Zeus e Era: Ares nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Déi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

Zeus e Era: Ares

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

Ares è il figlio di Era e Zeus. Ares è la contraddizione. La contraddizione che si risolve attraverso la guerra. La contraddizione che si risolve modificando i soggetti che nella contraddizione vengono a confronto.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Era, per ultima, Giove, degli uomini padre e dei Numi,

fece sua florida sposa: con lui mescolata d'amore,

Ebe gli partorì la Diva, con Are ed Ilizia.

Esiodo, Teogonia 921 923

Ares è sia l'Amicizia che la Contesa Furente di Eraclito.

Ares è sia Armonia che Peitò (persuasione) degli Orfici.

Ares è la contraddizione fra noi e il nemico, che si risolve mediante la guerra. Ares è la contraddizione fra noi, che si risolve mediante il dibattito. Ares è la contraddizione fra noi e la Natura, Era, che si risolve mediante il lavoro (vedi Marte).

Ares è relazione, contraddizione, fra corpi fisici, fra emozioni espresse da corpi desideranti, fra strutture psichiche in corpi che progettano un futuro vivendo un presente.

Che Ares sia la relazione come contraddizione in quanto la contraddizione è intesa come contrapposizione e la contrapposizione, nelle condizioni estreme, come guerra, non c'è dubbio. I dubbi rimangono sulla qualità e i modi con cui si risolve la contraddizione.

Quando la tesi, l'Essere, la coscienza, si scontra con l'antitesi, il non-essere, la non coscienza, ciò che viene modificata è sia la tesi che l'antitesi, l'Essere e il non-Essere, sia la coscienza di sé che la non coscienza che entra in relazione, ma soprattutto l'insieme oggettivo, l'ambiente fisico-sociale in cui la contraddizione, anche se separata dall'insieme, si è manifestata.

Quando due soggetti si relazionano fanno nascere una contraddizione in quanto i due soggetti come non possono occupare il medesimo spazio nel medesimo tempo, così non possono occupare il medesimo spazio emotivo nel medesimo tempo. Ne segue che la soluzione della relazione è una soluzione della contraddizione in cui i soggetti e i non soggetti che hanno partecipato alla relazione non sono più i soggetti che hanno dato il via alla relazione. I soggetti della contraddizione, gli oggetti che hanno concorso alla contraddizione, l'ambiente in cui la contradizione si è svolta si è trasformato, ha mutato, è divenuto trasformandosi da una condizione precedente. Armonia è stata sconvolta da Ares e si è ricomposta in una diversa Armonia una volta modificati i soggetti nella contraddizione.

La relazione è Ares. La relazione drammatica si risolve mediante la guerra, mai una relazione si risolve col genocidio in quanto il genocidio non implica mai una relazione. Io stermino le formiche perché le ritengo infestanti: non è una guerra, è un genocidio. Non è Ares, ma qualche cosa di ben più drammatico. Il dio dei cristiani stermina l'umanità col diluvio universale. E' un genocidio, non è una relazione. Non è una guerra.

Perché ci sia una guerra, intesa come Ares, è necessario che le due parti, l'ambiente delle parti in conflitto, si possa modificare e possa rinascere dalla soluzione del conflitto. E' necessario che dal conflitto nasca la figlia di Ares: Armonia.

Tutta la vita nasce e si sviluppa per conflitto: l'essere, colui che chiama sé stesso "io sono", entra in relazione col "non essere" e il campo di relazione dell'Essere e il non Essere, in quanto soggetto diverso da entrambi, si modifica facendo nascere una diversa Armonia.

La modificazione prodotta è fonte di azione di adattamento soggettivo ed è motivo di nascita di nuova vita o di trasformazione della vita. Tutta la natura procede nella sua trasformazione per adattamento soggettivo alle variabili oggettive che si manifestano, per contraddizione fra il soggetto che consideriamo, gli infiniti soggetti del mondo, il non soggetto in quanto ambiente in cui le relazioni si manifestano.

Ad Era non interessa come la contraddizione viene risolta. Per LEI ogni contraddizione si risolve mediante la guerra. Ogni contraddizione si sviluppa manifestando tutte le leggi proprie della guerra. Sia quando si tratta di un semplice dibattito che di quando eserciti in armi si schierano; sia quando si tratta della caccia dell'Essere Iena o Leone, sia quando si tratta di mangiare gli Esseri Vegetali da parte degli Esseri Bovini o Zebre. Le leggi della guerra si esprimono sulla terra, nel mare e nel cielo, ogni volta che una contraddizione si risolve tutto è trasformazione e divenire. Ares è sempre presente. Ares esprime fuoco e violenza. Per quanto riguarda Ares, in ogni relazione è il furore che travolge. Travolge ogni cosa, ogni ostacolo. Non a caso a fianco di Marte romano cavalcavano le Furie, Bellona e Nerio. Ares è furore. Perché? Perché il furore è Volturno che gonfia le acque e che travolge ogni cosa sul suo cammino; furore è il sussurro di madre terra che col suo tremore annichilisce e stravolge ogni cosa; furore è Vulcano che espande fuoco sulla terra (Efesto va oltre la guerra). Così è il furore dell'espressione delle emozioni che travolge gli ostacoli dei pregiudizi e della sottomissione.

Ares viene rappresentato in questo modo perché in nessun altro modo potrebbe essere rappresentato. Ares si esprime in ogni Essere figlio di Era, qualunque sia la sua specie ogni volta che l'individuo di ogni specie costruisce una relazione fra sé e il mondo. Ares non si esprime soltanto fra i nati in Era, ma anche fra quanto entra in contatto con i nati in Era, come la Terra.

Ares è l'atto della nascita dei corpi. Ares è la contraddizione emotiva nei corpi che li trasforma portandoli alla maturità sessuale.

Ares non necessita di esprimere nous. Non ha intelligenza. Ares non necessita di esprimere Intento. La contraddizione è lo scopo di Ares. Ad Ares non interessa chi "vince" o chi "guadagna" da una relazione; vincere o guadagnare raggiungendo un risultato nella soluzione della contraddizione appartiene al divino di Atena. Ares è azione e trasformazione di quanto prodotto dall'azione. L'azione, espressione di Volontà fra i figli di Era, esprime Ares nella misura in cui trasforma quanto si relaziona.

Per questo motivo Ares soccombe davanti ad Atena e Apollo. Questi Dèi non solo esprimono Ares, ma lo esprimono all'interno di una progettualità soggettiva, di un nous soggettivo, finalizzato ad un Intento soggettivo: il loro essere Dèi.

C'è una differenza fra Ares, quale espressione di Era e Zeus per i loro intenti, e l'espressione di Ares dentro i singoli Esseri che ad Ares, quale essenza divina della loro esistenza, sommano il loro nous, la loro intelligenza e, principalmente, l'Eros Universale: il loro Intento!

Ares, in sé stesso, è un'azione travolgente nella relazione mediante un insorgere delle Furie; mediante l'azione delle Erinni! Le Erinni erano considerate Dee della vendetta, in realtà erano sorelle di Afrodite nate dalle gocce del sangue di Urano Stelato evirato e insorgono nell'individuo, nell'Essere della Natura, quando la contraddizione non può essere risolta perché l'individuo è con "le spalle al muro". L'insorgenza delle Erinni nell'individuo era stimolata dalla situazione vissuta che prospettava o la soluzione della contraddizione in funzione della costruzione dell'individuo stesso, dell'oggettività in cui diveniva, o la distruzione e la fine dei mutamenti per l'individuo. Le Erinni dovevano capovolgere la situazione vissuta che avrebbe potuto distruggere l'individuo che in quella situazione stava soccombendo.

Noi ci espandiamo in tutte le direzioni, con quanto siamo e con le relazioni che costruiamo. Non ci arreca meno danno perdere un braccio o perdere un amico. E' necessario impedire che il danno continui e si propaghi, così nel cuore degli Esseri emergono le Erinni; con le ali per fiondarsi sugli soggetti della contraddizione; i capelli intrecciati dei serpenti velenosi che rappresentano la vita decisa a svilupparsi; con i loro compagni Terrore, Rabbia, Pallore e Morte.

L'Essere della Natura si fa Dio quando nella contraddizione domina la violenza di Ares con l'intelligenza e finalizza la violenza di Ares per raggiungere i suoi intenti. L'individuo domina la violenza di Ares dentro di lui, la amalgama dentro il crogiolo della propria Coscienza ed agisce in funzione del tempo che gli viene incontro. Quest'individuo progetta la propria vita; progetta il proprio sviluppo; progetta la scelta delle contraddizioni e progetta l'azione attraverso la quale risolvere le contraddizioni. Così l'Essere Umano, nel nostro caso, si fa Atena, si fa Apollo. Domina le Erinni, ma è pronto a scatenarle. Domina Nemesi progettando il presente in funzione del tempo che viene incontro, ma è pronto a scatenare Nemesi quando qualcuno, sia pur progettando il proprio tempo che viene incontro, sta imponendo una relazione la cui soluzione lo potrebbe danneggiare. Dal sangue di Urano Stellato presero forma le Erinni; dal pene di Urano Stellato prese forma Afrodite. Ares è uno dei principali compagni di Afrodite perché Ares e Afrodite sono simili.

Ares è la forza che muove tutta la vita, è la violenza che si dispiega nella contraddizione.

Ares, figlio di Era e Zeus, alimenta le contraddizioni che portano a modificare il presente. Ad Ares non interessa come le contraddizioni si risolvono. Ad Ares interessa che le contraddizioni continuino a manifestarsi, a riprodursi, per alimentare la qualità della Coscienza di Sé Era!

Era si costruisce nella lotta per la vita; nel dibattito serrato; nella lotta per la permanenza nell'esistenza, nella determinazione dei soggetti in perenne ricerca della loro felicità e del loro benessere: in ogni relazione che esprime un conflitto dialettico, Ares manifesta il suo corpo.

Sta ai singoli Esseri mettere in atto le strategie per risolvere le contraddizioni a proprio vantaggio. Sta agli Esseri fagocitare l'esistente soggettivandolo per scegliere al meglio la soluzione della contraddizione. Non sempre quanto appare conveniente alla ragione, è conveniente per l'individuo, non sempre ciò che descrive la ragione è funzionale allo sviluppo dell'individuo. E' necessario che l'Essere Umano si modifichi uscendo dalla descrizione del proprio quotidiano ed impari ad usare il proprio intuito, la propria capacità di percepire il mondo e il proprio sentire. Non sempre l'Essere Umano antepone il proprio sentire e il proprio intuire al proprio descritto, non sempre l'Essere Umano ha la velocità sufficiente per afferrare le opportunità che si presentano. Non sempre le opportunità appartengono al tempo presente, non sempre quanto si manifesta in maniera violenta danneggia l'Essere Umano; non sempre gli Dèi ci camminano a fianco.

La trasformazione dell'Essere Umano è necessaria affinché egli alimenti e costruisca il proprio nous, la propria intelligenza. Senza l'intelligenza egli è Ares figlio di Era. La forza travolge, ma una volta liberata non ha velocità sufficiente per retrocedere. La trasformazione dell'Essere Umano è necessaria; egli deve imparare a trasferire l'Intento in ogni sua azione altrimenti egli sarà preda inconsapevole in un mondo di predatori, sarà assoggettato alla forma che la ragione ha imposto alle sue passioni, non saprà dirigerle con la propria disciplina verso la loro soddisfazione. L'Intento che si esprime senza Atena o Afrodite diventa Ares che si esprime in Volturno che rompe gli argini, soddisfa sé stesso, ma non costruisce sé stesso!

Era e Zeus costruiscono un "IMMENSO" che viene calato negli Esseri della Natura! Quest'immenso guida le loro azioni, li porta a sopravvivere nelle contraddizioni pur facendo loro pagare un alto prezzo, ma Era e Zeus non si sono mai erti a padroni, nemmeno delle stesse condizioni che hanno costruito. Così i singoli Esseri chiamano gli Dèi ad esprimersi nella loro interezza ed Ares viene domato da Eros, Afrodite, Atena, Demetra, Apollo, ecc. Una forza immensa al servizio del nous di ogni soggetto che tenta di costruire sé stesso nell'infinito. Una forza immensa la cui pratica è la pratica stessa della vita.

Questo nacque da Zeus ed Era!

Questo Zeus pose a guardia dei figli di Era affinché avessero la forza di bussare alle porte dell'Olimpo rivendicando il proprio Potere di Essere e il seggio che loro spetta fra gli immortali.

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli "Esiodo i poemi" Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 12 novembre 2014

Pagina tradotta in Portoghese:

Tradução para o português 44/B) Zeus e Hera: Ares na Teogonia de Hesíodo

vai indice delle pagine di commento alla Teogonia

 

 

 

 

Home Page

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.