La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 70
Natura inesausta governa i mondi

Claudio Simeoni

Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 70

Il frammento n. 70 della serie tradotta da Angelo Tonelli è preso da Damascio.

Il frammento 70 degli Oracoli Caldaici parla di una natura che governa mondi e questo permette al cielo le sue trasformazioni e al Sole di correre attorno ad un centro come suole fare.

Ancora una volta devo sottolineare che una cosa è il frammento citato che oggi attribuiamo agli Oracoli Caldaici e, una cosa diversa, è il contesto in cui il neoplatonico Damascio lo vuole collocare.

In questo caso abbiamo le idee di Damascio che Luciano Albanese riporta dicendo:

"I logia chiamano semplicemente natura colei che, attraversando tutte le cose, è sospesa alla grande Hecate e che è detta essere la prima causa di ogni moto corporeo che si addice a Hecate"

Luciano Albanese, Oracoli Caldaici, Edizione Lorenzo Valla, 2025, pag. 123

Queste sono le idee di Damascio. Damascio, per dare forza alla sua idea, cita il frammento caldaico presupponendo che il frammento intenda quanto lui intende.

La Natura è la Natura; Hekate è Hekate; sono due soggetti distinti anche se fra loro esiste una relazione. La natura è Hera, figlia dei titani Cronos e Rea. Hekate è figlia di Asteria, sorella di Latona, figlia dei titani Ceo e Febe, e Perse, figlio dei titani Euribia e Crio. Sono queste le generazioni che hanno portato in essere Hekate. Gli antichi conoscevano il Mito esiodeo e la differenza fra Hera ed Hekate. Esistono necessità politiche che inducono Damascio ad associare la natura ad Hekate, ma non è il caso degli Oracoli Caldaici scritti almeno 200 anni prima di Damascio e dell'accademia di cui è partecipe.

La natura è inesauribile.

Qualunque siano le condizioni, gli Esseri della natura si riproducono e si trasformano continuamente adattandosi a qualunque condizione si sia presentata fino ad oggi.

E' l'Essere Natura che governa i mondi di cui è parte alimentando la formazione delle Coscienze di Sé sulla superficie di ogni pianeta in cui la vita è possibile.

Cosa trae il cielo dalle trasformazioni di ogni Coscienza di Sé dell'Essere Natura e dall'Essere Natura nel suo insieme? La sua trasformazione, sia sul piano fisico che nell'intelletto. Giove, Zeus, è il cielo che avvolge la terra. Ha costruito le condizioni affinché un nuovo tipo di Coscienze di Sé nascessero dando origine alla Natura. Nel momento stesso in cui sono germinate le Coscienze di Sé, Cronos ha potuto vomitare Hera ed Hera, la natura, ha potuto trasformare Zeus, il cielo, affinché sia più funzionale allo sviluppo di Hera stessa. Il cielo, inoltre, si è arricchito col contributo della crescita delle Coscienze di Sé, dell'Essere della Natura. L'Essere Cielo, Zeus, la coperta dell'Essere Terra, trae beneficio dall'esistenza di Coscienze di Sé e dalle loro consapevolezze che sulla superficie dell'Essere Terra si generano, si arricchiscono e si trasformano.

E' perpetua l'esistenza, il moto e le trasformazioni dell'Essere Cielo, come è perpetuo, per quanto riguarda gli Esseri Umani, il moto dell'Essere Sole.

L'Essere Sole alimenta sé stesso attraverso le proprie determinazioni e seguendo le condizioni che ne impongono il moto. Egli agisce all'interno di quel moto esercitando la propria volontà e le proprie determinazioni. Proprio perché esercita la propria volontà e le proprie determinazioni alimenta un Essere Natura che alimenta l'Essere Cielo e l'Essere Sole nelle sue trasformazioni fino all'eternità dei mutamenti.

L'Essere Natura governa i mondi in ogni presente in quanto è generatrice di ogni presente dei viventi come noi li pensiamo. Le azioni degli Esseri, dell'Essere Natura, costruiscono e determinano i presenti futuri. Quelle azioni, quelle trasformazioni, arricchiscono sia l'Essere cielo che l'Essere Sole.

Questa è la relazione dialettica di ogni trasformazione intesa dal punto di vista della Religione Pagana. Gli Déi costruiscono le condizioni che portano alle trasformazioni delle Coscienze di Sé nell'eternità dei mutamenti. Questo è possibile solo nella misura in cui si riconosce che ogni ente, che contribuisce a costruire il presente proiettandolo nell'eternità dei mutamenti, è esso stesso un Dio.

Revisione testo del 1999 il 09 ottobre 2026

 

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Claudio Simeoni

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