La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 52 della serie di Angelo Tonelli è preso da Psello (1018-1096) e non viene citata una fonte più antica. Non si sa da dove Psello abbia tratto la citazione dell'Oracolo Caldaico.
Il frammento dice che Ecate ha un fianco sinistro che sarebbe la fonte della virtù. Una virtù che sta tutta raccolta dentro Ecate ed Ecate non perderebbe la sua verginità.
Ecate è rappresentata spesso da una statua triplice.
A destra è raffigurata una testa di vacca e a sinistra una testa di cagna e al centro la testa di una giovane donna. Anche in un'altra incisione la Dea è rappresentata con al centro la testa di una giovane donna, a destra la testa di una capra e a sinistra la testa di una cagna. Nelle sei mani brandisce delle torce di fuoco: il fuoco della Conoscenza e della Consapevolezza.
Perché questa rappresentazione triplice?
Perché Ecate rappresenta le trasformazioni che attraversa un Essere della Natura per costruire il suo corpo emotivo.
A destra era la nascita come fertilità che favorisce lo sviluppo dell'Essere Natura. Poteva essere una vacca, una capra o anche una donna anziana. Al centro era il divenuto: l'Essere Umano com'è ora rappresentato da una fanciulla. A sinistra c'era il cane che rappresentava lo l'Essere di Energia Emotiva. Il Demone. Daimon: il Dio che cresce dentro l'Essere della Natura.
Nel fianco sinistro di Ecate è rappresentato il divenire dell'Essere della Natura: il Dio!
Nelle raffigurazioni classiche Ecate rappresenta le trasformazioni dell'Essere della Natura. Il corpo emotivo dell'Essere della Natura non perde mai la sua verginità: nessuno lo può possedere; nessuno lo può sottomettere. Non tanto perché ci sia qualcosa da stuprare, ma perché la virtù è l'azione con cui l'Essere Umano, attraverso il suo agire nella quotidianità, con la sua volontà e impegnando le sue emozioni costruisce, giorno dopo giorno, il suo farsi Dio. Nessuno può togliere al Dio il suo sviluppo nell'eternità dei mutamenti. In questo senso, un Dio è sempre vergine.
La rappresentazione di Ecate è una delle più grandi rappresentazioni prima dell'avvento del Dio padrone di altri uomini. E' l'ultima simbologia, assieme a Dioniso, del percorso per la costruzione del divino a cui l'Essere della Natura concorre.
Ecate era venerata nell'isola di Egina dove gli egineti celebravano i "Misteri di Ecate". Gli egineti dicevano che i "Misteri di Ecate" erano stati istituiti da Orfeo
L'Essere Natura è Era, Giunone,: la nascita. Quell'atto di magia coinvolge l'intera sua esistenza. Non è pensabile nessun atto di magia e di trasformazione fra gli Esseri della Natura se si esclude l'atto di magia per eccellenza: la nascita. Nello stesso tempo, non si può non considerare il secondo atto di magia che segue al primo: la morte del corpo fisico. Nella rappresentazione di Ecate non solo questo è rappresentato, ma viene definito proprio in funzione dell'ultima grande operazione di magia: la morte del corpo fisico.
Ecate è rappresentata, dal punto di vista della Religione Pagana, proprio dalla fine del corpo fisico e dalla conseguenziale nascita del corpo luminoso dell'Essere Umano che, consapevole della magia che lo ha portato a nascere, percorre l'intera esistenza costruendo il sé stesso che affronterà la morte del corpo fisico.
La costruzione di sé stessi è il non perdere la verginità!
In alcune tradizioni antiche, tarde, Ecate era seguita da una muta di cani. L'Essere Cane simboleggia la fedeltà. Quando l'Essere Umano costruì la barriera fra la sua ragione e il mondo delle emozioni rinunciando ad intuire, l'Essere Lupo lo affiancò assieme al suo cugino Essere Cane.
Il corpo di Energia Emotiva, costruito dagli Esseri della Natura, in Grecia, prima che Platone ne modificasse il significato il "Daimon", era il lato divino che l'Essere della Natura costruiva mediante la sua attività nella sua vita quotidiana. E' questo aspetto divino dell'Essere della Natura che spesso affianca Ecate perché Ecate aiuta il lato divino degli Esseri della Natura a portare la loro coscienza oltre la morte del corpo fisico. Il Daimon dell'Essere Umano è in grado di esplorare lo sconosciuto emotivo che ci circonda. Alcuni studiosi di mitologia affermano che alcuni antichi credevano che l'Essere Cane accompagnasse l'Essere Umano oltre la morte del corpo fisico, ma è il compagno dell'Essere Umano fisico che si lancia nella notte della vita fisica che per lui è lo splendore dell'infinito dei mutamenti. Non è l'Essere Cane che conosce l'aldilà, è il corpo emotivo degli Esseri della Natura che sono in grado di muoversi nello sconosciuto circostante percependolo e intuendolo.
Il lato sinistro di Ecate è rappresentato dall'Essere Emotivo, Daimon o Genio, come il volto della fanciulla rappresenta ciò che dall'Essere Natura si costruisce in essa.
Revisione testo del 1999 il 22 settembre 2026
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Claudio Simeoni
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