I Titani, figli di Urano Stellato e Gaia, nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Dèi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

I figli di Urano e Gaia: i Titani e la creazione del tempo come spazio

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

Da Urano Stellato e Gaia, viene generato il tempo come spazio in cui fondare il divenire delle coscienze e delle consapevolezze.

L’immenso emotivo Urano Stellato costruisce uno spazio affinché i propri figli possano divenire e questo spazio è lo spazio del tempo, delle trasformazioni, del mutamento, dell’accumulo, mediante l’azione, di “corpo emotivo”.

Scrive Esiodo tradotto da Romagnoli:

“Poi, con Urano giaciuta [Gaia], generò l'Ocèano profondo,

e Coio, Crio, Giapèto, Mnemòsine, Tèmide, Rea,

Iperione, Tea, l'amabile Tètide, e Febe

dalla ghirlanda d'oro. Dopo essi, il fortissimo Crono

venne alla luce, di scaltro consiglio, fra tutti i figliuoli

il più tremendo; e d'ira terribile ardea contro il padre.

Esiodo Teogonia 132 – 138

I Titani sono condizioni del divenire e del mutamento.

Quale divenire, come divenire, in che condizioni mutare, cosa scegliere per divenire?

I Titani sono il “devi”. Se vuoi, devi.

Se vuoi trasformarti devi importi dei doveri come metodo con cui affrontare la tua esistenza. Si tratta dei doveri, l’unica forma di dovere, che l’uomo e la donna si devono imporre per trasformarsi in un DIO. I Titani non dicono all’uomo cosa deve o non deve fare, ma dicono cosa deve volere per riuscire ad ottenere una trasformazione che lo proietti nell’infinito dei mutamenti portandolo ad essere uno con Urano Stellato.

Devi conoscere l’alfabeto, se vuoi imparare a leggere. Devi allenarti, se vuoi partecipare a buon livello in una gara sportiva. Devi portarti il cibo alla bocca, se vuoi mangiare. Il dovere inteso come necessità soggettiva per raggiungere un obbiettivo. Raggiungere l’obbiettivo è quanto nobilita il senso del dovere soggettivo.

In una società in cui il richiamo al dovere è in funzione della sottomissione delle pulsioni psico-emotive dell’individuo ad un soggetto esterno (il dio padrone cristiano), solo richiamare l’attenzione dell’individuo ai doveri che l’individuo ha verso sé stesso, in quanto soggetto che abita il mondo, significa iniziare ad agitare i Titani che stanno dentro di noi.

Noi non possiamo pensare ai Titani se non nella dimensione del dovere in funzione del raggiungimento dell’obiettivo della nostra vita. Questa è la creazione di Gaia, la materia-energia dell’universo e di Urano Stellato. Urano stellato è intelligenza emotiva in corpi di energia-materia che occupano l’universo; intelligenza emotiva in corpi di energia-materia che persistano è l’obbiettivo del dovere che Urano Stellato cala nei suoi figli, i Titani.

Tu, dice Zeus, non sei obbligato a manifestare i Titani per vivere nella Natura. Puoi vivere senza manifestare i Titani in quanto Titani, io, dice Zeus, con le mie relazioni, trasformo i Titani (i figli di Zeus) in qualche cosa di “ridotto” che possa essere usato dai nati nella Natura. E’ vero, dice Urano Stellato, ma se tu vuoi andare oltre la forma che Zeus ha costruito per permettere ai figli della Natura di trasformarsi, devi alimentare i Titani che costituiscono i doveri della tua esistenza.

Il primo dovere di un Essere della Natura, di un Essere Umano, nel nostro caso, è pensarsi come Teia. Essere Teia. Alimentare e manifestare la Teia dentro sé stessi. Teia è la generatrice di luce, generatrice di prospettiva, generatrice di futuro, generatrice di possibilità Questo generare la luce, intesa come dovere del soggetto nella pratica della sua vita, deve portarlo a “volare alto”, al di sopra della forma presente vissuta. Una forma del vissuto che non deve imprigionare l’individuo che vuole trasformarsi in ciò che Urano Stellato è, ma deve essere superata dall’individuo in una prospettiva di modificazione soggettiva in un’oggettività che si trasforma. L’individuo si fa Teia e si fa Iperione perché questo è il dovere della propria esistenza nella forma costruita da Urano Stellato. Urano Stellato genera i Titani come forma di costruzione del tempo come mondo, ma i Titani sono doveri a cui le persone devono ottemperare per vivere un’esistenza piena.

La tensione della trasformazione manifesta il Crio dentro di noi. Crio è la tensione costante di fare meglio. Sempre meglio del meglio che si sta facendo. Questa condizione, sia come pratica nell’azione, sia come tensione psico-emotiva, è la manifestazione del Titano nato da Urano Stellato e Gaia che spinge gli Esseri nelle loro trasformazioni. E’ un dovere, fare oggi meglio di ieri e predisporci per fare meglio domani. E’ solo in questa condizione, nella manifestazione di Crio, che possiamo accoppiarci ad Euribe, la forza, la potenza delle rappresentazioni del nostro Potere di Essere. Se non manifestiamo Crio, i meccanismi psico-emotivi che dovrebbero manifestarlo si chiudono su sé stessi e anziché manifestare “ciò che siamo”, manifestiamo “ciò che possediamo”. Quando manifestiamo ciò che possediamo, non manifestiamo il nostro potere di essere, ma gli oggetti (o i soggetti ridotti ad oggetto d’uso) attraverso i quali cerchiamo di affermare noi stessi in un mondo che ci vede, in quel momento, oggetti estranei.

Il fare meglio, essere Crio, è un “penetrare” lo sconosciuto che ci circonda. Perforare le barriere del conosciuto consapevoli che oltre c’è un immenso da esplorare. Dirigere in questo modo il proprio fare del meglio, è un farsi Giapeto. E’ la manifestazione del Titano Giapeto dentro di noi. Una manifestazione che esterniamo abitando il mondo in cui siamo venuti in essere. Penetrare lo sconosciuto che ci circonda, ricercare e rivelare ciò che ci è sconosciuto, è un dovere. Gli uomini e le donne che non si fanno Crio rinchiudono le loro emozioni, la loro intelligenza e la loro percezione, entro muri che la limitano e che finiscono per rattrappirla su sé stessa. Manifestare Giapeto ci permette non solo di espandere noi stessi, ma di espandere la nostra razionalità costruita nel mondo di Zeus, ma che non necessariamente deve essere confinata nella forma e nella quantità. Giapeto è il Titano che alimenta la nostra forza con cui modificare i confini della nostra razionalità.

Da Urano Stellato nascono le contraddizioni che risolvendosi in noi stessi, nelle nostre trasformazioni, ci indicano una via della trasformazione che sta fra il buio dell’immenso e la luce del già conosciuto; una luce dell’immenso e il buio del conosciuto. Un immenso da raggiungere in un eterno passaggio fra inconsapevolezza e consapevolezza in cui modificare continuamente il nostro presente. Sono i Titani Ceo (o coio) e Febe che uniti in amore indicano l’uno e l’altro in un futuro possibile. Uno è Febe, la luce, sia come luce che illumina e rende chiaro il tempo delle trasformazioni che ci viene incontro sia come illuminazione della nostra coscienza ogni volta che riveliamo qualche cosa di sconosciuto. L’altro è Ceo, il buio, il nero del presente che in questo momento viviamo e dal quale tendiamo ad emergere costruendo un futuro possibile. E’ un dovere dell’uomo pensare al presente come un buio. Pensare agli aspetti che creano tensione e sofferenza in questo presente e rimuoverli verso una luce di un presente diverso dal quale tenta sempre di emergere. E’ così che venne in essere la vita, fra luce e buio della consapevolezza di sé e l’esigenza di persistere modificandosi continuamente.

Due doveri che ogni soggetto che nasce nel mondo del tempo definito da Urano Stellato deve ottemperare: Temi e Mnemosine.

Temi è pensata come “giustizia universale” o più precisamente come l’equilibrio che si ripristina nell’universo ogni volta che un’azione modifica l’equilibrio o gli insiemi degli equilibri. Temi è il gesto che risponde al gesto. Temi è l’azione che risponde all’azione.

Il mondo del tempo è un mondo di azioni e le azioni modificano continuamente il presente vissuto costringendo i soggetti ad adattarsi. E’ un modo per costruire sé stessi. Mediante le azioni si veicolano le emozioni e il coinvolgimento emotivo plasma la struttura emotiva del soggetto che agisce. Solo che nell’agire, il soggetto, costringe altri soggetti ad agire. Qui interviene il Titano Temi dentro di noi. La Temi dentro ogni soggetto (che Zeus calerà fra gli Esseri della Natura attraverso i figli che ha con Temi), che lo fa vibrare per le ingiustizie, che sono sempre una percezione soggettiva della modificazione del suo ambiente relazionale, al di là di come viene soggettivamente percepito, o il raggiungimento di obbiettivi mediante azioni pensate e messe in atto senza danneggiare il mondo delle relazioni dei soggetti in cui interviene. Agire nel mondo costruendo il mondo.

Urano Stellato, nel costruire le regole, i doveri, propri del mondo del tempo stabilisce le regole mediante i Titani e una di queste regole, uno di questi doveri che vanno ottemperati, è Temi: operare con giustizia sia per sé che per il mondo.

Il Titano che garantisce agli Esseri continuità d’azione nella linea di sviluppo e di trasformazione che hanno scelto, è Lei, Mnemosine.

Mnemosine sta, generalmente ad indicare “memoria”. Noi, come Esseri Umani conosciamo la memoria come l’arte di ricordare razionalmente cose o avvenimenti. Si tratta di un aspetto molto secondario, se non irrilevante, di Mnemosine. Mnemosine come Titano non indica tanto quanto si ricorda, ma quanto è stato accumulato all’interno della struttura emotiva mediante l’esperienza accumulata attraverso l’azione. Mnemosine indica la trasformazione del soggetto nell’azione che sedimentandosi nella struttura emotiva porta il soggetto a fagocitare tale esperienza.

Nel mondo del tempo Mnemosine è un Titano fondamentale nella costruzione degli Esseri che si costruiscono mediante l’azione. Se non hai accumulato ciò che è scaturito dall’esperienza precedente modificando la tua struttura emotiva, non sei attrezzato per affrontare la nuova modificazione del mondo nella quale dovrai agire per accumulare ulteriore esperienza e modificare la tua struttura psico-emotiva. Modificazioni della struttura emotiva che si traducono in un accumulo di Potere di Essere mediante trasformazione.

Nel tempo si diviene per modificazione e Mnemosine è la memoria della modificazione come struttura psico-emotiva delle variazioni del soggetto.

Da Urano Stellato e Gaia vengono definiti due grandi mondi. Il mondo del tempo con Cronos e Rea e il mondo in cui il tempo si manifesta con Oceano e Teti. Cronos è il tempo, il mutamento, lo spazio della trasformazione generato da Urano Stellato e Rea, colei da cui tutto scorre, tutto proviene, tutto nasce e si trasforma nell’infinito del tempo: di Cronos.

La costruzione del mondo del tempo è il capolavoro universale di Urano Stellato. Un mondo d’azione nel quale Coscienze di Sé costruiscono loro stesse seguendo i doveri, Titani, che Urano ha generato. Ogni Coscienza di Sé che emerge nel mondo del tempo DEVE, nel senso che ha il dovere salvo le sue scelte soggettive di interrompere la pratica di quei doveri, di alimentare i Titani dentro di sé per costruire sé stessa nell’eternità dei mutamenti.

Cronos è il mondo del mutamento. Il mondo come tempo. E’ il signore di quel mondo e rivendica i suoi diritti di mondo in sé nel momento stesso in cui evira Urano Stellato sollevando una barriera di comunicazione e dipendenza dalle emozioni del mondo da cui si è reso indipendente. Nel mondo di Cronos le azioni sono oggetti; l’azione è l’unico oggetto reale. Ciò che non agisce, nel mondo di Cronos, non esiste, è trasparente e le azioni attraversano quanto non agisce.

Rea è colei da cui tutto scorre e gli Esseri Umani devono farsi Rea facendo scorrere da sé stessi il tempo dell’azione che, portato nel mondo della ragione, è tempo di relazioni che costruiscono il mondo e la vita. I costruttori del mondo e della vita sono coloro che si fanno Rea e che, nel mondo della ragione, rendono vivo e consapevole il mutamento, il tempo, in cui le loro azioni e le loro scelte diventano forma e sostanza. Echidna è il cuore emotivo della terra; Gaia è il suo corpo, Rea è l’intelligenza progettuale della terra, colei che progetta lo scorrere sul pianeta della vita. Rea, è la terra stessa.

Il mondo del tempo è definito da Urano Stellato attraverso un inizio. L’inizio ha il nome del Titano, Teti. L’Antica, l’Ava, la progenitrice da cui ha inizio un mondo allo stesso modo in cui ha inizio il mondo di Nereo con la Nereide Protho.

E questo inizio ha per compagno un altro Titano: il fiume della vita. Il fiume delle emozioni che generano la vita. L’Antica, la Nonna, l’Ava, Teti accoppiandosi con Oceano fa scorrere l’energia emotiva, l’energia vitale su tutta la terra generando infinite possibilità in cui le coscienze di sé possono venir in essere.

Dai Titani, generati da Urano Stellato, ha inizio la storia degli Esseri della Natura. Ora che Urano Stellato ha costruito il mondo del tempo, il mondo in cui l’azione è sostanza e oggetto, non resta che articolare quel mondo. I Titani lo abiteranno con i loro figli costruendo un mondo in cui lo scorrere del tempo è misura del mutamento, ma qualcuno da loro nascerà che sottometterà il tempo come azione prodotta da oggetti definiti nella forma e nella quantità.

Ma questa, è una nuova e diversa creazione del mondo ad opera dei figli dei Titani. Tuttavia, i Titani sono la sostanza del mondo, il crogiolo di cui è fatto il mondo e la struttura di cui è fatta l’azione consapevole che si muove nella materia. Anche se Zeus rinchiuderà i Titani nel Tartaro con alte porte di bronzo, i suoi figli, per dare l’assolto al cielo della vita e diventare eterni arrivando alle porte dell’Olimpo, dovranno liberare i Titani dentro di loro e risvegliare tutti i Titani per poter abitare il mondo di Cronos.

Liberare i Titani è l’esempio che ci dà Ercole che libera Prometeo dalla prigione in cui Zeus lo aveva imprigionato. Liberare i Titani dentro di noi per accedere alle porte dell’Olimpo.

Tu devi!

Ai nati nel tempo e nel mutamento dice Urano Stellato: tu devi giungere nell’infinito e i Titani sono ciò che sei! Tu sei i Titani!

Nella società in cui viviamo, dovere è una strana parola. E’ un dovere tenere la destra mentre si guida l’automobile. Puoi non ottemperare a quel dovere e tenere la corsia di sinistra, ma solo se vuoi suicidarti. Se non vuoi suicidarti, è tuo dovere tenere la destra. Allo stesso modo, se vuoi suicidarti non aprire le porte dell’ampio Tartaro e non vivere le passioni dei Titani dentro di te.

Il mondo del tempo è il mondo generato da Urano Stellato e la falce di Gaia tagliò il cordone ombelicale che legava il mondo del tempo al mondo emotivo. Separò l’azione dall’emozione, solo che l’azione manifesta il potere, ma non lo sedimenta e questa, è la debolezza di Cronos.

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli “Esiodo i poemi” Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 – inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 11 ottobre 2014

Tradução para o português 17/B) Os Titãs, filhos de Urano Estrelado e Gaia, na Teogonia de Hesíodo

vai indice delle pagine di commento alla Teogonia

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

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Guardiano dell'Anticristo

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L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.