La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 62
Elementi éteri

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 62

Il frammento 62 citato da Angelo Tonelli è preso da Platonis Phaedonem commentaria (segnato come Olympiodorus Phaedonem). E' il commento in greco al Fedone di Platone. Fu scritto da Olimpiodoro il Giovane (VI secolo d.C.).

Il frammento 62 è composto i sole tre parole e parla della quintessenza, l'etere, presente negli elementi.

La parte eterea dell'elemento è quanto noi percepiamo oltre il fenomeno fisico dell'elemento stesso. E' quanto non può essere definito in filosofia: l'oggetto in sé. Si sa che c'è, perché noi ne afferriamo i fenomeni, ma non siamo in grado di definirlo in sé, ma solo attraverso i fenomeni che percepiamo.

La parte eterea di un Essere della Natura è il suo corpo di Energia Emotiva, la parte che può continuare la sequenza dei mutamenti dopo la morte del corpo fisico.

Gli elementi di quanto ci circonda vengono descritti dalla nostra ragione mediante la forma e la quantità. Gli oggetti che descriviamo hanno il loro fondamento negli atomi o, se volete, nel noumeno o nelle monadi. Solo che noi non percepiamo né atomi, né noumeni, né monadi (che poi sono la stessa cosa). Non percepiamo nemmeno la parte emotiva dell'oggetto. Per questo motivo siamo costretti a parlare in termini astratti di essenza dell'oggetto per definire l'oggetto in sé.

L'etere dell'elemento altro non è che l'ipotesi che può fare una ragione dell'esistenza dell'oggetto in sé.

La nostra ragione è bloccata nella forma e nella descrizione. L'elemento è solo quanto descritto nella forma che limita i fenomeni con cui possiamo ampliare la descrizione dell'oggetto. Quando noi alteriamo la percezione riceviamo sempre fenomeni da quell'oggetto. Uscendo dalla ragione eliminiamo anche a descrizione dell'oggetto mediante la forma e percepiamo altri e diversi fenomeni dell'oggetto con cui costruiamo una relazione. Percependo dell'oggetto fenomeni diversi ci portano a definire quell'oggetto in maniera diversa.

Quando noi percepiamo col nostro Corpo Emotivo, noi percepiamo il Corpo Emotivo di quanto ci circonda modifichiamo la nostra prospettiva dell'oggetto rispetto alla forma dell'oggetto descritta dalla ragione ordinaria.

Questo è quanto viene definito come etereo proprio degli elementi.

Revisione testo del 1999 il 05 ottobre 2026

 

Vai all'indice del commento agli Oracoli Caldaici

Indice ai testi commentati delle Antiche Religioni

 

 

Home Page Federazione Pagana

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Dionisio e Menade

 

 

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro. Questo sito non usa l'intelligenza artificiale.