La serie degli Oracoli Caldaici commentata è quella pubblicata da Angelo Tonelli, per come l'ha tradotta, nell'edizione del 1995 della Biblioteca Universale Rizzoli.
Riflessioni pagane sulle antiche religioni

Il frammento 72 della serie di Angelo Tonelli è preso dalla Teologia Platonica di Proclo.
Il frammento 72 dice che una divinità è giunta armata da capo a piedi con tutte le armi.
Questo frammento è inserito in un discorso di Proclo che appare estraneo al frammento stesso.
Scrive Proclo:
Ed in effetti anche presso gli esseri umani che altra utilità potrebbero venire ad avere le armi se non la guardia protettiva che proviene da esse? Queste infatti sono le difese a salvaguardia in particolare delle città. Ecco perché i miti hanno attribuito agli dèi immacolati la forza invincibile come loro equipaggiamento armato; di conseguenza poi, avendo ornato l'unica loro enade stessa di "un'armatura completa", la hanno posta al di sopra di questi dèi. Infatti ciò che è completamente perfetto è superiore per livello alle entità divise in parti, e l'armatura completa preesiste alla distribuzione particolare delle potenze guardiane. Ed a me sembra che Platone, attraverso queste considerazioni appunto, dica ancora una volta le stesse cose che sono state manifestate in seguito dagli dèi, e che celebri come "ornata di un armatura completa" la dea che quelli hanno appellato "armata di tutto punto":
«Ed infatti, armata di tutto punto con le mie armi "eccomi, io divina"». [Oracolo Caldaico]
In effetti il carattere del "compiutamente perfetto", trattandosi del possesso delle armi per le danze pirriche, e quello dell'"incontaminato", trattandosi della potenza, si addicono, secondo Platone, alla monade di Atena, e si addicono alla "armata di tutto punto" secondo la dottrina-guida degli Oracoli.
Proclo, Teologia Platonica, Editore Bompiani, 2019, pag. 811/813
Proclo usa il frammento dell'Oracolo Caldaico per legittimare le sue affermazioni assolutistiche nel definire una enade. Ciò che Proclo dimentica è che l'origine degli Dèi antichi viene definita da Esiodo e da Omero. Nell'Iliade gli Dèi non sono "i miti hanno attribuito agli dèi immacolati la forza invincibile come loro equipaggiamento armato", ma combattono, vengono feriti, si ritirano. E lo fanno assieme agli uomini. Non sono padroni degli uomini, si limitano a condannare o approvare le scelte degli uomini a cui loro stessi partecipano. Nell'Iliade, gli Dèi non sono altro rispetto agli uomini. Anche Zeus, che non partecipa alla battaglia, non è altro rispetto agli Esseri Umani.
Io Atena, l'intelligenza progettuale dell'umana esistenza, sono giunta, armata da capo a piedi, di tutte le armi che ho costruito nelle contraddizioni per affrontare l'ignoto infinito che mi sta di fronte. Il primo potere che affronto è Zeus: contro il volto di Zeus punto la mia lancia. Nessuno può sottomettermi e Zeus stesso onora la mia presenza nella vita degli Esseri Umani. La mia lancia non minaccia le persone deboli e fragili; la mia lancia minaccia Zeus dalla cui testa io sono nata.
Non ho paura dell'ignoto infinito che mi circonda. Non sono avvolta da timore reverenziale perché nella vita che ho conosciuto ho forgiato le armi per poterlo affrontare.
Sono giunta armata perché la vita mi ha armata.
Sono giunta forgiata perché la vita mi ha forgiato.
Non sono scappata quando le contraddizioni della vita mi hanno avvolto. Dal momento che sono uscita dalla testa di Zeus ed ho iniziato a respirarlo non ho subito senza ribellione. Io ho serrato i pugni e lanciato il mio flebile grido di guerra al mondo.
Mia madre, Meti, mi ha guardato compassionevole, cieca e muta, rassicurandomi col battito del suo cuore. Non stavo piangendo di afflizione, emettevo l'unico grido che ero in grado di emettere e stringevo i pugni della mia impotenza per lanciare gli strali della mia volontà nel mondo.
Da allora ho arrancato, trasformandomi giorno dopo giorno nella testa di Zeus finché Efesto, impietositosi del dolore alla testa di Zeus, con un colpo di maglio l'aprì permettendomi di uscire dal buio del suo intelletto alla luce della ragione di cui ora sono signora, artefice e stratega di questo intelletto.
Ora sono la divina Atena che vive di progetti e che si nutre del progettare di tutti gli Esseri della Natura. Sono colei che alimenta quei progetti capaci di cambiare continuamente il presente vissuto.
O Déi, aprite le porte delle stanze dell'eternità altrimenti ne abbatterò le porte: "Io, la divina, sono giunta, armata da capo a piedi di tutte le armi!".
Esseri della Natura, Esseri Umani, progettate per soddisfare i vostri bisogni e i vostri desideri. Nel progettare alimentate l'Atena dentro di voi. Trasformazione dopo trasformazione, fornirete di armi poderose la Coscienza di Sé che siete. Costruirete il vostro Potere di Essere. Plasmerete e compatterete la vostra Energia Emotiva. In questo modo vi armerete da capo a piedi con tutte le armi che la vostra coscienza è in grado di usare.
Anche voi potrete dire agli Dèi: "Io sono un Dio, sono giunto armato da capo a piedi di tutte le armi: apritemi le porte dell'Olimpo!".
Revisione testo del 1999 il 10 ottobre 2026
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Claudio Simeoni
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