La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 57 della serie di Angelo Tonelli è preso da un neoplatonico del VI secolo Simplicio di Cilicia che scrisse sulla Fisica di Aristotele (Commentari sui libri di fisica di Aristotele).
Il frammento degli Oracoli Caldaici afferma che i sette firmamenti dei mondi furono soffiati dal padre.
Per gli Oracoli Caldaici i Pianeti del Sistema Solare sono sette. Sette sono le Nature che da questi si possono sviluppare. Sette sono gli Zeus, uno per ogni pianeta. Sette sono le possibilità della vita nel Sistema Solare. Sette sono le Hera tutte legate dalla stessa tensione sia che Hera splenda sull'Essere Terra sia che sia pronta, come un Essere Giaguaro in agguato sul suo pianeta pronta a cogliere la sua opportunità nel momento stesso in cui si presenta. Le possibilità della vita sono opportunità che Necessità e Intento costruiscono per trasformare l'inconsapevolezza dell'Energia Emotiva in Coscienza di Sé.
Per gli Oracoli Caldaici nel nostro Sistema Solare ci sono sette possibilità di sviluppo dell'Essere della Natura. Sono mondi ed opportunità sulle quali i veggenti Caldaici concentrarono la loro attenzione nel momento stesso in cui, osservando i moti dei pianeti, notte dopo notte, su questi concentrarono il loro intuito intuendo l'intuibile. E quell'intuire intuì la stessa forza, le stesse tensioni, le stesse determinazioni che dall'Essere Terra si sprigionava nel mondo.
I sette pianeti degli Oracoli Caldaici erano l'Essere Terra, l'Essere Luna, l'Essere Mercurio, L'Essere Venere, l'Essere Marte, l'Essere Giove e l'Essere Saturno.
Oggi sappiamo che ci sono altre possibilità, ma quelle possibilità erano fuori della loro ragione, del loro sguardo, e su quelle possibilità non concentrarono la loro attenzione. Nemmeno noi possiamo porvi il sottile sguardo dell'intuire, possiamo soltanto osservarli mediante degli strumenti. Verrà un giorno che sui pianeti più vicini a noi potremmo concentrare lo sguardo del sottile intuire e percepirne le tensioni, i bisogni e le determinazioni. D'altronde, gli stessi Oracoli Caldaici non potevano distinguere la separazione, ad esempio, della Coscienza di Sé dei grandi Esseri Lune di Giove dalla Coscienza di Sé di Giove stesso come, al contrario, fecero nella distinzione fra la Coscienza di Sé dell'Essere Luna con quella dell'Essere Terra che più vicina sollecitava maggiormente il loro intuire.
C'è un universo di Coscienze che ci circondano e che marciano nell'infinito dei mutamenti. Per una Coscienza di Sé sulla quale noi puntiamo la nostra attenzione "infinite altre diecimila" ci sfuggono o non entreranno mai nella nostra attenzione.
L'Oracolo Caldaico dice che fu soffiato il firmamento dei mondi, la loro atmosfera, non che furono soffiati i mondi.
Revisione testo del 1999 il 24 settembre 2026
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Claudio Simeoni
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