ANALISI COMPARATA DI PUNTI COMUNI
AI QUATTRO
VANGELI UFFICIALI
1) GESU' DAVANTI AL SINEDRIO
- LUCA
domanda dei sacerdoti: "Se tu sei il Cristo, ce lo devi dire"
Gesù rispose: "Se ve lo dico non crederete; se vi interrogo non mi risponderete. Ma d'ora in poi il figlio dell'uomo sarà assiso alla destra della potenza di Dio". Allora tutti esclamarono: "Dunque tu sei il figlio di Dio?" Rispose loro Gesù: "Voi lo dite: io lo sono!"
- GIOVANNI
Il Sommo sacerdote interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: "Io ho parlato in pubblico a tutti; ho sempre insegnato in sinagoga e nel Tempio, dove s'adunano tutti i Giudei, e niente ho detto in segreto. Perché interroghi me? Interroga quelli che mi hanno udito, di che cosa ho parlato loro: ecco, essi sanno che cosa ho detto".
A queste parole una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù dicendo: "Così rispondi al Sommo Sacerdote?" Gesù gli rispose: "Se ho parlato male, mostrami dov'è il male; e se bene Perché mi percuoti?" Anna allora lo mandò legato a Caifa, Sommo sacerdote.
- MARCO
Dopo una serie di testimonianze considerate false.
Allora alcuni, alzatisi, presentarono contro di lui questa falsa testimonianza: "Noi l'abbiamo sentito dire: "Io distruggerò questo Tempio fatto dalla mano dell'uomo, e dopo tre giorni ne edificherò un altro non fatto dalla mano dell'uomo". Ma neppure su questo era concorde la loro versione.
Infine il Sommo sacerdote, alzatosi, interrogò Gesù dicendo: "Non rispondi niente? Che cosa attestano costoro contro di te?". Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il Sommo Sacerdote lo interrogò: "Sei tu il Cristo, figlio del Benedetto?". Gesù gli rispose: "Io lo sono, e voi vedrete il figlio dell'uomo assiso alla destra dell'Onnipotente e venire con le nubi dal cielo". Allora il Sommo Sacerdote strappandosi le vesti, esclamò: "Avete inteso la bestemmia! Che ve ne pare?" E tutti sentenziarono ch'era reo di morte.
- MATTEO
Ora, i Gran Sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano false testimonianze contro Gesù, per farlo morire, ma non ne trovavano, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente ne vennero due che affermarono: "Costui ha detto: "posso distruggere il Tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni"". Allora il Sommo Sacerdote si alzò e gli disse: "Non rispondi nulla? cos'è ciò che questi depongono contro di te?" Ma Gesù taceva. E il Sommo Sacerdote riprese: "Ti scongiuro per Dio vivente, di dirci se tu sei il Cristo, il figlio di Dio". Gesù¨ gli rispose: "tu l'hai detto; anzi io vi dico: d'ora in avanti vedrete il figlio dell'uomo assiso alla destra dell'Onnipotente, e venire sulle nubi dal cielo". Allora il Sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! che bisogno abbiamo di testimoni? Ecco, avete sentito la sua bestemmia! Che ve ne pare?"
COMMENTO
Il problema di questi quattro punti era quello di dimostrare come Gesù fosse il figlio di dio. Qui si tratta di un'udienza pubblica di un processo, non si tratta di parlare o di dimostrare davanti a folle. Si tratta di relazionarsi non solo col Potere, ma anche con chi conosce le "scritture" e con chi può veder messo in pericolo il proprio ruolo dall'apparizione del figlio del proprio padrone.
Consideriamo questi sacerdoti che si trovano di punto in bianco l'incarnazione del proprio dio davanti agli occhi. Certamente dovrebbero essere contenti, ma chiedono a quell'Essere, che si spaccia per dio, di aderire a quanto la loro descrizione di dio impone. Tu dici di essere il figlio del dio che io adoro, dunque aderisci alla mia descrizione di dio, dunque devi fare ed operare quanto la mia descrizione dice che tu fai e che tu operi. Se tu non fai o non operi in conformità della mia descrizione tu puoi essere chiunque ma non il figlio di dio all'interno della mia descrizione: potresti essere il figlio di Zeus che si spaccia per figlio del mio dio cui tu vuoi togliere il controllo del suo popolo. Inoltre, se tu sei il figlio del mio dio, sei anche il mio padrone e io ti chiedo le credenziali affinché tu lo dimostri.
Questo era in sostanza l'articolazione del processo e le richieste dei sacerdoti nei confronti di Gesù. In tutta la predicazione fatta da Gesù, in tutti i vangeli, le argomentazioni, i fatti miracolosi inseriti tendono a dimostrare questo. I sacerdoti ne prendono atto e chiedono le credenziali. Se hai fatto i miracoli li sai fare, se squarci le nuvole lo sai fare, se plachi il vento lo sai fare, se fai sparire la lebbra lo sai fare, se i ciechi vedono lo sai fare e lo sai fare in quanto hai sempre affermato di farlo per volontà di dio. Non hai mai detto questo cieco l'ho guarito ma non ne ho guarito qualche altro centinaio perché le loro cecità erano diverse, non hai mai detto quel vento l'ho placato perché così è successo, ma hai detto di ridare la vista al cieco per volontà di dio, di placare il vento per volontà di dio ecc. ecc. Dunque se le cose vengono fatte per volontà di dio, che è l'assoluto, puoi continuare a farle a meno che non dici che la volontà di dio ti ha abbandonato.
Da notare come nel processo Gesù non sia stato torturato prima di essere portato davanti ai giudici, pratica costante e sistematica da parte dei cristiani sia agli albori del cristianesimo sia attualmente.
Egli era libero di affermare quanto voleva, dire quello che voleva, sostenere ogni posizione se fosse stato in grado di sostenerla. Qualunque cosa avesse detto i sacerdoti ne avrebbero tenuto conto, magari per inasprirne la condanna. Ma Gesù si chiude nella sua pazzia. Egli è il figlio di dio e siede alla destra di dio. Noi a quei sacerdoti possiamo ridere in muso al loro dio assassino in quanto macellaio di Sodoma e Gomorra, in quanto macellaio del genere umano e di tutta la natura attraverso la pretesa di aver mandato il diluvio universale per soddisfare un proprio capriccio, ma è evidente come a quei sacerdoti non sia stata lasciata nessuna via d'uscita all'interno del processo.
Gesù affermava di essere il figlio di dio e che come tale non sarebbe stato creduto. La difficoltà era credere ad un'affermazione assoluta senza riscontri. Oppure c'erano i riscontri?
I miracoli che aveva fatto Gesù erano reali o millantati?
Pensiamo che i miracoli fossero stati reali, avrebbe sempre potuto dire ai sacerdoti: "sono anni che vado in giro a curare malati per tutta la Palestina e ancora non mi credete? Chi altri ha fatto tanto per i malati e gli indemoniati come me?"
Pensiamo che i miracoli siano stati millantati dagli evangelisti e che la predicazione di Gesù avesse avuto, come unico fine, l'occupazione militare del tempio per asservirne le funzioni ad egli e alle proprie convinzioni: "se io vi dico che sono figlio di dio voi non mi credete, ma non perché io non ve lo posso affermare, ma perché io non ve lo posso dimostrare!"
I diversi vangeli trattano l'articolazione del processo in maniera diversa a seconda di quanto vogliono mettere in luce. Il problema di Luca è che gli astanti devono credere alla miracolistica in quanto miracolistica, non devono discutere né devono essere offerti elementi attraverso i quali discutere e magari non accettare. I fatti in Luca sono solo fatti senza commento. Luca scrive sotto dettatura di Paolo di Tarso e il progetto di Paolo è quello di sottomettere gli Esseri umani. Egli ha un progetto personale di controllo delle varie chiese cristiane solo che quel progetto va oltre la sua persona e diventa il progetto della chiesa cristiana, la messa in ginocchio degli Esseri Umani.
A differenza di Luca, Giovanni deve dimostrare come i sacerdoti siano arrivati battuti nel dibattimento. Secondo Giovanni c'è un dibattimento attorno alla dottrina di Gesù, il problema è che Giovanni non conosce la dottrina di Gesù, se la sta inventando, pertanto omette gli argomenti della dottrina di Gesù limitandosi ad affermare che i sacerdoti lo interrogarono a proposito della sua dottrina. Anche in questo caso esiste la paura di offrire al lettore elementi attraverso i quali discutere. Discutere significa mettere in discussione.
Giovanni deve dimostrare che Gesù è nel giusto, ma per dimostrarlo descrive un aspetto del processo di nessuna importanza e, proprio perché di nessuna importanza (il fatto si apre e si chiude con un discorso finito sul quale viene accentrandosi l'attenzione del lettore al quale viene fatta dimenticare la generalità delle domande attorno alla dottrina e agli apostoli), serve a Giovanni a dimostrare quanto Gesù fosse buono e quanto cattivi tutti gli altri.
L'aspetto descritto da Giovanni è tale da non considerare importante la sua descrizione considerandola una vera e propria impostura finalizzata a sottomettere qualcuno al proprio credo senza che questo sia di nessuna utilità per capire qualcosa.
Di diverso tenore sono i vangeli di Marco e Matteo. Sono vangeli più immediati che non risentono del bisogno di far capire che Gesù aveva delle idee che i Sacerdoti gli contestavano. In realtà Gesù non aveva delle idee e i Sacerdoti erano interessati a fermare l'attività di Gesù che aveva messo in pericolo l'attività al tempio. Pertanto i Sacerdoti non volevano discutere nessuna idea di Gesù, né sostenevano cose che Gesù avesse detto, quello che a loro interessava sapere era cosa effettivamente Gesù avesse detto e quale fosse la sua attività.
Per Marco e Matteo i Sacerdoti cercavano false testimonianze. Quel false è da prendere con le pinze. Innanzi tutto non dicono in cosa consistesse la ricerca della falsità. Non viene detto, ad esempio Gesù voleva uccidere il Gran Sacerdote. Testimonianza che era facilmente considerata falsa, appare invece una ricerca di testimonianze atte ad accusare Gesù. La normale attività di un Pubblico Ministero fatta anche al giorno d'oggi con la sola differenza che oggi il Pubblico Ministero fa massacrare di botte l'arrestato quando le sue condizioni socio-economiche sono quelle di un membro delle classi basse.
Le false testimonianze sono piuttosto da considerare come un punto di vista dell'evangelista che non un'attività reale anche se certamente i Sacerdoti erano decisi ad impedire a Gesù di continuare l'attività attraverso la quale cercava di appropriarsi del tempio.
Due erano le vie attraverso le quali i sacerdoti potevano condannare Gesù, la sua attività politica (di cui l'assalto al tempio era un aspetto) e la sua attività attraverso la quale si spacciava per figlio di dio.
Entrambe le attività erano proibite, ma agli evangelisti l'attività politica non interessava in quanto avevano già avuto l'esempio di Gesù su cosa succedeva se mettevano l'accento su tale attività, preferirono mettere l'accento su Gesù che si proclamava figlio di dio e concentrare l'attenzione del lettore su questo aspetto. In fondo essi non lo consideravano un reato grave, come se spacciarsi per qualcuno pretendendo di mettere in ginocchio la gente non fosse sufficientemente grave. La chiesa cristiana metterà in ginocchio le persone torturandole col ferro e col fuoco e non solo perché non si inginocchiano, ma per il terrore che non si inginocchino con abbastanza fervore e partecipazione.
La dichiarazione descritta in Matteo che appare molto forte in realtà è solo un inganno, un inganno per chiedere ai sacerdoti di mettersi in ginocchio. Non a caso in Giovanni questa affermazione non si trova, a Giovanni interessa far credere come Gesù avesse delle idee, a Marco e a Matteo come fossero cattivi i sacerdoti che cercavano false testimonianze (come se fosse difficile costruirle, la chiesa cristiana è maestra in questo) e come grande fosse la determinazione e la volontà di Gesù che proclamava sé stesso figlio di dio e che gli astanti lo avrebbero visto assiso in potenza con suo padre.
Ma se gli astanti non l'hanno visto assiso in potenza con suo padre ha mentito Gesù? O ha semplicemente millantato un potere e una funzione che non aveva? o era semplicemente un rigurgito di megalomania in cui il suo fare lo aveva cacciato?
A Marco e Matteo questo non interessa, a loro interessa presentare al lettore quello che loro considerano il figlio di dio davanti al quale il lettore deve mettersi in ginocchio. A loro non interessa cosa fosse Gesù, interessa piuttosto che farsene di Gesù, ed ecco che Gesù diventa l'agnello sacrificale, il succube ideale davanti al quale le genti possono essere messe in ginocchio. Davanti a quella morte la chiesa cristiana forgerà la propria fortuna macellando popoli e impedendo loro di sviluppare le relazioni fra sé e il mondo circostante. Dietro il paravento di quella morte la chiesa cristiana costruirà la macellazione di individui, speranze, classi sociali trasformando sé stessa in incubo e costringendo i popoli a farsi succubi delle atrocità da essa imposte.
Questo è il cristianesimo!!!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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tel. 041933185
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