La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 37 della serie di Angelo Tonelli è preso dal commento al Parmenide di Proclo.
Il frammento dice che l'intelligenza del "Padre" si mise in moto esprimendo una vigorosa volontà mentre intuiva idee di ogni tipo. Una sola fonte perché il "padre" esprimeva intento e fine. Quelle idee, distribuite dal fuoco dell'intelligenza progettuale, si divisero in altre idee intuibili. Il padrone predispose per l'universo un modello di intelligenza che non si sarebbe mai estinta. L'universo disordinato ne seguì la traccia estendendo la forma e rifinito da ogni specie di idee. La fonte era una sola, da essa scaturirono altre idee, anche inaccessibili, che si accumulano attorno ai corpi del cosmo. Queste si aggirano a sciami attorno ad un grembo che appare terribile e mandano una luce brillante. Implosioni di intelligenza progettuale, che colgono il fiore del fuoco all'apice del tempo, delle trasformazioni, senza pausa. Si tratta di "idee primordiali" che dal "padre" primordiale scaturirono.
Il frammento è piuttosto lungo rispetto alla brevità della maggior parte dei frammenti degli Oracoli Caldaici.
Una cosa è il frammento, partendo dal presupposto che non sia stato modificato ad uso e consumo di Proclo, e un'altra cosa è l'uso del frammento che ne fa Proclo collocandolo in ambito platonico e neoplatonico.
Il pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, modo di pensare, capacità di giudizio, il sentire, di Necessità e Intento vibrò con volontà decisa: quando Necessità e Intento vibrarono, la sostanza di cui erano qualità, divenne Coscienza di Sé ed espresse volontà rappresentata da pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, modo di pensare, capacità di giudizio e sentire.
Il frammento inizia da una fonte dalla quale si lanciarono le idee. Il problema che sorge nell'interpretazione è dove collocare questa fonte del "padre". A seconda di dove e quando collochiamo questa fonte, ne segue sia una logica diversa sia sostanziamo in maniera diversa la qualità delle idee che emergono dalla fonte. La collocazione nello spazio e nel tempo di questa visione permette di far discendere una logica conseguenziale che è diversa da luoghi e tempi diversi in cui verrebbe collocata la fonte. La visione ci consegna l'immagine di un luogo o di un'ambientazione in cui qualche cosa si mescola fintanto che qualche cosa non le spinge a lanciarsi da una sola fonte. Dunque, una fonte dalla quale procede un slanciarsi nell'infinito.
Questo frammento, dove lo vogliamo collocare?
Proviamo a collocarlo all'inizio del tempo quando lo spazio non era perché lo spazio non era occupato e il tempo non era perché in quello spazio nulla mutava.
Scrive Luciano Albanese traducendo questo frammento:
"L'intelletto del padre emise un ronzio, pensando con volere vigoroso idee di ogni forma, e tutte da una sola fonte balzarono giù.
Infatti dal padre procedevano volere e scopo.
Ma separate dal fuoco intellettivo esse si divisero in altre idee intellettive. Infatti il signore al cosmo dalle molte forme prepose un sigillo intellettivo non deperibile, e il mondo, mentre era in disordine, bramando la sua impronta, apparve ordinato con la forma, scolpito da idee di ogni specie; di queste una sola è la fonte, e da questa altre idee ronzano, separate, inaccessibili, frangendosi intorno ai corpi del cosmo, e si portano simili a sciami di api, intorno agli uteri terribili, risplendendo da entrambi i lati da vicino ora qua ora là; pensieri intellettivi provenienti dalla fonte paterna, che succhiano in abbondanza il fiore del fuoco sulla vetta del tempo senza riposo.
Queste idee primordiali fece gorgogliare per prima la fonte in sé perfetta del padre".
Luciano Albanese, Oracoli Caldaici, Edizione Lorenzo Valla, 2025, pag. 73
Luciano Albanese non si limita a presentare il frammento, ma lo presenta inserito nel più generale commento di Proclo al Timeo di Platone quasi che il commento di Proclo possa fungere da spiegazione al frammento.
Proviamo a collocare questo frammento all'origine dello spazio e del tempo, quando l'universo era vuoto e il tempo non era.
Traduce Albenese:
-1) "L'intelletto del padre emise un ronzio, pensando con volere vigoroso idee di ogni forma, e tutte da una sola fonte balzarono giù. Infatti dal padre procedevano volere e scopo".
Nel 1985 iniziai a scrivere il "Libro dell'Anticristo" iniziando con una visione che ebbi nel 1982. Questa visione appare in sintonia con il frammento degli Oracoli Caldaici.
Da "Il libro dell'Anticristo":
La Coscienza era Totale.
Ogni molecola, nel più infimo movimento era contemporaneamente Coscienza di Sé e Coscienza del Se.
Ogni infinita porzione di molecole possedeva, nel medesimo tempo, la Coscienza di Sé e del Se suoi e quelli dell'Universo intero, sia nella
sua totalità sia nell'infinita individualità delle sue molecole.
L'Universo nel suo insieme era Coscienza Totale di Sé; egli era il Se!
Nel medesimo tempo egli era consapevole e cosciente di ogni Sé di cui egli era la Coscienza Risultante.
Il fluire dell'Energia Vitale era sempre più lento e faticoso.
La trasformazione dei Sé non esisteva più. Tutto diventava statico. Così il Sé Universale comprese che se voleva continuare ad esistere
doveva trasformarsi. Ogni molecola comprese che se voleva continuare ad esistere doveva trasformarsi.
Il momento era giunto.
Il cammino della trasformazione era intrapreso.
Ogni Coscienza, ogni particella di materia ed energia, da distanze inimmaginabili del Cosmo, intraprese, dapprima lentamente, poi, via via sempre più velocemente, il viaggio verso il Centro di Convergenza.
Un numero infinito di volte l'Universo era giunto alla Totalità della Coscienza di Sé. Il raggiungimento della Coscienza di Sé gli permetteva di ricordare e rivivere la Coscienza di Sé di migliaia di Universi precedenti.
Quando l'Universo sviluppa questa Consapevolezza è giunto il momento della propria Rinascita.
Dopo miliardi di anni al Centro di Convergenza la pressione divenne fortissima finché si produsse il Grande Botto.
Da: Il libro dell'Anticristo, capitolo 1, di Claudio Simeoni
Se si vuole parlare di una coscienza originaria indicata come "padre", questa coscienza va indicata come "fu" perché ha cessato di essere nel momento in cui aveva esaurito le sue possibilità di trasformazione, di modificazione.
Il "grande botto" o Big Bang avviene quando tutta l'energia e la materia si compattano in un unico punto.
L'intelletto del padre, dice l'Oracolo Caldaico, emise un ronzio. Un ronzio perché nell'universo vuoto non c'era aria che potesse trasmettere il suono. La materia-energia balzò fuori, in ogni direzione portatrice in potenza di ciò che sarà, trasformazione dopo trasformazione. Vogliamo chiamare ciò che sarà idee? Facciamolo pure, ma queste nasceranno per trasformazione procedendo dalla distruzione del "padre" e volendo ricostruire la futura coscienza universale.
Traduce Albanese:
-2) Ma separate dal fuoco intellettivo esse si divisero in altre idee intellettive. Infatti il signore al cosmo dalle molte forme prepose un sigillo intellettivo non deperibile, e il mondo, mentre era in disordine, bramando la sua impronta, apparve ordinato con la forma, scolpito da idee di ogni specie; di queste una sola è la fonte, e da questa altre idee ronzano, separate, inaccessibili, frangendosi intorno ai corpi del cosmo, e si portano simili a sciami di api, intorno agli uteri terribili, risplendendo da entrambi i lati da vicino ora qua ora là; pensieri intellettivi provenienti dalla fonte paterna, che succhiano in abbondanza il fiore del fuoco sulla vetta del tempo senza riposo.
Da "Il libro dell'Anticristo":
La Coscienza di Sé Universo cessò di esistere e l'universo, come noi lo conosciamo, prese a poco a poco forma.
Lentamente, la materia e l'energia cominciarono ad espandersi.
Grosse concentrazioni di Energia Vitale qua e là cominciarono a diventare coscienti di sé incamminandosi lungo la propria via per
raggiungere la Coscienza del Se.
Il nuovo Universo era solo agli inizi delle trasformazioni e la sua fucina solo allora cominciava a forgiare Coscienze. Alcune erano enormi come ammassi stellari, altre così piccole che nessun occhio umano mai le avrebbe viste.
Piccole meschinità e grandi progetti; grandi meschinità e piccoli progetti entrarono in gioco.
L'Energia Vitale non può mai essere ferma.
Quando questo succede l'Energia Vitale si trasforma in Energia di Morte: la fonte di ogni male!
L'immobilità; l'orrore!
La pace nei sensi e nelle brame.
L'arresto di ogni percorso verso la Coscienza di Sé e del Se.
La creazione di fantasmi; menzogne attraverso le quali mascherare il fallimento sul sentiero dello sviluppo della Coscienza di Sé verso il Se.
Fino a quando la propria Energia Vitale, trasformatasi in Energia di Morte, non venga dissipata e assorbita da una forza vitale più grande, ritornando riaccelerata a disposizione di un'altra Coscienza di Sé continuando il proprio cammino lungo il sentiero che, accrescendo la
Coscienza di Sé, porta alla Coscienza del Se. Di quella Coscienza non resterà traccia.
Questa è la MORTE!
Da: Il libro dell'Anticristo, capitolo 1, di Claudio Simeoni
Il nuovo universo iniziò ad espandere il fuoco intellettivo, Eros, Fanes, emerse come qualità della materia-energia inconsapevole alimentando nella materia-energia inconsapevole la possibilità di diventare consapevole qualora le condizioni lo avessero permesso.
Albanese nel citare il testo in cui Proclo inserisce l'oracolo Caldaico scrive:
Orfeo ci dice che tutte le cose vengono ad essere in Zeus in seguito all'inghiottimento di Phanes, perché le cause di tutte le cose encosmiche appaiono una prima volta e in forma unificata in Phanes, e una seconda volta in forma distinta nel demiurgo.
Luciano Albanese, Oracoli Caldaici, Edizione Lorenzo Valla, 2025, pag. 71
Tutta la materia-energia del cosmo è mescolata. Phanes è la qualità della materia energia dell'intero cosmo. Questo significa che tutte le cose che saranno, sono indistinte. Ma all'inizio sono unificate nell'Energia Emotiva, in potenza, nella capacità di trasformazione della materia-energia dell'intero cosmo.
Dal "Libro dell'Anticristo":
"Lentamente, la materia e l'energia cominciarono ad espandersi. Grosse concentrazioni di Energia Vitale qua e là cominciarono a diventare coscienti di sé incamminandosi lungo la propria via per raggiungere la Coscienza del Se."
Dalla traduzione dell'Oracolo Caldaico di Albanese:
"il mondo, mentre era in disordine, bramando la sua impronta, apparve ordinato con la forma, scolpito da idee di ogni specie; di queste una sola è la fonte, e da questa altre idee ronzano, separate, inaccessibili, frangendosi intorno ai corpi del cosmo, e si portano simili a sciami di api, intorno agli uteri terribili, risplendendo da entrambi i lati da vicino ora qua ora là;"
La visione non è diversa. La fonte è la materia-energia e quando una parte diventa Cosciente di Sé, il Caos dell'inconsapevolezza che la caratterizza, per quella coscienza, inizia ad avere un ordine. L'azione delle prime Coscienze di Sé, attraverso la loro volontà, creano le condizioni affinché altre Coscienze di Sé vengano in essere e "si portano simili a sciami d'api, intorno agli uteri terribili".
E l'Energia Emotiva, passando dallo stato inconsapevole allo stato di consapevolezza, inizia a risplendere, come una luce che si accende, nell'immenso mare dell'inconsapevolezza.
Dal "Libro dell'Anticristo":
"Il nuovo Universo era solo agli inizi delle trasformazioni e la sua fucina solo allora cominciava a forgiare Coscienze. Alcune erano enormi come ammassi stellari, altre così piccole che nessun occhio umano mai le avrebbe viste. Piccole meschinità e grandi progetti; grandi meschinità e piccoli progetti entrarono in gioco."
Dalla traduzione dell'Oracolo Caldaico di Albanese:
" pensieri intellettivi provenienti dalla fonte paterna, che succhiano in abbondanza il fiore del fuoco sulla vetta del tempo senza riposo. Queste idee primordiali fece gorgogliare per prima la fonte in sé perfetta del padre"
Termini come "tempo senza riposo", oppure, "gorgogliare per prima la fonte", indicano l'idea di movimento e trasformazione del presente che gorgoglia e corre verso trasformazioni continue.
Si tratta della stesa idea presentata nel "Libro dell'Anticristo" dove si dice "fucina solo allora cominciava a forgiare Coscienze" iniziando il processo di trasformazione dell'universo per giungere all'universo come noi oggi lo conosciamo. Fondamento dell'universo che sarà in futuro.
Proviamo a collocare lo stesso frammento all'inizio del tempo in cui la Natura non era, le acque del mare si infrangevano sulle rocce, ma erano sterili e infeconde.
In quel pantano, che a noi piace immaginare come "brodo primordiale", l'inconsapevole divenne consapevole nella non consapevolezza che formava l'ambiente in cui viveva.
Necessità e Intento emisero un ronzio e una Coscienza di Sé balzò fuori dall'inconsapevole da cui era circondata. Da quella Coscienza procedeva volere d'esistenza e lo scopo di persistere nel proprio stato di consapevolezza. Altre coscienze emersero in quell'inconsapevole, una dopo l'altra. Sia diverse dalla prima Coscienza di Sé sia generate per scissione.
Separate dal fuoco intellettivo quelle Coscienze di Sé si divisero in altre Coscienze di Sé. Le condizioni in cui vennero in essere stabilirono il meccanismo attraverso il quale avrebbero potuto per sempre venir in essere e il disordine di quel "brodo primordiale" iniziò ad avere un ordine. Occupato da una forma, questa invase ogni spazio di quel "brodo primordiale".
Delle Coscienze di Sé, uno solo è il "brodo primordiale" in cui presero forma mentre altre Coscienze di Sé ronzano, separate, inaccessibili, frangendosi intorno ai limiti di quel "brodo primordiale". Pensieri intellettivi furono espressi in quella fonte, iniziando le trasformazioni delle Coscienze di sé che succhiano in abbondanza il fiore del fuoco sulla vetta del tempo senza riposo. E la trasformazione delle Coscienze di Sé fu messa in moto.
Queste trasformazioni primordiali fecero gorgogliare dapprima il "brodo primordiale" in sé, perfetto luogo dal quale la vita della Natura poteva intraprendere il proprio cammino di trasformazione, poi espansero lo stesso "brodo primordiale" occupando tutto il pianeta.
In questa oggettività è possibile la vita a base di carbonio, non è possibile lo sviluppo della vita a base di silicio. Oggi, 1999, lo posso affermare. Il veggente degli Oracoli Caldaici vedeva le condizioni alle quali le Coscienze di Sé operavano il loro adattamento soggettivo esprimendo il loro potere attraverso il quale veniva costruendosi il "modello noetico inestinguibile". Nell'oggettività in cui le Coscienze di Sé si espandevano viene seguita la traccia riproducendo il modello del loro sviluppo.
Una sola era la loro fonte, ma una volta che hanno seguito la traccia del modello del loro sviluppo, attraverso quel modello altre Coscienze di Sé scaturiscono prendendo altre vie. Così dall'Essere Ameba nasce l'Essere rettile, dall'Essere rettile nasce l'Essere Mammifero, ecc. ecc. fino alle Coscienze di Sé come oggi noi le possiamo percepire e nella forma che le conosciamo. Il tutto viene presentato con l'immagine del vortice dove tutto nasce e si trasforma per nascere e trasformarsi. Quell'immagine del vortice è l'immagine della nascita e della trasformazione della Coscienza di Sé dell'Essere Natura che si nutre della consapevolezza di ogni Coscienza di Sé della Natura che costruendosi si alimenta alimentando i propri processi di sviluppo.
Il grembo terribile, attorno al quale si aggirano a sciami, è quello di Era. E' il grembo dell'Essere Natura da cui tutte le Coscienze di Sé originano e sono il fondamento stesso del corpo e della Coscienza di Sé Era. Le Coscienze di Sé si aggirano a sciami. La visione a sciami è esatta. Sia quando si tratta delle Coscienze di Sé della specie cui apparteniamo, gli Esseri Umani, sia per quanto riguarda ogni specie della Natura o la stessa Natura in sé. L'Essere Natura è spesso visibile come un grande sciame composto da ogni consapevolezza di cui è fonte, madre e figlia allo stesso tempo.
Revisione testo del 1999 il 14 settembre 2026
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