La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Anche il frammento 41, come molti altri, della serie di Angelo Tonelli è preso dal Commento al Timeo di Proclo.
Il frammento dice che in quanto tangibili si intuiscono le cose sensibili.
Il contatto mostrerebbe la conoscenza evidente dell'oggetto. Solo che l'oggetto viene conosciuto solo per ciò che il contatto trasmette alla coscienza che, dall'interpretazione del contatto, descrive l'oggetto.
C'è un piccolo racconto che lessi nella mia infanzia e che non so quale sia la sua origine e non so se riesco a ricordarlo correttamente, ma serve per dare un'idea.
Un re convocò tre ciechi dalla nascita e chiese loro di toccare un elefante e di dirgli com'è un elefante. Un cieco toccò la coda e disse che l'elefante era come una corda. Un altro cieco toccò le gambe e disse che l'elefante era come il tronco di un albero. Un altro cieco toccò la proboscide e disse che l'elefante era come un grosso serpente. I tre ciechi discussero difendendo le loro opinioni e finirono per bastonarsi a vicenda nel tentativo di avere ragione.
Ciò che intuisci, anche di cose sensibili, puoi solo definire l'intuizione che ricevi, ma non estenderla per definire l'oggetto in sé.
Secondo il frammento degli Oracoli Caldaici si possono conoscere le cose sensibili in quanto tangibili. Cose evidenti in quanto rientrano nella capacità della ragione di descriverle, sia pur parzialmente e per la loro forma, e perciò non necessitano di nessun sforzo per riconoscerli.
Per individuare Esseri di sola Energia Emotiva è necessario alterare la percezione. E' necessario uscire dalla ragione e, quando si rientra nella ragione la percezione e le relazioni con Esseri di sola Energia Emotiva lasciano una traccia, una sensazione nella coscienza che la ragione fatica ad interpretare. Per percepire la realtà del mondo emotivo in cui viviamo serve un grande sforzo da parte del veggente che deve togliere alla ragione il controllo della sua coscienza. Per constatare la presenza di corpi sensibili, al di là della loro descrizione e della loro realtà in sé, non è necessario nessun sforzo: le cose si manifestano nella ragione e questa ne descrive la forma e la quantità.
Anche la ragione deve essere sottomessa all'intuire e deve agire intuendo in quanto anche fra le cose tangibili esiste uno sconosciuto nel quale la ragione si trova a dover agire. La ricerca scientifica è un'attività di intuizione che coinvolge la ragione modificando continuamente la sua descrizione del mondo. Una ragione agisce intuendo gli intuibili nel proprio sconosciuto. In questo modo la ragione allarga la propria conoscenza descrittiva del mondo intuendo e comprendendo gli oggetti che con essa interagiscono.
Revisione testo del 1999 il 18 settembre 2026
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Claudio Simeoni
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