La chiesa cattolica
Il quinto comandamento, non
ammazzare!
Significato sociale e
giuridico, sia storico che attuale
del quinto comandamento della
bibbia di ebrei e cristiani
di Claudio Simeoni
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I cristiani,
prendendo i comandamenti dagli ebrei, affermano che l’ordine di dio è quello di
“non ammazzare”.
Si tratta del quinto
comandamento che, secondo la chiesa cattolica, starebbe a significare:
“327 –
L’insigne felicità promessa ai pacifici che saranno chiamati “figli di dio”
Matteo 5, 9, deve stimolare in sommo grado i pastori a spiegare e inculcare con
assidua diligenza ai fedeli l’osservanza di questo comandamento; non v’è modo
migliore di fondere le volontà umane nel rispetto universale e generoso di
questo precetto rettamente spiegato. Se ciò si verificherà, gli uomini,
strettamente affratellati in un saldo consenso spirituale, conserveranno bene
la pace e la concordia.” Catechismo Romano della chiesa cattolica 1992
Poi, leggiamo la
bibbia, che per la chiesa cattolica è il libro sacro, parola e ordine del suo
dio, e leggiamo:
“Quando il
signore, tuo padrone, avrà sterminato davanti a te le genti del paese in cui
stati per entrare in possesso, allorché tu lo occuperai e lo abiterai, guardati
bene dal cadere nel laccio: non farti loro seguace dopo che quelle saranno
state annientate davanti a te; non cercare i loro Dèi, dicendo: “In che modo
queste genti servivano i loro Dèi? Anch’io posso fare lo stesso!” Non agire
così verso il signore, il tuo padrone, perché quelle genti hanno fatto verso i
loro Dèi tutto ciò che è abominevole agli occhi del tuo padrone e che egli
detesta [e a questo punto segue la menzogna del dio padrone cristiano per
giustificare la sua malvagità, in realtà si
tratta dell’iniziazione religiosa Fenicia di attraversare i fuochi, rito
che ancora oggi i Pagani celebrano. Nota mia]: sono giunte perfino a bruciare
nel fuoco i loro figli e le loro figlie alle loro divinità.” Deuteronomio 12,
29-31
Il non ammazzare,
dunque, non si riferisce al dio dei cristiani il quale giustifica la sua
attività nello sterminare i popoli, perché quei popoli hanno INIZIATO i loro
figli a Dèi diversi da lui.
Notiamo subito che
c’è uno stridere fra la sensibilità morale del nostro vivere nella società
civile e un “non ammazzare” che un padrone impone ai suoi “fedeli” mentre egli
si attribuisce il merito di sterminare coloro che non lo adorano.
Noi conosciamo
l’articolo 3 della Costituzione. Un articolo che impone uguaglianza fra tutti i
soggetti davanti alla legge. L’educazione che subiamo ci induce a distinguere
fra la morale che pratichiamo nella vita comune dalla morale che deriva dalle
norme della società civile. Come se il dio dei cristiani non fosse sottomesso
all’articolo 3 della Costituzione. Come se il Gesù dei cristiani potesse
sottrarsi all’articolo 3 della Costituzione. Quando, l’adoratore del dio dei
cristiani Silvio Berlusconi, ha provato a farlo, sia col Lodo Schifani che col
Lodo Alfano, la Corte Costituzionale Italiana gli ha detto: NO! Ha detto che
ciò era illegale.
Quando noi, nel Patto
Internazionale sui Diritti Civili e Politici entrato in vigore nel diritto
internazionale nel 1976 e trasformato in legge in Italia il 15 ottobre 1977
(legge n. 881), leggiamo:
Articolo 18
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto
include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua
scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con
altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio
credo nel culto e nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.
2. Nessuno può essere
assoggettato a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o
adottare una religione o un credo di sua scelta.
3. La libertà di
manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta
unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la
tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica,
della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali.
4. Gli Stati parti del
presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del
caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in
conformità alle proprie convinzioni.
Oppure, quando nella
Costituzione della Repubblica noi leggiamo:
Art. 3
Tutti i cittadini hanno
pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali.
Tutte le confessioni
religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose
diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti,
in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
Art. 19.
Tutti hanno diritto di
professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma,
individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in
pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Art. 20.
Il carattere
ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od
istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di
speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni
forma di attività.
Tutto ci appare
normale, lapalissiano. Ma perché ci appare normale? Perché riteniamo che
nessuno ci possa imporre la sua religione. Come cittadini possiamo far
propaganda della nostra religione, seguire i nostri riti religiosi, ma lo Stato
non può promuovere nessuna religione né farne propaganda.
Perché lo Stato non
lo può fare? Perché i cittadini, nell’approvare la Costituzione, hanno delegato
allo Stato, in quanto forma neutra e al di sopra delle parti, il DOVERE di
esercitare la forza per ottemperare ai primi 12 articoli della Costituzione e salvaguardare
i diritti fondamentali dei cittadini.
Ma è sempre stato
così? O i cristiani hanno ritenuto di imitare il loro dio nelle stragi?
Tutta la storia
dell’umanità, da Teodosio al genocidio del Ruanda, è caratterizzata dalle stragi
contro gli infedeli al grido “dio lo vuole”. Era il dio cristiano che voleva la
strage di chi non lo adorava o lo adorava in un diverso modo. Tutti i “santi”
cattolici esaltavano la strage in nome e per conto del loro dio.
Firmico Materno affermava, invocando la
strage dei Pagani:
“Il dio dei
cristiani comanda di non risparmiare né il figlio né il fratello e lascia che
la spada della vendetta passi atraverso le membra dell’amata consorte. Anche l’amico egli
perseguita con sublime severità e l’intero popolo viene armato per dilaniare i
corpi degli scellerati. Anzi, la distruzione viene perseguita anche per intere
città, qualora siano state sorprese in tale empietà; affinché la vostra cura
ben apprenda tutto questo, io voglio presentare il giudizio della legge quale
fu ordinata.” Firmico Materno Incitamento al
saccheggio dei Templi.”
Ordina Teodosio:
“Noi
ordiniamo che tutti i tempi che siano ancora intatti, debbano essere abbattuti
per ordine del personale governativo e che questi luoghi debbano essere
purificati con l’innalzamento del segno della venerabile religione cristiana.”
“Combattete
con coraggio contro questi nemici della santa fede, contro questi avversari di
tutte le religioni!”
Leone IV (847-855) prima di una battaglia contro gli arabi.
“Infatti
l’onnipotente sa, ogni qual volta uno di voi dovrà morire , che costui è caduto
per la verità della fede, per la salvezza della sua anima e per la difesa della patria cristiana.
Pertanto egli otterrà il premio promesso... l’eterna felicità.” Leone IV in un appello all’esercito
Franco
“I
Sassoni ricevettero da Bernardo di Chiaravalle permesso e benedizione per una
speciale impresa: una crociata contro i Vendi Pagani, a cui si associarono
reparti danesi, polacchi e movari. Sotto la parola
d’ordine di Bernardo: o battesimo o sterminio! La conseguenza fu un’atroce
carneficina. In quell’impresa, il santo si distinse per l’eccellente
disposizione d’animo....” Karl Kupisch Tratto da
Storia Criminale del cristianesimo di Karlheinz Deschner Tomo VI.
Scrive
Tommaso d’Aquino:
“Per
quanto riguarda gli eretici, questi si sono resi colpevoli di un peccato che
giustifica il fatto che essi vengano non solo estromessi dalla chiesa
attraverso la scomunica, ma anche allontanati da questo mondo per mezzo della
pena di morte. E’ certo un peccato assai più grave falsificare la fede, la
quale è la vita dell’anima, piuttosto che falsificare l’oro, il quale serve
alla vita materiale. Se dunque i falsari o altri malfattori sono subito e
legittimamente spediti dai principi secolari dalla vita alla morte, con quanto
maggior diritto gli eretici, immediatamente dopo la dimostrazione della loro
eresia, possono essere non solo espulsi dalla comunità ecclesiastica, ma anche
legittimamente giustiziati.” Tommaso d’Aquino Summa Teologiae.
Pio IX parlando del
concetto di uguaglianza e libertà:
“Che cosa
si può escogitare di più insensato che decretare una siffatta eguaglianza e
libertà per tutti?”
E per le Streghe, il
teologo Nigg scriveva:
“Tutto
veniva dato alle fiamme, donne e uomini, cattolici e protestanti, ignoranti e
dotti, bambini di quattro anni e vecchie di ottanta, ogni cosa veniva condotta
al rogo e incenerita alla cieca e senza alcuna distinzione.”
Scrive il teologo Buonaiuti:
“Dappertutto
c’erano crociate e dappertutto le indulgenze sancivano il reciproco assassinio
di massa. In Spagna si otteneva l’indulgenza plenaria se si andava in guerra
contro gli Almohadi. In Inghilterra erano considerati
crociati coloro che si sollevavano contro Giovanni senza Terra. In Prussia fu
proclamata la crociata contro i Pagani, a Costantinopoli contro i Greci.”
Per arrivare alla
prima e alla seconda guerra mondiale, volute dai “santi” uomini del dio padrone
ed esaltata a maggior gloria del loro dio. Come la bibbia, scrive il cardinale Faulhaber:
“In realtà
– disse esattamente – il papa Pio XI è stato il miglior amico, inizialmente
persino l’unico, del nuovo Reich. Dapprima milioni d persone sono state in
disparte e diffidenti nei riguardi del nuove Reich e solo con la conclusione
del concordato hanno concepito una fiducia certa verso il nuovo governo.”
Oppure il prelato Tiso il 28 agosto 1942 disse:
“Per quanto
concerne la questione giudaica molti si chiedono se il nostro comportamento sia
cristiano e umano. Io chiedo invece: è cristiano se gli slovacchi vogliono
liberarsi dei loro eterni nemici, degli ebrei?”
Nota: Citazioni prese
da Karlheinz Deschner in “Il
Gallo cantò ancora” e “Storia criminale del cristianesimo”
Posso fare decine di
migliaia di esempi e non ne trovo uno di avverso in tutta la storia della
chiesa cattolica, nemmeno guardando la storia del colonialismo. Solo quando i
popoli si ribellano al missionario che li aggredisce, allora i cristiani
balbettano: “Il nostro dio dice di non ammazzare!”. Intanto i missionari
procedevano alla distruzione delle culture e delle società in Africa, America
Latina, Europa e Asia.
La Storia è lastricata
di odio religioso. Dall’avvento del cristianesimo, ogni guerra è, di fatto, una
guerra di religione.
E allora, come si
spiega il quinto comandamento? Come spiega la chiesa cattolica le sue azioni in
relazione al quinto comandamento: il non ammazzare?
Ebbene, nel
Catechismo Romano la chiesa cattolica elenca le eccezioni al quinto
comandamento.
Le eccezioni per le
quali ammazzare è lecito.
Anzi, è doveroso
ammazzare.
Proviamo a leggere il
capitolo in cui la chiesa cattolica legittima l’ammazzare; anzi, QUANDO
L’AMMAZZARE E’ PER IMPORRE LA SOTTOMISSIONE AL DIO PADRONE, ammazzare, per la
chiesa cattolica, per la bibbia, per gli ebrei, diventa un’opera meritoria:
“328 –
Altra categoria di uccisioni permessa è quella che rientra nei poteri di quei
magistrati che hanno facoltà di condannare a morte. Tale facoltà, esercitata
secondo le norme legali, serve a reprimere i facinorosi e a difendere gli
innocenti. Applicandola, i magistrati non solamente non sono rei di omicidio, ma,
al contrario, obbediscono in una maniera superiore alla legge divina, che vieta
di uccidere, poiché il fine della legge è la tutela della vita e della
tranquillità umana.
Ora, la
decisione dei magistrati legittimi vendicatori dei misfatti, mirano appunto a
garantire la tranquillità della vita civile mediante la repressione punitiva
dell’audacia e della delinquenza. Ha detto David: “Sulle prime ore del giorno
soppressi tutti i peccatori del territorio, onde eliminare dalla città del
signore tutti coloro che compiono iniquità.” Salmo 100, 8
Per le
medesime ragioni non peccano neppure coloro che, durante una guerra giusta, non
mossi da cupidigia e da crudeltà, ma solamente dall’amore del pubblico bene,
tolgono la vita ai nemici.
Vi sono
nazi delle uccisioni compiute per espresso comando di dio. I figli di Levi non
peccarono quando in un giorno solo uccisero migliaia di uomini; dopo di ciò,
Mosè rivolse loro le parole: “Oggi avete consacrato le mani vostre a dio” (es. 32,29).”
Catechismo Romano, eccezioni al quinto comandamento: non ammazzare.
Chi determina la
legittimità del magistrato di condannare a morte?
Immediatamente si può
dire che sia una corte di magistrati, ma non è così.
Chi condanna a morte,
sia che deleghi l’esecuzione della condanna sia che esegua personalmente la
condanna, è sempre un magistrato. E’ sempre un individuo che si è elevato al
rango di giudice rispetto ad una vittima. In altre parole, l’assassino è sempre
un magistrato che si è attribuito il diritto di giudicare e condannare. Il potere
del magistrato è tale fintanto che le sue sentenze possono essere eseguite o
lui le esegua. Il magistrato viene processato e condannato qualora la condanna
che egli ha inflitto entra in conflitto con interessi che, a loro volta, si
trasformano in magistrato nei suoi confronti.
A questo punto è
necessario discutere su che cos’è legittimo o quando un magistrato è
legittimato ad emettere la sentenza.
Tutti coloro che in
passato hanno emesso sentenze per perseguire chi ha una religione diversa da
quella cattolica, con l’avvento della Costituzione Italiana e del Patto
Internazionale sui diritti Civili e Politici, trasformato in legge, sono tutti
delegittimati e considerati, da questa società, dei criminali, terroristi e
delinquenti.
Dice la chiesa
cattolica nel suo catechismo: “Applicandola, i
magistrati non solamente non sono rei di omicidio, ma, al contrario,
obbediscono in una maniera superiore alla legge divina, che vieta di uccidere,
poiché il fine della legge è la tutela della vita e della tranquillità umana.”
Obbediscono alla
legge divina!
Il referente per la
chiesa cattolica è il suo dio padrone che ordina di uccidere chi non si mette
in ginocchio davanti a lui trovando più conveniente un dio diverso. Infatti,
per santificare chi ha commesso stragi di persone che adoravano un diverso dio,
la chiesa cattolica cita il suo Esodo 32, 29. Un episodio chiarificatore dei
motivi per i quali la chiesa cattolica, per volontà di Gesù (che non è venuto
per cambiare un solo iota della legge antica), macella gli individui. Proviamo
a leggere l’episodio per il quale la chiesa cattolica consacra, nel suo
catechismo, le mani insanguinate di assassini al proprio dio:
“Quando Mosè vide il popolo sfrenato, poiché
Aronne li aveva lasciati abbandonati all’idolatria, diventando così lubidrio dei suoi avversari, si fermò sulla porta del campo
e gridò: “Chi è per il Signore?... A me!”. E si raccolsero attorno a lui tutti
i figli di Levi. Egli ordinò loro: “Ha detto il Signore, Iddio d’Israele:
Ciascuno di voi si metta la spada al fianco; andate in giro pel campo, da una
porta all’altra, e ognuno uccida il fratello, l’amico, il parente”. I figli di
Levi fecero secondo la parola di Mosè; e in quel giorno perirono fra il popolo
circa tremila uomini. Poi Mosè disse: “Oggi voi siete stati consacrati al servizio
del Signore, chi a prezzo del proprio figlio, e chi del proprio fratello;
perciò oggi, egli vi dona la benedizione”. Esodo 32, 25-29
Non si tratta del
“reo che ha commesso un delitto secondo la legge”, ma colui che ha scelto un
diverso dio, per la chiesa cattolica, diventa un reo da macellare.
Questo è il concetto
della chiesa cattolica: ed è con questo esempio che la chiesa cattolica
santifica le stragi in quanto, secondo l’ideologia della chiesa cattolica, il
potere deriva dal suo dio padrone e non dal referendum Costituzionale col quale
i cittadini Italiani delegano al loro Stato l’uso di quel tipo di violenza al
fine di salvaguardare i loro diritti.
Dunque, il “non
ammazzare” non si applica al dio padrone. Il dio padrone, secondo i cristiani,
non è in grado di giustificare la sua funzione di padrone e di dio se non
ammazzando le persone. Se togli il diritto del dio padrone ad ammazzare le
persone, come può il dio padrone dei cristiani affermare il suo dominio su chi
adora Dèi diversi?
E’ esattamente questo
che viene censurato dall’articolo 9 della Convenzione per la Salvaguardia dei
Diritti dell’Uomo ratificato a Roma il 4 novembre 1950:
Articolo 9 – Libertà di pensiero, di
coscienza e di religione
1. Ogni persona ha
diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto
include la libertà di cambiare di religione o di credo e la libertà di
manifestare la propria religione o credo individualmente o collettivamente, sia
in pubblico che in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza
dei riti.
2. La libertà di
manifestare la propria religione o il proprio credo può essere oggetto di
quelle sole restrizioni che, stabilite per legge, costituiscono misure
necessarie in una società democratica, per la protezione dell’ordine pubblico,
della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della
libertà altrui.
Il dio padrone dei
cristiani, nell’Unione Europea, è un estraneo, un criminale da perseguire
penalmente perché incita alla violazione dei principi fondamentali sui quali si
fonda l’Unione Europea.
Non è forse in base a
questo articolo che la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha imposto
all’Italia di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche? L’ Europa ha
sancito che il dio padrone dei cristiani non ha il diritto di ammazzare
chiunque non lo adori.
La libertà religiosa
è libertà dal cristianesimo e dalla sua ideologia di morte.
E’ libertà da quel
diritto di ammazzare sancito nel quinto comandamento dagli ebrei e dai
cristiani.
Un diritto ad
ammazzare che vede nel Deuteronomio una atroce precisazione. Proviamo a leggere
cosa il dio dei cristiani ordina ai missionari cristiani una volta arrivati in
Cina:
“Quando il
signore, il tuo dio padrone, t’avrà introdotto in Cina , alla quale sei diretto
per prenderne il possesso, numerosi popoli cadranno davanti a te gli Han, Zhuang, Man (Manchu), Hui, Miao, Uygur, Yi, Tujia, Mongolian,
Tibetan, Buyi (Bouyei), Dong, Yao, Korean, Bai, Hani, Li, Kazak, Dai, She, Lisu, Gelao
(Gelo), Lahu, Wa (Va), Dongxiang, Shui, Naxi, e molti altri; popoli di cittadini più grandi e più
potenti di quelli da cui provengono i missionari. Or, quando il signore, il tuo
dio padrone, te li avrà dati in potere e tu li avrai sconfitti, votali all’anatema
e non venire a patti con loro, né conceder loro grazia. Non imparentarti con
essi, non dare le tue figlie ai loro figli, né prendere le loro figlie per i
figli tuoi, perché distoglierebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli
servire a Dèi stranieri. L’ira del dio padrone si accenderebbe contro di voi,
ed egli non tarderebbe a distruggervi. Ma quei popoli, o missionario, trattali
così: demolite i loro altari, spezzate i loro templi, abbattete i tronchi
raffiguranti la Dèa Ascera, date alle fiamme i loro
idoli [come i Talebani per le statue buddiste in Afganistan]. Poiché tu, o
missionario, vieni da un popolo sacro al signore, il tuo dio padrone. Il tuo
dio padrone ti ha scelto, perché tu sia il suo schiavo prediletto fra tutti quelli
che sono sulla faccia della Terra.” (parafrasi attualizzata nell’ideologia
cattolica) Deuteronomio 7, 1-6
Quando i missionari
cristiani tentarono di mettere in atto gli ordini del loro dio, l’imperatore
cinese Kang Hsi, dopo aver discusso della religione cristiana, averne
confutato i principi considerati inumani e criminali, con il gesuita Tournon, impose ai portoghesi di Macao di arrestare il
legato pontificio che morì in prigione nel 1710. Kang
Hsi, nel suo testamento, mise in guardia il figlio
contro gli intenti militari e stragisti dei missionari cattolici.
Il quinto
comandamento, il non ammazzare, è in realtà un’esaltazione dell’omicidio e del
genocidio per fini religiosi.
Il quinto
comandamento serve per garantire alle gerarchie cattoliche che nessun loro
“fedele” li aggredisca e, nello stesso tempo, si garantiscono il diritto di
aggredire chi non si sottomette.
Non è forse questo
che viene condannato dall’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo?
Ogni individuo ha il
diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto
include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare,
isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione
o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e
nell'osservanza dei riti.
Se così non fosse,
anche il Vaticano avrebbe firmato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e
Politici, ma, invece, non lo ha firmato collocandosi fuori dalla famiglia dei
cittadini Europei.
La Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo è una dichiarazione che si rivolge contro
l’odio religioso che la chiesa cattolica semina in ogni nazione: non fu forse
l’odio religioso cattolico che nel delirio di aggressione per imporre la sua
religione, sterminò 200 milioni di indio nell’America Latina?
I cattolici, che
praticano l’idolatria in un dio personale, accusano di “idolatria” chi
appartiene ad una religione diversa dalla loro. L’ordine di uccidere e di
massacrare chiunque è di un’altra religione, viene direttamente dal loro dio.
L’ordine di uccidere
e di massacrare chi è di una diversa religione non è compresa nel “non
ammazzare” e viene praticata dallo Stato Italiano imponendo il crocifisso nelle
scuole e nei tribunali.
Leggiamo nel libro
sacro dei cristiani, dei cattolici e degli ebrei, l’ordine del dio padrone,
praticato da ebrei e cristiani, di praticare il genocidio contro chi è di una
diversa religione:
“Custodite
e praticate tutto quello che io vi comando, senza aggiungervi né togliervi
nulla. Se in mezzo a te sorgesse un profeta o uno che ha sogni, il quale ti
proponga un segno, o un prodigio, anche se quel segno e quel prodigio, che ti
ha detto avviene, ma egli ti dica: “Seguiamo altri Dèi, che tu non hai
conosciuto, e serviamo loro” non dare ascolto alle parole di quel profeta, né
ai sogni di quel sognatore. E’ il signore, il vostro dio padrone, che vi prova,
per vedere se lo amate veramente con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima
vostra. Voi seguite il signore, il vostro dio padrone, lui temete, custodite i
suoi Comandamenti, obbedite alla sua voce, a lui servite, a lui tenetevi uniti.
E quel profeta, o quel sognatore sia messo a morte, perché ha predicato
l’apostasia dal signore, il vostro dio padrone, che ti ha tratto dall’Egitto e
ti ha redento dalla casa di schiavitù per trascinarti fuori dalla via per la
quale il signore, il tuo dio padrone, ti ha ordinato di camminare. Così
estirperai il male in mezzo a te. Se tuo fratello, il figlio di tuo padre, o il
figlio di tua madre, o il figlio, o la figlia o la moglie che riposa sul tuo
seno, o l’amico che ti è come l’anima tua, t’incitasse in segreto dicendo:
“Andiamo, serviamo a Dèi stranieri”, Dèi sconosciuti ai tuoi padri e a te, sia
che si tratti di divinità dei popoli tuoi vicini, oppure di quelle di popoli
lontani da un capo all’altro della terra, tu non acconsentire, non gli dare
ascolto: il tuo occhio non abbia pietà per lui, non lo risparmiare, non lo
tener nascosto. Tu lo devi uccidere senz’altro: la tua mano sia la prima a
levarsi sopra di lui, per metterlo a morte, poi continuerà l’esecuzione la mano
di tutto il popolo. Lo devi lapidare, finché muoia, perché ha cercato di
trascinarti lungi dal signore, il tuo dio padrone, che ti trasse dall’Egitto,
casa di schiavitù. E tutto Israele, oda e tremi, affinché non sia più commessa
in mezzo a te un’azione così perversa. Se tu sentirai dire che in una delle tue
città, che il signore, il tuo dio padrone, ti da in possesso per abitarvi,
degli uomini perversi sono usciti di mezzo a te e hanno sedotto gli abitanti
della loro città, dicendo: “Andiamo, serviamo altri Dèi” che voi non avete mai
conosciuto, prima informati, investiga e interroga con cura, poi, se trovi che
la cosa è vera, il fatto è certo e tale abominazione è stata realmente commessa
in mezzo a te, metti a fil di spada gli abitanti di quella città, vota la città
stessa alla distruzione, con tutto quello che contiene. Raduna tutte le spoglie
in mezzo alla pubblica piazza, poi appicca il fuoco alla città con tutte le sue
spoglie, sì che bruci completamente per il signore, il tuo dio padrone, e
diventi un cumulo di rovine in perpetuo, né venga più riedificata. Di quella
distruzione, compiuta per anatema, nulla prendano le tue mani, affinché il
signore, il tuo dio padrone, si plachi dell’ardente sua ira, ti faccia
misericordia, abbia pietà di te e ti moltiplichi, come promise con giuramento
ai tuoi padri, alla condizione che obbedisca alla voce del signore, il tuo dio
padrone, osservando tutti i suoi comandamenti, che oggi io ti prescrivo, e
facendo ciò che è retto agli occhi del signore, il tuo dio padrone.”
Deuteronomio 13, 1-19
Proprio per fermare
l’abominio del dio padrone dei cristiani che ha insanguinato la storia,
genocidio dopo genocidio, i popoli delle Nazioni Unite e i popoli d’Europa
hanno decretato:
adottata dall'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948
Considerato che il riconoscimento
della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro
diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della
giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e
il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che
offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli
esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal
timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
Considerato che è indispensabile che
i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che
l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro
la tirannia e l'oppressione;
Considerato che è indispensabile
promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle
Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti
fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana,
nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di
promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore
libertà;
Considerato che gli Stati membri si
sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto
e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione
comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la
piena realizzazione di questi impegni;
CARTA DEI DIRITTI
FONDAMENTALI
(approvata dal Parlamento
europeo il 14 novembre 2000)
PREAMBOLO
I popoli europei nel
creare tra loro un'unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un
futuro di pace fondato su valori comuni.
Consapevole del suo
patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e
universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà;
l'Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone
la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e
creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
L'Unione contribuisce al
mantenimento e di questi valori comuni, nel rispetto della diversità delle
culture e delle tradizioni dei popoli europei, dell'identità nazionale degli
Stati membri e dell'ordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale,
regionale e locale; essa cerca di promuovere uno sviluppo equilibrato e
sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei
servizi e dei capitali nonché la libertà di stabilimento.
A tal fine è necessario,
rendendoli più visibili in una Carta, rafforzare la tutela dei diritti
fondamentali alla luce dell'evoluzione della società, del progresso sociale e
degli sviluppi scientifici e tecnologici.
La presente Carta
riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e
dell'Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in
particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali
comuni agli Stati membri, dal trattato sull'Unione europea e dai trattati
comunitari, dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo
e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dalla Comunità e dal
Consiglio d'Europa, nonché i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della
Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella della Corte europea dei
diritti dell'uomo.
Il godimento di questi
diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure
della comunità umana e delle generazioni future.
Pertanto, l'Unione
riconosce i diritti, le libertà ed i principi enunciati qui di seguito.
CAPO I DIGNITÀ
Articolo 1
Dignità umana
1. La dignità umana è
inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
Articolo 10
Libertà di pensiero, di
coscienza e di religione
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto
include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di
manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o
collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento,
le pratiche e l'osservanza dei riti.
2. Il diritto
all'obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne
disciplinano l'esercizio.
Articolo 11
Libertà di espressione e
d'informazione
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di
opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che
vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di
frontiera.
2. La libertà dei media e
il loro pluralismo sono rispettati.
Questo è stato
l’orrore ebreo e cristiano del quinto comandamento: non ammazzare.
Dove il non ammazzare
i cristiani lo imponevano come barriera al bisogno di giustizia e libertà degli
Esseri Umani mentre, al loro dio padrone e a loro stessi, riservavano la
santità nell’ammazzare chiunque non si mettesse in ginocchio davanti al loro
dio.
Contro il parere del
dio dei cristiani che impone sottomissione mediante il crocifisso usando la
violenza del genocidio, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo censura lo stato
Italiano che obbedisce all’ordine di imporre il signore, dio padrone dei
cristiani, ai ragazzi, affermando che:
“Per la
Corte, queste considerazioni conducono all’obbligo per lo Stato di astenersi
dall’imporre, anche indirettamente, credenze nei luoghi dove le persone sono
dipendenti dallo Stato o anche nei posti in cui le persone possono essere
particolarmente vulnerabili. L’istruzione dei bambini rappresenta un settore
particolarmente sensibile poiché, in questo caso, il potere dello Stato è
imposto verso coscienze che mancano ancora (secondo il livello di maturità del
bambino) della capacità critica che permette di prendere distanza rispetto al
messaggio che deriva da una scelta preferenziale manifestata dallo Stato in
materia religiosa.”
In sostanza, dice la
Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, dice che lo Stato Italiano e la chiesa
cattolica non possono ammazzare chi ti invita ad adorare altri Dèi.
Il non ammazzare del
quinto comandamento ha lo scopo di garantire le legittimità del genocidio
perpetrata dai cristiani per motivi religiosi contro i popoli che non si
mettono in ginocchio davanti al loro dio.
E’ questa l’aberrazione
del quinto comandamento.
Finché i cristiani
non condanneranno il loro dio per il delitto di strage, saranno sempre estranei
al consesso umano e civile.
Nota: i
brani della bibbia riprodotti sono stati copiati dalla Bibbia delle Edizioni
Paoline di Roma 1968 a firma di Eugenio Fornasari e
il permesso di stampa di Michele Balocco.
Marghera, 20 novembre
2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera Venezia
tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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