La Falce di Gaia nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Dèi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

Il significato della falce di Gaia.

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

Scrive Esiodo:

Presto creata la specie del livido adamante,

fabbricò una gran falce e si rivolse ai suoi figli,

e disse loro, a loro aggiungendo coraggio, afflitta nel cuore:

"Figli miei e d'un padre scellerato, se voi volete

Obbedirmi potremmo vendicare il malvagio oltraggio del padre

Vostro ché per primo concepì opere infami."

Esiodo, Teogonia 161 166

La Falce è l'unica cosa che Gaia costruisce. La Falce non viene generata, ma viene costruita.

La Falce viene offerta ai figli di Gaia.

Un figlio afferra la Falce, per tutti i suoi figli! Uno per tutti affinché tutti la possano afferrare!

Perché fabbrica e non genera?

Che cos'è la Falce? E' un oggetto inconscio o è Cosciente di Sé e pertanto la sua Coscienza interviene nell'azione di chi lo usa?

La Falce è la Volontà che Gaia fabbrica per alimentare i suoi figli affinché veicolino la loro Necessità.

La Falce rappresenta la veicolazione del potere emotivo di Eros all'interno dell'azione come modificazione di un soggetto che agisce modificando l'oggettività in cui vive ed agisce.

Urano Stellato non è azione, è emozione che cresce dentro ai corpi stellari, i primi corpi che presero coscienza di sé dopo che Gaia risolse la propria coscienza nel nulla.

La Falce di Gaia ha una duplice funzione simbolica. E' il soggetto che agisce nell'oggettività (falcia) e nell'agire nell'oggettività modifica sé stesso in un'oggettività modificata che modifica i soggetti che in essa abitano. Questa attività e le relazioni che si intrecciano in continui adattamenti soggettivi che richiedono l'azione dei soggetti, la chiamiamo manifestazione di Volontà.

Volontà è un DIO, una consapevolezza di Sé stessa che si esprime in ogni Essere nel momento stesso in cui esprime sé stesso. Volontà è anche il dio che scorgiamo quale soggetto che ha costruito la relazione fra i soggetti che agiscono; fra i soggetti che agiscono e l'oggettività che agisce nei loro confronti. Gaia è la sostanza inconsapevole dell'esistente mentre costruisce la sua consapevolezza là dove incontra le condizioni per farlo. Necessità si può considerare come la ricerca delle condizioni nelle quali trasformare l'inconscio in conscio; l'inconsapevole in consapevolezza. Volontà è un DIO che si esprime all'interno di ogni consapevole che, facendo propria la Necessità che lo ha formato, lo spinge a cercare le migliori condizioni in cui persistere e dilatarsi, crescere. Volontà è un DIO che appartiene all'inconoscibile della ragione, ma che si manifesta nelle azioni. Gli Esseri della Natura non hanno strumenti razionali per descrivere volontà, riconoscerla prima che si manifesti, descriverla in sé stessa se non dopo che volontà si è veicolata nel mutamento, nell'azione. Solo allora gli individui finiscono per individuare alcuni effetti di Volontà e descrivere le variazioni che l'oggettività, razionalmente percepita, ha subito per la manifestazione di Volontà. Volontà appartiene all'inconoscibile della ragione perché Volontà si è espressa costruendo la vita prima che la ragione nascesse.

Inconoscibile significa: non poter conoscere per ciò che è! Questo non significa che noi non siamo in grado di identificarne, almeno in parte e per quanto ci serve, le manifestazioni. Questo non significa che il veggente non sia in grado di distinguere l'inconscio dal consapevole per il bagliore che emana e le sensazioni che emergono dentro di lui. Significa che non siamo in grado di definire quanto è manifestazione di quel DIO dentro una Coscienza e quanto è manifestazione di quella coscienza che, appropriandosi di quel DIO, manifesta sé stessa in quanto DIO davanti all'intero esistente.

Siamo in grado di fare affermazioni nei confronti di Volontà, ma non siamo in grado di afferrare Volontà in sé stessa perché Volontà si colloca fra la necessità di agire, il desiderio di agire e l'azione che, quando è legata alla vita e alla struttura emotiva, prescinde sempre dai modelli razionali.

Esistono motivi per cui non siamo in grado di descrivere e definire Volontà in sé stessa, ma solo di chiamarla con un nome. Il primo è che siamo figli di Crono. In quanto figli di Crono noi usiamo Volontà, la Falce di Gaia, per appropriarci di Necessità attraverso sui siamo venuti in essere ed espandere noi stessi in quanto DEI che abitano il mondo. Pertanto, quanto noi sappiamo di Volontà, non è quanto Gaia ha fabbricato per i figli di Crono, ma è l'uso che noi facciamo di quanto Gaia ha fabbricato. In altre parole, noi conosciamo solo quanto noi sappiamo esprimere di quanto per noi Gaia ha fabbricato. Dal momento che il noi comprende milioni di miliardi di Esseri della Natura e che ognuno esprime soggettivamente un aspetto di Volontà in base alle condizioni del proprio divenuto, nessun Essere che agisce attraverso Volontà può comprendere Volontà che attraversa tutti gli Esseri della Natura e che comprende tutti gli Esseri della Natura.

In questo caso possiamo parlare di Volontà come di un DIO nella misura in cui noi lo esprimiamo e nella misura in cui ci costringe ad esprimerlo nelle nostre condizioni di vita. Quando evochiamo Volontà non evochiamo Volontà fabbricata da Gaia, ma l'aspetto di Volontà che le nostre determinazioni, in quanto esseri di una specie dell'Essere Natura, esprimono. Evochiamo un DIO che abbiamo dentro per poterlo esprimerlo facendoci noi stessi quel DIO!

Solo che quel DIO è noi stessi nella misura in cui noi lo esprimiamo.

Infatti, invocando o evocando Volontà altro non facciamo che chiamare alla ragione la necessità di compattarci ed organizzarci per affrontare le contraddizioni che nel quotidiano si presentano: esprimiamo noi stessi, in quanto DEI, nel mondo in cui viviamo.

Questo è quanto ha fabbricato Gaia!

In questo senso Volontà è come Intento e Necessità; parliamo della loro azione, ma appartengono all'inconoscibile della ragione e della razionalità perché hanno preceduto la ragione e la razionalità costruendo la vita e l'esistenza di cui la ragione e la razionalità sono solo una piccola parte circoscritta.

Negli Esseri Umani, Intento, Eros, si esprime in vari modi. Quello più immediato di Esseri della Natura Eros viene espresso attraverso l'eccitazione sessuale che noi, comunemente, definiamo come "erotica" proprio da Eros. Il piacere che viviamo obbedendo alla Necessità del processo di crescita che si esprime mediante un cammino in cui ogni singola fase comprende TENSIONE-CARICA-SCARICA-RILASSAMENTO, da un lato costruisce l'Essere Umano e dall'altro alimenta le trasformazioni dell'Essere Natura generazione dopo generazione. Eros non mette in moto le energie emotive solo nell'atto sessuale, anche se questo è centrale nella specie cui apparteniamo, ma soprattutto nello sviluppo emozionale, intellettivo alimentando il piacere della conoscenza e della consapevolezza, l'espressione fisica ecc. Tutte sono espressioni di Eros che spingono verso l'Intento universale della vita: il suo scopo. Lo scopo della vita è la vita stessa! E' l'espressione della vita senza legamenti. Eros è chiamato colui che scioglie i legamenti, colui che rimuove gli ostacoli che vengono posti allo sviluppo della vita e delle sue manifestazioni.

Nonostante questo, Intento è inconoscibile in sé stesso e tuttavia noi possiamo elencare un buon numero di manifestazioni riconducibili a Intento. Ciò che noi elenchiamo resta un riflesso di Intento come di Volontà. Un riflesso che comunque ci serve per costruire noi stessi nell'oggettività e nelle trasformazioni nel mondo in cui noi, Esseri Umani, siamo nati.

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 inizio revisione 18 settembre 2014

Nota: la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo "Teogonia" trad. Graziano Arrighetti edizione BUR

Marghera 26 settembre 2014

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.