Crio, Euribia e i loro figli, nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Dèi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

Crio, Euribia e i loro figli

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

La coppia Euribia e Crio è l'unica coppia in cui la discendenza di Ponto si unisce alla discendenza di Urano Stellato. Il meglio del meglio si unisce con la vasta forza figlia di Ponto e Gaia. Crio, figlio di Urano Stellato e Gaia e Euribia figlia di Ponto e Gaia.

Il meglio del mondo del tempo con la vasta forza del mare infecondo in una terra senza Natura.

Il migliore e la vasta forza hanno una funzione: mettere in moto il divenire della Natura su una terra in cui Hera ancora non era. Zeus non era, e le onde del mare senza vita si infrangevano su scogli senza vegetazione.

Questa fusione è un ponte fra il mondo emotivo il mondo del tempo e il “futuro” mondo della forma dominato da Zeus.

Scrive Esiodo tradotto da Romagnoli:

Ed Eurubia, con Crio commista in amore, die' a luce,

Diva qual è fra le Dive, Astrèo con il grande Pallante,

e Perse, che sovrasta su tutti per mente e per senno.

Esiodo Teogonia 375 – 403

Da Euribia e Crio si generano forze possenti che si alzeranno nel cosmo infinito e che si caleranno fra gli Esseri della Natura. La forza delle Stelle fra gli Esseri della Natura e la forma degli Esseri della Natura diventa la forma e la quantità con cui guarderanno alle stelle.

Saggezza, forza e quel sentimento che sorge in noi quando osserviamo un cielo stellato e che ci spinge verso un infinito di relazioni che poi la nostra ragione tende a circoscrivere in un desiderio di immaginazioni.

La saggezza nelle scelte fra ciò che desideriamo e ciò che è possibile in funzione di un futuro in cui ancora possiamo scegliere fra ciò che desideriamo e ciò che è possibile. E' il potere di Pallante in cui la saggezza si esprime nella forza delle scelte e le scelte sono frammenti di stelle, di Astreo, che noi portiamo nella nostra vita quotidiana. Perse, la distruzione del presente in funzione del futuro e la saggezza sul come agire nel presente per costruire il futuro.

Il cuore di pietra di Euribia smove il cuore di fuoco degli Esseri della Natura per costruire loro stessi; per imitare Crio ed essere i migliori in quello che fanno in funzione di quello che diverranno.

Scrive Esiodo tradotto da Romagnoli:

I figli di Aurora e Astreo

Aurora partorì i venti gagliardi ad Astrèo,

Zefiro serenatore, veloce nei tramiti Bora,

e Noto: con un Dio si fuse ella, Diva fulgente.

E dopo loro, un astro, Eòsforo, a luce essa diede,

e le lucenti Stelle, che sono corona del cielo.

Aurora e Astreo mettono in azione il mondo emotivo di Urano Stellato. I venti che si abbattono sul mare infecondo con Astreo ed Aurora non sono solo aria che soffia, ma coscienza che si dirige all'interno di mondi, emotivi, dell'azione e razionale, in cui soffiano i venti della vita. Zefiro, Bora e Noto non sono solo il nome di venti che soffiano in direzioni predeterminate sul mare, sono venti della vita che conducono i naviganti nelle loro scelte in ogni quotidiano. Ogni Essere ella Natura si trasforma seguendo questi venti che lo spingono spesso su mari sconosciuti nei quali deve costruire le proprie strategie d'esistenza. Così Eosforo non è venere, non è solo la stella del mattino, ma l'intento che guida gli uomini nelle loro scelte.

Astreo unito in amore con Aurora contribuì a costruire l'esistente. Quest'esistente fu alimentato da nuovi venti che soffiavano al suo interno e dalle Stelle che coronavano il cielo. Furono tutti figli di Aurora e Astreo. A quale visione quest'insieme appartiene? Agli Esseri Umani che alzano le vele sui mari della vita. E' nella loro percezione che stelle e venti coincidono in un unico Intento. Quante volte chiamarono i venti benigni e quante volte guardarono le stelle per conoscere la direzione. Quante volte la disperazione li colse quando il cielo di piombo e le tempeste soffiavano sui loro progetti di vita. Quanto i naviganti dell'esistenza si sentono perduti. Quante volte non sanno dove il loro intento deve sfociare. Quante volte gli Esseri Umani non vedono la fine dei loro intenti e dei loro progetti e invocano i venti degli DEI affinché spingano nella direzione sperata gli eventi della loro esistenza. Quante volte gli Esseri Umani guardano le stelle del mattino cercando aiuto e tracciare le proprie rotte. Questo è quanto ASTREO, unito in amore con AURORA, ha generato.

Questo gli uomini trovarono nelle albe della loro esistenza e con questo, quegli Esseri Umani, fondarono la loro esistenza riconoscendo la consapevolezza del divino che li circondava e che poteva condurre i loro passi.

Zefiro, Borea dalla rapida corsa e Noto sono i figli che scuotono la coperta dell'Essere terra e Eosforo e gli Astri Splendenti sono le direzioni cui gli Esseri Umani guardano fiduciosi, “di cui il cielo è coronato”.

Scrive Esiodo tradotto da Romagnoli:

I figli di Stige e Pallante

Stige, d'Oceano figlia, die', mista d'amore a Pallante,

nelle sue case, Nice dai vaghi malleoli, e Zelo.

E Crate poscia e Bia generò, celeberrimi figli,

che mai non han lontano da Giove né casa né sede,

né s'allontanano mai, se ad essi l'Iddio non l'impone,

ma stanno sempre a Giove signore del folgore presso.

Però che Stige un giorno decise cosi, l'immortale

Oceanina, quando l'Olimpio che i folgori avventa

tutti gli Iddèi chiamò che vivono eterni, e promise

che quanti seco adesso pugnassero contro i Titani,

nessuno privo andrebbe di doni, e ciascuno l'onore

avrebbe ch'era un di suo retaggio fra i Numi immortali.

E chi non ebbe onori da Crono, soggiunse, né doni,

onori e doni, come Giustizia desidera, avrebbe.

Stige immortale fu la prima che giunse in Olimpo

insiem coi figli suoi, secondo il volere del padre.

E Giove l'onorò, le diede larghissimi doni,

fece che il nome suo fosse giuro solenne ai Celesti,

e che i suoi figli sempre vivesser dov'egli viveva.

E parimenti a tutti, cosi come aveva promesso,

mantenne; ed egli ha sommo potere fra tutti ed impera.

Esiodo Teogonia 375 – 403

Pallante, il possente e Stige, figlia di Oceano fanno emergere dal mondo del tempo ciò che altri Dèi hanno fatto emergere nel mare infecondo o nell'immenso.

Quattro furono i figli di Pallante che Stige partorì nel mondo del tempo e che da questo si trasferirono, così com'erano, senza essere ripartoriti da un altro DIO, nel mondo della ragione affiancando Zeus nella lotta contro i Titani.

Nike, Zelo, Crate e Bia furono i figli di Pallante e Stige.

Nike personifica la vittoria, Cratos personifica il potere, Bia personifica la violenza o la rivalità con cui raggiungere l'obbiettivo e Zelos personifica la Costanza, l'abnegazione, la dedizione.

Questi quattro figli di Pallante affiancheranno Zeus nella Titanomachia perché si trasferiranno fra gli Esseri della Natura costruendo un ponte fra il mondo razionale, il mondo dell'azione e la sedimentazione del corpo emotivo dentro agli esseri che affrontano la vita nella forma e nella quantità.

Pallante (l'uomo forte) unito in amore con Stige figlia di Oceano. Chi è Stige? E' la determinazione della devastazione di quanto opprime ed offende; di quanto si odia! Di quanto deve essere distrutto. Per questo giurare su Stige era giurare sul proprio odio. Era giurare sulle proprie determinazioni nella costruzione della propria vita. Stige era l'odio come espresso da ogni soggetto che si fa Stige. Stige unita in amore con la forza genera tensioni dalle quali gli Esseri Umani non potranno prescindere nei loro processi di trasformazione. Né gli Esseri Umani né gli Dèi. Così da Stige e Pallante uniti in amore partorì Rivalità e Vittoria nonché Potere e Forza. Più che rivalità e violenza, sembra quasi impegno, determinazione nell'affrontare le questioni delle contraddizioni. Più che vittoria nella contesa è la soluzione delle contraddizioni. E' il fenomeno che si genera dalla soluzione della contraddizione. La soluzione della contraddizione viene vissuta come Vittoria perché è cessato il conflitto, non perché ci si è impadroniti. Cessando il conflitto si sono costruite delle condizioni. Le condizioni costruite generano il futuro: pongono le basi per la costruzione del futuro. Quelle basi sono Vittoria. Rivalità sono le forze che interagiscono per contendersi il futuro. Così l'uso della volontà dell'Essere che partecipa a quella costruzione è sempre vincente, perché anche se nella contesa dovrà soccombere, chi lo ha vinto ne è uscito modificato e comunque qualche cosa di suo contribuirà alla costruzione del futuro. Le infinite Rivalità, all'interno dell'Essere Natura, costruiscono gli equilibri al suo interno. Quegli equilibri che facendo meravigliare l'inconsapevole lo portano a pensare al progetto di un divino ordinatore. Invece, è solo Rivalità che si esprime in tutti gli Esseri all'interno dell'Essere Natura portando a costruire quegli equilibri giorno dopo giorno che qualcuno immagina rivelarsi in sé ad ogni presente. Rivalità è un potere divino che sfocia continuamente in Vittoria perché risolve la contraddizione in un costante divenire. Vittoria, il presente che noi ammiriamo mentre Rivalità già agisce per modificarlo.

Figli di Stige e Pallante sono Potere e Forza. Il primo è manifestazione della Coscienza di Sé, il secondo è la manifestazione della Coscienza di Sé nell'oggettività in cui quella Coscienza di Sé si manifesta. Stige prende posto vicino a Zeus giungendo per prima all'Olimpo dopo la battaglia con i Titani. I figli di Zeus sono tali proprio perché esprimono il loro Potere di Essere e lo manifestano determinando sé stessi nell'oggettività in cui vivono. Questi due Guerrieri della vita presero parte alla grande guerra contro i Titani caratterizzando tutti gli Esseri che si esprimono all'interno dell'Essere Natura. All'interno di tutti i figli di Zeus che lasciarono tracce sul Pianeta alimentando il divenire dell'Essere Natura.

I figli di Stige affiancarono Zeus nella guerra contro i Titani determinando la qualità della trasformazione degli Esseri della Natura. Zeus è il padre degli Dèi perché traccia il solco all'interno del quale gli DEI costruiscono sé stessi. Il solco nel quale gli Esseri della Natura trasformano sé stessi in Dèi. “giurare sul proprio odio!” non v'è giuramento più grande perché l'odio è manifesto e travolge ogni cosa con un'immensa onda emotiva. Quando nell'Essere l'odio si manifesta, questa onda emotiva travolge tutto e il giuramento che l'Essere fa sopra il proprio odio altro non è che il giuramento sopra le proprie più violente manifestazioni di emotività. Così a nessun DIO è dato violare il proprio giuramento fatto sopra le proprie emozioni! Così nessun DIO che giuri su Stige può venir meno al proprio giuramento: pena l'allontanamento dall'Olimpo! Così i figli di Stige abitano presso Zeus alimentando la volontà di farsi DIO di ogni Essere della Natura. Ogni Essere della Natura può farsi DIO soltanto manifestando ed alimentando i figli di Stige dentro di Sé. Manifestare nell'oggettività il proprio Potere di Essere; risolvere le contraddizioni della propria esistenza trasformandosi come atto di Vittoria soggettiva nei confronti dell'oggettività in cui diviene diventando sostanza e rappresentazione nel mondo del tempo.

Perse, Astrea e la figlia Ecate

Non c'è molto da dire sul terzo figlio di Crio e Euribia, Perse.

Scrive Esiodo tradotto da Romagnoli:

e Perse, che sovrasta su tutti per mente e per senno.

Esiodo, Teogonia 378

E ancora:

E Asteria generò, dal nome vezzoso, cui Perse

nella sua casa grande condusse, per fari a sua sposa.

E Asteria incinse, e a vita diede Ecate, cui sopra tutti

Giove Cronide onorò,

Esiodo Teogonia 409 – 412

La radice del suo nome sta nel distruttore. Un distruttore che “sovrasta tutti per mente e per senno”, è un costruttore anche quando demolisce un presente che diventa ostacolo allo sviluppo della vita.

Questa condizione la troviamo nella figlia di Asteria e Perse: Ecate. Lei interviene quando la vita degli Esseri della Natura finisce. Lei sta alla morte degli Esseri della Natura come Hera sta alla morte del feto. In entrambi i casi c'è una distruzione; in entrambi i casi c'è un futuro che si apre.

Sono tutte azioni che diventano oggetti con cui si presenta il presente nel mondo del tempo.

Questo è quanto si è generato da Crio, figlio di Urano Stellato e Gaia e da Euribia figlia di Ponto e di Gaia. Questo è quanto il migliore e la forza possente hanno introdotto nel mondo del tempo facendo da ponte fra il mondo emotivo e il mondo della ragione. Fra il mondo di Urano Stellato e il mondo di Zeus.

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli “Esiodo i poemi” Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 – inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 13 ottobre 2014

Qui per la traduzione della pagina in Portoghese

vai indice delle pagine di commento alla Teogonia

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.