono l'idea della trasformazione dell'individuo perché l'individuo, secondo loro, è formato nella "verità di Dio", nella "verità dell'Artefice creatore", e, pertanto, l'uomo è sottomesso a Dio, o all'artefice, e non può modificare la sua coscienza e la sua conoscenza perché queste sono un dono di Dio e non il prodotto della sua attività.

L'intuizione è prodotta come conseguenza alla manifestazione della volontà di espansione del soggetto. Si può esprimere solo perché esiste un intuibile dal quale il soggetto si può nutrire per espandere la sua coscienza e la sua consapevolezza.

L'individuo non è creato a immagine e somiglianza di un Dio pazzo, cretino e deficiente, ma è divenuto, scelta dopo scelta, rispondendo alle sollecitazioni del Dio che cresce dentro di lui in un mondo che ha imposto le sue condizioni.

Esiste una relazione dialettica fra soggettività-oggettività che determina il divenire dell'individuo. La relazione, che è ente divino in sé, condiziona la trasformazione delle due entità divine, il soggetto e il soggetto-oggetto altro, permettendo al soggetto di espandersi in relazione al soggetto altro che si espande a sua volta. Il terzo ente divino, la relazione come oggetto in sé, si espande a sua volta alimentando altre relazioni.

Questo tipo di relazione, che in filosofia viene presentato in modi diversi, rappresenta un'idea di venir in essere della realtà rispetto a chi nega l'intuibile in quanto, per loro, l'intuizione è un dono di Dio.

Dal momento che l'intuibile costruisce l'individuo, in quanto intuito dal soggetto alimentandone le trasformazioni, viene negata l'affermazione secondo cui è il Dio padrone cristiano a donare l'intuizione a chi supplica di soddisfare il bisogno del suo intuibile.

Revisione testo del 1999 il 30 agosto 2026

 

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Claudio Simeoni

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