L'EDUCAZIONE CRISTIANA
E
LA MANIPOLAZIONE MENTALE
Tratto da Toth Tihamer "L'educazione spirituale del giovane" curata dal sacerdote Ugo Camozzo ed. Libreria Emiliana editrice Venezia 1943.
pag. 28:
"Dall'amore materno, che avvolge nei suoi caldi raggi il piccolo fanciullo, sboccia anche l'amore verso Dio. Sotto lo sguardo della madre devono formarsi nel bimbo i primi principi della vita dell'anima. Quando la madre prega devotamente col suo fanciullo, nell'anima di lui si risveglia l'elevato pensiero del Padre che sta nei cieli al di sopra del padre e della madre terreni. Il pensiero del Padre celeste è di grande efficacia per l'educazione. Per guidare la volontà del bimbo per lungo tempo basterà dire semplicemente: "E' Dio che vuole così!" oppure: "Il Buon Dio lo ha proibito!""
COMMENTO:
dunque, dal momento che il bambino dipende dalla madre sia dal punto di vista fisico che psichico che emozionale, la madre, che DEVE dipendere dal dio padrone, deve incidere sulla struttura emozionale e psichica di SUO figlio per renderlo dipendente psicologicamente ed emozionalmente nei confronti del suo stesso dio padrone!
Una madre viene invitata a praticare il sacrificio umano di suo figlio rendendolo psichicamente dipendente dal dio padrone!
Che società si avrà, quale disagio sociale si costruirà là dove le persone sono psicologicamente ed emotivamente dipendenti da un oggetto esterno ad esse? Saranno persone disposte a macellare chiunque ( o ad insultare chiunque) mette in discussione l'oggetto della loro dipendenza! Esseri Umani che sono INCAPACI di trarre da sé le motivazioni delle proprie convinzioni religiose ed esistenziali, ma che diventano dipendenti da una dose di eroina iniettata in vena nella forma del dio padrone attraverso la cui riaffermazione placano la loro ansia dovuta all'incapacità di affrontare il loro futuro.
Pag. 30:
"Nell'età di tre o quattro anni il fanciullo ascolta volentieri i racconti di Gesù Bambino, della Sua Nascita, della Crocifissione, della Vergine Maria, dell'Angelo Custode. Come si rallegra, quando in un quadro o in una statua riconosce il piccolo Gesù! La note di Natale, una funzione religiosa, una visita ad una chiesa sono sensazioni che lasciano profonde tracce nel suo animo."
COMMENTO:
La dipendenza emozionale prende forma. Lo sanno bene i cattolici che stuprano i bambini. A quell'età la struttura emozionale dei bambini è esposta. E' fragile ed è facile per la madre renderla dipendente da un oggetto esterno. Così la madre e il padre anziché fornire al figlio gli strumenti attraverso i quali affrontare al meglio la sua esistenza lo rendono dipendente dal dio padrone e al ragazzo, una volta cresciuto, non rimarrà altro che la figura del dio padrone con la quale identificarsi. Il dio padrone sarà la sua imitazione. Così svilupperà la sindrome di onnipotenza in quanto l'onnipotenza del dio padrone sarà l'unica cosa che ha conosciuto e l'unico modo col quale gli si presenteranno i risultati conquistati dalle persone.
Pag 33-34
"Commetterebbero un errore fatale, i genitori che credessero di aver finito il loro compito educativo al momento in cui i figliuoli entrano nella scuola.
L'educazione domestica conserva ancora la sua grande importanza.
Un grave compito incombe adesso alla madre; ampliare e innalzare il concetto di Dio secondo lo sviluppo intellettuale del suo fanciullo, che essa sola conosce. Col crescere dell'età, è necessario che il fanciullo perfezioni le ingenue forme della sua fede. A ciò la scuola col suo insegnamento collettivo non può provvedere. Solo una madre conosce l'anima e le idee del suo bambino, solo essa può approfondire in lui il concetto del Padre Celeste e farne risaltare ancora di più il sacro volere; solo la mamma può gradatamente allargare la cerchia dei doveri, che attendono il fanciullo che va incontro alla vita. Quante volte, ammirando le bellezze e i miracoli della natura, oppure mentre piega il catechismo o la storia sacra, le si offre l'occasione di portare l'anima del suo bambino in contatto con Dio, di penetrarla col pensiero del Padre Onnipresente e Onnipotente! Tale sentimento della presenza di Dio è la miglior difesa contro il peccato.
Entrando in chiesa è la madre che deve risvegliare nel fanciullo il rispetto per la santità alla Casa di Dio, e abituarlo ad un contegno devoto e al silenzio. Ciò più tardi faciliterà assai il compito del Sacerdote."
COMMENTO:
La costruzione della dipendenza nel bambino da un oggetto esterno è l'attività fondamentale dell'insegnamento cristiano. La madre DEVE, per il cristiano, mettere in atto strategie che impediscano al ragazzo di trarre le certezze dell'esistenza da sé. Deve imporre al bambino l'idea di una onnipotenza e di una onnipresenza che inibisca ogni sua azione di assalto al cielo della conoscenza e della consapevolezza. La Natura: è un oggetto dell'onnipotenza del dio padrone! La Natura non ha consapevolezza, non ha strategie d'esistenza, non vive per contraddizione. La Natura deve essere spiegata dalla madre come il "capolavoro" del dio padrone: "Guarda che bravo il dio padrone; pensa, ha fatto che il ghiaccio galleggia. Pensa, se il ghiaccio andasse a fondo, i poveri pesci morirebbero!" (questa l'ho sentita io!)
La madre e il padre hanno le strategie opportune per rendere dipendente il loro figlio!
La madre e il padre praticano il sacrificio umano del loro figlio al dio padrone. Gli impediscono di mettere in atto le sue capacità di analisi dell'esistente per fermare le sue capacità davanti all'idea del dio padrone onnipotente e onnipresente.
Così la sindrome di onnipotenza si installa nella psiche del ragazzo. Come il dio padrone è onnipotente così il ragazzo si immedesima nell'onnipotenza: Hitler, Stalin ecc. ecc.
Non persone che affrontano la vita, ma padroni e schiavi della vita.
Padroni onnipotenti che devono schiacciare altri uomini che potrebbero, a loro volta, pretendere di diventare padroni di uomini. Un gioco al massacro che ha visto 1600 anni di storia di individui onnipotenti tesi alla riaffermazione della loro uguaglianza col dio padrone.
Pag. 35-36:
"Quando il bambino comincia a frequentare la scuola, si rende necessario per la sua sana educazione uno sviluppo delle sue prime cognizioni religiose già ricevute, sviluppo proporzionato alla sua tenera intelligenza e inquadrato nei nuovi studi.
Quanti motivi ha il Sacerdote di prendere a cuore l'istruzione religiosa dei bambini delle scuole elementari!
Coll'opera sua egli rende alla Chiesa il più prezioso servizio.
Al Sacerdote la gioventù dovrà la sua vita religiosa e forse la salute eterna dell'anima.
La via per giungere al cuore dei genitori, è tante volte resa più facile al sacerdote per mezzo dei figli.
Tra questi piccoli spesso si trovano dei veri apostoli per le anime degli adulti.
COMMENTO:
La strategia per la costruzione della sottomissione e dello stupro emozionale è così articolata. Dopo la distruzione degli elementi che portano il bambino alla dipendenza emozionale nella vita subentrano giustificazioni articolate attraverso le quali giustificare la propria dipendenza. Dopo che la madre ha portato suo figlio a farsi di eroina il sacerdote provvede a fornire al ragazzo le giustificazioni attraverso le quali assumere eroina. Il gioco della dipendenza si completa. E l'autore tende a sottolineare come sia utile al sacerdote curare i ragazzi perché nei ragazzi trova degli ottimi spacciatori di eroina anche nei confronti degli adulti. Non è solo una metafora. Tutto il processo del sistema educazionale cristiano è un VERO E PROPRIO SPACCIO di una sostanza che rende dipendente la struttura emozionale della persona da un oggetto esterno. E' irrilevante che l'oggetto esterno sia una dose di eroina che si inietta in vena o che sia l'idea del dio padrone onnipotente che si inietta nella struttura psichico emozionale della persona al fine di attenuare l'ansia nella propria esistenza.
Le strategie attraverso le quali si forma l'idea religiosa altro non sono che le stesse strategie dello spacciatore di eroina. Perché uguale è l'effetto che si desidera ottenere: dipendenza psichico-emozionale!
Questi meccanismi di dipendenza religiosa erano già stati individuati da Vianello quando scrisse La Religiosità Infantile pubblicato da Giunti nel 1976. Tutto questo dimostra l'assoluta mancanza, nella dottrina cristiana, di elementi razionali ed oggettivi. Una dottrina che si presenta come forma vuota al fine di nascondere la sua realtà fatta di stupro emozionale nei confronti dei ragazzi. Tutta la storia dell'umanità è lo sforzo di superare questo vuoto e cercare le ragioni della vita. Superare l'onnipotenza e l'onnipresenza di quest'immagine imposta educazionalmente il cui potere è quello di piegare a sé tutti gli sforzi di vita e di consapevolezza degli individui.
Non una religione, ma un processo di plagio continuo e sistematico della struttura emozionale. Un vero e proprio lavaggio del cervello fatto dalla madre e dal padre il cui scopo, secondo le regole dell'Essere Natura, sarebbe, invece, quello di fornire ai figli i migliori strumenti attraverso i quali affrontare la loro esistenza.
Un'attività di menomazione della struttura psico-emozionale della persona il cui fine è la costruzione del disagio sociale e dell'emarginazione che permette alla chiesa cattolica di disporre di una massa di individui al fine di manovrare e condizionare le scelte sociali.
Si tratta di attività terroristica. Si tratta di terrorismo. L'unica forma di terrorismo che viene praticata e che gode di impunità praticamente assoluta. E' la forma di terrorismo dalla quale emerge ogni altra forma di terrorismo che dal punto di vista psicologico potremmo definire come delle attività al fine di difendersi dall'ansia! Ansia di perdere la propria struttura religiosa; ansia di perdere la propria identità etnica; l'ansia di perdere.....
Quando non si è in grado di cogliere le ragioni della propria esistenza da sé stessi, dai propri progetti di vita, allora le persone possono solo difendersi dall'ansia di perdere l'oggetto dal quale sono dipendenti: esattamente come una dose di eroina!
Pag. 37:
Ben poche sono le madri da paragonarsi alla madre dei Maccabei, che preferì veder morire i suoi sette figliuoli, uno dopo l'altro, di terribile morte, piuttosto che peccassero contro di Dio.
L'occuparsi dei fanciulli è la migliore attività spirituale.
Il prete, che si occupa dei fanciulli, rimane sempre giovane nello spirito, anche se il passar degli anni minaccia di inaridire la sua attività.
COMMENTO:
Stuprare i propri figli fino a quello che i cristiani considerano il massimo omaggio al loro dio padrone: farli morire di morte per volontà di sottomissione!
Ottenere questo, per i cristiani, è il capolavoro. Il capolavoro della distruzione dell'umana esistenza.
I cristiani si accontentano anche di molto meno, ma l'esempio dell'agnello che viene sacrificato per volontà di sacrificio dell'agnello stesso è un modello molto usato dai cristiani. Tant'è che sono pronti ad inventarsi qualcuno che si è sacrificato come agnello per volontà di sacrificarsi in quanto agnello. Non si tratta solo dell'invenzione truffaldina del loro profeta, ma di una miriade di santi che si sarebbero sacrificati a maggior gloria del loro dio. Truffe spacciate per vere e vendute come dosi di eroina a persone che non si potevano difendere: a cui erano stati negati gli strumenti attraverso i quali affrontare la loro esistenza. L'esempio dell'autosacrificante è il modello che viene spacciato al fine di ottenere sottomissione giustificare i sacrifici umani che i cristiani commettono imponendo la miseria e la loro sottomissione.
Occuparsi degli agnelli da sacrificare è la migliore occupazione per il sacerdote.
In effetti abbiamo assistito nella storia quanto i sacerdoti (e come) si occupavano dei loro agnelli sacrificali: La sua sacrestia era piena di ragazzi ed egli se ne occupava sempre! dice una perpetua di un prete arrestato perché stuprava ragazzi.
Ed infine la moneta di scambio. Se tu ti occupi dei ragazzi, dice il testo L'educatore spirituale del giovane la tua religione non viene messa in discussione. Non devi giustificare l'esistenza del dio padrone. Non devi spiegare la sua onnipotenza con le incongruenze della vita. Non devi rendere ragioni sul fatto che il dio cui ti riferisci è un assassino e tu lo spacci per buono: i giovani non controllano la qualità dell'eroina che si iniettano nelle vene.
Questa è la struttura educazionale cristiana.
Questo è la religione cristiana.
Questo è l'origine del male!
LA MANIPOLAZIONE MENTALE
Scrive Harold F. Searles nel 1960 nel suo L'ambiente non umano nello sviluppo normale e nella schizzofrenia e pubblicato in Italia da Einaudi nel 2004 a pag. 52:
Per quanto riguarda i corpi celesti (sole, luna, stelle) e il loro movimento, Piaget [II9d]
scopre, analogamente, che il bambino di sei anni li considera viventi e coscienti, e pensa che lo seguano quando cammina perché lo vogliono.
Durante i primi stadi, ogni movimento sarebbe visto come il manifestarsi di un'attività vivente[II9e] - insomma come una manifestazioned i vita. Così, ricordandosi del ragazzo descritto da Elkisch e Mahler [34], il quale si sentiva una macchina e reagiva nei confronti delle macchine attorno a lui come fossero seducentemente e minacciosamente vive, Piaget afferma che il bambino piccolo normale: se percepisce il mondo esterno attraverso schemi di origine interno, all'inverso concepisce i fenomeni interni (il pensiero, la parola, il sogno, la memoria, ecc.) solo attraverso schemi dovuti all'esperienza esterna. In altre parole il bambino anima il mondo esterno e materializza l'universo interno. [II9f]
Appare evidente come l'intero percorso di educazione cristiana descritto da Tihamer altro non sia che un processo di MANIPOLAZIONE MENTALE il cui fine è imporre al bambino schemi esterni sui quali appiattire le proprie emozioni e la propria psiche.
Come effetti della manipolazione mentale dei ragazzi Renzo Vianello nel suo La religiosità infantile ed Giunti Barbera 1976 afferma, come risultato delle indagini da lui condotte sul campo: I colloqui con i bambini di tre anni rivela che questi bambini attribuiscono facilmente onniscienza e onnipotenza ai genitori.
Vianello, d'altronde, nella sua ricerca sul campo altro non fa che scoprire l'attività di manipolazione mentale che il bambino ha subito. Infatti Tihamer affermava, come abbiamo già riportato: Il pensiero del Padre celeste è di grande efficacia per l'educazione. Per guidare la volontà del bimbo per lungo tempo basterà dire semplicemente: "E' Dio che vuole così!" oppure: "Il Buon Dio lo ha proibito!" e ancora: "Nell'età di tre o quattro anni il fanciullo ascolta volentieri i racconti di Gesù Bambino, della Sua Nascita, della Crocifissione, della Vergine Maria, dell'Angelo Custode. Vianello, con le sue ricerche, altro non fa che rilevare la manipolazione mentale che il bambino ha subito: i prodromi dello sviluppo della sua malattia mentale e gli elementi che produrranno la sua depressione.
La manipolazione mentale esiste e scende in profondità nell'individuo nella sua prima infanzia manipolandone bisogni e tensioni che ne caratterizzeranno l'intera esistenza portandolo al disagio sociale, alla visione distorta della realtà, all'insicurezza come individuo e alla malattia mentale. Tutto questo come incapacità di affrontare la propria esistenza in quanto sono state manipolate e manomesse le sue idee apriori sulla forma e la realtà del mondo. A questa attività di manipolazione mentale contribuisce in maniera rilevante (anche se in un futuro prossimo e solo qualora la decisione diventasse effettiva) l'attività del ministro Brichetto detto Ministro Moratti alla Pubblica Istruzione dell'attuale governo che vuole imporre ai bambini l'idea che l'Essere umano è creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone a dispetto e in spregio della realtà che da Darwin fino alle teorie genetiche è stata fino ad oggi dimostrata.
In pratica la nostra società avrà dei bambini disadattati che a fronte di un insieme sociale che fa della trasformazione e del divenire la pratica dell'esistenza essi, anziché partecipare a tali trasformazioni e a tale divenire col proprio personale contributo, saranno dei disadattati perché in tale realtà non è presente l'idea creazionista.
Dice ancora Vianello a proposito della rimozione delle idee educazionalmente precostituite: Una seconda ipotesi, implicitamente già espressa nell'esposizione dell'ipotesi precedente, si basa sul presupposto che ogni apprendimento di nozioni nuove e complesse è frutto di un processo lento e graduale. Ciò implica che le credenze infantili si modificano lentamente con l'età, che le vecchie credenze di solito non spariscono mai bruscamente, che nel passaggio da una vecchia ad una nuova credenza compaiono delle credenze di compromesso, ecc. In relazione alle nostre ricerche, tale ipotesi ci impone di impostare il nostro studio secondo una prospettiva genetica per descrivere, relativamente ad ogni nozione religiosa considerata, le varie fasi di assimilazione. Ma tale ipotesi ci suggrisce che dobbiamo sospettare fortemente di fronte all'assimilazione brusca ed improvvisa di una nozione religiosa e ritenerla frutto di un apprendimento nozionistico.
In pratica, come afferma Vianello, una volta che il Ministro Brichetto, alias ministro Moratti, impone l'idea creazionista a bambini indifesi manipolandoli mentalmente, questi dovranno fare uno sforzo spaventoso per rimuovere quell'idea imposta. Diventa ridicola la dichiarazione di questo personaggio quando afferma che la teoria dell'evoluzione sarà insegnata nelle scuole superiori: una vera e propria offesa alle Istituzioni di questo paese!
Se psichiatri e psicologi hanno individuato nella prima infanzia il momento in cui può avvenire la manipolazione mentale dei bambini capace di condizionare l'intera esistenza degli Esseri Umani è altrettanto vero che TUTTE le patologie psichiatriche sono conseguenza a questa manipolazione mentale.
Ci chiediamo: come agiscono le idee imposte con la manipolazione mentale sui ragazzi?
Una risposta che ci permette di farcene un'idea la troviamo in L'ambiente non umano nello sviluppo normale e nella schizofrenia di Harold F. Searles a pag. 59 dell'edizione Einaudi:
Come esempio del tipo di informazioni ricevuta dalle madri sul punto in esame, Stevenson cita le osservazioni di una madre riguardo a ciò che il suo figlioletto chiamava il mio cuscino: Quando ne farà a meno? Non lo so, ma so di sicuro che non insisterò. Credo che quando non ne avrà più bisogno sarà lui ad abbandonarlo di sua iniziativa. E' troppo profondamente attaccato al suo cuscino, che gli è stato d'aiuto in tanti momenti difficili, perché vi rinunci facilmente.
Le idee espresse dalla manipolazione mentale infantile attraverso l'imposizione del cristianesimo funzionano nella psiche delle persone allo stesso modo. Diventano dei rifugi dall'insicurezza e dall'ansia che l'abbandono di tali idee costruisce nell'individuo.
Dunque, si ha la realtà di un cattolicesimo che manipola mentalmente le persone agendo sulla loro struttura emotiva quando le persone non son in grado di difendersi. Quando sono bambini. La manipolazione viene eseguita dal cattolicesimo sia direttamente, attraverso l'imposizione della propria attività di manipolatore mentale, sia indirettamente tramite i genitori che, manipolati mentalmente a loro volta, hanno fatto di quelle idee militarmente imposte, veri e propri cuscini attraverso i quali proteggersi dall'ansia.
Ha perfettamente ragione il PM Carlo Nordio nel proporre il nuovo articolo 613 nel nuovo codice penale: si tratta di difendere i bambini dalla manipolazione mentale imposta dai cattolici attraverso il controllo militare della loro esistenza.
Prelevo dal sito del Cesnur:
http://www.cesnur.org/2004/testo_manip.htm
Articolo 1
1. Dopo larticolo 613 del codice penale è
inserito il seguente:
"Art. 613-bis - (Manipolazione
mentale). . Salvo che il fatto costituisca più grave
reato, chiunque mediante tecniche di condizionamento della
personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o
psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale
da escludere o da limitare grandemente la libertà di
autodeterminazione è punito con la reclusione da due a sei
anni.
Se il fatto è commesso nell'ambito di un gruppo
che promuove o pratica attività finalizzate a creare o
sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi
partecipano, ovvero se il colpevole ha agito al fine di commettere un
reato, le pene di cui al primo comma sono aumentate da un terzo alla
metà."
Appare evidente come tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione. possa essere messa in atto, in Italia, solo dai cattolici e nelle loro strutture. Costringere bambini in ginocchio a pregare è appunto un condizionarne la personalità con pratiche di suggestione continuativa in grado di limitarne grandemente la libertà di autodeterminazione. Questo lo sa molto bene il PM Carlo Nordio che con l'articolo 613 intende perseguire l'attività terroristica dei cattolici nei confronti dei bambini recependo le indicazioni del disegno di legge approvato dalla Commissione di Giustizia del Senato.
Rileva, giustamente, il PM Carlo Nordio come indicato dalla Commissione Giustizia del Senato che è proprio la chiesa cattolica, e le religioni monoteiste in generale (per l'Islam vedi l'uso dei kamikaze speranzosi nel paradiso di Maometto) che il fatto di manipolazione mentale è compiuto nell'ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano e pertanto è giusto aumentare le pene da un terzo alla metà.
D'altronde, in Italia non esiste nessun gruppo religioso che pratichi la manipolazione mentale al di fuori della chiesa cattolica. Le uniche cose che noi possiamo rilevare dalla cronaca giornalistica degli ultimi anni è che alla manipolazione mentale operata dalla chiesa cattolica nei confronti di bambini subentrano, una volta che queste persone diventano adolescenti o adulte, delle reazioni, pur non rimuovendo la loro manipolazione mentale subita, finalizzate a ricercare ambiti socio-religiosi tali da fermare l'ansia che la manipolazione mentale cattolica ha prodotto in loro. Possono esistere degli ambiti in cui si spacci droga o si soddisfi il bisogno religioso in stati di soggezione? Esattamente come esistono tante manifestazioni sessuali dovute ad adattamenti emozionali degli individui (dal sadismo, al masochismo, ai vari giochi erotici ecc.). Possono esistere individui che ne approfittano? Indubbiamente, ma comunque, costoro, non possono essere accusati di manipolazione mentale, semmai di truffa, in quanto la manipolazione mentale è avvenuta a monte.
Io non voglio credere che la Commissione di Giustizia del Senato col suo disegno di legge che viene recepito nel nuovo Codice Penale dal PM Carlo Nordio, intenda difendere l'INGIUSTO PROFITTO che la chiesa cattolica ottiene manipolando mentalmente i bambini difendendolo da eventuali concorrenti sociali o religiosi. D'altronde, sono convinto che né la Commissione Giustizia del Senato, né il PM Carlo Nordio siano tanto manipolati mentalmente da pensare l'Essere Umano creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino e ignorare i processi di trasformazione che non solo la psicologia e la psichiatria hanno evidenziato, ma che la ricerca neuronale ha dimostrato.
Inoltre il PM Carlo Nordio conosce, sicuramente, quel becero trattato scritto da tale Michele C. Del Re dal titolo Nuovi idoli, nuovi dei in cui i cristiani esaltavano il sequestro di persona nei confronti di chi aveva abbandonato la loro religione e la tortura che si esplicava attraverso: Privazione di nutrimento; Privazione del sonno; Vergogna per la nudità; Correzione fisica[botte!]; Traumatismo verbale;. Non credo che la Commissione Giustizia del Senato intenda proteggere tali pratiche.
Ben venga questa legge che censuri la manipolazione mentale messa in essere dai cattolici nei confronti dei bambini; è ora di dire basta a tutto il disagio sociale che l'imposizione del terrore cattolico a bambini indifesi provoca. Rimuovendo l'attività di manipolazione mentale sui bambini si potrà rimuovere anche l'atrocità della pederastia e pedofilia cattolica che tanti danni ha provocato nei sistemi sociali umani con migliaia di processi in tutto il mondo
Ancora una volta possiamo constatare: chi difende il diritto alla manipolazione mentale dei bambini?
Alleanza Cattolica e coloro che, spacciandosi per studiosi, in realtà difendono il diritto dei cattolici alle pratiche di manipolazione mentale nei confronti dei bambini.
Ancora una volta troviamo il CESNUR in difesa della pratica del terrorismo religioso nei confronti di chi non si può difendere. Al CESNUR piace che Wojtyla stupri la struttura emozionale dei bambini costringendoli in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra.
Ed eccolo il CESNUR attivarsi per difendere la pratica cattolica di distruzione della struttura mentale dei bambini: unica possibilità che ha la chiesa cattolica di imporre la credenza nel suo dio cretino alle persone.
Si chiama terrorismo quando si spara nella struttura psichica di bambini indifesi al fine di farli aderire a credenze imposte. Lo so che nella società attuale sembra normale sparare nella psiche di ragazzi, ma chi lo fa si assume la responsabilità del danno all'intero tessuto sociale.
In questo il CESNUR è in prima fila.
Riprendo dal sito del CESNUR la lettera con cui quest'organismo intende difendere l'attività della chiesa cattolica a manipolare mentalmente la struttura dei ragazzi al fine di garantire alla chiesa cattolica quell'ingiusto profitto derivato dalla sottomissione degli individui a discapito del Sistema Sociale in cui viviamo.
http://www.cesnur.org/2004/manip_lettera.htm
Egregio Presidente Ciampi,
Egregio Presidente
Berlusconi,
Egregio Vice-Presidente Fini,
LItalia è
stata per anni riconosciuta come uno dei paesi del mondo più
favorevoli alla libertà religiosa. Sembra che ora la
situazione stia cambiando.
Il 4 marzo scorso la Commissione
Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che introduce
nel Codice penale un nuovo articolo 613-bis, che crea il reato di
manipolazione mentale e prevede che chiunque
mediante tecniche di condizionamento della personalità o di
suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno
in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da
limitare grandemente la libertà di autodeterminazione è
punito con la reclusione da due a sei anni, con pene ancora
aumentate se il fatto è commesso nell'ambito di un
gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o
sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi
partecipano. Sappiamo bene che la Corte Costituzionale italiana
nel 1981 ha dichiarato incostituzionale una norma analoga relativa al
plagio. Consideriamo quella sentenza della Corte
Costituzionale sia di rilievo internazionale, sia estremamente
saggia.
Siamo studiosi che si sono occupati di minoranze
religiose, di nuovi movimenti religiosi e delle cosiddette sette
per molti anni, anche se da prospettive fra loro diverse. Ci rendiamo
conto che in Italia cè una preoccupazione del tutto
legittima nei confronti delle attività illegali di un piccolo
numero di movimenti religiosi, e delle frodi perpetrate da operatori
dellocculto di vario genere. Secondo la nostra
esperienza, tuttavia, questi abusi sono colpiti in modo molto più
efficace attraverso la puntuale applicazione delle leggi ordinarie
che puniscono i reati comuni.
Al contrario, leggi speciali
contro le sette mettono in pericolo la libertà
religiosa di tutti i cittadini. Dal momento che non cè
neppure una definizione condivisa di setta, queste leggi
possono colpire anche movimenti che operano allinterno delle
Chiese maggioritarie. Sulla base della nostra esperienza, riteniamo
che il lavaggio del cervello o la manipolazione mentale la cui
pratica è attribuita a certi movimenti religiosi non
costituiscano categorie accettate o accettabili dalla comunità
scientifica. Né crediamo che sia veramente possibile
distinguere chiaramente fra un processo di conversione lecito e
tecniche di suggestione illegali. Troppe volte abbiamo
constatato come categorie spurie quali quelle di manipolazione
mentale, plagio o lavaggio del cervello siano state usate per
discriminare certi tipi di idee, proclamando che si tratta di idee
talmente strane che solo una persona manipolata
può essere indotta a professarle. La discriminazione contro le
idee, non importa quanto bizzarre e impopolari, è una
tentazione cui le nostre democrazie dovrebbero essere capaci di
resistere.
Con il dovuto rispetto, vi chiediamo di fare il
possibile, nellambito delle rispettive competenze
istituzionali, per prevenire lapprovazione di una legge che
danneggerebbe seriamente limmagine internazionale dellItalia
e la farebbe includere nella lista di quei paesi dove la libertà
religiosa non è pienamente protetta.
Con
osservanza,
Massimo Introvigne
Direttore, CESNUR,
Torino
PierLuigi Zoccatelli
Vice-Direttore, CESNUR,
Torino
Andrea Menegotto
Coordinatore regionale del CESNUR,
Milano
Giorgio Bouchard
Già Presidente della
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Enzo
Pace
Università di Padova
Domenico
Maselli
Università di Firenze
Luigi
Berzano
Università di Torino
Maria Immacolata
Macioti
Università di Roma La Sapienza
Clemente
Lanzetti
Università Cattolica del Sacro Cuore di
Milano
Fanny Cappello
Università di
Bologna
Veronica Roldán
Università Roma
Tre
J. Gordon Melton
Institute for the Study of American
Religion, Santa Barbara (California)
Eileen Barker
London
School of Economics
David G. Bromley
Virginia Commonwealth
University
James T. Richardson
University of Nevada,
Reno
Rodney Stark
University of Washington
Jim
Beckford
University of Warwick
Karel Dobbelaere
Katholieke
Universiteit Leuven
Roland Campiche
Université de
Lausanne
Thomas Robbins
Rochester, Minnesota
Jeremy
Gunn
Emory University, Atlanta
Pauline Côté
Université
Laval, Québec
Liliane Voyé
Université
Catholique de Louvain
George D. Chryssides
University of
Wolverhampton
Timothy Miller
University of Kansas
Phillip
Charles Lucas
Stetson University
Jane Williams-Hogan
Bryn
Athyn College
Susan Palmer
Dawson College, Montréal
Milda
Alisauskiene
New Religions Research and Information Centre,
Vilnius
Rebecca Moore
San Diego State University
H.
Newton Malony
Fuller Theological Seminary
Lorne
Dawson
University of Waterloo, Waterloo (Ontario)
Michelene
Pesantubbee
University of Iowa
Dallas A.
Blanchard
University of West Florida, Pensacola
Stuart A.
Wright
Lamar University
Scott Lowe
University of
Wisconsin, Eau-Claire
Constance A. Jones
California
Institute of Integral Studies, San Francisco
Richard
Singelenberg
Utrecht, Olanda
Douglas E. Cowan
University
of Missouri, Kansas City
Solveiga Krumina-Konkova
University
of Latvia
Come si può notare il CESNUR finge di non sapere qual è il nocciolo della questione. Afferma che ci sono preoccupazioni sull'attività di alcune sette, cosa che non è se non nelle fantasie di alcuni giornalisti e, quando qualche pericolo si è presentato, le forze di polizia sono sempre intervenute piuttosto rapidamente. Ben più rapidamente quando inquisiti sono criminali cattolici.
Il CESNUR cerca di far credere che la preoccupazione della Commissione di Giustizia del Senato sia: Ci rendiamo conto che in Italia cè una preoccupazione del tutto legittima nei confronti delle attività illegali di un piccolo numero di movimenti religiosi, e delle frodi perpetrate da operatori dellocculto di vario genere. Come se in Italia non si contassero sulla punta delle dita le persone non cattoliche o non monoteiste che hanno tentato di usare a proprio vantaggio la manipolazione mentale operata dalla chiesa cattolica.
La domanda legittima è un'altra: CHE COSA SUCCEDE NEI SEMINARI CATTOLICI?
Cosa succede nel Seminario Lefevriano di Torino?
Attraverso quale violenza di manipolazione mentale sono sottoposti i ragazzi?
Eppure, quelle sono le condizioni in cui si può praticare quello schema tanto amato da Michele Del Re Privazione di nutrimento; Privazione del sonno; Vergogna per la nudità; Correzione fisica[botte!]; Traumatismo verbale; Nei seminari i ragazzi sono sequestrati e ristretti: quante violenze anche di natura sessuale la cronaca di ha trasmesso ad opera dei preti cattolici.
Ancora una volta il CESNUR cerca di difendere l'attività di stupro di minori ad opera dei cattolici fingendo, nel modo più squallido e infame, di difendere i gruppi religiosi, in realtà sta portando avanti una feroce lotta contro le istituzioni al fine di salvaguardare l'attività terroristica di Wojtyla di costringere bambini in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra.
Non lo dico solo io, ma è il CESNUR stesso ad affermarlo quando dice: Dal momento che non cè neppure una definizione condivisa di setta, queste leggi possono colpire anche movimenti che operano allinterno delle Chiese maggioritarie. Per il CESNUR, per Introvigne e Zoccatelli è importante difendere il diritto delle chiese maggioritarie a praticare la manipolazione mentale nei confronti dei ragazzi.
Infine, un'ultima annotazione. Perché si dovrebbe tollerare una struttura religiosa che pratica la manipolazione mentale sottraendo individui alle leggi civili o peggio ai dettami Costituzionali? Perché dovremmo accettare che delle persone vengano indotte a rinunciare di essere dei soggetti di diritto per accettare di diventare oggetti posseduti? Forse che se questo lo fa una religione è meno grave che non se lo fa un partito politico?
Si può obiettare che la legge può essere interpretata ed usata per ogni bisogna. Ma la legge deve essere interpretata all'interno della nostra Costituzione e delle altre leggi civili. Pertanto le obiezioni del CESNUR e dei firmatari di questa lettera sono obiezioni INFAMI il cui unico scopo è garantire alla chiesa cattolica il diritto di stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra: appunto, manipolarli mentalmente al fine di impedire loro di diventare cittadini responsabili di sé stessi!
Finito di elaborare il 24 aprile 2004
NOTA: dopo aver scritto questo qualcuno mi ha chiesto: Perché per il disegno di legge contro i gruppi Magici, Esoterici e il Satanismo ti sei opposto, mentre sei a favore dell'articolo 613bis sulla condanna per chi pratica Manipolazione Mentale?
Per il semplice fatto che mentre per la proposta di legge N. 3770 minava la Costituzione della Repubblica condannando delle religioni in modo aprioristico al fine di salvaguardare il dominio religioso cattolico, la legge sulla Manipolazione Mentale censura dei comportamenti che socialmente vanno censurati come delitti contro la persona. Come si può accettare che delle persone vengano, dopo essere state, in maniera più o meno legale (apparentemente) segregate Privazione di nutrimento; Privazione del sonno; Vergogna per la nudità; Correzione fisica[botte!]; Traumatismo verbale; al fine di modificare le loro idee? Il fatto che delle condizioni sociali portino le persone a formulare delle idee sulla vita e il mondo è un fatto, ma che le persone vengano costrette a formulare quelle idee e solo quelle idee sulla vita e sul mondo mediante costrizione da parte di altre persone è da censurare come un delitto.
Che poi quel delitto non venga commesso da chi gli estensori del disegno di legge 613bis immaginano, ma da altri, di cui magari essi stessi sono contigui e reiterano continuamente il reato nei confronti delle persone pensando che farlo sia una cosa normale è una questione che a noi non riguarda.
Il Cesnur, gruppo integralista cattolico, consapevole che la chiesa cattolica usa sistematicamente queste pratiche si preoccupa di garantire, per quanto nelle sue possibilità, l'impunità alla chiesa cattolica.
L'aspetto positivo in questo articolo è che la prima volta vengono stabilite delle regole che permettono all'investigatore (Polizia di Stato o Pubblico Ministero) di osservare i comportamenti di una struttura religiosa. Porta a variare il punto di vista dell'indagine. L'indagine parte dai comportamenti che un individuo ha subito e che hanno provocato la sua Manipolazione Mentale. Un'indagine su un fatto di disagio sociale può prendere in considerazione cosa un soggetto, che ha provocato la situazione di disagio sociale (droga, omicidi familiari ecc.), ha subito per raggiungere quel momento di rottura psichica dentro di sé tale da provocare il disagio stesso.
La proposta di legge 613bis riafferma la centralità dell'individuo come soggetto di diritto. Sta alla società civile, alle persone, pretendere che quest'articolo sia applicato, come è compito di ogni singolo magistrato interpretarlo in maniera che ritiene corretta, come è compito della Corte di Cassazione stabilire i parametri all'interno dei quali quell'articolo va applicato.
Fine nota 27 aprile 2004
Riporto integralmente, dal sito del Senato della Repubblica sia l'intervento del presentatore dell'articolo 613bis che l'articolo come si vuole inserirlo nel Nuovo Codice Penale. Dalla lettura del testo di presentazione si deduce che il presentatore abbia molte idee preconcette sulla realtà socio-religiosa del paese di cui è rappresentante, ma nella presentazione dell'articolo tenta di individuare le condizioni precise all'interno delle quali si applica l'articolo stesso. Dalla mia esperienza appare chiaro che tale articolo di legge si applica a TUTTI i seminari cattolici e a TUTTE le istituzioni cattoliche (in special modo a convitti, frati e suore, missioni e scuole Salesiane) che separano le persone dal Sistema Sociale e sulle quali è mancato, fino ad oggi, il controllo da parte dello Stato e delle sue Istituzioni. Questa mancanza di controllo ha permesso ogni sorta di violenza e di ricatto in particolare modo sui minori loro assegnati. Numerosi fatti di cronaca di cui posso presentare l'elenco ne sono a testimonianza.
http://www.senato.it/bgt/ShowDoc.asp?leg=14&id=00034113&tipodoc=Ddlpres&modo=PRODUZIONE
SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA
N. 1777
DISEGNO
DI LEGGE
diniziativa della senatrice ALBERTI CASELLATI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 16 OTTOBRE 2002
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Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale
Onorevoli Senatori. Il 9 aprile 1981, con la sentenza n. 96, la Corte costituzionale espungeva dallordinamento giuridico, per contrasto con larticolo 25 della Costituzione, larticolo 603 del codice penale che, sotto la rubrica «Plagio», puniva il fatto di chiunque «sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione». La norma infatti, a giudizio della Corte, violava, nella sua vaga e nebulosa formulazione, il principio di tassatività vigente in materia penale e lasciava, per questa via, ampio spazio allarbitrio del giudice.
In
questo modo si concludeva lesistenza di una fattispecie
introdotta solo nel 1930 ad opera del codice Rocco ed ignorata dalle
precedenti codificazioni, italiane ed europee: se, infatti, il
termine plagium compare nel linguaggio giuridico sin dal III
secolo avanti Cristo, esso viene tuttavia impiegato in un significato
del tutto diverso da quello poi accolto dal nostro legislatore,
indicando lazione di impossessarsi, trattenere o fare oggetto
di commercio un uomo libero o uno schiavo altrui. E proprio questa
particolare accezione del termine, costantemente rispettata nella
storia, aveva indotto molti compilatori del codice a suggerire di
mantenere lantica denominazione di «plagio» alla
riduzione in schiavitù o in condizione analoga (articolo 600
del codice penale), senza introdurre una nuova fattispecie criminale
che, usando un termine consacrato da oltre duemila anni nel
linguaggio e nellesperienza legislativa per indicare istituti
sino ad allora sconosciuti, avrebbe determinato solo grande
confusione.
Alla fine, come abbiamo visto,
le resistenze furono vinte e la nuova fattispecie delittuosa venne
introdotta: su questa scelta sicuramente influì grandemente
lavvento delle teorie psichiche, che proprio in quellepoca
cominciavano a diffondersi, seppure ancora con grande cautela e
diffidenza. Furono infatti tali teorie a far nascere nel legislatore
linteresse per il profilo psicologico del plagio, sebbene sia
chiaro che nel 1930 il pericolo di una suggestione ipnotica poteva
essere soltanto paventato: in questo senso, laver previsto nel
corpus del codice la norma contenuta nellarticolo 603
testimonia un notevole sforzo nel cogliere ed anticipare i fenomeni
evolutivi sociali da parte del legislatore di allora.
Se,
dunque, nel 1930 i tempi non erano ancora sufficientemente maturi per
apprestare idonea tutela al bene della libertà morale, e la
norma sul plagio cadde sotto la scure della Corte costituzionale,
oggi la coscienza sociale si è evoluta al punto che
unanimemente si denuncia la necessità di intervenire a colmare
il vuoto che quellabrogazione ha prodotto nel nostro
ordinamento, determinando un disequilibrio nel sistema dei delitti
chiamati a presidiare il campo della libertà individuale: e
ciò perchè manca la previsione di altri fatti di reato
destinati a coprire la medesima area di tutela. Nè il problema
sembra superabile attraverso il consueto criterio di espansione delle
fattispecie limitrofe più generali (come nel caso
delleliminazione del delitto di ratto a fine di matrimonio
rispetto al più generale delitto di sequestro di persona). Ad
ostacolare questa soluzione vi è infatti la profonda
eterogeneità degli oggetti giuridici tutelati: la libertà
morale nel caso del plagio, la libertà personale nel sequestro
di persona o nella schiavitù. Differenza che non consente
sovrapposizioni, stante lirriducibilità dei termini
coinvolti.
Orbene, lasciare la protezione di
momenti essenziali per la vita di tutti alla sola copertura offerta
dal delitto di riduzione in schiavitù, o da quelli di
sequestro di persona o di violenza privata, significa diminuire in
maniera sensibile le garanzie di libertà del singolo.
Oggi si avverte il bisogno di una norma di principio, capace di
fungere da presidio di un bene importante e fragile quale risulta
essere la libertà psichica, il cosiddetto «libero
arbitrio»: bisogna, pertanto, accertare la possibilità
di creare una nuova fattispecie penale, verificando preliminarmente
se il bene o valore, del quale si pone lesigenza di tutela,
possieda il requisito del rilievo costituzionale, che, solo,
giustifica lintervento della sanzione penale.
In verità non cè dubbio che linteresse alla
salvaguardia del patrimonio psichico delluomo, oltre a trovare
implicito riconoscimento negli articoli 2 e 3 della Costituzione,
costituisce il necessario presupposto affinchè possano essere
effettivamente fruiti tutti quei diritti di libertà e
consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la
Costituzione rispettivamente garantisce ed impone. Si tratta, dunque,
di un bene di sicuro rilievo costituzionale.
Il
problema di più ardua soluzione, a questo punto, è
quello di stabilire quali condotte condizionanti la persona psichica
possano in via ipotetica ritenersi meritevoli di considerazione ai
fini della costruzione di una norma incriminatrice ossequiosa del
principio di tassatività.
Premesso
che la formazione e sviluppo della personalità individuale è
la risultante anche dei reciproci condizionamenti interpersonali, e
che la propaganda delle proprie idee finalizzata allaltrui
persuasione è diritto costituzionalmente garantito e non può,
quindi, essere di per sè criminalizzata, la condotta
delittuosa dovrà assumere i caratteri della vessatorietà
o fraudolenza, oltre che quello della continuità, essendo
dolosamente indirizzata a determinare nel soggetto passivo uno stato
di soggezione tale da deteriorarne la capacità di giudizio e
da ottenere, conseguentemente, una situazione di eterodirezione della
volontà.
È inoltre utile far
ricorso ad un terzo elemento, che si inserisce tra atto di
condizionamento e lesione dellaltrui integrità psichica,
e che è costituito dal fine su cui deve fondarsi lagire
criminoso. Richiedendo, infatti, per il perfezionarsi del delitto di
manipolazione mentale, che la lesione alla libertà del volere
sia teleologicamente improntata al compimento, da parte della
vittima, di un atto o di unastensione gravemente
pregiudizievoli, si ottiene il risultato di emancipare la lesione
dellaltrui integrità psichica dalle strette coordinate
dellingiusta locupletazione, allontanando, nel contempo, lo
spettro dellindeterminatezza empirica della norma.
È
parso, da ultimo, opportuno predisporre un secondo comma che prevede
un aggravamento di pena nellipotesi in cui i fatti che danno
luogo al delitto di manipolazione mentale siano commessi nellambito
di un gruppo che promuove attività che abbiano per scopo o per
effetto di creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica
delle persone che vi partecipano. Questa aggravante è stata
suggerita dalle notizie di cronaca, che quotidianamente denunciano i
casi di «lavaggio del cervello» subiti da coloro che
cadono preda di sette pseudo-religiose che, sfruttando le pulsioni
fideistiche dei nuovi adepti, li isolano completamente dalle persone
e dalle istituzioni esterne.
In questo
caso laumento di pena appare giustificato sia in considerazione
della maggiore capacità di suggestione che un gruppo
organizzato è in grado di esercitare sul singolo, sia in
considerazione del fatto che maggiormente censurabile, e dunque
meritevole di una sanzione più severa, appare lo sfruttamento
che qui viene operato delle istanze religiose della vittima.
È
infine appena il caso di sottolineare che del tutto privo di
efficacia esimente sarebbe leventuale consenso delloffeso,
dovendosi considerare il bene tutelato indisponibile ed essendo,
oltretutto, il consenso normalmente viziato da violenza, minaccia,
inganno, ecc.
1. Dopo larticolo 613 del codice penale è inserito il seguente:
«Art. 613-bis - (Manipolazione mentale). Chiunque, con violenza, minacce, mezzi chimici, interventi chirurgici o pratiche psicagogiche di condizionamento della personalità, pone taluno in uno stato di soggezione tale da escludere la capacità di giudizio e la capacità di sottrarsi alle imposizioni altrui, al fine di fargli compiere un atto o determinare unomissione gravemente pregiudizievoli, è punito con la reclusione da quattro a otto anni.
Se il fatto è commesso nellambito di un gruppo che promuove attività che abbiano per scopo o per effetto di creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano, le pene di cui al primo comma sono aumentate di un terzo».
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Riporto un fatto di cronaca quale esempio della Manipolazione Mentale che il Senato della Repubblica vuole evitare nei limiti del possibile:
Facendo rassegna stampa ho trovato questo trafiletto nel giornale Il Gazzettino del 05.04.2004.
E' breve e lo digito anche se può essere rintracciato nell'archivio del sito de Il Gazzettino all'interno delle notizie Brevi dal Mondo.
Fatevi un'idea:
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USA
ASSOLTA LA MADRE CHE LAPIDO' A MORTE DUE FIGLI
Una madre che lapidò a morte due figli e ne ridusse un terzo in fin di vita è stata assolta, perché incapace di intendere e di volere, da una giuria di Tyler del Texas. La donna chiamò essa stessa la polizia dicendo che aveva eseguito gli ordini di Dio.
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Questa la notizia.
La mia domanda è questa: quale manipolazione mentale questa donna ha subito per essere indotta a farneticare in questo modo?
Ben venga il disegno di legge sulla manipolazione mentale se può fermare queste cose.
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QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE E DELLA VIOLENZA EDUCAZIONALE IMPOSTA DAI CRISTIANI AI BAMBINI?
E' una domanda che ci poniamo, specialmente quando esprimiamo concetti partendo da singoli fatti di cronaca. Possibile che qualcuno manipolato dai cristiani mette in atto azioni devastanti, mentre la massa educata dai cristiani sembra vivere normalmente?
La cronaca mettendo il fatto singolo in evidenza ci impedisce di cogliere l'insieme della realtà da cui il fatto singolo emerge.
Tutto il Sistema Sociale in cui viviamo è malato dall'imposizione dell'orrore educazionale cristiano. Tutto il Sistema Sociale è costretto dai cristiani a pensare a sé stesso come un insieme di oggetti posseduti o da possedere anziché pensare a sé stesso come un insieme di individui ossequiosi dei principi etici e morali imposti dalla Costituzione.
Gli effetti devastanti del cristianesimo e delle farneticazioni di Wojtyla in difesa degli orrori imposti attraverso la famiglia sono sotto gli occhi di tutti tanto da diventare parte dell'orrore quotidiano. Una società trasformata, dal cristianesimo, in un grande campo di concentramento dove le dinamiche sociali non sono quelle volute dalla Costituzione, ma sono quelle della distruzione dell'uomo al fine di trasformarlo in oggetto impotente davanti alla vita.
Per dimostrare questo invio due articoli prelevati da internet, ma che girano sui giornali il 18 dicembre 2004 presi da:
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200412171355179469/200412171355179469.html
e da:
http://www.agopress.info/vis_news00.asp?id_news=152016
ATTUALITA'. ISTAT:
IN CRESCITA LE VIOLENZE SESSUALI,
MA SEMPRE MENO DONNE LE DENUNCIANO
(AGO
PRESS) Sono più di mezzo milione (520 mila), le donne dai 14
ai 59 anni che nel corso della loro vita hanno subito almeno una
violenza tentata o consumata; si tratta del 2,9 per cento del totale
delle donne di 14-59 anni. Sono 118 mila (0,7 per cento) le donne
della stessa età che hanno subito almeno una violenza nei tre
anni precedenti l'intervista. Hanno tra i 25 e i 44 anni le donne che
più frequentemente hanno subito stupro o tentato stupro nel
corso della vita (3,6 per cento della stessa classe di età),
mentre le giovani di età inferiore ai 24 anni hanno un tasso
di vittimizzazione più basso (1,9 per cento). Lo rende noto
l'Istat. Focalizzando l'analisi sugli ultimi tre anni le donne più
giovani risultano invece le più vittimizzate, essendo le
uniche che presentano tassi superiori a quello complessivo (1,4 per
cento negli ultimi tre anni contro una media dello 0,7 per cento). Il
fenomeno è più diffuso al Nord (3,4 per cento Nord-est
e 3,3 per cento Nord-ovest) e nei comuni centro delle aree
metropolitane (3,6 per cento), mentre i tassi sono via via più
bassi al diminuire della dimensione demografica. Concentrando
l'analisi sugli ultimi tre anni, si affievoliscono le differenze
territoriali, fatta eccezione per i comuni più piccoli, con
meno di 2 mila abitanti, che presentano i tassi più bassi (0,2
per cento). Gli autori delle violenze (tentate o consumate),
contrariamente a quelli delle molestie, sono soprattutto persone
conosciute, se non addirittura intime, delle vittime: nel corso della
vita, solo il 18,3 per cento delle vittime è stata violentata
da un estraneo e il 14,2 per cento da un conoscente di vista. Per il
resto sono gli amici ad essere più frequentemente i
violentatori (23,5 per cento), seguiti dai datori o colleghi di
lavoro (15,3 per cento), dai fidanzati/ex fidanzati (6,5 per cento),
dai coniugi/ex coniugi (5,3 per cento). Nel caso poi delle sole
violenze consumate, l'autore è un amico delle vittime
addirittura nel 23,8 per cento dei casi, il coniuge o il convivente
(o l'ex coniuge/convivente) per il 20,2 per cento e il fidanzato o
l'ex fidanzato per il 17,4 per cento, mentre le violenze da parte di
estranei riguardano appena il 3,5 per cento delle donne che hanno
subito violenza sessuale. Negli ultimi tre anni, invece, è
osservabile nella tipologia degli autori delle violenze sessuali
tentate o consumate una maggiore presenza degli amici (29 per cento),
dei fidanzati (11,1 per cento) e dei coniugi/ex coniugi o dei
conviventi/ex conviventi. Come deriva facilmente dalla tipologia
degli autori della violenza, i luoghi più a rischio sono
quelli più familiari per le donne: il 15,8 per cento delle
vittime ha subito violenza, tentata o consumata, a casa propria o
negli spazi attinenti, l'11,8 per cento al lavoro o negli spazi
circostanti, il 9,3 per cento a casa di amici, di parenti o di
conoscenti e un ulteriore 6,9 per cento a casa dello stesso
aggressore. Nel corso della vita, dunque, complessivamente, oltre il
43,8 per cento delle donne che ha subito uno stupro o un tentativo di
stupro lo ha subito appunto in luoghi familiari. Negli ultimi tre
anni il 25,8 per cento delle violenze subite si è verificato a
casa della vittima o di amici e parenti, l'11,8 per cento in
automobile, il 9,9 per cento a lavoro o negli spazi attinenti. Il
28,8 per cento, invece, è avvenuto in strada, il 4,3 per cento
in un parco pubblico, o in un giardino o al mare e il 5,9 per cento
in un locale pubblico. Il 24,2 per cento delle donne abusate nel
corso della vita e il 29,4 per cento di quelle che lo sono state
negli ultimi tre anni ha subito più volte violenze dalla
stessa persona. Questa percentuale è molto diversa se si
considerano le violenze consumate rispetto a quelle tentate
(rispettivamente il 42,9 per cento e il 19,7 per cento nel corso
della vita; il 61,7 per cento e il 24 per cento negli ultimi tre
anni). Il che porta a dire che quando la gravità della
violenza sessuale è maggiore, la vittima la subisce con
maggiore frequenza. Il 45,1 per cento delle donne ha subito violenze,
tentate o consumate, almeno settimanalmente (il 12,4 per cento tutti
i giorni, il 20,1 per cento più volte la settimana e il 12,6
per cento una volta la settimana) e il 17,5 per cento qualche volta
al mese. Malgrado ci siano donne che hanno subito violenze ripetute
molto raramente (il 14,5 per cento meno di una volta l'anno), oltre
la metà (62,6 per cento) di coloro che hanno subito violenze
ripetute sono state oggetto di soprusi almeno una volta al mese.
Inoltre gli stupri consumati da parte dello stesso autore hanno più
spesso una cadenza settimanale o mensile rispetto a quelle tentate.
Soltanto il 7,4 per cento delle donne che ha subito una violenza
tentata o consumata nel corso della vita ha denunciato il fatto (9,3
per cento negli ultimi tre anni). La quota di sommerso è
dunque altissima. Alle donne vittime di violenza che non hanno
denunciato l'episodio alle forze dell'ordine (circa il 90 per cento)
sono state chieste le motivazioni per cui non l'hanno fatto. Il
quesito, pur essendo particolarmente sensibile e delicato per la
vittima (il tasso di non risposta è stato piuttosto elevato),
è essenziale per inquadrare le cause di questa scelta. Le
possibili motivazioni sono diversamente articolate, ma sono legate
principalmente alla paura di essere giudicate male, al timore di non
essere credute, al senso di vergogna o di colpa. Anche la paura
dell'abusatore e la sfiducia nelle capacità delle forze
dell'ordine sono due elementi determinanti nella scelta di non
denunciare l'episodio. Inoltre, il 14,3 per cento non ha denunciato
la violenza perché ha agito per conto suo o con l'aiuto dei
suoi familiari ed infine il 16,8 per cento ha dichiarato che il fatto
non è stato abbastanza grave. Le donne che hanno subito una
violenza consumata hanno indicato maggiormente la paura di essere
giudicate e non credute e la paura di essere trattate male e con poca
riservatezza, la paura di non aver denunciato per imbarazzo, vergogna
o per un senso di colpa. Le vittime, inoltre, riferiscono di non aver
denunciato perché temevano per la propria incolumità o
non volevano che il violentatore fosse mandato in prigione. Quasi un
terzo delle donne non parla con nessuno dell'episodio che ha subito,
il 30,6 per cento nel corso della vita e il 31,2 per cento negli
ultimi tre anni. Per le sole violenze consumate il dato ammonta al
26,9 per cento. Tra le donne che hanno subito violenza sia tentata
sia consumata nel corso della vita e che hanno scelto di parlarne con
qualcuno, la maggior parte lo ha fatto con un familiare o con un
amico/a o un vicino/a, mentre è residuale la percentuale di
coloro che si sono rivolte ai servizi sociali, alle forze
dell'ordine, a uno psicologo o a un medico. Le donne che hanno subito
violenza negli ultimi tre anni ne hanno parlato soprattutto con amici
o vicini e un po' meno con i familiari. Gli altri casi restano
residuali.
VIOLENZA SESSUALE:
ISTAT, 370MILA DONNE RICATTATE SU LAVORO
ROMA - Sono 373 mila (il 3,1%) le donne tra i 15 e i 59
anni che nel corso della vita lavorativa sono state sottoposte a
ricatti sessuali sul posto di lavoro: in particolare l'1,8% per
essere assunte e l'1,8% per mantenere il posto di lavoro o avanzare
di carriera.
Il 55,6% ha finito con il cambiare lavoro volontariamente,
rinunciando alla carriera, solo il 4,4% ha continuato a lavorare
mentre il 3,5% e' stata licenziata. A dirlo e' l'indagine dell'Istat
sulle violenze e le molestie sessuali subite dalle donne nel corso
della vita e nei tre anni precedenti l'intervista, condotta nel 2002
su un campione di 22 mila 759 donne, i cui dati sono stati diffusi
oggi.
Nei tre anni precedenti l'indagine, sono invece state 92 mila (lo
0,8%) quelle che hanno subito ricatti sessuali sempre sul luogo di
lavoro, rispettivamente lo 0,4% per essere assunte e lo 0,5% per
mantenere il posto di lavoro o avanzare di carriera.
Piu' alto e' pero' il numero delle donne a cui e' stata chiesta una
''disponibilita' sessuale'' al momento della ricerca di un lavoro:
risultano essere piu' di mezzo milione (582 mila), il 4,9%; 160 mila,
l'1,4%, nei tre anni precedenti l'intervista.
Inoltre, sempre sulla base dell'indagine Istat, sono soprattutto le
donne con un titolo di studio elevato ad essere vittime di ricatti
sessuali nel corso della vita: le donne che presentano il tasso di
vittimizzazione piu' basso hanno infatti al massimo la licenza
elementare (1,3%). Il nord-est e le isole presentano il minor numero
di vittime, cosi' come i comuni piu' piccoli e medio-piccoli.
Ma, quando una donna subisce un ricatto sessuale, nel 77,1% dei casi
non ne parla con nessuno sul posto di lavoro (65,3% negli ultimi tre
anni). Solo il 22,9% ha raccontato la sua esperienza, soprattutto ai
colleghi (16,4%). Quasi nessuna ha denunciato l'esperienza alle forze
dell'ordine; la motivazione piu' frequente e' il ritenere il fatto
''non abbastanza grave'' (28,6%) seguita dalla ''mancanza di fiducia
nelle forze dell' ordine'' (23,7%) e dalla ''paura di essere
giudicata e trattata male al momento della denuncia'' (22,5%).
Mi chiedo: QUANTI ESEMPI DI ORRORE DOBBIAMO PORTARE PRIMA CHE IL LEGISLATORE FERMI UNA VOLTA PER TUTTE L'ATTIVITA' DI DISTRUZIONE SOCIALE DELLA CHIESA CATTOLICA E INIZI A RISPETTARE LA MORALE E LE REGOLE IMPOSTE DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA?
Per troppe persone è più facile aiutare i cristiani a stuprare bambini che rivendicare il diritto al sistema sociale di rispettare la vita delle persone in quanto soggetti di diritto!
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano
dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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