La divinità Aurora manifestata
dall'Iniziato all'Orfismo;
Il papiro di Derveni - Prima parte (di cinque)

La via alla conoscenza degli Orfici

di Claudio Simeoni

Indice sul Papiro di Derveni

 

Il papiro di Derveni sposta l'attenzione dell'Iniziato: dalla Cosmologia Universale alla Cosmologia del suo esistere.

Si tratta di un'operazione iniziatica che gioca sull'attenzione. Per comprendere in cosa consiste dobbiamo considerare il divino di Eos: l'AURORA!

Da dove ha inizio il presente? Quali sono gli elementi che fondarono il presente? L'iniziato può porre l'inizio dove egli vuole per spiegare i suoi intenti e i suoi fini.

Fanete che esce dall'uovo primordiale è un inizio, ma è un inizio anche quando la Terra si solidificò ed iniziò a ruotare attorno al Sole. Un inizio è quando la vita, come noi la conosciamo, manifestò sé stessa. Un inizio è quando i mammiferi iniziarono a riprodursi. Un inizio sono tutte le trasformazioni della nostra specie. Un inizio sono le grandi migrazioni degli Esseri Umani, ecc. ecc.

Un inizio è la mia nascita; un inizio è il giorno in cui iniziai a trasformarmi in un Apprendista Stregone e ogni giorno iniziai qualche cosa; qualche cosa che fosse in funzione del domani affinché, domani, iniziando qualche cosa, la situazione mi fosse più propizia.

EOS: l'AURORA!

Il concetto di Eos, Aurora è uno dei concetti fondamentali che viene tenuto in considerazione dall'Iniziato.

Per l'Iniziato, ogni cosa che succede è un inizio: un'Aurora. La situazione oggettiva nella quale il Feto si trasforma in bambino è un'Aurora. L'Aurora è il presente!

In quel presente l'Iniziato mette in essere le sue azioni e dalle sue azioni sgorga la situazione futura nella quale egli aprirà una nuova Aurora. E' una specie di concetto di eterno presente nel quale l'Iniziato agisce. Il suo agire è il fondamento del futuro.

Così è per gli Dèi.

Ogni azione degli Dèi è un'Aurora, le basi di un inizio.

Questo divino che negli Esseri Umani diventa un modo di pensare e di porsi davanti alle condizioni d'esistenza del quotidiano, è proprio del Pagano Politeista.

Perché è proprio delle Antiche Religioni e delle vie iniziatiche?

Perché con l'avvento del monoteismo non ci fu più iniziazione dei soggetti nel loro assalto al cielo, ma ci fu imposizione di sottomissione degli individui affinché accettassero la verità rivelata. E allora il nuovo che si presenta nella vita degli individui non è più Aurora che fonda il futuro, ma è disperazione che mettendo in discussione l'equilibrio del presente trova le persone impreparate ad affrontare il nuovo. Le persone impreparate sono terrorizzate dalla perdita delle loro certezze e reagiscono o con la foga della violenza distruttiva verso l'esterno o con la foga audistruttiva verso sé stessi.

Così l'atteggiamento di impotenza davanti alla vita viene costruito dai cristiani. E' sufficiente leggere i loro vangeli per leggere con quanta attenzione rendono gli uomini impotenti davanti alle condizioni della loro esistenza e, nel renderli impotenti, li incitano a manifestare il terrore nei confronti del nuovo che la loro impotenza manifesta.

Proviamo a leggere Marco da 13, 14:

"Quando vedrete l'abominazione della desolazione, posta dove non deve essere, chi legge comprenda! Allora quelli che saranno nella Giudea fuggano ai monti; chi sarà sulla terrazza non scenda, né entri in casa a prendere qualche cosa, e chi sarà nei campi, non torni indietro a prendere il suo mantello. Guai alle incinte e ai lattanti in quei giorni! Pregate che questo non avvenga d'inverno! Quei giorni saranno di una tribolazione tale, quale non è mai stata dal principio di tutte le creature che dio ha creato, fino ad ora né più ci sarà: e se il signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe; ma egli ha abbreviato quei giorni in grazia degli eletti che ha scelto. Allora se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là", non gli credete! Sorgeranno, infatti, falsi profeti, i quali faranno segni e prodigi per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi dunque state attenti: ecco, vi ho tutto predetto".

"Ma in quei giorni dopo questa tribolazione, il Sole si oscurerà, la Luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le forze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora si vedrà il figlio dell'uomo venire sulle nubi, con grande potenza e gloria. Allora manderà i suoi angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra all'estremità del cielo. Dal fico imparate il paragone. Quando già i suoi rami si fanno teneri e spuntano le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che è vicino, alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto ciò avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi a quel giorno e a quell'ora, nessuno ne sa nulla, neppure gli Angeli in cielo, né il figlio, ma solo il padre. State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il tempo. E come un uomo, partito per un viaggio, che ha lasciato la sua casa e dato il suo potere ai suoi servi, a ciascuno il suo lavoro e al portinaio ha raccomandato di vigilare. Vigilate, dunque, perché non sapete quando il padrone della casa verrà, se la sera tardi, a mezzanotte, al canto del gallo o la mattina; di modo che venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. E quello che dico a voi lo dico a tutti: vigilate!" Marco 13, 14-

Il terrore monoteista spiega molto bene la diversità dei punti di vista e come la diversità dei punti di vista siano in grado di forgiare individui diversi. Davanti all'imponderabile che si presenta nell'esistenza umana i punti di vista diversi hanno forgiato individui diversi, che prendono decisioni diverse e che sono pronti ad agire in maniera diversa davanti all'imponderabile. Da un lato abbiamo Esseri Umani che manifestano Aurora nella loro quotidianità. Uomini e donne che sanno che ogni istante è l'inizio di qualche cosa che essi forgiano con le loro azioni nel mondo in cui vivono. Dall'altro lato ci sono uomini e donne che vivono nel terrore. Vivono nella condizione dell'attesa del ritorno del padrone che li minaccia costantemente costringendoli a vivere nell'angoscia. Vivono nel terrore e, nel farlo, terrorizzano anche chi sta loro attorno perché hanno il terrore che il loro padrone coinvolga anche loro.

Dal concetto di Aurora dobbiamo partire per comprendere il Papiro di Derveni.

La Teogonia di Derveni inizia da ciò che è l'iniziato; da ciò che l'iniziato può rappresentare. L'iniziato può farsi Zeus, ma non può farsi Fanete! L'Iniziato deve manifestare Fanete per farsi Zeus e fondere il proprio cammino e i propri progetti con Zeus.

"Canterò per chi è in grado di comprendere - chiudete le porte profani -"

Così inizia il papiro!

Ora non è più tempo. Non serve chiudere le porte: i profani non hanno orecchie per comprendere, loro vivono nel terrore dell'avvento del loro pazzo profeta e del loro terrifico e assassino dio.

Spalanchiamo le porte affinché le voci degli Iniziati si spandano nel mondo e sia Mercurio e i Lari a farle giungere alle orecchie degli Iniziati.

"le opere divine di Zeus, signore che tutto governa,
tutte le opere che egli portò alla perfezione per consiglio di nera Notte,
e pure la stirpe dei beati più giovani, che sempre sono,
i quali nacquero da Zeus, possente re."
Cosa canta l'Inno? Le opere divine di Zeus.
Quanto Zeus stesso fece per consiglio di Nera Notte!
"nacquero da Zeus, possente re" Zeus è un re potente perché da esso è nata la stirpe dei beati più giovani, che sono sempre. I "beati più giovani" riconoscono di essere nati da Zeus. Attenzione: i beati della stirpe più giovane nascono dalle opere che ha fatto Zeus per consiglio di Nera Notte.
Zeus è l'artefice delle opere che porta alla perfezione.

Il primo insegnamento all'Iniziato è quello di iniziare delle opere e di portarle alla perfezione, a compimento. Zeus nasce nel suo mondo e partendo dalla qualità della sua esistenza e dal mondo che ha manifestato le opere che lo ha portato a venir in essere ha, a sua volta, operato portando le sue azioni alla "perfezione". La "perfezione" in questo caso, viene rappresentata dal fatto che le opere generano qualche cosa. Se non fossero perfette, non genererebbero altra vita. Non costituirebbero condizioni affinché altra vita potesse nascere. La misura della perfezione non è data da un modello, ma dalla trasformazione che si è ottenuto nell'oggettività nella quale si esiste e dal fatto che da questa oggettività germini il nuovo.

Il nuovo, germinando, afferma che chi ha costruito le condizioni affinché egli germinasse, ha agito in modo perfetto. Ogni altra germinazione avrebbe considerato perfetto l'agire di chi ha costruito le condizioni affinché potesse germinare. Pertanto, la perfezione dell'agire non è data dalla qualità di ciò che germina da quelle condizioni, ma dal fatto che quelle condizioni permettono di germinare. Così è per l'Iniziato. La perfezione del suo agire non è data dal risultato del suo agire, ma dalla possibilità che dal suo agire germini il nuovo!

E' perfetto l'Iniziato che nella propria esistenza saprà mettere sfida dopo sfida. E' il consiglio di Nera Notte, l'eterno utero della vita, che spinge gli Esseri a manifestare sé stessi, ad espandere e, nel farlo, a costruire le condizioni affinché il nuovo, comunque si pensi il nuovo, germini.

Marghera 17 novembre 2004 (data desunta dal file)

 

Il commento alla Cosmologia del Papiro di Derveni, è suddivisa in cinque capitoli:

 

1) La divinità Aurora manifestata dall'Iniziato all'Orfismo;

2) L'Iniziato all'Orfismo e la manifestazione del potere;

3) Come agisce l'Iniziato Orfico;

4) Il potere di generare dell'Iniziato Orfico

5) L'Iniziato Orfico è Zeus: Afrodite, Armonia e Persuasione;

 

Gli altri capitoli sul Papiro di Derveni

 

Indice sulle religioni antiche

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Le Antiche religioni

Nella costruzione della Religione Pagana le persone religiose devono prendere i principi delle Antiche religioni. Devono rendere quei principi attuali, veicolarli nella società in cui viviamo, e renderli principi vivi. Se si imita il passato, si riproduce il cristianesimo perché ciò che ci giunge dal passato è interpretato dai cristiani per aumentare la gloria del loro dio padrone.