Il Cortile dei
Gentili
Missionarismo della chiesa
cattolica
contro atei,
agnostici e non credenti
Di Claudio Simeoni
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“Un
dipartimento permanente per il dialogo tra credenti, non credenti, atei”.
In questo
modo inizia un articolo di presentazione del giornale La Repubblica a proposito
di un progetto del Vaticano di missionarismo e
aggressione nei confronti di chi non si mette in ginocchio davanti al suo dio.
Un “Cortile dei Gentili”, un forum di discussione fra intellettuali che,
separati da quei fastidiosi problemi del mondo, discutono dei temi che
piacciono tanto alla chiesa cattolica. Perché discutere di pedofilia, diritto d’aborto
negato, sessualità stuprata per costruire disagio psichico nei ragazzi, odio
per le persone affinché muoiano nella sofferenza? Un “Cortile dei Gentili” in
cui atei e credenti cattolici discutono di fede senza implicazioni con la vita
reale.
Un
progetto aggressivo varato riservatamente in Vaticano nell’ambito dell’organizzazione
“Pontificio Consiglio della Cultura” che prende il nome dal cortile del Tempio
di Gerusalemme dove, si dice, venivano “ospitati” chi non credeva nel dio degli
ebrei.
L’operazione
di missionarismo, mascherata da “interesse culturale”,
è stata voluta da Ratzinger e messa in piedi da Gianfranco Ravasi
che sarà anche un biblista di fama, ma che fa del dio padrone e dell’odio per
la vita, che vuole in ginocchio davanti al suo padrone, centro e finalità dei
suoi studi. Gli studi di Gianfranco Ravasi devono
sempre rispondere ad una domanda: “Come posso far fessi quelli che non si vogliono
mettere in ginocchio davanti al mio dio padrone (e io stesso padrone in quanto
gestore della sua volontà) quando
trovano discrepanze, incongruenza, incitamento al delitto e aberrazione
inumane, negli scritti che la chiesa cattolica ritiene la parola del mio io
padrone?”.
A seconda
del soggetto che la chiesa cattolica vuole costringere in ginocchio,
corrisponde una “banda armata” diversa. Una diversa organizzazione militare con
cui affrontare il problema.
Quali
sono i principi irrinunciabili per le persone che hanno a cuore la società
civile? Quali sono i sacri principi che devono regolare leggi e norme sociali?
Noi, che
amiamo le Costituzioni occidentali, sia che siamo persona religiose, o persone
che definiscono sé stesse atee o agnostiche, quali sono i sacri principi
sociali che riteniamo irrinunciabili?
Non
possiamo rinunciare alla società che impone dei doveri alle istituzioni per
accettare il paradigma della città di dio dei cristiani in cui il padrone, il
dio padrone, comunque tale padronanza venga descritta, concede “magnanimo” dei
diritti ai suoi schiavi. Non è accettabile né se quei diritti sono intesi dal
dio padrone come dei doveri cui ottemperare né se quei diritti sono concessi
dal dio padrone per decisione soggettiva salvo ritirarli per decisione
soggettiva e insindacabile.
Non
possiamo, né come società civile, né come religioni, rinunciare alla società
che impone dei doveri alle Istituzioni finalizzate alla costruzione del
benessere sociale. Non possiamo, come impegno sacro, rinunciare alla democrazia
dei cittadini per, anche soltanto ventilare, una società di sudditi sottomessi ad
un dio padrone che, come tale, non è sottoposto alle medesime leggi del più misero
dei cittadini.
Non
possiamo rinunciare alla sacralità del nostro corpo per trasformalo in un
oggetto di possesso di una morale che il singolo individuo ritiene estranea e
ostile. Non possiamo accettare l’aggressione militare alla sessualità. Non è
accettabile che qualcuno dica alle persone come esse devono o non devono fare
sesso, come non è accettabile che qualcuno neghi alle donne il loro diritto all’aborto.
Come non è accettabile che l’azione militare della chiesa cattolica impedisca l’educazione
sessuale dei ragazzi o che la chiesa cattolica abbia atteggiamenti razzisti e
nazisti contro omosessuali, trans e lesbiche.
La chiesa
cattolica deve condannare il suo dio per gli assassini commessi e il suo Gesù
come mandante di strage e di genocidio: non è possibile discutere con chi ha nella
propria ideologia religiosa (dettata dal suo dio padrone) l’ordine di macellare
chi non si mette in ginocchio davanti a sé stessi.
Come fa
un ateo a discutere con uno come Ravasi che ha un
Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui?
O Ravasi condanna il suo Gesù per crimini, o Ravasi vuole imporre agli atei di mettersi in ginocchio
mentre lui attua il principio dettato dal suo Gesù di scannarli: o che forse
tale ordine non è stato ampiamente attuato nella storia? O che forse i delitti
contro l’umanità vanno in prescrizione?
E non è
forse dal principio di negazione delle persone in funzione della riaffermazione
del potere del dio padrone dei cristiani
che ha origine la pedofilia della chiesa cattolica? La violenza del possesso
delle persone nel quale la chiesa cattolica costringe i suoi fedeli a far
veicolare le loro pulsioni sessuali: possesso della donna, possesso dei
bambini, possesso dell’altro. La sessualità come esercizio e riaffermazione del
possesso: tant’è che la relazione sessuale viene spesso definita come “ha
posseduto....”. Dove il possedere relativo al sesso non si conchiude, per la
chiesa cattolica, nella relazione sessuale, ma si estende a tutta la vita e a
tutte le relazioni interpersonali in cui l’altro deve essere sottomesso:
posseduto. L’altro deve rinunciare alla propria individualità: come davanti al
dio padrone cattolico che giudica.
Come
società civile non possiamo accettare l’odio per la vita della chiesa
cattolica. L’odio per la vita del dio della chiesa cattolica. L’odio per la
vita del Gesù della chiesa cattolica. L’odio per la vita della madonna dei
cattolici. Un odio violento tanto da imporre quell’aberrante modello di
non-persona che viene recitato nel magnificat di Luca. Non possiamo accettare l’odio
per la vita della chiesa cattolica che si esprime con la sua guerra alle donne
e la loro esigenza di abortire, il divorzio e l’esigenza delle persone ad un
corretto rapporto interpersonale. Un odio della chiesa cattolica contro la vita
che si esprime con il diritto delle persone di scegliere come morire. Un diritto
di uccidere che la chiesa cattolica vuole attribuire solo al suo dio padrone
(lo chiama “fine naturale della vita”) salvo ricorrere alla scienza per costringere
le persone alla tortura e alla sofferenza. La scienza usata dalla chiesa
cattolica come mezzo di tortura e non come mezzo per costruire il benessere
sociale.
La chiesa
cattolica per disarticolare la società indiana usa le bande di Teresa di
Calcutta; per disarticolare le società Africane o impedire alle società Latino-
americane di uscire dalla miseria e, per conseguenza dal controllo della fede
imposta dalla chiesa cattolica, usa i preti e i missionari pedofili; per
disarticolare atei ed agnostici che potrebbero mettere in discussione la sua “autorità
divina”, la chiesa cattolica usa il dialogo per impone, agli atei e agli agnostici, un atteggiamento
di “complicità” e di “comprensione” culturale per i suoi deliri criminali che i
cristiani chiamano “fede”.
La
strategia militare messa a punto dalla chiesa cattolica, di cui Ratzinger si fa
garante, col “Cortile dei Gentili” è tesa ad assicurarsi la complicità e la
comprensione o, quanto meno, la non belligeranza, da parte di atei, agnostici e
altre religioni, come l’Islam, il Buddismo e l’Induismo. Una comprensione che
consente alla chiesa cattolica di aver mano libera nell’aggressione alle
persone deboli e fragili nelle varie culture del mondo.
In fondo,
gli atei sono stati manipolati mentalmente dall’ambiente cristiano. Sono
cresciuti in ambiente cristiano. E’ vero che negano l’esistenza del dio della
chiesa cattolica, ma le loro emozioni e il loro modi di pensare il mondo è
conchiuso nella speranza e nell’idea di un potere fuori di loro e superiore a
loro: comunque lo chiamino. La loro struttura emotiva è legata alla dipendenza
da un’idea di un dio padrone che determina la loro morale e il loro
comportamento. Sono convinti che la morale sociale sia determinata da un ente
esterno alla società e, dunque, un’azione precisa sulla loro struttura emotiva,
anche se non riporta l’ateo fra le braccia della chiesa cattolica, lo può
portare ad essere comprensivo e collaborativo con l’odio della chiesa cattolica
per le donne, i bambini, gli omosessuali i malati terminali, i missionari
stupratori di bambini, ecc.
Noi, dice
la chiesa cattolica ai “gentili”, apparteniamo alla stessa casta delle persone
acculturate, non come quei “bifolchi” che devono essere messi in ginocchio e
costretti alla fede perché sono ignoranti.
Gianfranco
Ravasi è stato messo a capo di questa squadra
militare forte dei suoi studi biblici, del suo odio per i principi di
uguaglianza delle persone, la sua sottomissione alla monarchia assoluta e al
disprezzo che manifesta per i popoli (non per niente il suo dio biblico ordina
di macellare chi non appartiene al “popolo eletto”).
“Il nuovo
dipartimento è già operativo, “anche se occorre mettere a punto alcuni dettagli
organizzativi”, anticipa a Repubblica l’arcivescovo, pur garantendo che, “la
data dell’inaugurazione è già stata fissata per il 24 – 25 marzo 2010 a Parigi
con un convegno internazionale alla Sorbona, all’Unesco e all’Academie Francaise”. La nuova
fondazione Vaticana nasce col proposito di sollecitare confronti a tutto campo
in materia di fede tra credenti e non credenti, senza escludere che in futuro
possano essere affrontati anche quei valori cattolici definiti “non negoziabili”
da Benedetto XVI come la difesa della vita, il no all’aborto, il matrimonio fra
un uomo e una donna, l’omosessualità. Una sfida “difficile”, ma “non proibitiva”
perché, sostiene monsignor Ravasi “la spiritualità
tocca le persone in profondità, nel suo mistero, e non si riduce alla sfera
morale e alla sessualità. Motivo per cui in questo nostro progetto, partiamo da
una base generale, ossia da una visione complessiva dell’uomo... siamo certi
che gli atei aperti alla spiritualità si aspettano altro rispetto a un dialogo
sull’aborto, l’omosessualità e la pedofilia. Non che questi temi debbano essere
scartati a priori; saranno, invece, trattati a tempo debito”. Ma anche se la
chiesa cattolica non sembra disposta a scendere a compromessi sui suoi “valori”,
l’idea sembra destinata a fare breccia. “Molti atei – spiega infatti Ravasi – ritengono sia arrivato il momento di riprendere le
questioni fondamentali: gli illuministi hanno ereditato i loro valori dal
cristianesimo, ma di fronte alla pressione del multiculturalismo, la questione
dell’universale si pone con una certa urgenza. La visione dell’Imago Dei
propria della rivelazione biblica ha dato vita ad una cultura dei diritti dell’uomo.
Fuori da questo orizzonte, come si imposta l’universalità dei diritti dell’uomo?
A partire da ciò nasce un dialogo non solo possibile, ma soprattutto invocato
dai grandi intellettuali”. “Il dialogo – aggiunge Ravasi
– presuppone un confronto di argomentazioni rigorose con la propria identità
senza sincretismi o concordismi vaghi”.
Per l’inaugurazione
ufficiale della Fondazione è stata scelta Parigi perché “questa città è il
luogo simbolo della laicità”. “Quando ho avviato i primi contatti con gli
intellettuali francesi per questo progetto – confessa il ministro della Cultura
della santa Sede - ero preoccupato anche
per le accuse di pedofilia rivolte alla chiesa negli ultimi tempi. Invece, a
Parigi ho trovato subito un grande ascolto”. All’iniziativa hanno già aderito
molte personalità e intellettuali laici di chiara fama, anche se in Vaticano
nomi non se ne fanno. La fondazione sarà un organismo permanente aperto a
tutti, in piena libertà, con rispetto, senza rinunziare mai alle proprie
identità.”
Articolo-relazione pubblicato sul giornale La repubblica del 26
maggio 2010 a firma di Orazio La Rocca
Gli
intellettuali pensano di essere una casta al di fuori della società, dei suoi
problemi, delle sue tensioni.
Si parla
delle violenze dei bambini, ma pochi intellettuali hanno chiesto l’arresto dei
vescovi stupratori o di Ratzinger stesso.
Se a
violentare i bambini fosse stato un barbone, avrebbero preteso la massima
severità; ma dal momento che la violenza ai bambini è stata commessa dalla
chiesa cattolica, di cui Ratzinger (e prima di lui Wojtyla) era il
responsabile, allora sono propensi alla tolleranza e alla magnanimità.
Così gli
intellettuali, davanti alla ferocia della chiesa cattolica e alla mobilitazione
di masse criminali fatta dalla chiesa cattolica durante la vicenda di Eluana Englaro, oppongono il “dialogo”
e la “ragione” permettendo alla chiesa cattolica di violentare con il suo odio
la vita.
Questo è
il progetto di Ravasi e della chiesa cattolica. Un
progetto di missionarismo che sfruttando le debolezze
e la vigliaccheria di chi chiama sé stesso ateo, intende piegarlo affinché sia
collaborativo e comprensivo con l’attività criminale della chiesa cattolica. Lo
scopo è far in modo che l’ateo non invochi la giustizia sociale chiedendo alla
magistratura di agire nei confronti della chiesa cattolica, ma conchiuda nelle “relazioni
fra intellettuali” i delitti che la chiesa cattolica, il suo dio padrone, il
criminale Gesù e la violenza criminale della madonna, hanno fatto alla società
civile.
Il “Cortile
dei Gentili” si appresta ad essere un forum dal quale la chiesa cattolica vuole
ricevere solidarietà per i delitti che commette. E molti atei o agnostici,
educati dal cristianesimo, e molti seguaci di altre religioni, dall’Islam all’Induismo,
al Buddismo, all’Ebraismo, sono pronti a darle man forte nella speranza che
anche a loro sia concesso di commettere delitti contro la società civile per
imporre la loro fede.
Come sta
facendo in questo momento Ratzinger a Cipro che parla di libertà religiosa
intendendo la sua libertà di imporre il suo odio religioso e la sua violenza
sui minori senza essere perseguito per quei delitti. Naturalmente, la chiesa
ortodossa concorda: gli obbiettivi sono comuni.
Se questo
progetto andrà in porto avremo anche gli atei, accomunati ai cattolici,
complici dello stupro dei bambini e, a quel punto, chi si può più opporre all’odio
cattolico?
Lo dice
Gianfranco Ravasi. “...siamo certi che gli atei
aperti alla spiritualità si aspettano altro rispetto a un dialogo sull’aborto,
l’omosessualità e la pedofilia. Non che questi temi debbano essere scartati a
priori; saranno, invece, trattati a tempo debito”.
Ed è il
punto centrale dell’azione di Gianfranco Ravasi: della
pedofilia ne parleremo quando non saremo più imputati o imputabili di delitto
contro l’umanità.
N.B. E’
stato usato l’articolo di La Repubblica del 26 maggio 2010 dal titolo “La sfida
di Ravasi “Un luogo per il dialogo con i non credenti”.”
Se da un
lato Ravasi, per conto del Vaticano, vuole arruolare
gli atei nella sua campagna di aggressione alle religioni non cristiane
dell’Europa, dall’altra parte, anche la chiesa cattolica vuole lanciare una
campagna d’odio contro chi non si mette in ginocchio davanti al suo dio.
28
giugno 2010 Corriere della Sera
EVANGELIZZAZIONE
- Ma
c'è un'altra importante novità che riguarda la Santa Sede: Benedetto XVI ha istituito
un nuovo dicastero, nella forma del Pontificio Consiglio, con il compito di
«promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dell'Occidente che stanno
vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di eclissi
del senso di Dio». Il Papa ne ha dato l'annuncio durante la celebrazione dei
primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo, nella basilica romana di
San Paolo fuori le Mura. Rivolgendosi alla delegazione ortodossa presente, il
Papa ha sottolineato la valenza ecumenica della decisione di creare un nuovo
Consiglio: «La sfida della nuova evangelizzazione interpella la Chiesa
universale e ci chiede di proseguire con impegno la ricerca della piena unità
tra i cristiani». Fonti non ufficiali del Vaticano hanno riferito nelle scorse
settimane che il Papa avrebbe scelto monsignor Rino Fisichella, attualmente
presidente della Pontificia Accademia per la vita, come guida del nuovo
dicastero, ma nell'omelia Benedetto XVI non ha fatto menzione alla personalità
prescelta.
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Tutto
l’articolo commentato è stato tratto da:
Ratzinger
ha delegato l’operazione a quel Rino Fisichella che con Di Noto ha difeso la
pedofilia della chiesa cattolica durante la trasmissione di Santoro qualche
anno fa. E’ un personaggio che confonde la libertà religiosa delle persone con
la sua libertà di aggredire e far del male impunemente alla società civile e ai
bambini in particolare. Un individuo che non ritiene di avere nessun dovere nei
confronti della società civile, ma solo nei confronti del suo dio padrone per
il quale è disposto a qualunque atrocità sociale.
E’ una
guerra. Una guerra feroce che la chiesa cattolica ha dichiarato alla società
civile. Mentre la chiesa cattolica si riterrà in diritto di sparare nella
psiche e nelle emozioni delle persone per costringerle in ginocchio davanti al
suo dio padrone, diffamerà, offenderà, danneggerà, sia direttamente che
indirettamente, le persone che chiederanno rispetto per la Costituzione della
Repubblica e per i diritti che quella Costituzione garantisce loro.
Chi
difende la violenza con cui imporre il crocifisso a bambini indifesi?
Proviamo
a leggere questo inizio di articolo legato alla nuova evangelizzazione di
Ratzinger dell’Europa: l’odio di Ratzinger, inquisito per aver favorito la
pedofilia sui ragazzi, spaccia le sue responsabilità criminali con la sua “libertà
religiosa” (di quella dei ragazzi non gli può fregar si meno):
Il
crocifisso di legno cade tre volte dal trespolo di una lavagna. Le braccia
dell’emozionato Roberto Mezzaroma che l’agitava, in quel momento
mistico e (un po’) pacchiano, erano le protesi di Licio Gelli, il gran maestro della
P2.
Il
cosiddetto Venerabile ha ispirato il Movimento etico per la difesa
internazionale del crocifisso (Medic), presentato nella sala
congressi del Michelangelo di Roma, un albergo a pochi passi dal Vaticano. La
politica è corsa a sostenere l’iniziativa: c’era Olimpia Tarzia,
consigliere regionale Pdl, l’ex direttore del Tg1 Nuccio Fava, atteso invano l’ex
mezzobusto del Tg1 Francesco Pionati (Adc) e
sono stati annunciati telegrammi ricevuti (ma non letti) dal presidente della
Camera, Gianfranco Fini, dal
presidente emerito Francesco Cossiga e
dal “divo” Giulio Andreotti.
Il
disegno dell’uomo P2
Per la
Chiesa è un appuntamento imperdibile: don
Walter Trovato, cappellano della polizia di Stato, è il primo a
sedersi al tavolo degli oratori; l’anziano monsignore Antonio Silvestrelli
è l’ultimo. Non è facile contare i collarini bianchi dei preti. Gelli ha
scritto il codice etico e addirittura disegnato il simbolo dell’associazione:
una sfera tagliata da cerchi concentrici su sfondo azzurro, una croce nera
avvolta in una stretta di mano, quattro frecce ai bordi. Il Venerabile è nella
sua Villa Wanda sulle colline di Arezzo: “Questa è la mia nuova battaglia –
spiega al Fatto Quotidiano - e
il colore scelto per il simbolo rimanda al mare, al cielo e al grembiule della
Madonna, il resto a San Francesco e le frecce rappresentano i punti cardinali”.
L’età avanzata ha impedito a Gelli di officiare la cerimonia in una sala
moderna, affollata di uomini e donne vestiti con abiti scuri da sera nel caldo
di mezzogiorno. Un amico di Gelli ha rimpianto l’assenza del Venerabile,
criticando “la gestione troppo rude della cerimonia del costruttore Mezzaroma”.
Accenti che si mescolano, spillette che si
confondono. Segni, simboli, messaggi più o meno occulti, più o meno massonici.
Il secondo capitolo di uno Statuto suggellato da Gelli, più che a un piano di
rinascita nazionale, somiglia a una crociata pop: difendere, coinvolgere,
riconoscere. “Medic vuole far emergere – declama Mezzaroma – le radici giudaico-cristiane del mondo
occidentale e promuovere il significato autentico del crocifisso quale simbolo
condiviso di amore assoluto; nasce con l’ambizione di essere un movimento
trasversale, che raccoglie non solo cattolici ma anche ebrei, musulmani, atei,
convinti che la croce abbraccia l’umanità intera”. Quasi un comizio, senza
leggere, e un po’ fuori dal protocollo per un evento mondano in pieno giorno.
L’imprenditore Mezzaroma, ex europarlamentare di
Forza Italia, è stato nominato segretario generale del Medic
in una riunione a Villa Wanda che, diretta come è logico da Gelli, ha indicato
presidente onoraria la duchessa d’Aosta, Silvia Paternò, dei marchesi di Regiovanni, dei conti di Prades,
dei baroni di Spedalotto, appartenente al Sovrano
Militare Ordine di Malta. Una roba da far impallidire la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare di fantozziana memoria. Araldica pesante,
insomma, tanto che “siamo già in 500: faccio politica per passione, sono
iscritto al Pdl; stimo tantissimo Gelli, ma non mi
confido al telefono con nessuno” e attacca la cornetta Mezzaroma,
contattato all’ultima forchettata di un banchetto fastoso. Il costruttore
romano è un fan della prim’ora dei Circoli del buon governo di quel Marcello dell’Utri appena
condannato a 7 anni in appello per concorso esterno in associazione mafiosa.
Tratto da
un articolo di Carlo Tecce e Giampiero Calapà dal titolo “Una croce fondata sulla P2” pubblicato
da Il Fatto Quotidiano del 03 luglio 2010
Gli atei,
i laici, davvero si troveranno a discutere con personaggi legati alla P2 e al
delirio di onnipotenza cristiano? Davvero atei e laici si affiancheranno all’attività
di stupro di bambini che il crocifisso rappresenta? Davvero laici e atei
appoggeranno la monarchia assoluta che il crocifisso ha rappresentato per
secoli? Davvero atei e laici collaboreranno per disarticolare la Costituzione
Italiana e la Costituzione Europea?
Il
cortile dei Gentili e l’evangelizzazione dell’Europa premette una dichiarazione
di guerra a tutte le strutture della società civile e un aggravarsi delle
condizioni dell’infanzia là dove ai preti cattolici sarà consentito di imporre
l’odio feroce contro la società civile rappresentato dal crocifisso.
Marghera,
06 giugno 2010
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 –
Marghera Venezia
Tel.
3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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