La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 51
Dal fianco destro dove le cartilaggini si infossano sotto lo sterno

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 51

Il frammento 51 della serie di Angelo Tonelli è preso dal Commento alla Repubblica di Platone di Proclo.

Il frammento 51 afferma che fra le cartilagini e lo sterno sarebbe la sorgente da cui zampilla il flusso dell'anima primordiale che animerebbe l'intimo di luce, fuoco e etere mondi.

Questo frammento viene inserito da Proclo in una visione cosmologica con cui interpretare e giustificare le farneticazioni della Repubblica di Platone.

Alla citazione dell'Oracolo Caldaico, Luciano Albanese aggiunge il breve commento interpretativo di Proclo:

"Infatti i logia, come di loro abitudine hanno diviso in tre l'intero universo e hanno chiamato la parte più alta fuoco, quella mediana etere e la terza [quella più bassa] mondi, chiamando così tutti i mondi materiali . . . Avendo inoltre detto che la luce, animata da quell'anima fontana, è qualche cosa che differisce da tutto e anteriore a tutto, hanno reso evidente, io penso, che è un corpo diverso dai mondi, dall'etere e dal fuoco."

Luciano Albanese, Oracoli Caldaici, Fondazione Lorenzo Valla Mondadori, 2025, pag. 5/7

In questo frammento si parla soltanto dell'Essere Umano e del centro ideale della sua volontà. In sostanza, gli antichi avevano individuato nel plesso solare e nei suoi dintorni una serie di effetti che insorgevano a seconda del loro sentire e del loro emozionarsi nelle relazioni con il mondo. La ricerca scientifica attuale ha stabilito che in quella zona agisce non solo il sistema nervoso del gran simpatico, ma che questo è all'interno di un sistema neuronale che è stato, di recente, definito come "cervello nello stomaco".

La fonte della volontà veniva indicata fra il plesso solare e il centro dello stomaco e, dal momento che anticamente non esisteva il concetto di volontà dell'individuo per le sue sensazioni e le sue emozioni, era facile attribuirgli la "facoltà che anima il corpo".

In questa sede veniva identificato il sentire che si attiva quando l'Essere Umano percorre un sentiero virtuoso attraverso il quale costruisce il suo corpo luminoso o, se si preferisce, il Daimon dei greci o il Genio dei romani.

Cosa significa l'anima primordiale? Ciò che anima il venir in essere di una Coscienza di Sé. Si tratta dell'Energia Emotiva con la capacità, date le circostanze, di passare dallo stato di inconsapevolezza allo stato di consapevolezza. Si tratta di un corpo vivente che sta costruendo il proprio corpo emotivo e che, dal corpo emotivo, riceve le intuizioni che provengono da un sentire che la ragione del corpo ignora.

A mano a mano che l'individuo amalgama e plasma la sua Energia Emotiva questi, dall'Energia Emotiva che sta "impastando", inizia a ricevere delle intuizioni che iniziano a dirigere e condizionare le sue scelte. Il corpo di Energia Emotiva non è ancora formato. L'Essere Umano solo in quel momento comincia ad esercitare la propria volontà che diventa la somma della volontà d'esistenza del corpo fisico e la volontà di persistere nella crescita del corpo di Energia Emotiva. Fino ad allora è divenuto come trasformazione della sua specie. E' cresciuto per volontà d'esistenza trasmessa dalla specie nella pancia della madre. Poi, da bambino è cresciuto sia continuando a percorrere il sentiero di crescita tracciato dalla sua specie, sia iniziando ad esercitare la propria volontà d'esistenza nel mondo circostante.

Da quando comincia ad esercitare la propria volontà d'esistenza, alimentando le determinazioni proprie della sua specie, l'Essere Umano fa zampillare il fiotto dell'"anima primordiale". Facendo zampillare (muovere, articolare esercitare) la sua "anima primordiale", mediante l'esercizio della sua volontà, alimenta la propria capacità intima di percepire quanto si alimenta nel mondo circostante. Egli ravviva il fuoco della crescita dell'Essere Luminoso, il Dio, che cresce dentro di lui percependo mondi che sono estranei al mondo della ragione, ma che possono comunicare alla sua coscienza mediante l'intuire.

Attraverso quell'attività egli alimenta la crescita del suo corpo luminoso sviluppandone il sentire.

In quel momento, non solo egli esercita la sua volontà d'esistenza sovrapponendola alla Necessità che lo portò a nascere, ma alimenta il divino che emerge dentro di lui e che di volontà è artefice e alimento. Il divino è artefice di volontà perché se l'Intento del corpo fisico è quello di migliorare la propria situazione, più egli migliora la sua situazione all'interno delle contraddizioni dell'esistenza e più il corpo luminoso cresce. Il corpo di Energia Emotiva è collegato direttamente alla sua volontà d'esistenza e non è mediato controllato dalla ragione come la ragione crede di controllare il corpo fisico. Così il corpo luminoso alimenta la sua volontà d'esistenza che soccorre e supporta le determinazioni del corpo fisico.

Il sentire dell'Essere Umano proietta il Dio che cresce nell'Essere Umano fra gli Dèi del mondo circostante. Questo frammento degli Oracoli Caldaici è relativo soltanto all'Essere Umano.

Quando il corpo luminoso cresce, si esprime attraverso il corpo fisico. Non solo attraverso il plesso solare, ma anche attraverso altri centri di energia e di percezione sparsi per il corpo. Non sono solo punti dai quali l'Energia viva (cioè la virtù) fuoriesce manifestata dalle azioni e dalle scelte dell'individuo, ma la formazione del corpo di Energia Emotiva predispone il corpo fisico ad adattarsi sia alla sua presenza che alle sue esigenze. La quantità di Energia Emotiva nell'individuo aumenta e aumenta sia la sua capacità di percepire e comprendere il mondo che la sua capacità di alterare la percezione costringendo il suo cervello a plasmarsi creando nuove connessioni. Quando nel soggetto aumenta la sua Energia Emotiva, aumenta anche la sua capacità di scegliere bisogni diversi, visioni diverse, concetti diversi su cui fissare la sua attenzione.

In questo contesto si può dire che "Gorgoglia incessantemente e abbondantemente il sentire e l'intuire dell'emozione primordiale."

Proclo non aveva il concetto dell'Uomo che si trasforma e si costruisce e, pertanto, doveva collocare il logia in un contesto creazionista che privava l'uomo dei suoi aspetti divini per sottometterlo ad entità e a condizioni che riteneva superiori. Come fece Platone. L'uomo e la sua dignità venivano offesi per essere sottomessi, schiavi di un creatore che imponeva loro scelte di rinuncia e di sottomissione.

Revisione testo del 1999 il 22 settembre 2026

 

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