Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
PERCHE' LA PEDERASTIA COME POSSESSO E' UNA COSTANTE NELLA CHIESA CATTOLICA?
Prima parte
Mentre stavo analizzando la posizione di Giuda all'interno del concetto di tradimento mi sono capitati fra le mani alcuni passi del Gesù di Nazareth che associate ad alcune informazioni dei quotidiani mi ha obbligato a prendere in considerazione quest'aspetto.
Dice Matteo: "Allora gli furono presentati dei fanciulli, affinché imponesse loro le mani e pregasse. I discepoli li ostacolavano, ma Gesù disse loro: "Lasciate i bambini e non impediteli di venire da me, perché a quelli come loro appartiene il regno dei cieli". Quindi impose loro le mani e partì da lì."
Dice Marco in Gesù e i fanciulli: "Gli conducevano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli sgridavano quelli che glieli presentavano. Gesù veduto questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate venire a me i bambini e non impediteli, perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro. In verità vi dico: chi non riceverà il regno di dio come un fanciullo, non c'entrerà". Poi li abbracciò e li benedisse imponendo loro le mani.
Luca non è diverso da Marco. Almeno su questi passi. Ma continua Marco a proposito della cattura di Gesù:
"Allora abbandonatolo, tutti fuggirono. Vi fu però un giovinetto che lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e lo presero. Ma lui, lasciato il lenzuolo, scappò via nudo"
Il problema che voglio affrontare sono le relazioni sessuali di Gesù come descritto nei vangeli ufficiali. Scartando il vangelo di Giovanni che viene scritto talmente tardi e con scopi diversi dai primi, anche se comunque il gioco interpretativo non lascia molto spazio, proviamo a scoprire le pulsioni sessuali che emergono dalla lettura dei vangeli.
Il momento da cui sono partito per l'analisi in questa direzione è quello di una lettera scritta da una parrocchiana della parrocchia di Tutti i Santi al vescovo Thomas Tschoepe per elogiare il sacerdote Rudolph Kos accusato alla fine degli anni '80 e inizio degli anni '90 di aver abusato e stuprato molti chierichetti e condannato (oltre alla pena) a pagare in solido con la parrocchia di oltre 200 miliardi di lire come risarcimento degli stupri subiti da 11 ex chierichetti di cui uno suicidatosi nel 1992.
La lettera è riportata nel quotidiano La Repubblica del 26 luglio 1997.
"Il suo vestibolo è sempre pieno di chierichetti. Li segue anche dopo la messa. Rimanda gli altri impegni per restare con i giovani. E ha scelto di lavorare con i giovani dicendo semplicemente: "Li amo". Forse dio gli ha dato una missione speciale nelle diocesi, perché curi giovani e adolescenti. La chiesa ha bisogno di persone come queste per formare la prossima generazione dei cattolici."
La lettura della lettera dà un'interpretazione sul vestibolo pieno di giovani chierichetti. Un'immagine che aderisce all'interpretazione data dai cattolici sul comportamento di Gesù con i giovani. Un'interpretazione vissuta dallo spettatore come un arricchimento del Sistema Sociale.
Quest'immagine non è prodotta dalle capacità analitiche e dall'indagine messa in essere dalla parrocchiana. Questa immagine non è frutto dell'esperienza della parrocchiana. Questa immagine è prodotto del suo immaginario come costruzione del condizionamento educazionale cattolico. Questa immagine è il risultato della distruzione operata dal condizionamento educazionale cattolico della capacità critica dell'individuo e dell'esercizio della sua volontà e delle sue determinazioni per risolvere le contraddizioni all'interno della sua esistenza.
Pur conscio dell'enorme quantità di dati e di informazioni nascoste o distrutte dalla censura cattolica o dall'incuria nei confronti di quanto doveva custodire e diffondere, pur conscio che gli avvenimenti passati vengono raccontati e trasmessi rispondendo ai bisogni di dominio del cattolicesimo appare chiaro come l'errore di cui la chiesa cattolica è portatrice venga nascosto e alterato camuffandolo a chi quell'orrore è costretto a subire.
Partendo dal modo col quale la parrocchiana interpretava l'attività stupratrice di Rudolph Ros è necessario rileggere i vangeli per comprendere il motivo e la radice ideologica non solo dell'attività degli stupratori cattolici ma dell'attività della chiesa cattolica che anziché denunciarne i comportamenti tendeva sempre a coprirne l'attività.
Ricordiamo sempre che gli istituti religiosi per orfani e simili sono stati dei veri e propri lager di torture e maltrattamenti stragi di milioni di indifesi per il divertimento sadico di preti e suore. Istituiti dai quali la magistratura si è sempre tenuta lontana, salvo casi eccezionali, in quanto educata dall'ideologia cattolica ha sempre considerato i bambini bestiame del gregge senza diritti e, quando andava meglio, carne da lavoro.
La domanda che mi posi fu questa: qual era e qual è la sessualità descritta del Gesù di Nazareth nei vangeli?
L'attività, continua e sistematica, di pederasta e omosessualità portata avanti e sviluppata in 1500 anni da preti e frati è frutto delle loro personali scelte o fa parte anche di indicazioni della dottrina? In altre parole se sono loro e personali scelte perché nel corso di millecinquecento anni la chiesa cattolica le ha sempre coperte e comunque quell'attività l'ha sempre considerata meno grave di un'eresia o di adulterio?
E' vero che la chiesa cattolica deve trafficare in schiavi per cui abbisogna di bestiame da mettere in ginocchio, umiliare e sfruttare ma è altrettanto vero che ha imposto una specie di verginità dei preti specie negli ultimi 3-400 anni che suona molto sospetta. Sembra che voglia proteggere le malefatte di omosessuali preti e vescovi e pederasti preti e vescovi coprendoli accusando invece le fughe d'amore di preti con donne.
Allora il problema è solo di devianza soggettiva o esistono delle indicazioni dottrinali attraverso le quali favorire o comunque coprire la devianza soggettiva?
Qual è il senso della ricerca? La ricerca deve essere svolta non tanto nelle affermazioni dei profeti ma negli atti e nelle affermazioni di chi i cattolici indicano come figlio del loro dio, dio egli stesso.
In altre parole se costui avesse fatto all'amore con una donna fare all'amore potrebbe essere un sacramento in quanto atto naturale ripetuto dal dio e da suo figlio che è dio, ma se il figlio di dio ha rapporti pederasti questi, tollerati e compresi dagli antichi greci sono comunque rapporti contro natura (per quanto i bisogni possono appartenere all'individuo) e proprio perché sono contro natura. Non diventano sacramento ma comunque vengono coperti e tollerati. Non si può certo imputare a Gesù, ignorante com'era, l'esercizio dell'amore platonico e gentile come qualcuno vorrebbe per coprire le malefatte. Si possono soltanto dedurre le tendenze sessuali dai suoi comportamenti.
Primo elemento da condannare è questo: Gesù pone l'accento sull'accettazione della sua dottrina da parte dei bambini. I bambini in quanto sottomessi; i bambini come oggetto di godimento. In questo caso non è il godimento fisico ma il godimento intellettivo. Che cos'è il godimento intellettivo? E' il godimento dell'incubo nella sua azione sul succube o su chi è costretto a subire l'azione. Il succube soggiace all'azione dell'incubo, la accetta in quanto la sua sopravvivenza è legata alla sua accettazione al di là che interiorizzi o soggettivizzi l'azione o si limita a subirla. E' importante notare come il pensiero espresso da Gesù non sia apprezzato né dai Sadducei, né dai Farisei, né dai gran Sacerdoti, né da nessun altro Essere Umano che possedesse un minimo di conoscenza della vita in termini filosofici o teologici. Questa lacuna sarà colmata solo nell'ultimo vangelo ufficiale, quello di Giovanni che nessuno potrà contestare in quanto quello è un documento finalizzato a prendere il potere da parte delle singole comunità cristiane nelle varie città.
Ogni volta che Gesù si scontra con i Sadducei, i Farisei o altri si limita ad inveire e insultarli. E' costretto ad insultarli in quanto l'affermazione di sé stesso quale figlio del dio creatore potrebbe al massimo suscitare ilarità. Chi è dunque colui che non contesta Gesù? I bambini. Coloro che non sanno né leggere né scrivere né sono smaliziati in termini di esercizio del dominio; non sono in grado di contestare il suo essere assoluto, possono soltanto subire la sua violenza. Anche oggi, mettere in ginocchio i bambini, sottometterli ad un'immagine trascendentale è il fondamento del cattolicesimo. Guai per i cattolici se la formazione del pensiero precede il condizionamento.
I bambini non vanno da Gesù, ma gli vengono portati! Sono costretti ad andare da Gesù come se non avessero cose migliori da fare. Ci sono chiaramente degli adulti che determinano le scelte dei fanciulli. I fanciulli sono condotti, dunque, e al di là delle modalità sono costretti ad andare da Gesù perché portati.
Quest'affermazione la troviamo sia in Matteo che Marco e Luca. Se in Matteo troviamo la frase tradotta in (trascrizione da una bibbia tradotta dall'Aramaico) "Gli furono presentati dei fanciulli, affinché ponesse loro le mani e pregasse", in Marco la frase è tradotta in questo modo: "Gli conducevano dei bambini perché li toccasse".
Appare evidente come nella frase di Matteo c'è un tentativo di mascherare l'obbligo mentre l'obbligo e il sospetto di relazione sessuale è più chiaro in Marco.
"A quelli come loro appartiene il regno dei cieli" dice Matteo, mentre Marco afferma: "perché il regno di dio è di quelli che sono simili a loro". Non è precisato cosa si intende con l'essere simile a loro in quanto l'unica cosa che i bambini presentano è la sottomissione a chi li porta a Gesù che impone loro le sue mani e che li tocca. Essere simili a loro significa essere costretti alla sottomissione. Farsi succube davanti all'incubo.
Non esistono altre indicazioni che individuano intenzioni diverse.
Ricordo che la frase: "Chiunque scandalizza uno di questi piccoli che credono in me sarebbe bene che si legasse una macina ecc." Appartiene ad un contesto diverso. Un contesto di determinazione di proprietà degli Esseri Umani. Una proprietà che trova inammissibile scandalizzare un piccolo che crede in lui ma che indica come chiunque creda in lui può scandalizzare ogni altro fanciullo che in lui non crede. La frase determina la proprietà del bestiame umano non una relazione col fanciullo.
Secondo Matteo, dopo aver imposto le mani se ne andò di li mentre Marco calca ulteriormente la mano sul concetto affermando: "Chi non riceverà il regno di dio come un fanciullo, non c'entrerà". Anche questa frase sta ad indicare la sottomissione per poter entrare nel regno di dio.
Sottomettersi a Gesù, sottomettersi alla chiesa in quanto continuazione del fare di Gesù. Conclude Marco: "Poi li abbracciò e li benedisse".
Gesù umilia chi non si può difendere, inveisce contro chi chiede spiegazioni. Questo è un atteggiamento psicologico comune a chi si ritiene padrone di altri individui indifesi e teme un qualche tipo di concorrenza.
Il senso di farsi come un fanciullo è quello di farsi indifeso. La distruzione della cultura ad opera dei cristiani servirà per impedire alle persone di difendersi, ma i bambini sono indifesi in sé. Questa relazione morbosa di Gesù che è attorniato esclusivamente da uomini con il compiacimento che prova nell'umiliazione della donna che gli versa il profumo in testa e sui piedi o della poveretta che supplica un intervento miracoloso per salvare la figlia e che Gesù tratta come un cane, servono ad indicare una precisa vocazione sessuale di Gesù.
Gesù appare come omosessuale e pederasta.
O meglio l'individuo la cui storia è usata come traccia dagli evangelisti per formare i loro vangeli era omosessuale e pederasta e probabilmente questo è il motivo per cui sia lui che il suo gruppo di ignoranti (nessuno di loro sa scrivere o leggere, l'unico sembra Matteo gli altri devono dettare le loro storie a qualcun altro) sono emarginati in un Sistema Sociale che vede l'omosessualità come una delle maggiori bestemmie al loro dio.
A conferma di questo si ha nel vangelo di Marco un passo che da sempre è stato ignorato e non si è mai voluto spiegare se non come ipotesi della presenza di Marco.
Claudio Simeoni
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