La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 33 di Angelo Tonelli è preso da Proclo nel commento al Timeo di Platone.
Letteralmente, il frammento dice: l'edificatore esperto che costruisce il mondo infiammato.
Platone nel Timeo parla del fuoco come un mezzo con cui il Dio creatore formò l'universo. In questo contesto, la citazione degli Oracoli Caldaici, usata da Proclo per commentare il Timeo, assume un significato creazionista.
Scrive Platone nel Timeo:
Ciò che è generato deve essere corporeo, visibile e tangibile. Ma se fosse separato dal fuoco, nulla potrebbe essere visibile; né potrebbe essere tangibile, senza una solidità; e non potrebbe essere solido, senza terra. Di conseguenza, Dio fece il corpo dell'universo, cominciando a costruirlo di fuoco e di terra. Ma che due cose si compongano bene da sole, prescindendo da una terza, in maniera bella, non è possibile. Infatti, deve esserci in mezzo un legame che congiunga l'una con l'altra.
Da: Platone, Timeo, in Tutti gli scritti, Editore Bompiani, 2014, pag. 1363
Platone tratta il fuoco come un mezzo usato dal Dio creatore assieme ad un altro elemento, la terra.
Il mondo nasce dal fuoco: è un concetto eracliteo.
Platone non aveva mai capito Eraclito che, per lui, era "l'Oscuro". Dopo aver tentato di confutarlo ha finito per distorcere alcuni fondamenti eraclitei per farli aderire all'ideologia assolutista della creazione.
Dice il Diels Kranz:
Come sostiene Eraclito, ad un certo momento tutto diventa fuoco. Anche Eraclito dice che talora tutto si distrugge nel fuoco, e che poi dal fuoco si riforma, secondo periodi di tempo determinati, nei quali egli dice "a misura si accende e a misura si spegne".
Da Diels Kranz, I Presocratici, Editore Bompiani, 2008, pag. 331/333
Per contro Gemelli cita:
Clemente Alessandrino, Stremati V 104, 2 (DK 22 B 30)
Ma che [Eraclito] sapesse che il mondo individualmente formato da tutta la sostanza è eterno, lo rende chiaro dicendo:
"quest'ordine qui, lo stesso di tutti [scil. i corpi celesti?], non lo creò ne un dio né un uomo, ma era sempre ed è e sarà; fuoco sempre vivente, che si accende a misura e si spegne a misura."
Da: Laura Gemelli Marciano, sentieri di sapienza attraverso la Ionia, da Talete ad Eraclito, Editore Lorenzo Valla Mondadori, 2023, pag. 415/417
Il mondo nasce dal fuoco. Un fuoco inteso sia come un evento fisico che come fuoco emotivo che incendia l'inconsapevolezza dell'universo per renderlo, progressivamente, consapevole.
Non è un Dio che usa il fuoco per creare l'universo, come sostiene Platone, ma è il fuoco che trasforma il presente permettendo la germinazione dell'universo.
Cosa può infiammare il mondo se non la nascita della Coscienza di Sé, la Consapevolezza dell'esistenza e il bisogno dell'espansione espresso attraverso volontà?
Il mondo igneo è il mondo della Conoscenza. Il mondo si infiamma quando passa dalla non Conoscenza alla Conoscenza individuando sé stesso diverso dall'inconsapevole. Il mondo percorso da Coscienze di Sé che si dilatano e che costruiscono delle relazioni. Il mondo igneo è il brodo primordiale. Ogni brodo da cui scaturisce Coscienza, Consapevolezza, necessità di sapere, Potere di Essere e dilatazione del soggetto attraverso i conflitti dell'esistenza per costruire la propria Coscienza nell'infinito dei mutamenti.
L'artefice è la costruzione. Quante volte una frazione di Energia Vitale è diventata Cosciente di Sé riconoscendo sé stessa diversa dall'oggettività in cui è sorta e non ha saputo costruirsi nei mutamenti finendo per ritornare al proprio stato di inconsapevolezza disperdendosi nel tutto inconsapevole? Quante volte un'opportunità di eternità è andata perduta? Non sempre tutto è fallito. Per molti fallimenti qualcuno è riuscito. Quel qualcuno è l'artefice di sé stesso. Colui che ha avuto sufficiente Potere o velocità per sovrapporre a Necessità, che lo ha spinto in essere. la propria volontà. Colui che, colta l'occasione della propria Consapevolezza ha sviluppato la propria necessità d'esistenza e ha messo in atto strategie per assicurarsi di poter continuare a sviluppare sé stesso anche quando le condizioni, apparentemente casuali, che lo hanno generato sarebbero cessate.
Costoro, negli infiniti brodi primordiali che le situazioni generano all'infinito, sono gli artefici. Sono coloro che costruiscono dei cammini di eternità. Sono coloro che popolano il mondo fiammeggiante della Conoscenza e della Consapevolezza. Sono coloro che lo arricchiscono e che lo alimentano. Alimentando il mondo fiammeggiante della Conoscenza e della Consapevolezza si nutrono da quel mondo alimentando il proprio cammino di eternità.
Ci sono e ci saranno sempre Coscienze che per un motivo o per un altro si rifiutano di alimentarsi dalle fiamme della Conoscenza e della Consapevolezza. Avranno sempre paura di essere bruciate. Sarà proprio la paura di essere bruciate che finirà per consumarle annientando la loro Coscienza di Sé.
Revisione testo del 1999 il 06 settembre 2026
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Claudio Simeoni
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Tel. 3277862784
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