I FIGLI DI NOTTE

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E’ la seconda volta che troviamo NOTTE nella Teogonia. Non è un caso, ma una costruzione per analogia. Sono quelle operazioni descrittive che vengono fatte dal veggente. La prima NOTTE che genera ETERE e GIORNO unendosi ad EREBO mentre GAIA passa dalla Coscienza di Sé in sé e per sé a sostanza inconsapevole che si espande riempiendo il vuoto. NOTTE che troviamo ora è NOTTE della ragione! E’ l’oscuro che circonda la ragione, che la sconvolge e dal quale emergono fenomeni incomprensibili che fanno emergere in lei dèi paurosi. Le paure che la ragione mette a guardia dei suoi confini affinché l’Essere Umano nel nostro caso non prevarichi la descrizione e non colga dall’albero della vita eterna per vivere in eterno fuori dal controllo della ragione.

La seconda NOTTE deve essere letta dal punto di vista del veggente umano.

La prima NOTTE si unisce in amore e genera l’universo come noi lo conosciamo. Dunque, genera la vita. La seconda NOTTE genera da sé stessa i fantasmi che la ragione mette a guardia dei suoi confini, del suo descritto: le sbarre della gabbia entro la quale rinchiudere il divenire umano!

Dall’oscuro della ragione emerge uno sconosciuto. Davanti a quello sconosciuto la ragione è sconvolta. Quale dio gli appare? Ecco MOROS il tenebroso, sconvolgente e malefico destino. Un mostro impressionante: “Io non sapevo! Io non credevo!” afferma la ragione davanti ad eventi che distruggono il divenire dell’Essere Umano cui si erge a padrona! La giornata era limpida, si poteva affrontare il mare con un legno leggero. Perché la tempesta ha travolto quel legno portando l’Essere Umano cui la ragione dava consiglio a diventare pasto per pesci voraci? Il mare era calmo, la giornata era limpida! E’ MOROS generato da NOTTE che travolse l’imbarcazione. E’ il destino malvagio degli dèi che portò l’Essere Umano a cui la ragione dava consigli che portò l’Essere Umano a diventare pasto per i pesci!

MOROS è il fantasma dietro al quale la ragione nasconde la propria impotenza. I consigli frutto della propria ragione per nascondere l’incapacità di guardare il tempo mentre viene incontro. La ragione si erge padrona dell’Essere Umano, ma incapace di padroneggiare lo sconosciuto che la circonda nasconde la propria inadeguatezza dietro fantasmi. MOROS di questi è il signore!

KER nera (Chere) associata a MORTE! Altro non è che l’insieme della sequenza delle scelte soggettive che portano alla distruzione della Coscienza di Sé. Il destino, afferma la ragione, che porta alla tua distruzione! No! La sequenza di scelte che io ho fatto e che mi hanno portato alla distruzione. Dopo la prima scelta distruttiva, diventa semplice, quasi ovvio fare la seconda scelta distruttiva. La distruzione non è visibile alla ragione. La distruzione non appare alla ragione come fine delle scelte. La ragione non ha progetto per il quale le scelte vengono fatte: la ragione vive l’attimo presente e solo per quanto definito dalla sua descrizione. L’attimo presente, la scelta immediatamente conveniente, la scelta che non mette in discussine la ragione e la descrizione che l’individuo sta vivendo. Il suo adeguarsi a quanto ha incontrato come se quanto ha incontrato fosse l’unica cosa esistente anziché l’unica descrizione che la sua ragione riesce a fare. Il destino distruttivo: KER! quanto l’Essere Umano costruisce giorno dopo giorno e che la ragione imputa ad un ineluttabile nei confronti del quale lei afferma di essere disarmata. Non è vero! E’ un fantasma che la ragione ha innalzato a protezione delle sue scelte. “Le scelte non le ho determinate io, ma il tuo destino!”

KER nera è associata a MORTE! Qui si tratta della MORTE! Fine dei mutamenti, non la morte del corpo fisico che l’Essere Umano trasforma in nascita del corpo luminoso in quanto figlio di CRONO. MORTE come cessazione dei mutamenti. MORTE come fine delle possibilità di quella Coscienza di Sé di diventare parte dell’universo: parte della costruenda futura Coscienza di Sé GAIA. Le scelte distruttive che la ragione imputa a KER hanno il fine di annebbiare il sentire e l’intuire dell’Essere Umano che non ha saputo trasformare la sua ragione in uno strumento da mettere al suo servizio imputando la causa del suo fallimento alla fatalità distruttiva imposta da KER.

Figlie di NOTTE sono le KERE: “e le KERE generò, spietate nel dare le pene:...”. Perché spietate? Perché ogni scelta che un Essere della Natura compie incide sul proprio essere e sulle proprie trasformazioni. Lo dilata nell’esistente, lo rende abile, sapiente e consapevole o lo rende inabile, pavido, ignorante e inconsapevole. Ogni scelta che un Essere compie, ogni azione, trasforma il suo essere e l’azione successiva sarà figlia delle trasformazioni soggettive che le azioni precedenti hanno costruito l’Essere. Queste sono le pene inflitte dalle KERE: la trasformazione soggettiva dell’individuo quale prodotto della sua azione. Ed ecco la ragione affermare: “Se non sei più in grado di compiere azioni coraggiose, se non hai conoscenza e consapevolezza sufficiente, se non sei in grado di affrontare quanto ti circonda non è a causa della mia azione per impedirti di uscire dai confini che ti ho imposto. Dentro quei confini tu ti senti sicuro: attento alle KERE che potrebbero coglierti fuori da quei confini!” Così, mentre l’Essere Umano è terrorizzato dai fantasmi che la ragione ha posto a guardia dei suoi confini, la ragione restringe sempre di più la sua isola descrittiva fino a distruggere nell’Essere Umano la consapevolezza dello sconosciuto in cui vive.”

Le KERE sono avvicinate alle MOIRE sempre generate da NOTTE. Da NOTTE è generato quanto la ragione ritiene oscuro e costruisce i fantasmi per impedire all’Essere Umano di costruire il dio che cresce dentro di lui e accedere all’Olimpo.

Le MOIRE assegnano un fato e un destino. Le figlie di NOTTE e le figlie di ZEUS. Di chi sono figlie MOIRE? Nella Teogonia sono figlie di NOTTE e sono figli di ZEUS e TEMI.

Perché le figlie di NOTTE sono i fantasmi che atterriscono l’Essere Umano costringendolo a ripiegarsi su sé stesso. Lo costringono a rinunciare ad usare la propria VOLONTA’ costringendolo in ginocchio impaurito e cupo. Le MOIRE figlie di ZEUS sono proprie dell’Essere Umano coraggioso che non arretra davanti allo sconosciuto, ma lo affronta. E’ l’Essere Umano che non teme GIUSTIZIA, ma la alimenta col proprio coraggio.

Le figli della NOTTE: “Cloto, Lachesi e Atropo, che ai mortali

appena son nati danno da avere il bene e il male,

che di uomini e dèi i delitti perseguono;

né mai le dee cessano dalla terribile ira

prima d’aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia fallito.”

La traduzione parla di peccato anziché di fallimento, ma il termine peccato è tipicamente cristiano e non coincide con chi sta affrontando la vita come sfida: preferisco il termine fallire!

Figlie di NOTTE sono pure BIASIMO E SVENTURA. Quando le scelte dell’individuo non lo conducono là dove EROS lo spingeva i fantasmi della ragione gli imputano il fallimento. Hai voluto seguire il tuo intuire, hai voluto seguire il tuo istinto e hai fallito: sottomettiti alla ragione. Il biasimo della ragione è un feroce fantasma che aumenta costrizione sull’Essere Umano impedendogli di riprovare ancora, magari fallendo, ma accumulando esperienza per affrontare l’infinito. Ed è lo stesso per SVENTURA. La ragione lo costruisce come fantasma che nasce dalla sequenza delle sue scelte. E’ pronta la ragione ad imputare ai propri fantasmi i suoi fallimenti ed è pronta ad imputare all’Essere Umano i fallimenti quando pavido accetta di seguire il proprio intuire e la propria percezione chiamando a raccolta i suoi fantasmi affinché non provi ancora ad uscire dai suoi angusti confini.

Da NOTTE furono generati i campi di battaglia dai quali l’Essere Umano alimenta le sfide della vita.

Da NOTTE nacquero SONNO e i SOGNI!

Da NOTTE nacquero le condizioni divine del vivere per sfida che ogni Essere Umano conducono là nell’infinito quando pugnando con gli DEI li vince costruendo sé stesso.

Nel SONNO si genera il SOGNARE!

Il SOGNARE riposo dell’Essere Umano; la sua rigenerazione!

Il SOGNARE il sussurro degli DEI all’Essere Umano; il consiglio che supera i confini della ragione!

Il SOGNARE un campo di battaglia dove le regole appartengono all’animo di chi lo attraversa!

Da NOTTE genera il grande campo divino della quotidiana contesa nella quale costruire la vita. Quanti DEI neri l’Essere Umano deve domare affinché non si appropriano del suo cuore e delle sue azioni. Eppure solo domando questi DEI neri l’Essere Umano si costruisce nell’infinito. Quando uno di questi DEI neri si appropriano del suo cuore e del suo braccio egli è sconfitto. La sconfitta è la sua rinuncia all’Infinito.

Il primo fra questi è NEMESI!

Maledetto l’Essere Umano che non ricorda!

Maledetto l’Essere Umano che non dimentica gli sforzi che altri Esseri compirono per permettergli di essere ciò che è! Maledetto quell’Essere Umano che non ricorda quante sofferenze furono necessarie affinché egli fosse ciò che è consentendogli l’assalto al cielo della conoscenza e della consapevolezza. Chi non ricorda è destinato a cominciare dall’inizio. E’ destinato a non sentire il respiro del mondo che lo circonda. Chi non ricorda lastrica di ben tristi pietre la strada del proprio cammino.

NEMESI toglie il ricordo, ma alimenta il ricordare all’Essere Umano che la fa prigioniera del suo Intento legandola a sé con la volontà proiettata nell’infinito. Quando NEMESI si appropria degli Esseri della Natura li distrugge impedendo loro il cammino nella vita. NEMESI significa vendetta, la sciagura degli Esseri Umani. Quando un Essere Umano dimentica l’Intento per cui agisce cercando una vendetta che soddisfi il suo ego, la sua importanza personale, distrugge il proprio divenire nell’infinito.

Ancora tre figlie terribili di NOTTE: INGANNO, AMORE e VECCHIAIA ROVINOSA!

Soggiacere a questi DEI, alimentare questi DEI significa distruggere sé stessi. L’Essere Umano che si fa INGANNO per affrontare la sua quotidianità altro non fa che alimentare l’impotenza del costruttore. Chi si fa INGANNO si appropria degli Esseri Umani e pone l basi per la distruzione della vita!

E chi risolve la propria vita in AMORE? Chi fa dell’AMORE il fine della sua vita? Chi piega il suo Intento per far di AMORE scopo e fine della propria esistenza fa di uno strumento, bello ad usarsi e piacevole a viversi, il fine della propria esistenza distruggendo in esso sé stesso.

INGANNO sussurra nelle orecchie dell’Essere Umano la facilità attraverso la quale vivere appropriandosi di Esseri Umani e AMORE sussurra nelle orecchie dell’Essere Umano il piacere illudendolo come il piacere sia scopo e fine della sua esistenza.

L’Essere Umano che sconfigge questi DEI li riconosce costringendoli a svelare il proprio volto. L’Essere Umano fa sgorgare gli DEI dal proprio cuore mettendoli al suo servizio e impedendo loro di imporsi sull’Essere Umano. Ed è in questo modo che l’Essere Umano evita VECCHIAIA ROVINOSA!

Che ne è dei suoi INGANNI quando non ha la forza per alimentarli?

Che ne è di AMORE quando vecchio e stanco sente le membra senza forza?

E’ VECCHIAIA ROVINOSA che lo coglie mentre stanco racconta con nostalgia i bei tempi antichi quando portava INGANNO (lui furbo e astuto) imponendolo a chi non si poteva difendere e quando coglieva AMORE (lui forte e virile). I bei tempi antichi che per lui oggi sono VECCHIAIA ROVINOSA padrona del suo cuore e del suo sentire. Può solo ricordare per scacciare la disperazione nel presente.

NOTTE genera CONTESA!

CONTESA si appropria dell’Essere Umano. Lo costringe a compattare sé stesso per affrontare la sconosciuta NOTTE della vita giungendo, quando sorretto da un cuore coraggioso, ad affrontare le ESPERIDI, anch’esse figlie di NOTTE, e cogliere i pomi aurei della Conoscenza, della Consapevolezza e del divenire nell’infinito.

La sconosciuta NOTTE genera da sé stessa condizioni necessarie alla trasformazione degli Esseri della Futura Natura. Genera le condizioni e le forze che misureranno gli Esseri costringendoli alla trasformazione nel combatterle. CONTESA necessita della compattazione degli Esseri mentre germoglia nei loro cuori ed essi si misurano nella loro quotidianità per costruire sé stessi.

“Combattatevi nella contesa perché io, CONTESA, ho nel grembo doni rovinosi per chi non si compatta e non fa di CONTESA relazione attraverso la quale costruire la propria vita.

Doni rovinosi, DEI violenti che si appropriano della vostra vita distruggendo il vostro divenire.

Sottraetevi a CONTESA senza contendere e calerete i miei figli nel vostro cuore!”

Per PROMETEO! CONTESA, CONTESA, t’avessero ascoltata gli antichi padri quanto minore sarebbe stato il sangue versato e le lacrime ed il dolore mentre guardavano impotenti quella croce maledetta avanzare verso di loro.

Così i figli di CONTESA calarono nel loro cuore e la croce impose loro di calare i figli di contesa anche nel cuore dei loro figli: gettano acqua sulla testa, ma è ferro rovente che brucia e distrugge l’ardore della loro anima!

I figli di Contesa si impadronirono degli Esseri Umani: “CONTESA generò PENA DOLENTE, OBLIO e FAME, e DOLORI, che fanno piangere, LOTTE e BATTAGLIE e DELITTI e OMICIDI, DISCORDIA e INGANNI e DISCORSI e AMBIGUI DISCORSI, ANARCHIA e SCIAGURA che vanno congiunte fra loro e GIURAMENTO, che agli uomini della terra grande sciagura reca quando qualcuno di loro, volendo, spergiura.”

Agli Esseri Umani non rimase altro che supplicare. Così i figli di CONTESA si impossessarono ancor di più dei loro cuori. Impotenti non generarono CONTESA dentro di loro. Impotenti non scacciarono i suoi figli, facendosi CONTESA contro di loro, dalle società degli uomini.

Così gli Esseri Umani non giunsero nelle terre delle ESPERIDI e non sfidarono il grande serpente della vita. Supplicavano acqua per placare il dolore che i figli di CONTESA imponevano loro.

Gli Esseri Umani supplici non giunsero mai nel luogo in cui le ESPERIDI custodivano i pomi aurei della Conoscenza e della Consapevolezza, né colsero mai dall’albero della vita eterna.

NOTTE, senza giacere con nessuno determinò le tensioni divine attraverso le quali gli Esseri della Natura diventano DEI. NOTTE senza giacere con nessuno generò i grandi campi della sfida del divenire umano. Così fu SOGNO così fu la sfida nell’Essere NATURA. NOTTE, senza giacere con nessuno generò il fine della vita degli Esseri della Natura: cogliere i pomi aurei della Conoscenza e della Consapevolezza.

NOTTE, DEA madre di DEI. NOTTE, l’oscuro della ragione. NOTTE che circonda RAGIONE. NOTTE, futuro che genera il presente.

La sfida a NOTTE è la sfida per la costruzione della vita. Non sfidare NOTTE e i fantasmi che da essa trae la RAGIONE per costringere l’Essere Umano all’obbedienza significa alimentarli, santificarli, imporli per distruggere il tempo che si fa incontro all’Essere della Natura.

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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